Quando la paura viene

Dove eravamo rimasti?

Dopo questo avvenimento cosa succederà nel prossimo capitolo? Zeno ha un flashback (63%)

Dai ricordi

Suonò il cellulare.

“Ah! Sono sveglio!” urlò Zeno.

Si trovava nel suo ufficio, e senza volerlo, mentre stava lavorando si era addormentato.

L’uomo guardò il cellulare. Aveva ricevuto un messaggio contenente la foto di una barca sulle rive di un fiume da parte di un suo amico. “Beato lui” mormorò pensando che anche lui meritava una vacanza.

“Le 10:45… Sì ho bisogno di un caffè” e così considerando. Mise velocemente a posto dei documenti sparsi sulla scrivania e uscì.

“Oggi sembra una bella giornata, vada per l’altra macchinetta” pensò, di solito andava alla postazione della macchinetta dietro l’angolo ma a questo giro decise di andare altrove.

Aprendo la porta principale si ritrovò in un giardino. Su un muro lì vicino si notava una targa con scritto “Archivio”.

Attraversando il parcheggio notò la zona parco giochi con tanto di altalene e pensò che se non c’era nessuno ci avrebbe fatto un giro.

Anche se aveva constatato il bel tempo, in realtà erano nuvoloso e di colpo cominciò a piovere. Zeno corse verso l’entrata dell’altro edificio, e lì si accorse di una persiana che sbatteva rumorosamente. Entrando vide altri due colleghi, tra i quali c’era Luna, davanti alla macchinetta. I due stavano parlando.

“Questo Weekend ho fatto skateboard con i miei figli, mi dicevano che ero troppo vecchia per salirci sopra, ma invece gli ho sorpresi!” stava dicendo Luna.

“Si come no, io invece ho fatto il clown alla festa di mio nipote, e ti dirò è stato divertente, i bambini ridevano tantissimo!”.

Appena Zeno si avvicinò i due lo salutarono.

“Ciao Scaglia! Che ci fai da queste parti?” chiese la donna.

“Ero venuto a bere un caffè, peccato che il tempo non abbia retto e ha cominciato a piovere”.

“Potevi restare negli archivi, qui in sede principale il caffè è cattivo” disse l’altro.

“Nah, alla fine sono uguali. In più agli archivi c’è poca gente che si ferma a fare due chiacchere davanti alle macchinette” rispose Zeno.

All’improvviso ecco un calo di corrente. Zeno vide la ventola dell’impianto di areazione smise di muoversi.

“Che succede?” chiese.

“Niente. A volte capita un calo d’energia. Specialmente da quando hanno fatto quella scoperta”.

“Quale scoperta?” domandò Zeno.

I due si guardarono. “Scusaci, segreti industriali” rispose Luna.

Dopo aver finito il caffè e parlato di cosa avrebbe fatto nel weekend Zeno decise di tornare nel suo ufficio.

Mentre camminava d’improvviso suonò l’allarme. Colto dallo spavento che durò pochi secondi Zeno si ricompose e come ricordava delle esercitazioni si diresse verso l’uscita anti-incendio. Ma quando aprì la porta fu investito dalle fiamme!!

“AHHH” urlò svegliandosi.

Si guardò in giro. Era ancora sulla spiaggia dell’isola. La testa gli girava vorticosamente. E in più si sentiva in bocca uno strano sapore metallico. Sangue?

Zeno si leccò le labbra e atterrito le toccò con un dito scoprendo che davvero aveva del sangue in bocca!

Poi gli tornò alla mente l’animale che l’aveva aggredito. Sì voltò e vide il lupo steso a terra con le budella di fuori!

All’uomo venne il voltastomaco. “S-sono stato io!?” si chiese cercando di ricordare quanto era accaduto.

Si ricordò che la belva gli aveva morso la gamba destra e subito la controllò. Sì i pantaloni erano rotti, ma del morso neppure l’ombra. Aprì anche la camicia per guardare se vedeva segni di morsi, ma anche lì niente!

A un certo però Zeno vide che il lupo cominciava a cambiare colore, il suo pelo grigio diventava verde, per poi cambiare in viola. E in pochi secondi l’animale si liquefò diventando una melma che venne assorbita dalla sabbia.

“Ma che diavolo!?” urlò Zeno non capendo cosa stesse succedendo!

La testa gli ricominciò a far male e allora si ricordò di una cosa “Luna… Luna Ferri! Io la conosco! E non è un medico!”.

Così dicendo sì lasciò alle spalle l’accampamento oramai vuoto in direzione del massiccio. Dopo averlo scalato tornò dall’altra parte della spiaggia, ma di Luna nessuna traccia.

Sì guardò in giro per poi vederla in piedi poco lontano. Sembrava che lei non lo avesse visto. L’uomo stava per chiamarla quando notò una cosa molto strana. La donna mollò uno starnuto e gli occhi le fuoriuscirono dalle orbite!

Istintivamente Zeno si nascose dietro a un sasso e guardò con attenzione la scena.

“Cavolo!” esclamò Luna rimettendosi gli occhi a posto “Di questo passo non reggerò, ma devo stargli vicino finchè non avrò le risposte sul Verum Invenire!”.

“Cosa?” sì domandò l’uomo a bassa voce.

Voleva parlargli quando notò che dei cespugli vicino a Luna frusciavano, la ragazza si voltò “Hai trovato qualcosa?” chiese.

Si sentirono versi inumani e Luna sbuffò “Maledizione! Le risposte devono per forza essere dall’altra parte del muro! Solo temo che ci hanno scoperto. Il lupo che ho inviato non ha fatto più ritorno!”

“COSA!?” urlò Zeno, per poi tapparsi la bocca. Ma per fortuna non venne sentito.

“Zeno tornerà, non vorrà lasciarmi sola, proverò a convincerlo a portarmi dall’altra parte. Tu invece resta nella giungla e non farti vedere!” disse Luna a chi poteva udirla nella vegetazione.

Che cosa sta succedendo? E con chi parlava Luna, se è veramente chi dice di essere. Ma adesso basta e andiamo con le scelte

  • Zeno aggredirà Luna per avere delle risposte (50%)
    50
  • Zeno tornerà da Luna facendo finta di niente (33%)
    33
  • Zeno deciderà di tornare all'accampamento (17%)
    17
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59 Commenti

  • Ciao DM,
    arrivo dopo una settimana, ma rimedio subito.
    Non posso che concordare con BlackCat, si vede che questo genere è stato sofferto; ma ci hai provato e questo posto è fatto, in fondo, anche per sperimentare e mettersi alla prova. Anche se il protagonista è Zeno, Quill mi è piaciuto di più e non sarebbe male vederlo sotto altre vesti, in un racconto fantasy o comico. Riguardo questo capitolo, il combattimento mi ha ricordato vagamente Dragon Ball: è stato la tua ispirazione, mentre lo scrivevi? Per il resto, penso tu sia riuscito a chiuderla abbastanza bene.
    Ho letto anche i due bonus. Trovo interessante i retroscena e le idee dietro il racconto, nonché le tue riflessioni a riguardo; è una cosa che non vedo in giro.
    Detto ciò, buona meditazione. Ci si legge ad un prossimo racconto. 🙂

  • Ciao DM 🙂
    la battaglia finale mi e’ piaciuta molto 🙂 hai usato tutti i poteri che i nostri avevano a oro disposizione per sconfiggere la paura di Zeno 🙂 l’unica domanda che mi e’ venuta in mente e’ , ma con l’aiuto di Quill non e’ che un po’ Zeno a barato e non e’ riuscito a sconfeggere le sue paure da solo 🙂
    Comunque bello 🙂 si vede che e’ stata una storia sofferta ma l’importante e mettersi alla prova 🙂 io direi che sei piu’ portato al fantasy che ti da la liberta’ di esprimerti senza che nessuno ti metta regole , e creare mondi fantastici dove far perdere i tuoi lettori 🙂
    L’hooro va seguito , e da come ti sei presentato capisco che tu non ne sia fan. L’hooro ha delle regole precise e se esci poco poco da queste regole non ti riesce purtroppo. L’horrro si basa sulle paure della gente, sulle credenze popolari. C’e’ differenza fra Horror e Fiaba … ti faccio un esempio spiccio : le streghe . Le streghe fiabesce sono quelle che volano sulla scopa, che fanno le magie ma non fanno paura . Le streghe Horror sono quelle che nel medioevo venivano bruciate vive, perche’ la chiesa le paragonava a delle servitrici del demonio. Le storie con cui sono state accusate (storie vere, che ti entrano nella pelle perche’ hai la consapevolezza che sono persone innocenti che hanno un tempo respirato l’aria come te. magari andate a scuola e immagginato mondi fantastici come te . E poi uccise, con mille sofferenze) ecco quelle sono storie horror 🙂 per il resto e’ tutta fantasia 🙂
    Comunque sei stato bravo e ti aspetto con una prossima avventura 🙂 Fantasy magari 🙂
    A presto 🙂

  • Eccomi qua! Complimenti per il racconto! Più un’avventura fantascientifica che un horror, ma delle sezioni che fanno paura ci stanno.
    Quill è adorabile! 😀

    Ho letto anche i bonus e mi sono piaciuti 🙂

    Noi ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

  • Allora, siamo arrivati alla fine, come prima cosa, anche se è brutto dirlo… posso tirare un sospiro di sollievo! È stato duro per me questo racconto, specialmente perché ho dovuto essere serio! Sono fatto così! Ho la scrittura simpatica. Ma dall’ottavo capitolo non ne potevo più e mi solo leggermente sbottonato, tanto che ci avete fatto caso.
    Come mio primissimo racconto a tema horror mi posso ritenere quasi soddisfatto, quasi perché speravo di dare l’atmosfera di paura, ma dai commenti sembra proprio che non ce l’ho fatta. Pazienza, mi rifarò per il futuro.
    Ma andiamo con qualche curiosità. Fin da quando decisi di fare un horror mi dissi “cosa potrei mettere in un racconto per suscitare paura?” e così ho buttato giù un elenco di cose che a me fanno paura. E alla fine decisi di seguire tre punti: 1-Il protagonista dev’essere un uomo 2-Si trasforma in un mostro 3- Deve svolgersi tra sogno e realtà, tanto da farli nascere dubbi. E da questi punti nacque l’avventura di Zeno.
    Quill ha una storia interessante. Inizialmente doveva esserci Zeno che entrava in una prigione piena di mostri e doveva parlare con Quill che doveva essere simile ad Hannibal Lecter, poi optai per uno zombie con ancora la ragione, per poi diventare un verme che dimora dentro un cadavere. Per fare “qualcosa di diverso” optai per la terza, ma mi affezionai così tanto a Quill che decisi di renderlo un co-protagonista. L’amore del torrone di Quill non è stato messo per caso, è una velata citazione a “Costume Quest” un cartone a tema Halloween che danno su Prime che ho adorato! Per farla breve la storia parla di bambini che tramite costumi magici combattono dei mostri che se mangiano il torrone (un torrone strano che viene estratto in miniera!) diventato più grossi e potenti. Sospetto sarà questa che mi ha ispirato a scrivere la storia. XD
    Inizialmente Zeno doveva trasformarsi come risultato di un’antica maledizione, e doveva essere inseguito da un cavaliere senza testa che era il fantasma di un cacciatore di mostri. Ma abbandonai il mistico optando per una storia più “scientifica”.
    Fly-in-the-sky, ahimè, esiste veramente. È un personaggio che appare in un film Neozelandese di nome “Meet the Feables”. A differenza di Zeno non vidi questo film da bambino, ma anche se adulto mi lasciò lo stesso un senso d’inquietudine. Specialmente quella mosca per via del suo aspetto e della sua voce.
    A parte queste ho poche curiosità. Posso solo dire una cosa, anche se non è ben capibile, a parte l’ultimo capitolo tutto è scritto dalla prospettiva di Zeno, tanto che se si facesse un film (ma qui miro altissimo!!) sarebbe in terza persona (tipo come i videogiochi sparatutto). Perché trovavo fosse una tecnica che da molta paura. Anche per questo non ho mai descritto fisicamente Zeno.
    E con questo grazie della lettura, e come sempre vi lascio un trailer del prossimo racconto che uscirà dopo una lunga pausa riflessiva. Alla prossima!

  • Qualche giorno dopo nei laboratori della Spiral due colleghi scienziati stanno parlando di Zeno.
    “Menomale che quel tipo non sospettava niente”.
    “Vero, gli abbiamo fatto credere che era caduto dalle scale, quando invece era finito a contatto con il Verum Invenire! In tempo siamo riusciti a bloccarli la metamorfosi, altrimenti si sarebbe mutato in mostro”.
    “Sì, però mi chiedo cosa intendeva quando ha nominato un certo Quill?”.
    “Bah, sarà la sua mente in preda alle allucinazioni, già nessuno di noi poteva parlargli del Verum”.
    “Tranne noi o le cavie”.
    I due scoppiarono a ridere.
    “A proposito di cavie, che fine ha fatto il bipess biporuss che abbiamo usato per ultimo?”.
    “Boh. Ho come l’impressione che ce ne siamo sbarazzati, ma non ricordo in che modo?”.
    “Già, ora che ci penso anch’io ho dei vuoi di memoria, mi sembrano spariti degli oggetti, e sulla mia scrivania ho persino trovato del torrone, ma sono sicuro che di non averlo mangiato”.
    “Chissenè, sarà lo stress, consiglio di lasciare momentaneamente stare il progetto Verum Invenire e pensare ad altro”.
    “Vuoi vedere il progetto Yggdrasil non è vero?”.
    “Certo! Dare l’intelletto agli animali non mi attira tanto. Mi sembra troppo da Pianeta delle Scimmie, destinato alla catastrofe, invece l’Yggdrasil per me ha molto potenziale!”.
    “Potenziale infinitamente dannoso”.
    I due cambiarono stanza ed andarono in una altra con un quadro di comando e davanti ad un vetro dove si trovava un’altra sala con un grosso oggetto simile ad un cannone.
    “Bene, introduciamo la cavia” così dicendo premette un pulsante e una pecora con addosso un collare venne inserita nella stanza.
    “Attivare il cannone!” disse l’altro che premendo un altro pulsante attivò l’arma.
    Nella stanza si sprigionò un portale di energia blu che risucchiò tutto quello che si trovava al suo interno. Una volta che la pecora finì dentro il portale sparì.
    “Bene, guardiamo i parametri vitali della cavia” disse uno scienziato, e i due guardando il pannello rimanendo delusi, le linee erano dritti.
    “Maledizione! La pecora si sarà scomposta entrando dentro il portale! Sapevo che non era ancora pronto!”.
    “E se invece fosse stata uccisa appena è apparsa in un’altra dimensione?”.
    “Ma non dire assurdità! I tuoi tanto sognati viaggi dimensionali non si faranno mai! Accettalo! E fantascienza!”.
    Intanto.
    In un’altra dimensione.
    Era notte e la pecora usata come cavai gemeva a terra sanguinante. Il suo cranio era buca e a causarlo era stato un uomo con la sua colt.
    “Madre de dios… da dove diavolo spunta fuori quest’animale!?” sì chiese notando il collare al collo.
    Intanto in lontananza sì sentì l’ululato dei coyote.

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