LA CAREZZA DEL SIGNORE

La casa degli specchi

BILLY BO

Sembrava di essere sulle montagne russe, e l’odore delle nostre paure che si mischiavano era così prepotente. Così autoritario.
Non c’era posto per altri odori, in quel preciso momento.
Neanche l’odore della resina riusciva a sovrastare quello delle nostre paure, neanche quello del legno bagnato, dell’erba maciullata dagli pneumatici della tua vecchia automobile.
Sembrava di essere sulle montagne russe, ma non c’erano né luci intermittenti né gli urletti isterici dei ragazzi e delle ragazze che alzano le mani per sfidare un terrore che dura meno di due minuti.
C’eravamo solo io e te, ti ricordi?, e le nostre teste sembravano impazzite. E le nostre mani non riuscivano a trovare un appiglio sicuro.
Le tue avevano lasciato il volante già da un po’, e sbattevano come rami al vento. Ma non c’era vento all’interno della tua vecchia automobile, Sara, solo uno spiffero gelato che veniva dal mio finestrino.

Sembrava di essere sulle montagne russe e, se ci penso, se mi fermo a riflettere, sarei capace di elencarti ogni singolo albero, ogni singolo sperone di roccia. Ogni cespuglio, ogni arbusto, ogni buca, ogni dosso.
Ogni particolare illuminato dai fari della tua vecchia automobile mi si è impresso nella memoria, e adesso è parte integrante di me: come se avesse trovato un posto tutto suo, dietro ai miei occhi.

Mi sei passata a prendere dopo cena, ti ricordi? Ho aperto lo sportello e come prima cosa ho sentito la voce di Richard Ashcroft che cantava Love is noise, e poi la tua che faceva il coretto di oh oh oh oh oh oh. Eri così bella mentre urlavi che l’amore è rumore, che l’amore fa male! C’era una luce diversa, nei tuoi occhi. Una luce nuova, che non avevo mai visto prima.

Perché sei così felice?, ti ho chiesto. Ti ricordi?

Tu mi hai risposto che era colpa mia, e devo dire che la cosa mi ha spaventato perché c’era così tanta responsabilità in quelle tue parole. Ero spaventato, ma allo stesso tempo estremamente orgoglioso di quelle tue parole. Era una sensazione strana, insomma, che non avevo mai provato prima, ed era bella da provare. Così bella da far male.

Abbiamo cantato le canzoni di quel vecchio CD dei Verve fino al Luna Park, e siamo scesi contenti, mano nella mano. Ti ricordi?
Ti ricordi l’odore dello zucchero filato, delle arachidi tostate? Ti ricordi della musica dance anni novanta sparata dalle casse gracchianti dell’autoscontro? Ti ricordi quanto ti amavo?

Poi siamo andati a zonzo per le stradine del Luna Park, con le nostre spalle che urtavano altre spalle, con le nostre orecchie che continuavano a friggere per via di quell’orrenda musica in sottofondo che ci perseguitava ovunque. Ti ricordi?

Ti ricordi che ti urlavo nelle orecchie e tu mi rispondevi eh? e dopo ci mettevamo a ridere come due stupidi? Ti ricordi della tua mano sudata, che ogni tanto staccavi dalla mia per asciugartela sui jeans? Ti ricordi?

Ti ricordi di quel gelato disgustoso, di quell’aranciata calda che abbiamo buttato giù per toglierci il sapore della crema dalla bocca mentre da dietro di noi ci giungevano gli strepitii dei ragazzi che sfidavano le loro paure sulle montagne russe?
È stato proprio lì, davanti alla bancarella delle bibite, che ho notato il tuo sguardo.
Stavi fissando la Casa degli Specchi.
Ti ho stretto la mano, e tu mi hai detto di non essere mai stata nella Casa degli Specchi. Me l’hai detto continuando a fissare l’insegna luminosa di quella giostra fatiscente, illuminata a malapena dai faretti sottodimensionati.

Ci voglio andare, mi hai detto. E mi hai letteralmente trascinato via, ti ricordi? Mi hai trascinato via continuando a fissare la Casa degli Specchi, e i tuoi occhi erano così diversi. I tuoi occhi erano spenti, proprio come adesso.

Che cosa hai visto in quella giostra, Sara?
Ti ho offerto il biglietto, e siamo entrati mano nella mano, e tu una volta dentro hai mollato la presa e sei corsa via urlando così è più divertente!
L’immagine di te che ti volti e mi dici così è più divertente!, è uno di quei fotogrammi che mi sono rimasti appiccicati addosso. È stata l’ultima volta che ti ho visto, Sara. O almeno, l’ultima volta che ho visto ciò che eri.

Ti sei smarrita, quella notte, e anche se poi ci siamo ritrovati all’uscita della Casa degli Specchi, in qualche modo io quella notte ti ho smarrito. Non eri più tu, Sara, ti ricordi?
Non era la Sara che conoscevo quella che mi ha detto andiamo a casa che sono stanca, non era la Sara che conoscevo quella che si è messa alla guida della tua vecchia automobile.

Non era la Sara che conoscevo, quella che sulla strada provinciale ha sterzato bruscamente dirigendosi contro il guardrail decrepito che faceva finta di proteggere le auto dal burrone sottostante.

Che cosa ti è successo quella notte, Sara?

Ti guardo, sei seduta sulla poltrona rossa, come al solito, ma nei tuoi occhi non c’è segno di vitalità.
Dov’è finita la ragazza che amavo con tutto il cuore? Dove sei, Sara, cosa sei diventata?
Chi sei, Sara?

Ti scosto i capelli: la lacrima che ora ti riga la guancia mi fa sempre ridere.

Nel prossimo capitolo...

  • introduci un altro personaggio (33%)
    33
  • voglio leggere il POV di Sara (56%)
    56
  • voglio continuare col POV di Billy Bo (11%)
    11
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122 Commenti

  • Ciao Massimo 🙂
    mi hai fatto tornare indietro di 20 anni con questo capitolo 🙂
    il bello e brutto dei paesini di campagna, dove tutto va sempre a gonfie vele e i problemi non si affrontano ma si scansano 🙂
    hai dato allo stato in cui si trova Sara un nuovo significato a cui non avevo pensato prima … reclusa agli occhi dei paesani … 🙂
    Ho optato di continuare con il punto di vista di Jones 🙂 mi aspettavo che butassi in gioco qualcuno che fosse piu’ interno nella storia tra Sara e Billy Bo, invece hai scelto di partire alla lontana , raggion per cui vorrei sapere un po’ di piu’ di Jones e il suo rapporto con Sara 😀
    a presto 🙂

  • Ha ragione il tuo direttore. Anche a me leggerti ha evocato Peyton place, o addirittura ritorno a Peyton Place, dove dietro un sorriso e una cordialità di facciata si nasconde tanto di tutto.
    I ponti coperti poi, è vero che sono fascinosi!
    Il cartello muto testimone e le macchine, sempre le stesse, sono immagini molto efficaci! Bravo Massimo!
    Io resterei un po’ con Jones.? vediamo cosa scopre.

  • Buongiorno ho apprezzato la tensione e credo di aver capito che Sarà è stata drogata o viene drogata da Billy. Se è così spero che un nuovo personaggio le venga in soccorso. Ma il ponte coperto sarebbe di quelli che si vendono in “i ponti di Madison Country?” Io adoro Eastwood, è la mia passione, ah ah
    Buon proseguimento di scrittura da Brau

  • Capitolo 2)

    Ciao Massimo!

    Mettiamo un terzo punto di vista, tralasciando il concetto di onestà: essendo un punto di vista, la percezione degli stessi momenti, a seconda della lettura, non dovrebbero risultare come menzogne, ma più come percezioni differenti dello stesso momento: tendiamo a vedere le cose in maniera molto differente, anche in base al nostro grado di attenzione. 😀
    L’idea mi piace, quindi voglio vederci meglio 😉
    Alla prossima!

  • Ciao, Massimo.
    Conosciamo un altro personaggio, chissà che non ci dica la verità… mi pare che qui ci siano diversi narratori inaffidabili, potrebbe essere un esperimento letterario (lo hanno già messo in piedi, anche se non mi ricordo titoli da citare, a parte, e non l’ho letto, Le Sette Morti di Evelyn Hardcastle).
    Il capitolo inquieta, non ho notato refusi, tutto scorre (con brividi).
    Attendo il nuovo e ti auguro una buonissima settimana.

    Alla prossima!

  • Ciao Massimo 🙂
    bellissimo secondo capitolo , me lo aspettavo diverso , per il fatto che ho creduto alle parole di Billy Bo nel primo capitolo, mi sembrava un po’ strano, vero, ma il POV di Sara ha proprio stravolto tutto 😀
    chi dei due mentira’ ? Non so perche’ ma dal modo in cui Sara ha rivissuto il giorno al Luna Park darei piu’ fiducia a lei , e quindi sarei tentato a votare un ulteriore POV di Sara.
    Ma siccome non conosciamo ancora bene i due protagonisti , magari potresti introdurre un nuovo personaggio (Derek magari) che ci dara’ un POV da esterno alla vicenda e rivelera’ altri tratti dei due personaggi 🙂
    raggion per cui ho optato per l’introduzione di un nuovo personaggio 🙂
    a Presto 🙂

  • Ciao Massimo!
    A quanto pare quel pazzoide di Billy Bo ha mentito a se stesso (e a noi) nel precedente capitolo.
    Sara mi sembra sincera, ma non posso dirlo con certezza.
    Comunque, bisogna capire chi è questo Derek, il suo ruolo: si trovava anche lui al Luna Park…
    Voto per il nuovo personaggio, che sia Derek stesso, oppure un altro che possa fare un po’ di luce su questa faccenda straziante.
    Alla prossima!

  • Ciao dico solo bellissimo!
    Se il tuo stile che mi piace davvero, e questo capitolo è proprio come piace a me, come lo avrei scritto io, (senza riuscirci).
    Introduciamo un nuovo personaggio, allarghiamo la platea dei personaggi.
    ???
    ? ciao!

  • Ciao, Massimo.
    Subito all’opera con un nuovo racconto. Io proprio vi invidio, ultimamente non riesco a scrivere come vorrei. Il capitolo nuovo l’ho già riscritto due volte, ora ci sarà una terza… e non mi piace mai. Ma non sono qui a parlare del mio racconto. Piuttosto, il tuo, qui, è davvero inquietante. Cosa sarà accaduto nella casa degli specchi, io pensavo che tutto quel susseguirsi di rami e rocce e sobbalzi si rifacesse alla caduta in un dirupo, forse è così, ma chissà… mi piace e m’intriga questo incipit. Mi piacciono gli horror e so che tu hai tutte le carte in mano per regalarci una bella storia.
    Aspetto e voto il Pov di Sara, sono curiosa di sapere come la vede lei e, chissà, magari ci racconta qualcosa sulla casa degli specchi. ?
    Bravo, ti seguo.

    Alla prossima!

    • Ciao K, grazie per essere qui!
      Sai, ti confesso che capita anche a me di avere dei momenti in cui non riesco a scrivere: in quelle occasioni, quando non mi piace quello che scrivo, mi limito a chiudere tutto e mi dedico a tutt’altro! Purtroppo bisogna fare i conti con tutte le cose che ci gravitano attorno, e non è sempre facile e immediato mettersi giù e tirare fuori una storia che ci piaccia. Vedrai che questo periodo per te passerà, e ritornerai a scrivere come piace a te.
      Grazie per i complimenti! Vediamo se costruendo il racconto seguendo i risultati dei vostri voti riesco a tirare fuori qualcosa di decente!

      Alla prossima!

  • Capitolo 1)

    Ciao Massimo!

    L’idea mi ha incuriosito, soprattutto la frase finale. Potrebbe dire tutto o niente.
    Io continuerei con il suo POV, ma credo proprio che leggeremo quello di Sara. Ci sta!
    Sono curioso di capire come proseguirai. Scritto bene come al solito.
    Aspetto il prossimo capitolo.

    Continua così, vai forte! 😀

    Alla prossima.

  • Ciao Massimo 🙂
    che dire e’ la prima volta che ti leggo 🙂 bel capitolo da quelo che ho capito dal punto di vista di Billy Bo e che ha una mente un po’ ripetitiva e ansiosa… che forse si senta un po’ in colpa per quello che e’ successo a Sara… ancora presto per dirlo 🙂
    Cosa e’ successo a lei dopo l’incidente? Sono troppo curioso voglio il POV di Sara

    P.S. nel pezzo dove parli delle giostre e della musica anni novanta mi hai fatto ritornare indietro alla mia giovinezza, alle giostre durante le feste di paese, e non so perche’ ma la prima canzone che mi e’ venuta in testa e’ stata the Rythm of the Night … non so se anche tu pensavi a quella canzone descrivendo il Luna Park 🙂
    Comunque buon proseguimento:) A presto 🙂

  • Ehi, ottimo inizio, si va sospesi a mezz’aria fra realtà e un misto di sogno e ricordo che evoca la follia promessa. Solo che qui la vera follia non si sa dove sia di casa. Forse tra gli specchi del luna park?
    E se si materializzasse un “salvatore” venuto chissà da dove? Cosa raccontare, e cosa aspettarsi da lui?
    Vai così, davvero molto intenso!?

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