LA CAREZZA DEL SIGNORE

Dove eravamo rimasti?

Quale mood preferisci, per il nono capitolo? https://www.youtube.com/watch?v=pAgnJDJN4VA (67%)

Notte nera

JONES

La campagna là fuori, così buia, così nera, mi fa accapponare la pelle.
Sarà perché ora stiamo viaggiando con i fari spenti, sarà perché il tipo mi ha appena finito di raccontare la storia che il vecchio prete gli ha lasciato in eredità prima di crepare.
Sarà perché ora il tipo sta cantando sottovoce Back in Black degli AC/DC, non lo so, ma è come se qualcuno mi stesse stringendo le budella.

♪ dàn, dadadàn, dadadàn ♪

Percuote il volante a tempo, poi si gira verso di me e mi dice che se lo sente, ché questa è la notte in cui finalmente sistemerà le cose per sempre. E che finalmente potrà rivedere Sara, il suo grande e unico amore.
E poi riattacca a canticchiare il riff della canzone, a sbattere il pugno sul volante. La sua silhoutte, nell’oscurità, mi dà i brividi.

dàn, dadadàn, dadadàn

Mi dice che nel cassone del pick up ha due fucili da caccia, mi chiede se so sparare, e sono assalito da una gran voglia di uccidere quei porci schifosi: quei figli di puttana che, con la scusa della Salvezza, stanno abusando di Sara. Mi dico che stanotte cancellerò il sorriso dalle loro facce di merda.

«Chi è coinvolto?», gli chiedo mentre passiamo accanto al ponte coperto che avrei dovuto fotografare.

«Tutti», dice il tipo con gli occhiali. «Sapere che vivo con quei mostri mi fa andare fuori di testa.» E giù col palmo aperto, e giù con un altro Back in black I hit the sack I’ve been too long, I’m glad to be back.

Sto proprio una merda, se penso che a questo mondo possano esistere persone che fanno quelle cose ad altre persone, ma confido nel fatto che il tipo mi sembra bello deciso a risolvere la situazione. Soprattutto confido nei due fucili da caccia e nel buio che ci protegge, che ci avvolge. Il Nero, che accompagnerà la nostra vendetta.

Il tipo ferma l’auto, mi mormora di scendere, ché è meglio se proseguiamo a piedi. Poi mi mette tra le mani un fucile bello pesante, e mi dice di fare attenzione ché ha già tolto la sicura.
Avanziamo verso la casa, nel nero, nel silenzio interrotto soltanto dal suo sussurrato dàn, dadadàn, dadadàn.

Le finestre del primo piano ora sono accese; saliamo al rallentatore i gradini di legno, e quando arriviamo alla porta noto subito l’assenza del lucchetto e del catenaccio.

«C’è qualcuno», gli sussurro.

Il tipo con gli occhiali si porta l’indice alle labbra e mi fa cenno di aprire la porta. Lui entra per primo. Lo seguo, al buio, combattendo contro gli scricchiolii causati dai miei passi e con le gocce di sudore che mi appannano la vista. Lo seguo su per le scale, fino a una pesante porta di acciaio da cui filtra una lama di luce.

«Aspetta qui», mi dice.

Io stringo il fucile con due mani e gli faccio cenno di aver capito. Lo vedo entrare di soppiatto. Resto lì, nella semioscurità del corridoio, con la schiena appoggiata al muro scrostato, con le orecchie che mi fischiano e la fronte bagnata. E poi la sento.

«Sei venuto a salvarmi?»

Più che una voce è un fruscio sottile. Le parole sono alternate da leggeri singulti.

«Stai tranquilla, Sara: ora ci sono qui io», dice il tipo con gli occhiali. La sua voce è calma, e ferma. «Jones, come va là fuori?»

Gli dico che è tutto ok, ma la voce mi viene fuori tutta incrinata.

«Su, Sara, appoggiati a me. Ce la fai a camminare?», dice il tipo con voce amorevole. «Jones! Vieni, Jones!»

Stacco la schiena dal muro, sposto la porta d’acciaio con la spalla, e quando il mio cervello realizza la scena offerta dai miei occhi ho un giramento di testa. È come se per un attimo mi avessero messo in un frullatore.

«Cosa cazz…»

«Jones, non startene così impalato, su. Vieni ad aiutarmi! Sara, ce la fai a camminare?»

Il tipo con gli occhiali mi dà le spalle. È piegato in avanti, verso il pavimento. Le sue spalle grandi, possenti, mi coprono la visuale: sembra che stia tenendo qualcuno in braccio, ma non sta tenendo proprio nessuno.
Poi il tipo si gira verso di me, e il frullatore riattacca a girare di brutto.

«Sei venuto a salvarmi?», dice il tipo con gli occhiali. Ora gli occhiali non li ha più, non ha neanche il cappello da baseball. Ha una parrucca bionda in testa, e muove con femminilità le labbra colorate di rossetto. «Sei venuto a salvarmi?», ripete facendomi gli occhi dolci. E la sua voce sussurrata sembra quella di una donna.

Indietreggio, un passo alla volta, fino a che vado a sbattere contro qualcuno. Sento mani che m’afferrano, le vedo che mi portano via il fucile.

«Te l’avevamo detto, di startene alla larga, Jones. Te l’abbiamo detto in tutti i modi, stupido figlio di puttana… » Quella voce la conosco. «Ehi, Billy Bo, piantala di fare il frocio e prendi ‘sto cazzo di fucile.»

«Tanto è scarico, papà», dice il tipo con gli occhiali facendo le moine con la voce da donna.

L’ultima cosa che vedo sono gli occhi del tipo con gli occhiali, lucidi e disperati: sono gli stessi occhi che ho visto qualche ora fa. Non era Sara, quella che ho visto alla finestra: era quello psicopatico.

«♪ Dàn, dadadàn, dadadàn ♪», dice il tipo con gli occhiali venendo verso di me.

È l’ultima cosa che ricordo.

Ed eccoci arrivati all'ultimo capitolo! Chi vorresti che lo raccontasse?

  • Sara e Jones (67%)
    67
  • Billy Bo e Sara (33%)
    33
  • Jones e Billy Bo (0%)
    0
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122 Commenti

  • Capitolo 10)

    Ciao Massimo!

    Tutte le storie giungono a una conclusione, anche se questa potrebbe non essere chiusa del tutto. Ho questa sensazione.
    Trovo che la scelta di non far finire bene le cose, avendoci quasi illuso del contrario, ci stia perfettamente. Non sempre il “bene” prevale, ma potrebbe offrire spazio ad altre storie e altri risvolti. L’intero processo mi ha coinvolto, e trovo che hai dato il meglio verso il centro della storia. Ti ripeto ancora una volta che questa potrebbe essere una di quelle storie da ampliare, con la volontà di farlo, ed è sempre bello far parte del processo evolutivo. Grazie per averci coinvolto!
    E niente, aspetto di leggerti la prossima volta! 🙂

  • Accidenti, ci hai proprio accompagnati in una discesa verso gli Inferi!

    Avremmo potuto salvare Jones? Chissà. Almeno adesso è insieme a Sara, seppur in un contesto… spettrale. Fa rabbia che la malvagità perversa abbia prevalso, ma questa è una storia cruda e raccapricciante, ed è giusto che sia così. Anzi, il fatto stesso che lasci l’amaro in bocca è un bene, significa che hai fatto un ottimo lavoro, complimenti. 😀

    Devo dire che lascia anche delle curiosità, sarebbe davvero interessante leggerne un seguito. Nel frattempo, possiamo far lavorare la nostra fantasia: sto ancora pensando alla “vera storia” dietro l’origine de La Carezza del Signore, ahah!

    Comunque, sono felice di aver seguito il racconto dall’inizio alla fine e spero, in futuro, di leggere ancora qualcosa da parte tua su TheIncipit.
    A presto, Massimo! 😀

  • Complimenti Massimo bellissima storia 🙂
    Sebbene non nel modo in cui ci aspettavamo alla fine Jones e Sara si sono rincontrati 🙂
    Spero che il titolo che hai scelto per il tuo finale sia un modo per dirci che ritornerai a breve con un nuovo inizio (incipit) 🙂
    E noi ti aspetteremo con ansia 🙂
    A presto 🙂

  • Capitolo 9)

    Ciao Massimo!

    Ed è proprio un ritorno al nero. Sapevamo di star ficcano il povero disgraziato in una trappola bella e buona, ma avevo immaginato potessi portare la cosa a un livello più alto di crudeltà! Ma c’è ancora un capitolo…
    La situazione mi ha caricato di sensazioni alla “Non aprite quella porta”: gente che non vorresti mai incontrare al buio, o da solo,
    Aspetto di scoprire come si chiuderà. Continua così!
    Alla prossima!

  • Nonostante io sappia perfettamente che negli horror il lieto fine non esiste, non quello definitivo almeno, voto per Jones e Sara, sperando che non sia l’imparruccato a farne le veci…
    Ciao, Massimo.
    Sai che quel Derek mi ha convinto poco fin dal principio, non so, qualcosa mi puzzava in quel tizio… sarà che sei stato bravo a seminare? Probabile.
    Non ci resta che aspettare il finale, dove so succederà qualcosa di imprevisto. Avanti allora, ti aspetto.

    Alla prossima!

  • Ma che bella “psyco” sorpresa povero Jones.
    Così impara a fidarsi.
    A ‘sto punto non so piu cosa pensare; la suspance resta immutata, anzi è amplificata dagli ultimi accadimenti.
    Esprimo un voto che è un augurio: Sara-Jones. Perché il bene ? trionfi, anche se ho i miei dubbi.
    Bravo Massimo, che dire: ottimo lavoro!?

  • Mi sa che hai vinto la tua scommessa con Martha perché scommetto, a mia volta, che siamo stati fregati tutti, non solo io e BlackCat.
    Ho visto spegnersi di colpo una piccola luce in questo tunnel malsano, e ora non ho più speranze per Sara e Jones, di cui vorrei leggere molto i POV.
    Vediamo quanto ci farai inorridire nel finale.
    Alla prossima Massimo! 😀

    P.s. ho notato che ultimamente il sito sta avendo dei problemi non indifferenti, specie di caricamento.

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