LA CAREZZA DEL SIGNORE

Dove eravamo rimasti?

Cosa vorresti leggere, nel prossimo capitolo? Sara e lo sceriffo (67%)

Sara e lo Sceriffo

LO SCERIFFO

Quella sera non ero in servizio.
Avevo fatto un salto alla fiera su in città, per una cena a base di costolette di maiale e per farmi qualche birra. È stato sulla via del ritorno, che ho visto lo squarcio nel guardrail: non c’erano segni di frenata, sull’asfalto.
Parcheggiai in una piazzola lì vicino, e mi avvicinai col cuore in gola.

La macchina era giù, in fondo alla scarpata, schiantata contro un albero. Fumo e vapore.
Misi la mano in tasca per cercare il cellulare, e quando non lo trovai mi vennero in mente le parole che mia moglie mi aveva rivolto prima che uscissi di casa: portalo con te, tesoro, ché non si sa mai. Io le avevo accarezzato una spalla e le avevo risposto che non volevo che nessuno mi rompesse il cazzo, su alla fiera.
A volte penso a cosa sarebbe successo se avessi avuto quel cellulare con me…

Incominciai a scendere giù, nel buio, cercando di evitare i tronchi degli alberi, gli speroni di roccia. I cespugli, gli arbusti, le buche.
Giù, con le mani protese in avanti, nel naso l’odore forte della benzina.

Arrivai all’automobile e la riconobbi all’istante: era quella di Sara, la figlia del dottor Thompson: cosa cazzo ci faceva lì, quel gran pezzo di fica di Sara Thompson? Guardai dentro, e la vidi seduta scomposta sul sedile del guidatore: Sara era un pupazzo floscio, né più né meno.
Cacciai una mano dentro al finestrino che era andato in frantumi, la afferrai gentilmente per i capelli e allontanai la sua faccia dal volante: Dio Cristo, come si era ridotta. Il suo volto carino, illuminato dalle flebili luci del cruscotto, era deturpato da una serie di tagli, e un frammento di vetro le sbucava dalla guancia sinistra.

L’abitacolo era impregnato dall’odore nauseante delle feci e da quello acido del vomito, ma quello che mi preoccupò di più fu quello della benzina: dovevo tirarla fuori di lì.
La portiera era bloccata, così corsi sul retro per passare dal bagagliaio. Quando aprii il portellone mi accorsi che c’era un altro corpo. Lo schienale del passeggero doveva aver ceduto, e quella persona sembrava dormisse comodamente a pancia in giù.

Riuscii a estrarre Sara; la distesi a distanza di sicurezza dall’auto, nell’erba alta. Mi accertai che il polso fosse presente, e per sicurezza le slacciai i bottoni della camicetta. I seni di Sara, leggermente compressi dal reggiseno in pizzo, salivano e scendevano seducenti.

Poggiai l’orecchio sul seno sinistro, e l’odore della merda e del piscio fu coperto da deliziose note esotiche. Le passai le mani sul petto, diedi una bella strizzata a quelle belle tette sode, e poi le accarezzai il ventre. E poi incominciai a leccarmela come si deve.
La sua pelle profumata, vellutata, me lo fece venire duro come il calcio della mia pistola, e le tirai su la gonna senza pensarci due volte.

Aveva addosso quelle mutande in miniatura, quelle che non ho mai capito a cosa servono. Gliele abbassai, e due secondi dopo ero già dentro di lei.
La sua testa si muoveva di lato, mentre me la scopavo, e il pezzo di vetro che le sporgeva dalla guancia tintinnava contro un sasso lì vicino.
Una volta finito mi ripulii col fazzoletto, le controllai di nuovo il battito e la rivestii.

Poi mi precipitai nel bagagliaio per tirare fuori la seconda figura, pensando alla mia personale interpretazione della Carezza del Signore: proprio un gran pezzo di fica.

La seconda persona era un uomo, un uomo massiccio.
Tirarlo fuori fu un impresa, e mi procurai uno strappo muscolare così doloroso che a volte lo sento anche oggi, a distanza di dieci anni.
Ma il dolore più grande fu quando rigirai quell’uomo, quando nella semioscurità riconobbi i suoi lineamenti: cosa ci faceva lì, Billy Bo? Gli passai le dita sulla faccia, appoggiai l’orecchio anche sul suo petto, e poi cominciai a scuoterlo, a schiaffeggiarlo.
Billy Bo! Billy Bo!
Di tanto in tanto spostavo lo sguardo in direzione dell’automobile, ero terrorizzato dall’idea che esplodesse da un momento all’altro.
Billy Bo! Billy Bo! Svegliati, cazzo!
La prima cosa che fece, quando riprese coscienza, fu quella di vomitarmi sulla gamba. Lo girai di lato, in modo che non si strozzasse.
Poi i suoi occhi incontrarono i miei, e mi disse cosa ci fai, qui, papà?

*

JONES

«Ficcanaso Jones: era così che ti chiamavano, giusto? Beh, vedo che continui a onorare il tuo soprannome», dice lo sceriffo puntandomi la luce della sua torcia dritto negli occhi. «E adesso smamma, ché qui è proprietà privata.»

Lo sceriffo, che non ha mai smesso di darmi pacche sulla spalla, me ne assesta una di quelle che ti fanno capire che non sei il benvenuto.

«Pensavo fosse disabitata», gli dico guardandolo in quegli occhi gelidi.

«Ci abitano i Thompson», dice lo sceriffo avanzando verso di me. «Hanno una certa età, e vanno a letto con le galline.»

«E Sara?», gli dico continuando ad arretrare, «anche lei va a letto con le galline?»

«Ficcanaso Jones… », dice lo sceriffo dopo aver sputato sul pavimento del portico. «Hai voglia di passare la notte al fresco? Ho una cella che ti aspetta, che ne dici?»

"Ficcanaso Jones" si allontana, e poi? Dove va?

  • "Ficcanaso Jones" va al motel fuori paese (17%)
    17
  • "Ficcanaso Jones" va alla tavola calda (67%)
    67
  • "Ficcanaso Jones" va a casa di sua madre (17%)
    17
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122 Commenti

  • Capitolo 10)

    Ciao Massimo!

    Tutte le storie giungono a una conclusione, anche se questa potrebbe non essere chiusa del tutto. Ho questa sensazione.
    Trovo che la scelta di non far finire bene le cose, avendoci quasi illuso del contrario, ci stia perfettamente. Non sempre il “bene” prevale, ma potrebbe offrire spazio ad altre storie e altri risvolti. L’intero processo mi ha coinvolto, e trovo che hai dato il meglio verso il centro della storia. Ti ripeto ancora una volta che questa potrebbe essere una di quelle storie da ampliare, con la volontà di farlo, ed è sempre bello far parte del processo evolutivo. Grazie per averci coinvolto!
    E niente, aspetto di leggerti la prossima volta! 🙂

  • Accidenti, ci hai proprio accompagnati in una discesa verso gli Inferi!

    Avremmo potuto salvare Jones? Chissà. Almeno adesso è insieme a Sara, seppur in un contesto… spettrale. Fa rabbia che la malvagità perversa abbia prevalso, ma questa è una storia cruda e raccapricciante, ed è giusto che sia così. Anzi, il fatto stesso che lasci l’amaro in bocca è un bene, significa che hai fatto un ottimo lavoro, complimenti. 😀

    Devo dire che lascia anche delle curiosità, sarebbe davvero interessante leggerne un seguito. Nel frattempo, possiamo far lavorare la nostra fantasia: sto ancora pensando alla “vera storia” dietro l’origine de La Carezza del Signore, ahah!

    Comunque, sono felice di aver seguito il racconto dall’inizio alla fine e spero, in futuro, di leggere ancora qualcosa da parte tua su TheIncipit.
    A presto, Massimo! 😀

  • Complimenti Massimo bellissima storia 🙂
    Sebbene non nel modo in cui ci aspettavamo alla fine Jones e Sara si sono rincontrati 🙂
    Spero che il titolo che hai scelto per il tuo finale sia un modo per dirci che ritornerai a breve con un nuovo inizio (incipit) 🙂
    E noi ti aspetteremo con ansia 🙂
    A presto 🙂

  • Capitolo 9)

    Ciao Massimo!

    Ed è proprio un ritorno al nero. Sapevamo di star ficcano il povero disgraziato in una trappola bella e buona, ma avevo immaginato potessi portare la cosa a un livello più alto di crudeltà! Ma c’è ancora un capitolo…
    La situazione mi ha caricato di sensazioni alla “Non aprite quella porta”: gente che non vorresti mai incontrare al buio, o da solo,
    Aspetto di scoprire come si chiuderà. Continua così!
    Alla prossima!

  • Nonostante io sappia perfettamente che negli horror il lieto fine non esiste, non quello definitivo almeno, voto per Jones e Sara, sperando che non sia l’imparruccato a farne le veci…
    Ciao, Massimo.
    Sai che quel Derek mi ha convinto poco fin dal principio, non so, qualcosa mi puzzava in quel tizio… sarà che sei stato bravo a seminare? Probabile.
    Non ci resta che aspettare il finale, dove so succederà qualcosa di imprevisto. Avanti allora, ti aspetto.

    Alla prossima!

  • Ma che bella “psyco” sorpresa povero Jones.
    Così impara a fidarsi.
    A ‘sto punto non so piu cosa pensare; la suspance resta immutata, anzi è amplificata dagli ultimi accadimenti.
    Esprimo un voto che è un augurio: Sara-Jones. Perché il bene ? trionfi, anche se ho i miei dubbi.
    Bravo Massimo, che dire: ottimo lavoro!?

  • Mi sa che hai vinto la tua scommessa con Martha perché scommetto, a mia volta, che siamo stati fregati tutti, non solo io e BlackCat.
    Ho visto spegnersi di colpo una piccola luce in questo tunnel malsano, e ora non ho più speranze per Sara e Jones, di cui vorrei leggere molto i POV.
    Vediamo quanto ci farai inorridire nel finale.
    Alla prossima Massimo! 😀

    P.s. ho notato che ultimamente il sito sta avendo dei problemi non indifferenti, specie di caricamento.

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