Quando la paura viene

Dove eravamo rimasti?

Ebbene sì, Zeno è rimasto solo. Ditemi voi adesso cosa farà? Tornerà all'accampamento dietro il massiccio. (50%)

Dalla solitudine

“Sarei tentato di cercare e poi strangolare la falsa Luna… ma prima voglio togliermi un dubbio” e così dicendo Zeno si diresse verso il massiccio.

Una volta davanti alla roccia guardò dall’alto al basso. Non aveva la forza ma soprattutto la voglia di scalarlo di nuovo.

“Quanto vorrei che ci fosse un passaggio” pensò.

Improvvisamente arrivò un colpo di vento e voltandosi a destra vide che c’era una spaccatura dentro la roccia grande come lui!

“Ma prima non c’era!” esclamò Zeno, sì guardò in giro, poi introdusse una mano dentro il buco e appurato che si trattava di una spaccatura reale ci passò dentro trovandosi subito dall’altra parte.

Con cautela arrivò finalmente all’accampamento. A prima vista si trattava di una decina di casette create anche loro con rottami dell’aereo e rami.

Provò a guardare dentro una casa, non trovando niente e nessuno.

“Mi sembrava fosse troppo bello” sbuffò Zeno dopo averle esplorate tutte. Come temeva non c’era nessuno, la gente che aveva visto si era come volatilizzata.

Nella perlustrazione aveva trovato solo qualche snack salato, bottigliette d’acqua e degli indumenti con scarpe.

“Oh guarda, fanno al caso mio” disse mettendosi i vestiti nuovi… che assomigliavano molto ai suoi precedenti.

Uscito da una delle casette poi notò un’altra cosa: le costruzioni erano tutte uguali. Ma proprio paradossalmente identiche.

ad un certo punto preso dall’appetito si cibò delle provviste appena trovate. Poi ripensò a come le persone prima vedendolo erano scappate, per non dire che di certo lo avevano visto mentre sbranava il lupo. Di sicuro non avrebbero voluto mai parlare con un tipo così.

“E ADESSO CHE FACCIO!?” urlò Zeno esasperato del silenzio.

In quella situazione disperata rimpiangeva persino la mancanza della falsa Luna.

“Va beh, andiamo” disse a un certo punto alzandosi “rimanere qui non porterà a niente, vediamo se trovo delle tracce”.

Lasciandosi alle spalle le casette Zeno continuò a camminare verso ovest, sperando di trovare qualcuno.

Dopo un po’ vide che la spiaggia stava finendo finché non comparve della terra e lì notò un’apertura nella giungla. L’aveva subito notata anche perché le piante vicino erano state tagliate all’apparenza da mano umana.

L’uomo guardò poi il folto della giungla, e come sempre, avvertì un brivido. Per un motivo misterioso aveva paura di quella boscaglia.

“Arrivato a questo punto non resta che entrare dentro” sì disse pensando che aveva battuto la spiaggia non trovando nessuno. Forse le persone erano scappate dentro.

Zeno prese coraggio ed entrò dentro il verde.

Davanti a lui trovò un sentiero battuto e cominciò a percorrerlo.

Camminò tutta la giornata finché non vide giungere il tramonto.

“Cavolo, devo trovare un riparo” pensò Zeno e come per caso davanti a lui trovò una grotta.

Dopo essersi assicurato che non c’era nessun animale decise di fermarsi e riposare per la notte che stava arrivando.

Si addormentò subito ed ebbe un altro incubo.

Si trovava nelle vie di una città di notte, sembrava un borgo storico essendo piena di case antiche.

Camminò per le vie.

All’improvviso notò delle ombre e si trovò davanti a un gruppo di persone.

Quando lo videro scapparono via e Zeno cominciò a inseguirle. Il gruppo si divise e l’uomo puntò uno di loro.

Dopo una corsa arrivarono in un vicolo cieco, “T-t-ti prego! Aiuto!!” urlò l’uomo e Zeno gli saltò addosso sbranandolo. Alla fine del pasto Zeno notò la vetrina di un negozio e avvicinandosi guardò il suo riflesso scoprendo che era trasformata un mostro!!

“NO!!” urlò Zeno svegliandosi. Riprese fiato, era stufo di avere incubi, specialmente di questo tipo.

Era mattina e decise di mangiare qualcosa, cercò lo zaino, sicuro di averlo lasciato lì vicino. Appena lo vide stava per afferrarlo ma improvvisamente l’oggetto sfrecciò via come se fosse vivo.

“EHI!” gridò Zeno inseguendolo.

Il suo zaino si muoveva rapido, come se fosse stata una cosa viva, e dopo un po’ si fermò in una radura con dell’erba alta e lì Zeno vide seduta una vecchia conoscenza.

“Luna!” urlò, subito gli saltò addosso per scoprire con sgomento che era un fantoccio!

Uno strano fantoccio, sembrava fatto di pelle ma guardando dentro la bocca scoprì che c’era delle terra e sabbia messa dentro per riempirla!

“Ma cosa…” non finì la frase che sentì come un sibilo di serpente.

“Finalmente sssei arrivato Zeno, sssapevo che prima o poi saresti entrato dentro per cercarmi” disse una voce strisciante.

“C-c-chi sei!?” chiese l’uomo.

“Non mi riconosssci, ah è vero, ho una voce diversssa… ti è famigliare adesso?” chiese con un altro tono, simile alla voce di Luna.

“Luna!? Ma come… sei un uomo!?”.

“Uomo… BAH sssono meglio di un uomo, assspetta che vengo” e così dicendo si sentì un fruscio e dall’erba alta spuntò una strana creatura serpentina bianca e rosa con delle piccole manine, la faccia di serpente e alta più di Zeno.

“Ciao Zeno, io mi chiamo Quill, ti va di parlare?”.

L’uomo era senza parole. Riconobbe la seconda ombra che aveva visto qualche giorno fa! Quella che gli aveva sussurrato “Verum Invenire”!

Chi sarà mai questa strana creatura davanti a Zeno!? Ma specialmente, che cosa farà il nostro protagonista!?

  • Lo attaccherà? (17%)
    17
  • Fuggirà via? (0%)
    0
  • Ci parlerà? (83%)
    83
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59 Commenti

  • Ciao DM,
    arrivo dopo una settimana, ma rimedio subito.
    Non posso che concordare con BlackCat, si vede che questo genere è stato sofferto; ma ci hai provato e questo posto è fatto, in fondo, anche per sperimentare e mettersi alla prova. Anche se il protagonista è Zeno, Quill mi è piaciuto di più e non sarebbe male vederlo sotto altre vesti, in un racconto fantasy o comico. Riguardo questo capitolo, il combattimento mi ha ricordato vagamente Dragon Ball: è stato la tua ispirazione, mentre lo scrivevi? Per il resto, penso tu sia riuscito a chiuderla abbastanza bene.
    Ho letto anche i due bonus. Trovo interessante i retroscena e le idee dietro il racconto, nonché le tue riflessioni a riguardo; è una cosa che non vedo in giro.
    Detto ciò, buona meditazione. Ci si legge ad un prossimo racconto. 🙂

  • Ciao DM 🙂
    la battaglia finale mi e’ piaciuta molto 🙂 hai usato tutti i poteri che i nostri avevano a oro disposizione per sconfiggere la paura di Zeno 🙂 l’unica domanda che mi e’ venuta in mente e’ , ma con l’aiuto di Quill non e’ che un po’ Zeno a barato e non e’ riuscito a sconfeggere le sue paure da solo 🙂
    Comunque bello 🙂 si vede che e’ stata una storia sofferta ma l’importante e mettersi alla prova 🙂 io direi che sei piu’ portato al fantasy che ti da la liberta’ di esprimerti senza che nessuno ti metta regole , e creare mondi fantastici dove far perdere i tuoi lettori 🙂
    L’hooro va seguito , e da come ti sei presentato capisco che tu non ne sia fan. L’hooro ha delle regole precise e se esci poco poco da queste regole non ti riesce purtroppo. L’horrro si basa sulle paure della gente, sulle credenze popolari. C’e’ differenza fra Horror e Fiaba … ti faccio un esempio spiccio : le streghe . Le streghe fiabesce sono quelle che volano sulla scopa, che fanno le magie ma non fanno paura . Le streghe Horror sono quelle che nel medioevo venivano bruciate vive, perche’ la chiesa le paragonava a delle servitrici del demonio. Le storie con cui sono state accusate (storie vere, che ti entrano nella pelle perche’ hai la consapevolezza che sono persone innocenti che hanno un tempo respirato l’aria come te. magari andate a scuola e immagginato mondi fantastici come te . E poi uccise, con mille sofferenze) ecco quelle sono storie horror 🙂 per il resto e’ tutta fantasia 🙂
    Comunque sei stato bravo e ti aspetto con una prossima avventura 🙂 Fantasy magari 🙂
    A presto 🙂

  • Allora, siamo arrivati alla fine, come prima cosa, anche se è brutto dirlo… posso tirare un sospiro di sollievo! È stato duro per me questo racconto, specialmente perché ho dovuto essere serio! Sono fatto così! Ho la scrittura simpatica. Ma dall’ottavo capitolo non ne potevo più e mi solo leggermente sbottonato, tanto che ci avete fatto caso.
    Come mio primissimo racconto a tema horror mi posso ritenere quasi soddisfatto, quasi perché speravo di dare l’atmosfera di paura, ma dai commenti sembra proprio che non ce l’ho fatta. Pazienza, mi rifarò per il futuro.
    Ma andiamo con qualche curiosità. Fin da quando decisi di fare un horror mi dissi “cosa potrei mettere in un racconto per suscitare paura?” e così ho buttato giù un elenco di cose che a me fanno paura. E alla fine decisi di seguire tre punti: 1-Il protagonista dev’essere un uomo 2-Si trasforma in un mostro 3- Deve svolgersi tra sogno e realtà, tanto da farli nascere dubbi. E da questi punti nacque l’avventura di Zeno.
    Quill ha una storia interessante. Inizialmente doveva esserci Zeno che entrava in una prigione piena di mostri e doveva parlare con Quill che doveva essere simile ad Hannibal Lecter, poi optai per uno zombie con ancora la ragione, per poi diventare un verme che dimora dentro un cadavere. Per fare “qualcosa di diverso” optai per la terza, ma mi affezionai così tanto a Quill che decisi di renderlo un co-protagonista. L’amore del torrone di Quill non è stato messo per caso, è una velata citazione a “Costume Quest” un cartone a tema Halloween che danno su Prime che ho adorato! Per farla breve la storia parla di bambini che tramite costumi magici combattono dei mostri che se mangiano il torrone (un torrone strano che viene estratto in miniera!) diventato più grossi e potenti. Sospetto sarà questa che mi ha ispirato a scrivere la storia. XD
    Inizialmente Zeno doveva trasformarsi come risultato di un’antica maledizione, e doveva essere inseguito da un cavaliere senza testa che era il fantasma di un cacciatore di mostri. Ma abbandonai il mistico optando per una storia più “scientifica”.
    Fly-in-the-sky, ahimè, esiste veramente. È un personaggio che appare in un film Neozelandese di nome “Meet the Feables”. A differenza di Zeno non vidi questo film da bambino, ma anche se adulto mi lasciò lo stesso un senso d’inquietudine. Specialmente quella mosca per via del suo aspetto e della sua voce.
    A parte queste ho poche curiosità. Posso solo dire una cosa, anche se non è ben capibile, a parte l’ultimo capitolo tutto è scritto dalla prospettiva di Zeno, tanto che se si facesse un film (ma qui miro altissimo!!) sarebbe in terza persona (tipo come i videogiochi sparatutto). Perché trovavo fosse una tecnica che da molta paura. Anche per questo non ho mai descritto fisicamente Zeno.
    E con questo grazie della lettura, e come sempre vi lascio un trailer del prossimo racconto che uscirà dopo una lunga pausa riflessiva. Alla prossima!

  • Qualche giorno dopo nei laboratori della Spiral due colleghi scienziati stanno parlando di Zeno.
    “Menomale che quel tipo non sospettava niente”.
    “Vero, gli abbiamo fatto credere che era caduto dalle scale, quando invece era finito a contatto con il Verum Invenire! In tempo siamo riusciti a bloccarli la metamorfosi, altrimenti si sarebbe mutato in mostro”.
    “Sì, però mi chiedo cosa intendeva quando ha nominato un certo Quill?”.
    “Bah, sarà la sua mente in preda alle allucinazioni, già nessuno di noi poteva parlargli del Verum”.
    “Tranne noi o le cavie”.
    I due scoppiarono a ridere.
    “A proposito di cavie, che fine ha fatto il bipess biporuss che abbiamo usato per ultimo?”.
    “Boh. Ho come l’impressione che ce ne siamo sbarazzati, ma non ricordo in che modo?”.
    “Già, ora che ci penso anch’io ho dei vuoi di memoria, mi sembrano spariti degli oggetti, e sulla mia scrivania ho persino trovato del torrone, ma sono sicuro che di non averlo mangiato”.
    “Chissenè, sarà lo stress, consiglio di lasciare momentaneamente stare il progetto Verum Invenire e pensare ad altro”.
    “Vuoi vedere il progetto Yggdrasil non è vero?”.
    “Certo! Dare l’intelletto agli animali non mi attira tanto. Mi sembra troppo da Pianeta delle Scimmie, destinato alla catastrofe, invece l’Yggdrasil per me ha molto potenziale!”.
    “Potenziale infinitamente dannoso”.
    I due cambiarono stanza ed andarono in una altra con un quadro di comando e davanti ad un vetro dove si trovava un’altra sala con un grosso oggetto simile ad un cannone.
    “Bene, introduciamo la cavia” così dicendo premette un pulsante e una pecora con addosso un collare venne inserita nella stanza.
    “Attivare il cannone!” disse l’altro che premendo un altro pulsante attivò l’arma.
    Nella stanza si sprigionò un portale di energia blu che risucchiò tutto quello che si trovava al suo interno. Una volta che la pecora finì dentro il portale sparì.
    “Bene, guardiamo i parametri vitali della cavia” disse uno scienziato, e i due guardando il pannello rimanendo delusi, le linee erano dritti.
    “Maledizione! La pecora si sarà scomposta entrando dentro il portale! Sapevo che non era ancora pronto!”.
    “E se invece fosse stata uccisa appena è apparsa in un’altra dimensione?”.
    “Ma non dire assurdità! I tuoi tanto sognati viaggi dimensionali non si faranno mai! Accettalo! E fantascienza!”.
    Intanto.
    In un’altra dimensione.
    Era notte e la pecora usata come cavai gemeva a terra sanguinante. Il suo cranio era buca e a causarlo era stato un uomo con la sua colt.
    “Madre de dios… da dove diavolo spunta fuori quest’animale!?” sì chiese notando il collare al collo.
    Intanto in lontananza sì sentì l’ululato dei coyote.

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