Quando la paura viene

Dove eravamo rimasti?

Chi sarà mai questa strana creatura davanti a Zeno!? Ma specialmente, che cosa farà il nostro protagonista!? Ci parlerà? (83%)

Dalle rivelazioni

Tre minuti.

Quello era il tempo passato da quando la strana creatura chiamata Quill aveva fatto la domanda a Zeno.

L’uomo di suo rimase fermo come una statua intento ad osservare quello che qualche giorno fa credeva un essere umano di nome Luna.

Lo guardò dall’alto al basso varie volte e dopo aver preso fiato rispose: “Questo spiega perché avevi solo una gamba”.

“Esssattamente” disse la creatura tutt’altro che sorpresa dall’affermazione “Ho dovuto inventarmi di esssermi amputato un arto, altrimenti non mi avresssti creduto”.

“Va bene Lun… Quill, non hai l’aria di essere minaccioso, almeno non come il lupo e la tigre. Parliamo”.

Zeno si sedette sopra una roccia, mentre Quill, uscito dall’erba alta rivelando che era proprio come un serpente, si arrotolò stando più vicino possibile all’uomo.

“Ti va un qui pro quo? Tu fai una domanda a me e io poi ne faccio una a te?” propose l’essere.

“Va bene” rispose semplicemente “Che cosa sei? Un verme?”.

“Verme, bah! Sssono un bipesss biporusss, chiamato anche ajolote, e faccio parte dell’ordine delle anfisssbene”.

“Ottimo, sono a lezione di zoologia” pensò Zeno.

“Bene, tocca a me, ti ricordi chi sssei Zeno?”.

“Sì, mi ci è voluto un po’ ma alla fine sono tornati i ricordi. Mi chiamo Zeno Scaglia, 30 anni, celibe, e impiegato da quasi un anno presso gli archivi dell’azienda scientifica Spiral”.

“Archivi!? Non sssei uno ssscienziato!?”.

“Ah ah… qui pro quo… tocca a me Quill”, la creatura sibilò come un serpente alla correzione di Zeno, “Che cos’è il Verum Invenire?”.

“Oh… di già? Va bene… da quel che ricordo la Ssspiral ha come obbiettivo il trovare la chiave dell’evoluzione, e un giorno, ci sono riusciti tramite il Verum Invenire posssono rendere posssibile l’accelerare una cosa come l’evoluzione che impiega migliaia di anni in poche ore”.

“La scoperta! Ecco cos’era che creava il corto circuito nella sede principale!”.

“Sssì, io ero una delle cavie per il Verum, da sssemplice lucertola il mio quoziente intellettivo è cresciuto a disssmisura, fino a farmi diventare anche più intelligente degli umani ssstesssi!!”.

“Modesto”.

“Non ssscherzo, è tramite i miei poteri mentali ssse riesssco a far quesssto” e così dicendo allungando una delle sue zampe creò una sfera liquida che prese la forma di un uccellino che poi fece sparire subito.

“Figo!”.

“Ora a noi! Quindi tu non sssai niente del Verum Invenire?”.

“No, ero agli archivi e mettevo a posto i documenti passati della ditta”.

“Maledizione!”.

“Quindi mi hai scelto per caso credendomi uno scienziato?”.

“Non proprio, ho ssscelto te perché eri il più vicino alla zona dell’incidente”.

“Incidente?” e a quel punto Zeno se lo ricordò “Ah è vero, sono stato investito dalle fiamme”.

“Fiamme? Quali fiamme, tu sssei stato travolto dal Verum Invenire!”.

“Cosa?”.

“Sssì, tu credevi di esssere andato verso la porta antincendio, invece era il laboratorio di ricerche, e aprendo la porta sssei ssstato colpito dal Verum cadendo in coma”.

“Coma!”.

“Sssì, e ci sssei ancora”.

Sentendo tali parole Zeno realizzò la verità, tutto quello che lo circondava era frutto della sua immaginazione. L’aereo che precipitava, il massiccio, le persone, le piante… tutto era finto!

“Quindi tu sei dentro la mia testa perché non sai cos’è il Verum?” chiese l’uomo.

“Sssì, non so se è una pozione, un raggio, una medicina, sssperavo di trovare risssposte, ma il tempo ssstringe e temo di non farcela”.

“Perché, sto morendo?”.

“Uhh… non proprio, diciamo che ti ssstai trassformando”.

“Trasformando… in che cosa!?”.

“Nel tuo peggior incubo”.

E capì finalmente a cos’erano dovuto le vampate d’ira e l’incubo che aveva avuto!

“I mal di tesssta che hai sssono dovuti a me che cerco di rallentare la mutazione, ma anche cosssì è inevitabile che ti trasssformerai”.

“No no no” continuava a dirsi Zeno.

“Bene, non mi ssservi più, me ne posso andare”.

“Andare dove!?”

“Via da te, non hai le rissposte che cerco, è inutile rimanere nella tua tesssta”.

“Aspetta!” Zeno ci ragionò su “Forse il mio subconscio ha delle risposte!”.

“Sssub che?”.

“Non lo conosci? È quella parte della mente che memorizza le cose anche quando credi di non farlo”.

“Uhh… ssse è vero forssse ha visto cosssa ti ha colpito, ma sssì proviamo a cercare ancora un po’”.

Zeno esultò, finché aveva Quill in testa che fermava la mutazione forse avrebbe trovato una soluzione anche per il suo di problema.

“Unica ssspero non ci trovi”.

“Chi?”.

“Dentro ogni mente c’è una sssottossspecie di guardiano che elimina tutte le anomalie tipo me, e la sssento avvicinarsssi sssempre di più”.

 “Ah… A proposito, perché vuoi sapere del Verum?” chiese l’uomo.

“Ah ah… un qui pro quo, e anche ssse te lo dicesssi sssei cossstretto a collaborare”.

Zeno dovette accettare, ne andava della sua poca umanità rimasta. Avrebbe fatto di tutto per non perderla.

“Ora che sssei cossciente del tuo coma Zeno forssse puoi controllarlo, ci devi provare, pensssa il più posssibile all’incidente!” ordinò Quill.

E Zeno chiudendo gli occhi ci provò e improvvisamente notò che la luce era cambiato e adesso i due si trovavano…

STOP! I caratteri lo impongono, adesso ditemi voi dove sono finiti Zeno e Quill.

  • In una città di notte (20%)
    20
  • In un supermercato (20%)
    20
  • Negli archivi (60%)
    60
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59 Commenti

  • Ciao DM,
    arrivo dopo una settimana, ma rimedio subito.
    Non posso che concordare con BlackCat, si vede che questo genere è stato sofferto; ma ci hai provato e questo posto è fatto, in fondo, anche per sperimentare e mettersi alla prova. Anche se il protagonista è Zeno, Quill mi è piaciuto di più e non sarebbe male vederlo sotto altre vesti, in un racconto fantasy o comico. Riguardo questo capitolo, il combattimento mi ha ricordato vagamente Dragon Ball: è stato la tua ispirazione, mentre lo scrivevi? Per il resto, penso tu sia riuscito a chiuderla abbastanza bene.
    Ho letto anche i due bonus. Trovo interessante i retroscena e le idee dietro il racconto, nonché le tue riflessioni a riguardo; è una cosa che non vedo in giro.
    Detto ciò, buona meditazione. Ci si legge ad un prossimo racconto. 🙂

  • Ciao DM 🙂
    la battaglia finale mi e’ piaciuta molto 🙂 hai usato tutti i poteri che i nostri avevano a oro disposizione per sconfiggere la paura di Zeno 🙂 l’unica domanda che mi e’ venuta in mente e’ , ma con l’aiuto di Quill non e’ che un po’ Zeno a barato e non e’ riuscito a sconfeggere le sue paure da solo 🙂
    Comunque bello 🙂 si vede che e’ stata una storia sofferta ma l’importante e mettersi alla prova 🙂 io direi che sei piu’ portato al fantasy che ti da la liberta’ di esprimerti senza che nessuno ti metta regole , e creare mondi fantastici dove far perdere i tuoi lettori 🙂
    L’hooro va seguito , e da come ti sei presentato capisco che tu non ne sia fan. L’hooro ha delle regole precise e se esci poco poco da queste regole non ti riesce purtroppo. L’horrro si basa sulle paure della gente, sulle credenze popolari. C’e’ differenza fra Horror e Fiaba … ti faccio un esempio spiccio : le streghe . Le streghe fiabesce sono quelle che volano sulla scopa, che fanno le magie ma non fanno paura . Le streghe Horror sono quelle che nel medioevo venivano bruciate vive, perche’ la chiesa le paragonava a delle servitrici del demonio. Le storie con cui sono state accusate (storie vere, che ti entrano nella pelle perche’ hai la consapevolezza che sono persone innocenti che hanno un tempo respirato l’aria come te. magari andate a scuola e immagginato mondi fantastici come te . E poi uccise, con mille sofferenze) ecco quelle sono storie horror 🙂 per il resto e’ tutta fantasia 🙂
    Comunque sei stato bravo e ti aspetto con una prossima avventura 🙂 Fantasy magari 🙂
    A presto 🙂

  • Eccomi qua! Complimenti per il racconto! Più un’avventura fantascientifica che un horror, ma delle sezioni che fanno paura ci stanno.
    Quill è adorabile! 😀

    Ho letto anche i bonus e mi sono piaciuti 🙂

    Noi ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

  • Allora, siamo arrivati alla fine, come prima cosa, anche se è brutto dirlo… posso tirare un sospiro di sollievo! È stato duro per me questo racconto, specialmente perché ho dovuto essere serio! Sono fatto così! Ho la scrittura simpatica. Ma dall’ottavo capitolo non ne potevo più e mi solo leggermente sbottonato, tanto che ci avete fatto caso.
    Come mio primissimo racconto a tema horror mi posso ritenere quasi soddisfatto, quasi perché speravo di dare l’atmosfera di paura, ma dai commenti sembra proprio che non ce l’ho fatta. Pazienza, mi rifarò per il futuro.
    Ma andiamo con qualche curiosità. Fin da quando decisi di fare un horror mi dissi “cosa potrei mettere in un racconto per suscitare paura?” e così ho buttato giù un elenco di cose che a me fanno paura. E alla fine decisi di seguire tre punti: 1-Il protagonista dev’essere un uomo 2-Si trasforma in un mostro 3- Deve svolgersi tra sogno e realtà, tanto da farli nascere dubbi. E da questi punti nacque l’avventura di Zeno.
    Quill ha una storia interessante. Inizialmente doveva esserci Zeno che entrava in una prigione piena di mostri e doveva parlare con Quill che doveva essere simile ad Hannibal Lecter, poi optai per uno zombie con ancora la ragione, per poi diventare un verme che dimora dentro un cadavere. Per fare “qualcosa di diverso” optai per la terza, ma mi affezionai così tanto a Quill che decisi di renderlo un co-protagonista. L’amore del torrone di Quill non è stato messo per caso, è una velata citazione a “Costume Quest” un cartone a tema Halloween che danno su Prime che ho adorato! Per farla breve la storia parla di bambini che tramite costumi magici combattono dei mostri che se mangiano il torrone (un torrone strano che viene estratto in miniera!) diventato più grossi e potenti. Sospetto sarà questa che mi ha ispirato a scrivere la storia. XD
    Inizialmente Zeno doveva trasformarsi come risultato di un’antica maledizione, e doveva essere inseguito da un cavaliere senza testa che era il fantasma di un cacciatore di mostri. Ma abbandonai il mistico optando per una storia più “scientifica”.
    Fly-in-the-sky, ahimè, esiste veramente. È un personaggio che appare in un film Neozelandese di nome “Meet the Feables”. A differenza di Zeno non vidi questo film da bambino, ma anche se adulto mi lasciò lo stesso un senso d’inquietudine. Specialmente quella mosca per via del suo aspetto e della sua voce.
    A parte queste ho poche curiosità. Posso solo dire una cosa, anche se non è ben capibile, a parte l’ultimo capitolo tutto è scritto dalla prospettiva di Zeno, tanto che se si facesse un film (ma qui miro altissimo!!) sarebbe in terza persona (tipo come i videogiochi sparatutto). Perché trovavo fosse una tecnica che da molta paura. Anche per questo non ho mai descritto fisicamente Zeno.
    E con questo grazie della lettura, e come sempre vi lascio un trailer del prossimo racconto che uscirà dopo una lunga pausa riflessiva. Alla prossima!

  • Qualche giorno dopo nei laboratori della Spiral due colleghi scienziati stanno parlando di Zeno.
    “Menomale che quel tipo non sospettava niente”.
    “Vero, gli abbiamo fatto credere che era caduto dalle scale, quando invece era finito a contatto con il Verum Invenire! In tempo siamo riusciti a bloccarli la metamorfosi, altrimenti si sarebbe mutato in mostro”.
    “Sì, però mi chiedo cosa intendeva quando ha nominato un certo Quill?”.
    “Bah, sarà la sua mente in preda alle allucinazioni, già nessuno di noi poteva parlargli del Verum”.
    “Tranne noi o le cavie”.
    I due scoppiarono a ridere.
    “A proposito di cavie, che fine ha fatto il bipess biporuss che abbiamo usato per ultimo?”.
    “Boh. Ho come l’impressione che ce ne siamo sbarazzati, ma non ricordo in che modo?”.
    “Già, ora che ci penso anch’io ho dei vuoi di memoria, mi sembrano spariti degli oggetti, e sulla mia scrivania ho persino trovato del torrone, ma sono sicuro che di non averlo mangiato”.
    “Chissenè, sarà lo stress, consiglio di lasciare momentaneamente stare il progetto Verum Invenire e pensare ad altro”.
    “Vuoi vedere il progetto Yggdrasil non è vero?”.
    “Certo! Dare l’intelletto agli animali non mi attira tanto. Mi sembra troppo da Pianeta delle Scimmie, destinato alla catastrofe, invece l’Yggdrasil per me ha molto potenziale!”.
    “Potenziale infinitamente dannoso”.
    I due cambiarono stanza ed andarono in una altra con un quadro di comando e davanti ad un vetro dove si trovava un’altra sala con un grosso oggetto simile ad un cannone.
    “Bene, introduciamo la cavia” così dicendo premette un pulsante e una pecora con addosso un collare venne inserita nella stanza.
    “Attivare il cannone!” disse l’altro che premendo un altro pulsante attivò l’arma.
    Nella stanza si sprigionò un portale di energia blu che risucchiò tutto quello che si trovava al suo interno. Una volta che la pecora finì dentro il portale sparì.
    “Bene, guardiamo i parametri vitali della cavia” disse uno scienziato, e i due guardando il pannello rimanendo delusi, le linee erano dritti.
    “Maledizione! La pecora si sarà scomposta entrando dentro il portale! Sapevo che non era ancora pronto!”.
    “E se invece fosse stata uccisa appena è apparsa in un’altra dimensione?”.
    “Ma non dire assurdità! I tuoi tanto sognati viaggi dimensionali non si faranno mai! Accettalo! E fantascienza!”.
    Intanto.
    In un’altra dimensione.
    Era notte e la pecora usata come cavai gemeva a terra sanguinante. Il suo cranio era buca e a causarlo era stato un uomo con la sua colt.
    “Madre de dios… da dove diavolo spunta fuori quest’animale!?” sì chiese notando il collare al collo.
    Intanto in lontananza sì sentì l’ululato dei coyote.

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