Quando la paura viene

Dove eravamo rimasti?

Il tempo stringe. E i nostri protagonisti dovranno letteralmente fronteggiare la paura. Cosa faranno? Zeno si tramuterà in mostro (80%)

E l’affronti a testa alta

“Va bene Zeno, facciamo come dici te”.

“E poi l’hai detto tu Quill, la mente umana è noiosssa, massimo non avrò più pensieri inutili” disse scherzando.

“Non ssstorpiare la sss, è sssolo mia!” e così dicendo Quill si avvicinò alla testa di Zeno e appena la sfiorò con un dito l’uomo cadde a terra colpito da un potente mal di testa.

“Ricordati Zeno, rimani fissso sull’obbiettivo, uccidi la mosssca, uccidi la mosssca…” e piano piano le parole del suo compagno vennero come travolte da un fiume di pensieri rabbiosi che mai l’uomo s’immaginava di possedere.

Intanto dall’altra parte dell’edificio la mosca guardiana instancabilmente era alla ricerca degli intrusi, come un elicottero in perlustrazione si ferma a controllare ogni angolo.

Improvvisamente ebbe un sussulto, per un breve lasso di tempo gli era parso di aver visto un’immensa sagoma provvista di occhi rossi, e per la prima volta la paura personificata ebbe un brivido di terrore.

La stanza sembrava ancora più tenebrosa e la mosca sentiva una presenza senza però vederla.

Decise di andarsene, ma era troppo tardi. Appena voltò l’angolo si trovò faccia a faccia con una creatura che gli mollò un potente ruggito per poi afferrarlo e spingerlo contro il muro. L’impatto fu così potente che lo distrusse, e la vittima e l’avventatore si ritrovarono fuori nel parcheggio.

Fly-in-the-sky dopo essersi ripreso vide chi l’aveva aggredito.

Era una creatura alta quasi tre metri, con la pelle verde, la coda da rettile e una bocca piena di denti.

“Zeno è un rettile… fa quasssi ridere il fatto che di cognome fa Ssscaglia, ironia della sssorte” disse Quill che da una finestra assisteva al combattimento.

La mosca decise di attaccare andandogli addosso, prontamente Zeno con un colpo di coda lo scagliò via. Per poi saltarli addosso e prenderla a pugni. I colpi erano così potenti che lasciò un solco sul marciapiede.

Tutt’altro che sconfitto il guardiano sì alzò, e capendo contro chi stava combattendo decise di cambiare. La schiena si curvò così tanto che a un certo punto fece un sonoro CRACK tanto da lasciare un buco. Dalla fessura fuori uscì un braccio completamente nero e magrissimo, poi un altro ed infine spunto la testa con tutto il corpo. La mosca aveva subito una metamorfosi diventando un essere umanoide, aprendo la bocca estrasse un bastone che si rivelò essere una lancia.

Quill era senza parole per la scena appena vista. Mentre Zeno era fermo immobile come un coccodrillo sull’acqua mentre aspetta la preda.

Il guardiano piegò le gambe, e con un potente balzo scattò come una molla verso Zeno. In tempo riuscì a schivare la lancia, che nel mentre gli aveva sfiorato la guancia rilasciando del sangue verde.

“Oh oh, disssfandosssi del corpo tozzo da pupazzo ora il guardiano è più veloce” disse Quill.

E cominciò uno scontro che vedeva i due schivare e cercare di colpirsi, senza però riuscirsi.

A un certo punto Zeno ebbe una fitta al cervello.

Quill sì guardò in giro notando il bianco avanzare sempre di più, “Oh cavolo, mi sssa che dovrò pigiare sssull’acceleratore” si disse allungando una mano verso Zeno.

Tutto d’un tratto il mostro sì sentì prudere la schiena e in men che non si dica gli spuntarono delle ali da pipistrello. Dopo una schivata della lancia Zeno sbattè forte le ali tanto da creare un’autentica bufera, cosa che bloccò l’attacco del guardiano. Sfruttando tale distrazione Zeno saltò addosso alla mosca afferrandola per le braccia per poi strapparle. Poi la prese per la testa e salì in cielo, arrivato a una certa altezza calò giù in picchiata spiaccicandola al suolo creando un vero e proprio cratere!

E fu così che Fly-in-the-sky morì.

“Sssì! Ce l’ha fatta!” urlò Quill che senza perdere tempo strisciò verso la porta del laboratorio che piano piano dal bianco cominciò a vedersi qualcosa “Finalmente! Il sssegreto del Verum Invenire sssarà mio!”.

Intanto fuori a Zeno cominciò a girare orrendamente la testa e il colosso svenne.

“Zeno… Zeno… Zeno ci sei!?” piano piano l’uomo aprì gli occhi e davanti sì trovò varie persone, tra le quali riconobbe Luna.

“Finalmente ti sei ripreso, come ti senti?” chiese la donna.

“Bene… mi gira un po’ la testa”.

“Beh è normale dopo la botta presa”.

“Botta?”.

“Sì, sei caduto dalle scale, non ricordi?” disse una persona.

“Scale? Ma non ero entrato a contatto col Verum?”.

“Verum? Ma di che cosa stai parlando?”.

“Ma sì il Verum Invenire, Quill mi ha detto tutto, è un qualcosa che dà e toglie l’intelligenza”.

“Zeno vecchio mio, devi aver preso una botta davvero potente per immaginare tutto questo” e tutti risero.

Dopo essere uscito dall’infermeria, dove gli consigliarono riposi e farmaci contro il mal di testa, Zeno provò ripassare davanti alla porta del laboratorio.

Non c’era nessuno, spinto dalla curiosità provò ad aprire la porta, scoprendo però che era chiusa.

L’uomo sbuffò.

Stava per andarsene, quando improvvisamente la porta sì aprì, e una piccola mano rugosa fece segno d’entrare. “Vieni Zeno, parliamo un po’, hai pressso del torrone?”.

FINE

Ps: nei commenti ci sono 2 bonus

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59 Commenti

  • Ciao DM,
    arrivo dopo una settimana, ma rimedio subito.
    Non posso che concordare con BlackCat, si vede che questo genere è stato sofferto; ma ci hai provato e questo posto è fatto, in fondo, anche per sperimentare e mettersi alla prova. Anche se il protagonista è Zeno, Quill mi è piaciuto di più e non sarebbe male vederlo sotto altre vesti, in un racconto fantasy o comico. Riguardo questo capitolo, il combattimento mi ha ricordato vagamente Dragon Ball: è stato la tua ispirazione, mentre lo scrivevi? Per il resto, penso tu sia riuscito a chiuderla abbastanza bene.
    Ho letto anche i due bonus. Trovo interessante i retroscena e le idee dietro il racconto, nonché le tue riflessioni a riguardo; è una cosa che non vedo in giro.
    Detto ciò, buona meditazione. Ci si legge ad un prossimo racconto. 🙂

  • Ciao DM 🙂
    la battaglia finale mi e’ piaciuta molto 🙂 hai usato tutti i poteri che i nostri avevano a oro disposizione per sconfiggere la paura di Zeno 🙂 l’unica domanda che mi e’ venuta in mente e’ , ma con l’aiuto di Quill non e’ che un po’ Zeno a barato e non e’ riuscito a sconfeggere le sue paure da solo 🙂
    Comunque bello 🙂 si vede che e’ stata una storia sofferta ma l’importante e mettersi alla prova 🙂 io direi che sei piu’ portato al fantasy che ti da la liberta’ di esprimerti senza che nessuno ti metta regole , e creare mondi fantastici dove far perdere i tuoi lettori 🙂
    L’hooro va seguito , e da come ti sei presentato capisco che tu non ne sia fan. L’hooro ha delle regole precise e se esci poco poco da queste regole non ti riesce purtroppo. L’horrro si basa sulle paure della gente, sulle credenze popolari. C’e’ differenza fra Horror e Fiaba … ti faccio un esempio spiccio : le streghe . Le streghe fiabesce sono quelle che volano sulla scopa, che fanno le magie ma non fanno paura . Le streghe Horror sono quelle che nel medioevo venivano bruciate vive, perche’ la chiesa le paragonava a delle servitrici del demonio. Le storie con cui sono state accusate (storie vere, che ti entrano nella pelle perche’ hai la consapevolezza che sono persone innocenti che hanno un tempo respirato l’aria come te. magari andate a scuola e immagginato mondi fantastici come te . E poi uccise, con mille sofferenze) ecco quelle sono storie horror 🙂 per il resto e’ tutta fantasia 🙂
    Comunque sei stato bravo e ti aspetto con una prossima avventura 🙂 Fantasy magari 🙂
    A presto 🙂

  • Allora, siamo arrivati alla fine, come prima cosa, anche se è brutto dirlo… posso tirare un sospiro di sollievo! È stato duro per me questo racconto, specialmente perché ho dovuto essere serio! Sono fatto così! Ho la scrittura simpatica. Ma dall’ottavo capitolo non ne potevo più e mi solo leggermente sbottonato, tanto che ci avete fatto caso.
    Come mio primissimo racconto a tema horror mi posso ritenere quasi soddisfatto, quasi perché speravo di dare l’atmosfera di paura, ma dai commenti sembra proprio che non ce l’ho fatta. Pazienza, mi rifarò per il futuro.
    Ma andiamo con qualche curiosità. Fin da quando decisi di fare un horror mi dissi “cosa potrei mettere in un racconto per suscitare paura?” e così ho buttato giù un elenco di cose che a me fanno paura. E alla fine decisi di seguire tre punti: 1-Il protagonista dev’essere un uomo 2-Si trasforma in un mostro 3- Deve svolgersi tra sogno e realtà, tanto da farli nascere dubbi. E da questi punti nacque l’avventura di Zeno.
    Quill ha una storia interessante. Inizialmente doveva esserci Zeno che entrava in una prigione piena di mostri e doveva parlare con Quill che doveva essere simile ad Hannibal Lecter, poi optai per uno zombie con ancora la ragione, per poi diventare un verme che dimora dentro un cadavere. Per fare “qualcosa di diverso” optai per la terza, ma mi affezionai così tanto a Quill che decisi di renderlo un co-protagonista. L’amore del torrone di Quill non è stato messo per caso, è una velata citazione a “Costume Quest” un cartone a tema Halloween che danno su Prime che ho adorato! Per farla breve la storia parla di bambini che tramite costumi magici combattono dei mostri che se mangiano il torrone (un torrone strano che viene estratto in miniera!) diventato più grossi e potenti. Sospetto sarà questa che mi ha ispirato a scrivere la storia. XD
    Inizialmente Zeno doveva trasformarsi come risultato di un’antica maledizione, e doveva essere inseguito da un cavaliere senza testa che era il fantasma di un cacciatore di mostri. Ma abbandonai il mistico optando per una storia più “scientifica”.
    Fly-in-the-sky, ahimè, esiste veramente. È un personaggio che appare in un film Neozelandese di nome “Meet the Feables”. A differenza di Zeno non vidi questo film da bambino, ma anche se adulto mi lasciò lo stesso un senso d’inquietudine. Specialmente quella mosca per via del suo aspetto e della sua voce.
    A parte queste ho poche curiosità. Posso solo dire una cosa, anche se non è ben capibile, a parte l’ultimo capitolo tutto è scritto dalla prospettiva di Zeno, tanto che se si facesse un film (ma qui miro altissimo!!) sarebbe in terza persona (tipo come i videogiochi sparatutto). Perché trovavo fosse una tecnica che da molta paura. Anche per questo non ho mai descritto fisicamente Zeno.
    E con questo grazie della lettura, e come sempre vi lascio un trailer del prossimo racconto che uscirà dopo una lunga pausa riflessiva. Alla prossima!

  • Qualche giorno dopo nei laboratori della Spiral due colleghi scienziati stanno parlando di Zeno.
    “Menomale che quel tipo non sospettava niente”.
    “Vero, gli abbiamo fatto credere che era caduto dalle scale, quando invece era finito a contatto con il Verum Invenire! In tempo siamo riusciti a bloccarli la metamorfosi, altrimenti si sarebbe mutato in mostro”.
    “Sì, però mi chiedo cosa intendeva quando ha nominato un certo Quill?”.
    “Bah, sarà la sua mente in preda alle allucinazioni, già nessuno di noi poteva parlargli del Verum”.
    “Tranne noi o le cavie”.
    I due scoppiarono a ridere.
    “A proposito di cavie, che fine ha fatto il bipess biporuss che abbiamo usato per ultimo?”.
    “Boh. Ho come l’impressione che ce ne siamo sbarazzati, ma non ricordo in che modo?”.
    “Già, ora che ci penso anch’io ho dei vuoi di memoria, mi sembrano spariti degli oggetti, e sulla mia scrivania ho persino trovato del torrone, ma sono sicuro che di non averlo mangiato”.
    “Chissenè, sarà lo stress, consiglio di lasciare momentaneamente stare il progetto Verum Invenire e pensare ad altro”.
    “Vuoi vedere il progetto Yggdrasil non è vero?”.
    “Certo! Dare l’intelletto agli animali non mi attira tanto. Mi sembra troppo da Pianeta delle Scimmie, destinato alla catastrofe, invece l’Yggdrasil per me ha molto potenziale!”.
    “Potenziale infinitamente dannoso”.
    I due cambiarono stanza ed andarono in una altra con un quadro di comando e davanti ad un vetro dove si trovava un’altra sala con un grosso oggetto simile ad un cannone.
    “Bene, introduciamo la cavia” così dicendo premette un pulsante e una pecora con addosso un collare venne inserita nella stanza.
    “Attivare il cannone!” disse l’altro che premendo un altro pulsante attivò l’arma.
    Nella stanza si sprigionò un portale di energia blu che risucchiò tutto quello che si trovava al suo interno. Una volta che la pecora finì dentro il portale sparì.
    “Bene, guardiamo i parametri vitali della cavia” disse uno scienziato, e i due guardando il pannello rimanendo delusi, le linee erano dritti.
    “Maledizione! La pecora si sarà scomposta entrando dentro il portale! Sapevo che non era ancora pronto!”.
    “E se invece fosse stata uccisa appena è apparsa in un’altra dimensione?”.
    “Ma non dire assurdità! I tuoi tanto sognati viaggi dimensionali non si faranno mai! Accettalo! E fantascienza!”.
    Intanto.
    In un’altra dimensione.
    Era notte e la pecora usata come cavai gemeva a terra sanguinante. Il suo cranio era buca e a causarlo era stato un uomo con la sua colt.
    “Madre de dios… da dove diavolo spunta fuori quest’animale!?” sì chiese notando il collare al collo.
    Intanto in lontananza sì sentì l’ululato dei coyote.

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