LA CAREZZA DEL SIGNORE

Dove eravamo rimasti?

Jones e il tipo con gli occhiali, approfittando della notte, vanno dritti dritti verso la casa dei Thompson. Che succede, nel tragitto? I due fanno una chiacchierata "interessante". (71%)

Una chiacchierata interessante

SARA

Non è possibile, non ci credo. Non voglio crederci. Non so cosa mi stanno dando, ma da qualche giorno a questa parte riesco stare solo sdraiata. O al massimo seduta sulla poltrona rossa.

È surreale, grottesco: non mi fanno più uscire da questa stanza, cazzo, sono prigioniera nella mia camera da letto, e per la maggior parte del giorno e della notte mi sento stanchissima. Non riesco a muovere un muscolo, come fossi paralizzata. Ma ho notato che le forze mi tornano verso l’orario del tramonto.
Devo fare presto, però, ché tra poco saranno qui.

Devo fare presto.

La carica di adrenalina si spegne quasi subito. Nonostante l’ottimismo che nutro, mi basta appoggiare le mani al vetro della finestra per avere la certezza che da qui non uscirò mai.
Dev’essere uno di quei vetri antiproiettile che si vedono nei film, o robe del genere: è robustissimo, e non ha né maniglie né meccanismi di apertura.
L’aria fresca entra dal condotto di aerazione, ma anche se riuscissi a svitare la griglia di protezione non saprei come fare: è troppo piccolo, per passarci.
Hanno rimpiazzato anche la porta, probabilmente mentre ero in ospedale, e ora c’è un pesante portone di acciaio. Senza aperture. Senza serratura.
Ho appena finito di tastare tutto il pavimento: le piastrelle che ora sostituiscono il vecchio parquet sono impenetrabili.
Mi appoggio con la fronte al vetro della finestra: possibile che sono destinata a questa vita per sempre? Mi schiaffeggio la faccia con forza, mi dico che non devo demordere, e poi lo vedo:
c’è un ragazzo, laggiù, vicino al ponte coperto! Non riesco a vedere cosa sta facendo, ma mi basta la sua presenza per ritrovare la speranza.
Incomincio a urlare, dico ehi, aiuto!, e a sbattere le mani sul vetro. Possibile che non mi senta? Mi sembra di vederlo che guarda nella mia direzione. Sono qui!, ehi!
Non so se quel contatto visivo è frutto della mia immaginazione, ma quella scena dura pochissimo: uno degli ultimi raggi del sole che sta tramontando riverbera sulla finestra, e mi fa chiudere gli occhi.
Continuo a prendere a pugni il vetro, continuo a strillare più forte che posso.
Quando riprendo fiato sento il rumore della porta che sia apre. E il mio cuore inizia a pompare a mille. Mi volto, e mi accascio supplichevole.

«È tempo di prepararci, Sara», dice Papà. Ha gli occhi lucidi, e la voce rotta dalla commozione.

Gli rispondo di no, ché non possono costringermi a fare ancora quelle cose orribili. Gli strillo di no, mentre grosse lacrime calde mi rigano le guance e mi entrano in bocca.
Mio padre si avvicina, si piega a fatica su di me. Mi bacia la testa, mi accarezza dolcemente i capelli.

«Il Signore ti aiuterà, Sara», mi dice tra un singhiozzo e l’altro. «Ma tu devi aiutare me.»

Quando sento le loro mani che mi afferrano esplodo in un urlo disperato che prosciuga le mie poche energie. E prego il Signore di non farmi svegliare più.

JONES

Il tipo con gli occhiali mi sta incuriosendo: ha un atteggiamento sfuggente, ma la sua voce continua a essere gentile e persuasiva.

«Sei sicuro, Jones?», mi dice con gli occhi fissi sulla strada. «Se non te la senti posso accompagnarti alla stazione degli autobus: tu ormai sei un forestiero, e ti capisco se vuoi lasciarti alle spalle questo paese di merda e dimenticare di tutto.»

Gli dico che ormai ho deciso: sono troppo curioso di capire cosa cazzo sta succedendo alla vecchia casa dei Thompson.

Il suo grosso pick up procede lentamente, i suoi fari illuminano per qualche secondo il cartello arrugginito con tanto di freccia a destra che indica Bus Station, 10 miles.

Il tipo con gli occhiali si accende una sigaretta, me ne offre una, e quando rifiuto mi chiede se conosco l’origine de La Carezza del Signore.

«C’era una volta un viandante che stava per morire di fame che incontra una bambina sul suo cammino e la bambina gli sorride e lui si sente pervaso da una forza improvvisa che gli fa passare la fame la sete e la disperazione e allora attacca a lodare il Signore e a sorridere a tutti e poi colmo di fede fonda questo paese», dico tutto d’un fiato. Quella storia me l’hanno inculcata fin da bambino, l’avrò sentita più volte di Born in the U.S.A..

«No», dice greve il tipo con gli occhiali. Poi dà una scrollata alla sigaretta, e la sua cenere si perde nella notte. Nel nero. «Quella è la versione standard. La versione originale è molto meno edulcorata: me l’ha raccontata il vecchio prete prima di tirare le cuoia. Ho sempre servito messa, e continuo a farlo tutt’ora, e il destino ha voluto che fossi presente nel momento del trapasso di padre Roddick.»

Il tipo con gli occhiali ha tutta la mia attenzione, gli dico di raccontarmi tutto.

«Quel figlio di puttana», dice il tipo con gli occhiali. «Si è afflosciato proprio mentre uscivamo dalla sacrestia, vestiti di tutto punto, per celebrare la funzione della domenica. Io mi sono chinato, l’ho preso tra le braccia, e lui m’ha spifferato tutto all’orecchio. Grandissimo figlio di puttana: temeva di fottersi il Paradiso, se fosse schiattato con quel segreto.»

Quale mood preferisci, per il nono capitolo?

  • https://www.youtube.com/watch?v=_-QPvffO1gs (17%)
    17
  • https://www.youtube.com/watch?v=uCGD9dT12C0 (17%)
    17
  • https://www.youtube.com/watch?v=pAgnJDJN4VA (67%)
    67
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122 Commenti

  • Capitolo 10)

    Ciao Massimo!

    Tutte le storie giungono a una conclusione, anche se questa potrebbe non essere chiusa del tutto. Ho questa sensazione.
    Trovo che la scelta di non far finire bene le cose, avendoci quasi illuso del contrario, ci stia perfettamente. Non sempre il “bene” prevale, ma potrebbe offrire spazio ad altre storie e altri risvolti. L’intero processo mi ha coinvolto, e trovo che hai dato il meglio verso il centro della storia. Ti ripeto ancora una volta che questa potrebbe essere una di quelle storie da ampliare, con la volontà di farlo, ed è sempre bello far parte del processo evolutivo. Grazie per averci coinvolto!
    E niente, aspetto di leggerti la prossima volta! 🙂

  • Accidenti, ci hai proprio accompagnati in una discesa verso gli Inferi!

    Avremmo potuto salvare Jones? Chissà. Almeno adesso è insieme a Sara, seppur in un contesto… spettrale. Fa rabbia che la malvagità perversa abbia prevalso, ma questa è una storia cruda e raccapricciante, ed è giusto che sia così. Anzi, il fatto stesso che lasci l’amaro in bocca è un bene, significa che hai fatto un ottimo lavoro, complimenti. 😀

    Devo dire che lascia anche delle curiosità, sarebbe davvero interessante leggerne un seguito. Nel frattempo, possiamo far lavorare la nostra fantasia: sto ancora pensando alla “vera storia” dietro l’origine de La Carezza del Signore, ahah!

    Comunque, sono felice di aver seguito il racconto dall’inizio alla fine e spero, in futuro, di leggere ancora qualcosa da parte tua su TheIncipit.
    A presto, Massimo! 😀

  • Complimenti Massimo bellissima storia 🙂
    Sebbene non nel modo in cui ci aspettavamo alla fine Jones e Sara si sono rincontrati 🙂
    Spero che il titolo che hai scelto per il tuo finale sia un modo per dirci che ritornerai a breve con un nuovo inizio (incipit) 🙂
    E noi ti aspetteremo con ansia 🙂
    A presto 🙂

  • Capitolo 9)

    Ciao Massimo!

    Ed è proprio un ritorno al nero. Sapevamo di star ficcano il povero disgraziato in una trappola bella e buona, ma avevo immaginato potessi portare la cosa a un livello più alto di crudeltà! Ma c’è ancora un capitolo…
    La situazione mi ha caricato di sensazioni alla “Non aprite quella porta”: gente che non vorresti mai incontrare al buio, o da solo,
    Aspetto di scoprire come si chiuderà. Continua così!
    Alla prossima!

  • Nonostante io sappia perfettamente che negli horror il lieto fine non esiste, non quello definitivo almeno, voto per Jones e Sara, sperando che non sia l’imparruccato a farne le veci…
    Ciao, Massimo.
    Sai che quel Derek mi ha convinto poco fin dal principio, non so, qualcosa mi puzzava in quel tizio… sarà che sei stato bravo a seminare? Probabile.
    Non ci resta che aspettare il finale, dove so succederà qualcosa di imprevisto. Avanti allora, ti aspetto.

    Alla prossima!

  • Ma che bella “psyco” sorpresa povero Jones.
    Così impara a fidarsi.
    A ‘sto punto non so piu cosa pensare; la suspance resta immutata, anzi è amplificata dagli ultimi accadimenti.
    Esprimo un voto che è un augurio: Sara-Jones. Perché il bene ? trionfi, anche se ho i miei dubbi.
    Bravo Massimo, che dire: ottimo lavoro!?

  • Mi sa che hai vinto la tua scommessa con Martha perché scommetto, a mia volta, che siamo stati fregati tutti, non solo io e BlackCat.
    Ho visto spegnersi di colpo una piccola luce in questo tunnel malsano, e ora non ho più speranze per Sara e Jones, di cui vorrei leggere molto i POV.
    Vediamo quanto ci farai inorridire nel finale.
    Alla prossima Massimo! 😀

    P.s. ho notato che ultimamente il sito sta avendo dei problemi non indifferenti, specie di caricamento.

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