LA CAREZZA DEL SIGNORE

Dove eravamo rimasti?

"Ficcanaso Jones" si allontana, e poi? Dove va? "Ficcanaso Jones" va alla tavola calda (67%)

Alla tavola calda

Mi limito a fargli un bel sorrisone, a salire sul mio pick up e a sgommare via.
Cavolo, gli occhi di quell’uomo mi hanno messo su una sensazione di disagio che faccio fatica a scrollare via.
Me la porto addosso per tutta la strada, fino in paese. Poi, quando mi siedo al bancone della tavola calda, quando vengo avvolto dal profumo degli hamburger che sfrigolano sulla griglia e dal suono sublime delle patatine gettate nell’olio bollente, riesco a rilassarmi.

Avrei potuto approfittare del mio ritorno per andare a salutare mia madre, ma al solo pensiero la sensazione di disagio inizia a tormentarmi di nuovo.
Il fatto è che non ci dovevo venire, da queste parti; me lo sentivo: a volte è meglio dimenticarsele proprio, certe cose… tipo da dove vieni. Tipo di chi sei figlio.

Quando la cameriera spunta dall’altro lato del bancone ordino hamburger, patatine e una birra alla spina.

«Tu sei il figlio della signora Jones, vero?», dice la cameriera mordicchiando la penna. Ha l’atteggiamento malizioso di una ventenne, ma sarà sulla sessantina. La stessa età di mia madre, più o meno. La stessa età dello sceriffo.

«Sì, sono io, Wendy», dico leggendo il nome sulla targhetta che decora la camicia rosa confetto. «Come stanno i Thompson, Wendy

«Al solito, perché?»

«Amano molto la privacy, eh?»

«M-mh», dice leccando la penna.

«Già, il grosso lucchetto esterno mi aveva dato proprio quell’idea lì. Grazie, Wendy, sei stata utilissima: salutami quel simpaticone dello sceriffo, quando lo vedi.»

Lei mi spara un altro sorriso malizioso, si infila la penna in bocca manco fosse un lecca lecca, e mi dice che la mia ordinazione arriva subito.

Nell’attesa tiro fuori il telefono e faccio qualche ricerca su Google. Il nome dello sceriffo, il nome del paese, quello di Sara Thompson: nessun risultato interessante. Forse sui social network posso trovare qualche informazione in più: già mi immagino che razza di selfie ci potrei trovare, ah ha ha!

«Signor Jones, la vogliono al telefono», dice la cameriera. Ha ancora la penna in bocca, e sembra che le piaccia veramente tanto: se la sta ciucciando proprio con gusto.

Seguo le sue indicazioni e mi ritrovo nel corridoio che porta al gabinetto. Sulla parete c’è un telefono che sembra uscito da un telefilm anni Settanta: raccolgo il ricevitore che penzola.

«Sono Jones.»

«Ficcanaso Jones», dice la voce dall’altra parte. È una voce maschile, ma non la conosco. «Fatti i cazzi tuoi e tornatene in città: non sei il benvenuto, da queste parti.»

«Chi parla? Pronto? Pronto?»

Fine della conversazione. Bene, è sempre bello scoprire di essere circondato dagli amici.
Ritorno al mio sgabello chiedendomi a chi possa appartenere la voce che ho appena sentito, ma la domanda mi muore nel cervello.

«Dov’è finito?», dico spostando la tovaglietta di carta. «Chi ha preso il mio telefono?»

La cameriera appoggia sul bancone il mio ordine, fa spallucce e dice quale telefono? Sento un gran bisogno di spaccarle la faccia.

«Il mio telefono! L’ho lasciato proprio qui per andare a risp… »

Lei mi guarda, e in quegli occhi furbi ci trovo la risposta. Tiro fuori venti dollari dal portafoglio, li getto sul bancone ed esco sbattendo la porta.

Non sei il benvenuto, da queste parti, mi aveva detto la voce al telefono.

«Beh, ho il sospetto che avesse ragione», mormoro tra me e me mentre attraverso il parcheggio con le mani in tasca. «Cambieranno idea quando sentiranno le mie barzellette, ah ah ha!»

Poi l’ironia con cui sto cercando di reagire mi dà uno scappellotto in testa e fugge via: il mio pick up ha tutte e quattro le ruote a terra. Apro la portiera, controllo sotto il sedile.

«Porca d’una troia», esclamo nel buio del parcheggio: mi hanno fregato la borsa con dentro tutta l’attrezzatura.

BILLY BO

Ti ricordi di quando andavamo al minimarket e ci sedevamo sui gradini di legno, all’ombra del porticato? Ti ricordi delle risate che ci siamo fatti, dei segreti che ci raccontavamo sempre?
È stato su quei gradini che mi hai parlato per la prima volta di Derek, è stato su quei gradini che ho ascoltato le tue parole piene di amore e di speranza.
È stato su quei gradini che hai preso in mano il mio cuore e gli hai dato una bella strizzata.
Poi l’hai gettato a terra, il mio povero cuore, e ci hai sputato sopra. E l’hai pestato con il tacco dei tuoi stivali da cowboy.
Ti ricordi di come ho sofferto, quella volta, Sara?
Non ti ricordi?
Certo che non ti ricordi, non te lo puoi ricordare: io sono stato bravo a fingere, Sara. Sono sempre stato bravo, a fingere.
E ti ascoltavo per ore, all’ombra del portico del minimarket, e ti davo consigli e ti supportavo e ti dicevo che Derek era proprio il ragazzo ideale per te.
Derek, quel bamboccio viziato. Quel cacasotto.
Quando gli ho piantato il coltello del pane nella gola ci è rimasto malissimo. Mi ha guardato incredulo per una trentina di secondi, fino a che non si è accasciato.

È morto dissanguato nella tua cucina, ti ricordi?
Certo che ti ricordi, te lo avrò raccontato almeno una volta al giorno in questi ultimi dieci anni, ah ah ah ah!

Il nostro caro Jones cerca di reagire: dove decide di andare, nel prossimo episodio?

  • Al cimitero (71%)
    71
  • Dal gommista (14%)
    14
  • Al motel (14%)
    14
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122 Commenti

  • Capitolo 10)

    Ciao Massimo!

    Tutte le storie giungono a una conclusione, anche se questa potrebbe non essere chiusa del tutto. Ho questa sensazione.
    Trovo che la scelta di non far finire bene le cose, avendoci quasi illuso del contrario, ci stia perfettamente. Non sempre il “bene” prevale, ma potrebbe offrire spazio ad altre storie e altri risvolti. L’intero processo mi ha coinvolto, e trovo che hai dato il meglio verso il centro della storia. Ti ripeto ancora una volta che questa potrebbe essere una di quelle storie da ampliare, con la volontà di farlo, ed è sempre bello far parte del processo evolutivo. Grazie per averci coinvolto!
    E niente, aspetto di leggerti la prossima volta! 🙂

  • Accidenti, ci hai proprio accompagnati in una discesa verso gli Inferi!

    Avremmo potuto salvare Jones? Chissà. Almeno adesso è insieme a Sara, seppur in un contesto… spettrale. Fa rabbia che la malvagità perversa abbia prevalso, ma questa è una storia cruda e raccapricciante, ed è giusto che sia così. Anzi, il fatto stesso che lasci l’amaro in bocca è un bene, significa che hai fatto un ottimo lavoro, complimenti. 😀

    Devo dire che lascia anche delle curiosità, sarebbe davvero interessante leggerne un seguito. Nel frattempo, possiamo far lavorare la nostra fantasia: sto ancora pensando alla “vera storia” dietro l’origine de La Carezza del Signore, ahah!

    Comunque, sono felice di aver seguito il racconto dall’inizio alla fine e spero, in futuro, di leggere ancora qualcosa da parte tua su TheIncipit.
    A presto, Massimo! 😀

  • Complimenti Massimo bellissima storia 🙂
    Sebbene non nel modo in cui ci aspettavamo alla fine Jones e Sara si sono rincontrati 🙂
    Spero che il titolo che hai scelto per il tuo finale sia un modo per dirci che ritornerai a breve con un nuovo inizio (incipit) 🙂
    E noi ti aspetteremo con ansia 🙂
    A presto 🙂

  • Capitolo 9)

    Ciao Massimo!

    Ed è proprio un ritorno al nero. Sapevamo di star ficcano il povero disgraziato in una trappola bella e buona, ma avevo immaginato potessi portare la cosa a un livello più alto di crudeltà! Ma c’è ancora un capitolo…
    La situazione mi ha caricato di sensazioni alla “Non aprite quella porta”: gente che non vorresti mai incontrare al buio, o da solo,
    Aspetto di scoprire come si chiuderà. Continua così!
    Alla prossima!

  • Nonostante io sappia perfettamente che negli horror il lieto fine non esiste, non quello definitivo almeno, voto per Jones e Sara, sperando che non sia l’imparruccato a farne le veci…
    Ciao, Massimo.
    Sai che quel Derek mi ha convinto poco fin dal principio, non so, qualcosa mi puzzava in quel tizio… sarà che sei stato bravo a seminare? Probabile.
    Non ci resta che aspettare il finale, dove so succederà qualcosa di imprevisto. Avanti allora, ti aspetto.

    Alla prossima!

  • Ma che bella “psyco” sorpresa povero Jones.
    Così impara a fidarsi.
    A ‘sto punto non so piu cosa pensare; la suspance resta immutata, anzi è amplificata dagli ultimi accadimenti.
    Esprimo un voto che è un augurio: Sara-Jones. Perché il bene ? trionfi, anche se ho i miei dubbi.
    Bravo Massimo, che dire: ottimo lavoro!?

  • Mi sa che hai vinto la tua scommessa con Martha perché scommetto, a mia volta, che siamo stati fregati tutti, non solo io e BlackCat.
    Ho visto spegnersi di colpo una piccola luce in questo tunnel malsano, e ora non ho più speranze per Sara e Jones, di cui vorrei leggere molto i POV.
    Vediamo quanto ci farai inorridire nel finale.
    Alla prossima Massimo! 😀

    P.s. ho notato che ultimamente il sito sta avendo dei problemi non indifferenti, specie di caricamento.

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