LA CAREZZA DEL SIGNORE

Dove eravamo rimasti?

Il nostro caro Jones cerca di reagire: dove decide di andare, nel prossimo episodio? Al cimitero (71%)

Al cimitero

Sono sempre stato un tipo curioso, è per questo che mi trovo qui nel cimitero: sono venuto in cerca di indizi, per cercare di capirci qualcosa.
Ho il sospetto che i vecchi Thompson, gli stessi Thompson che secondo la cameriera della tavola calda stanno come al solito, non mi era andata giù: se stai come al solito di sicuro non ti chiudi in casa usando un lucchetto esterno.

Non posso farci niente, sono fatto così, e quando c’è qualcosa che non mi quadra devo approfondire: è per questo motivo che ho meritato il soprannome di Ficcanaso.

Una ventina d’anni fa ero un marmocchio di otto anni, uno di quelli che i genitori indaffarati lasciano tutto il tempo davanti alla televisione.
Io non mi sono mai lamentato, ché a me guardare i programmi TV del pomeriggio, i film in bianco e nero e le pubblicità dei coltelli, piaceva un sacco. Mi piace tutt’ora.

I miei non erano mai a casa, tra lavoro e cazzi loro io rappresentavo l’ultima delle preoccupazioni.
Trascorrevo le giornate tra la scuola e casa mia, insomma, e in uno di quei lunghi pomeriggi noiosi – quando alla TV non c’era niente di interessante – mi sono messo alla finestra e ho scoperto che la nostra vicina di casa riceveva un sacco di visite.
La finestra, che avevo scelto perché dava su un grande albero su cui si posavano decine di uccellini colorati, mi mostrava anche una parziale visuale del retro della casa dei Van Dyke. E anche quello strano viavai.

Queste persone, uomini e donne, sempre le stesse, facevano il giro della casa guardandosi attorno con aria sospetta, entravano dalla porta sul retro e uscivano dopo cinque dieci minuti.
Chiacchiere, pensavo. Visite di cortesia, pensavo.

Giorno dopo giorno, persona dopo persona, mi è presa una gran curiosità di confermare le mie ipotesi. Sentivo tipo un prurito interiore: secondo me la signora Van Dyke spacciava la droga, proprio come avevo visto in quel documentario che ripercorreva l’insospettabile carriera criminale di una normalissima casalinga di provincia.

Un giorno ho preso la macchina fotografica di papà, ho controllato che il rullino potesse permettermi di scattare alcune foto, e mi sono avviato di soppiatto verso la casa dei vicini.
Mi sono piazzato sotto la finestra del loro salotto, e quando il mio intuito mi ha dato il via sono balzato in piedi e ho scattato un paio di foto.
Poi sono corso verso il negozio del signor Apatow per far sviluppare il rullino.

Il giorno dopo sono ritornato per ritirare le foto, e ho scoperto che le mie fotografie erano venute mosse. E che le altre ritraevano la signora van Dyke che ciucciava il pisello di mio padre.

Non ho mai detto niente a nessuno, di quelle fotografie: il giorno stesso sono andato con la mia bici fuori paese e le ho bruciate in una buca, seppellendo il tutto.
Quando sono tornato a casa era già ora di cena, e mio padre non c’era.

Non è più tornato a casa, mio padre, e quando ho chiesto a mia madre dove fosse papà, lei mi ha sorriso e tra i denti mi ha detto che ero un ficcanaso del cazzo e che avevo rovinato tutto.
Ci sono rimasto malissimo.
Ma ci sono rimasto ancora più male quando ho realizzato che ogni persona che incontravo mi dava del ficcanaso.

Sto cercando la tomba dei Thompson, ché il mio istinto mi dice che sono morti e sepolti, e non è facile.
È buio pesto, e devo avvicinarmi moltissimo alle lapidi.
È buio pesto, e sobbalzo a ogni scricchiolio, a ogni rumore.
Scruto tutte le lastre, ma non trovo nessun Thompson.

Quando esco dal cimitero, scavalcando lo stesso muretto da cui sono entrato, ho le ascelle completamente bagnate.
Sono agitato, teso, le mie orecchie sono così dritte che capto ogni piccolo rumore.
E il mio cuore batte così forte che sembra la grancassa della batteria di Taylor Hawkins.

«Hai trovato niente?»

Quella voce, sbucata fuori all’improvviso, nel buio, mi fa prendere un colpo.

«Tu sei il figlio della signora Jones, giusto?», dice la voce.

Mi avvicino lentamente, con lo sguardo che esamina inutilmente il terreno. Avrei proprio bisogno di trovare un bel bastone. O di un sasso. Ma andrebbe benissimo anche un machete.

«Ficcanaso Jones», dice la voce. «Ma guarda un po’ come sei cresciuto…»

Mi tranquillizzo un po’, la voce ha un tono gentile. Appartiene a un uomo sulla quarantina, alto e robusto. I suoi occhiali da vista fuori moda spuntano da sotto la visiera di un cappello da baseball, e per un attimo riflettono una luce che proviene da chissà dove.

«Ho saputo che stai ficcanasando sui Thompson», dice l’uomo. «Beh, sappi che io non ci dormo la notte.»

«In che senso?», dico dopo essermi schiarito la voce.

«Nel senso che sta succedendo qualcosa di losco, giù alla casa dei Thompson», mi mormora guardandosi attorno. «Tutta la storia di Sara, con l’incidente e tutto il resto; il fatto che non si è più vista in paese… L’hai visto il lucchetto esterno, sulla porta? »

Annuisco, dico che l’ho visto. Dico che tutta ‘sta storia non mi piace.

«Lo sapevo, me lo sentivo: è per questo che ti stavo cercando!», mi dice l’uomo tendendomi la mano. «Piacere, io sono Derek.»

Jones e il tipo con gli occhiali, approfittando della notte, vanno dritti dritti verso la casa dei Thompson. Che succede, nel tragitto?

  • I due fanno una chiacchierata "interessante". (71%)
    71
  • Jones trova qualcosa di "interessante", nel pick up del tipo con gli occhiali. (14%)
    14
  • Il tipo con gli occhiali riceve una telefonata "interessante". (14%)
    14
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122 Commenti

  • Capitolo 10)

    Ciao Massimo!

    Tutte le storie giungono a una conclusione, anche se questa potrebbe non essere chiusa del tutto. Ho questa sensazione.
    Trovo che la scelta di non far finire bene le cose, avendoci quasi illuso del contrario, ci stia perfettamente. Non sempre il “bene” prevale, ma potrebbe offrire spazio ad altre storie e altri risvolti. L’intero processo mi ha coinvolto, e trovo che hai dato il meglio verso il centro della storia. Ti ripeto ancora una volta che questa potrebbe essere una di quelle storie da ampliare, con la volontà di farlo, ed è sempre bello far parte del processo evolutivo. Grazie per averci coinvolto!
    E niente, aspetto di leggerti la prossima volta! 🙂

  • Accidenti, ci hai proprio accompagnati in una discesa verso gli Inferi!

    Avremmo potuto salvare Jones? Chissà. Almeno adesso è insieme a Sara, seppur in un contesto… spettrale. Fa rabbia che la malvagità perversa abbia prevalso, ma questa è una storia cruda e raccapricciante, ed è giusto che sia così. Anzi, il fatto stesso che lasci l’amaro in bocca è un bene, significa che hai fatto un ottimo lavoro, complimenti. 😀

    Devo dire che lascia anche delle curiosità, sarebbe davvero interessante leggerne un seguito. Nel frattempo, possiamo far lavorare la nostra fantasia: sto ancora pensando alla “vera storia” dietro l’origine de La Carezza del Signore, ahah!

    Comunque, sono felice di aver seguito il racconto dall’inizio alla fine e spero, in futuro, di leggere ancora qualcosa da parte tua su TheIncipit.
    A presto, Massimo! 😀

  • Complimenti Massimo bellissima storia 🙂
    Sebbene non nel modo in cui ci aspettavamo alla fine Jones e Sara si sono rincontrati 🙂
    Spero che il titolo che hai scelto per il tuo finale sia un modo per dirci che ritornerai a breve con un nuovo inizio (incipit) 🙂
    E noi ti aspetteremo con ansia 🙂
    A presto 🙂

  • Capitolo 9)

    Ciao Massimo!

    Ed è proprio un ritorno al nero. Sapevamo di star ficcano il povero disgraziato in una trappola bella e buona, ma avevo immaginato potessi portare la cosa a un livello più alto di crudeltà! Ma c’è ancora un capitolo…
    La situazione mi ha caricato di sensazioni alla “Non aprite quella porta”: gente che non vorresti mai incontrare al buio, o da solo,
    Aspetto di scoprire come si chiuderà. Continua così!
    Alla prossima!

  • Nonostante io sappia perfettamente che negli horror il lieto fine non esiste, non quello definitivo almeno, voto per Jones e Sara, sperando che non sia l’imparruccato a farne le veci…
    Ciao, Massimo.
    Sai che quel Derek mi ha convinto poco fin dal principio, non so, qualcosa mi puzzava in quel tizio… sarà che sei stato bravo a seminare? Probabile.
    Non ci resta che aspettare il finale, dove so succederà qualcosa di imprevisto. Avanti allora, ti aspetto.

    Alla prossima!

  • Ma che bella “psyco” sorpresa povero Jones.
    Così impara a fidarsi.
    A ‘sto punto non so piu cosa pensare; la suspance resta immutata, anzi è amplificata dagli ultimi accadimenti.
    Esprimo un voto che è un augurio: Sara-Jones. Perché il bene ? trionfi, anche se ho i miei dubbi.
    Bravo Massimo, che dire: ottimo lavoro!?

  • Mi sa che hai vinto la tua scommessa con Martha perché scommetto, a mia volta, che siamo stati fregati tutti, non solo io e BlackCat.
    Ho visto spegnersi di colpo una piccola luce in questo tunnel malsano, e ora non ho più speranze per Sara e Jones, di cui vorrei leggere molto i POV.
    Vediamo quanto ci farai inorridire nel finale.
    Alla prossima Massimo! 😀

    P.s. ho notato che ultimamente il sito sta avendo dei problemi non indifferenti, specie di caricamento.

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