Quando la paura viene

Dove eravamo rimasti?

E adesso cosa faranno Zeno e Quill? Si nasconderanno? (60%)

Dalla paura stessa

“Che facciamo!?” chiese Zeno in ansia.

All’improvviso riapparve la mosca.

Prontamente Quill si concentrò e dal nulla fece apparire un immenso toro che si lanciò contro la creatura.

“Per ora Ssscappiamo!” urlò Quill strisciando via.

Zeno rimase per qualche secondo a fissare lo scontro tra i due titani. Dove il toro era già in svantaggio.

“Sssbrigati!!” dopo averlo sentito anche l’uomo scappò via.

“Bene, sssento che è lontano. Il toro che ho creato è ssservito a qualcosssa” disse Quill che insieme a Zeno stava riprendendo fiato in un altro corridoio.

“Non ne posso più! Quanto ancora dovrà durare questa storia?”.

“Dipende, dove sssiamo?”.

“Eh… Eh… Non lo so! Sento la testa completamente vuota!” e così dicendo notarono l’avanzare del bianco sul pavimento.

“Ahhh!! Di quesssto passso non ricorderai neanche come ti chiami! Ora basssta, me ne vado!”.

“No aspetta! Devi restare! Altrimenti diventerò…”.

“Cosssa un mossstro!? Un mossstro come me!?” chiese seccato.

“No, cioè sì… cioè…”.

“Sssappi che sssono diventato cosssì per colpa del Verum! Non ho decissso io di diventare intelligente! Avrei preferito rimanere una creatura con pensssieri sssemplici! Mangiare! Dormire! Sssenza pensssieri inutili!”.

“Ho capito! Per questo vuoi il Verum Invenire. Vuoi tornare normale”.

Quill da arrabbiato cambiò espressione in una più triste “Sssì, voglio tornare com’ero prima”.

“Aspetta, ora ricordo!” così dicendo Zeno si guardò in giro e vide una porta a lui famigliare “Eccola! Vieni Quill!”.

I due andarono verso una porta di ferro con sopra varie scritte tra le quali spiccava un grosso “VIETATO ENTRARE”.

“E tu non hai notato quessste ssscritte!?”.

“Suonava l’allarme, poi di solito in certe porte antincendio ci stanno delle scritte tipo non aprire in caso di…”.

Quill sospirò.

Zeno prese un profondo respiro. Lentamente alzò la mano la mano destra, piano piano si avvicinò al pomello della porta, il cuore era a mille e il sudore gli stava colando dalla fronte. Ancora pochi centimetri e…

“Allora ti sssbrighi!?” domandò irritato Quill.

“S-s-scusa, ho un po’ paura. Ti ricordo che è per aver aperto questa porta che sono cominciati tutti i guai, in più è da quando l’ho vista che sono terrorizzato”.

“È normale, ssstai rivivendo un trauma, ssse è un problema allora apro io” così dicendo Quill aprì la porta, per istinto Zeno si tappò gli occhi.

“Aprili pure. Qui non c’è niente!” disse Quill.

L’uomo obbedì e notò che era vero, nella stanza non c’era niente.

Davanti ai due ci stava una porta con l’interno completamente bianco! Zeno provò a mettere una mano dentro il bianco, sembrava come toccare un muro.

“SSSSSSS!!!” sibilava Quill furioso “Ero cosssì vicino! Tutto quesssto tempo sssprecato per niente!”.

“Ma… il mio subconscio avrebbe dovuto vederlo” disse Zeno amareggiato quanto Quill.

“Beh, sssì vede che neanche il tuo sssubcoso l’ha visssto! Maledizione!”.

Zeno rimase fermo a pensare, ci doveva pur essere una soluzione. Ripensò a tutta la disavventura subita, c’era un perché per tutto.

Quando era andato in coma la sua mente aveva immaginato tante situazione rischiose.

Un volo in aereo che precipitava, finire su di un’isola deserta, essere ignorato dalla gente, passare dentro una giungla con il terrore di animali feroci, un’orripilante mosca pupazzo vista da bambino e per finire rivivere il suo trauma.

La paura era il fulcro.

“Ho capito!”.

“Cosssa hai capito?”.

“Per tutto questo tempo ho combattuto le mie paure! E solo sconfiggendole potremmo scoprire la verità!”.

“Eh!?”.

“Non ci sei arrivato Quill! Prima era senza ricordi, poi quando per sbaglio mi hai lanciato contro il tuo lupo e averlo sconfitto mi sono tornati i ricordi!”.

“Ma certo! Combattere il trauma, come il fuoco contro il fuoco! Come ho fatto a non pensssarci!”.

“Allora… dovrò sconfiggere Fly-in-the-sky” disse l’uomo non nascondendo la preoccupazione.

“Pare di sssì, ma il tempo ssstringe, da come vedo i tuoi ricordi ssstanno sssvanendo, io con il toro di prima ho quasssi esssaurito i miei poteri. Forse potrei creare solo una piccola creatura e niente di più”.

La situazione sembrava senza soluzione.

“Ti ricordi ssse quella mosssca aveva punti deboli?”.

“No, non ho mai avuto il coraggio di rivedere per intero quel film”.

“Peccato”.

“Forse se mi arrabbio potrei farcela. L’ultima volta ho ucciso una tigre a mani nude”.

“È vero, più ti arrabbi più ti trasformi in bessstia, in una poi dotata fisicamente. Ma come ssse non bassstassse aumenta più velocemente l’effetto della metamorfosssi in mossstro. E nello stato in qui sssei potresssti perdere la tua umanità per sssempre”.

“Dobbiamo provarci Quill, altrimenti nessuno dei due avrà quello che vuole”.

Il tempo stringe. E i nostri protagonisti dovranno letteralmente fronteggiare la paura. Cosa faranno?

  • Ditemelo voi nei commenti (20%)
    20
  • Quill userà i suoi poteri (0%)
    0
  • Zeno si tramuterà in mostro (80%)
    80
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59 Commenti

  • Ciao DM,
    arrivo dopo una settimana, ma rimedio subito.
    Non posso che concordare con BlackCat, si vede che questo genere è stato sofferto; ma ci hai provato e questo posto è fatto, in fondo, anche per sperimentare e mettersi alla prova. Anche se il protagonista è Zeno, Quill mi è piaciuto di più e non sarebbe male vederlo sotto altre vesti, in un racconto fantasy o comico. Riguardo questo capitolo, il combattimento mi ha ricordato vagamente Dragon Ball: è stato la tua ispirazione, mentre lo scrivevi? Per il resto, penso tu sia riuscito a chiuderla abbastanza bene.
    Ho letto anche i due bonus. Trovo interessante i retroscena e le idee dietro il racconto, nonché le tue riflessioni a riguardo; è una cosa che non vedo in giro.
    Detto ciò, buona meditazione. Ci si legge ad un prossimo racconto. 🙂

  • Ciao DM 🙂
    la battaglia finale mi e’ piaciuta molto 🙂 hai usato tutti i poteri che i nostri avevano a oro disposizione per sconfiggere la paura di Zeno 🙂 l’unica domanda che mi e’ venuta in mente e’ , ma con l’aiuto di Quill non e’ che un po’ Zeno a barato e non e’ riuscito a sconfeggere le sue paure da solo 🙂
    Comunque bello 🙂 si vede che e’ stata una storia sofferta ma l’importante e mettersi alla prova 🙂 io direi che sei piu’ portato al fantasy che ti da la liberta’ di esprimerti senza che nessuno ti metta regole , e creare mondi fantastici dove far perdere i tuoi lettori 🙂
    L’hooro va seguito , e da come ti sei presentato capisco che tu non ne sia fan. L’hooro ha delle regole precise e se esci poco poco da queste regole non ti riesce purtroppo. L’horrro si basa sulle paure della gente, sulle credenze popolari. C’e’ differenza fra Horror e Fiaba … ti faccio un esempio spiccio : le streghe . Le streghe fiabesce sono quelle che volano sulla scopa, che fanno le magie ma non fanno paura . Le streghe Horror sono quelle che nel medioevo venivano bruciate vive, perche’ la chiesa le paragonava a delle servitrici del demonio. Le storie con cui sono state accusate (storie vere, che ti entrano nella pelle perche’ hai la consapevolezza che sono persone innocenti che hanno un tempo respirato l’aria come te. magari andate a scuola e immagginato mondi fantastici come te . E poi uccise, con mille sofferenze) ecco quelle sono storie horror 🙂 per il resto e’ tutta fantasia 🙂
    Comunque sei stato bravo e ti aspetto con una prossima avventura 🙂 Fantasy magari 🙂
    A presto 🙂

  • Allora, siamo arrivati alla fine, come prima cosa, anche se è brutto dirlo… posso tirare un sospiro di sollievo! È stato duro per me questo racconto, specialmente perché ho dovuto essere serio! Sono fatto così! Ho la scrittura simpatica. Ma dall’ottavo capitolo non ne potevo più e mi solo leggermente sbottonato, tanto che ci avete fatto caso.
    Come mio primissimo racconto a tema horror mi posso ritenere quasi soddisfatto, quasi perché speravo di dare l’atmosfera di paura, ma dai commenti sembra proprio che non ce l’ho fatta. Pazienza, mi rifarò per il futuro.
    Ma andiamo con qualche curiosità. Fin da quando decisi di fare un horror mi dissi “cosa potrei mettere in un racconto per suscitare paura?” e così ho buttato giù un elenco di cose che a me fanno paura. E alla fine decisi di seguire tre punti: 1-Il protagonista dev’essere un uomo 2-Si trasforma in un mostro 3- Deve svolgersi tra sogno e realtà, tanto da farli nascere dubbi. E da questi punti nacque l’avventura di Zeno.
    Quill ha una storia interessante. Inizialmente doveva esserci Zeno che entrava in una prigione piena di mostri e doveva parlare con Quill che doveva essere simile ad Hannibal Lecter, poi optai per uno zombie con ancora la ragione, per poi diventare un verme che dimora dentro un cadavere. Per fare “qualcosa di diverso” optai per la terza, ma mi affezionai così tanto a Quill che decisi di renderlo un co-protagonista. L’amore del torrone di Quill non è stato messo per caso, è una velata citazione a “Costume Quest” un cartone a tema Halloween che danno su Prime che ho adorato! Per farla breve la storia parla di bambini che tramite costumi magici combattono dei mostri che se mangiano il torrone (un torrone strano che viene estratto in miniera!) diventato più grossi e potenti. Sospetto sarà questa che mi ha ispirato a scrivere la storia. XD
    Inizialmente Zeno doveva trasformarsi come risultato di un’antica maledizione, e doveva essere inseguito da un cavaliere senza testa che era il fantasma di un cacciatore di mostri. Ma abbandonai il mistico optando per una storia più “scientifica”.
    Fly-in-the-sky, ahimè, esiste veramente. È un personaggio che appare in un film Neozelandese di nome “Meet the Feables”. A differenza di Zeno non vidi questo film da bambino, ma anche se adulto mi lasciò lo stesso un senso d’inquietudine. Specialmente quella mosca per via del suo aspetto e della sua voce.
    A parte queste ho poche curiosità. Posso solo dire una cosa, anche se non è ben capibile, a parte l’ultimo capitolo tutto è scritto dalla prospettiva di Zeno, tanto che se si facesse un film (ma qui miro altissimo!!) sarebbe in terza persona (tipo come i videogiochi sparatutto). Perché trovavo fosse una tecnica che da molta paura. Anche per questo non ho mai descritto fisicamente Zeno.
    E con questo grazie della lettura, e come sempre vi lascio un trailer del prossimo racconto che uscirà dopo una lunga pausa riflessiva. Alla prossima!

  • Qualche giorno dopo nei laboratori della Spiral due colleghi scienziati stanno parlando di Zeno.
    “Menomale che quel tipo non sospettava niente”.
    “Vero, gli abbiamo fatto credere che era caduto dalle scale, quando invece era finito a contatto con il Verum Invenire! In tempo siamo riusciti a bloccarli la metamorfosi, altrimenti si sarebbe mutato in mostro”.
    “Sì, però mi chiedo cosa intendeva quando ha nominato un certo Quill?”.
    “Bah, sarà la sua mente in preda alle allucinazioni, già nessuno di noi poteva parlargli del Verum”.
    “Tranne noi o le cavie”.
    I due scoppiarono a ridere.
    “A proposito di cavie, che fine ha fatto il bipess biporuss che abbiamo usato per ultimo?”.
    “Boh. Ho come l’impressione che ce ne siamo sbarazzati, ma non ricordo in che modo?”.
    “Già, ora che ci penso anch’io ho dei vuoi di memoria, mi sembrano spariti degli oggetti, e sulla mia scrivania ho persino trovato del torrone, ma sono sicuro che di non averlo mangiato”.
    “Chissenè, sarà lo stress, consiglio di lasciare momentaneamente stare il progetto Verum Invenire e pensare ad altro”.
    “Vuoi vedere il progetto Yggdrasil non è vero?”.
    “Certo! Dare l’intelletto agli animali non mi attira tanto. Mi sembra troppo da Pianeta delle Scimmie, destinato alla catastrofe, invece l’Yggdrasil per me ha molto potenziale!”.
    “Potenziale infinitamente dannoso”.
    I due cambiarono stanza ed andarono in una altra con un quadro di comando e davanti ad un vetro dove si trovava un’altra sala con un grosso oggetto simile ad un cannone.
    “Bene, introduciamo la cavia” così dicendo premette un pulsante e una pecora con addosso un collare venne inserita nella stanza.
    “Attivare il cannone!” disse l’altro che premendo un altro pulsante attivò l’arma.
    Nella stanza si sprigionò un portale di energia blu che risucchiò tutto quello che si trovava al suo interno. Una volta che la pecora finì dentro il portale sparì.
    “Bene, guardiamo i parametri vitali della cavia” disse uno scienziato, e i due guardando il pannello rimanendo delusi, le linee erano dritti.
    “Maledizione! La pecora si sarà scomposta entrando dentro il portale! Sapevo che non era ancora pronto!”.
    “E se invece fosse stata uccisa appena è apparsa in un’altra dimensione?”.
    “Ma non dire assurdità! I tuoi tanto sognati viaggi dimensionali non si faranno mai! Accettalo! E fantascienza!”.
    Intanto.
    In un’altra dimensione.
    Era notte e la pecora usata come cavai gemeva a terra sanguinante. Il suo cranio era buca e a causarlo era stato un uomo con la sua colt.
    “Madre de dios… da dove diavolo spunta fuori quest’animale!?” sì chiese notando il collare al collo.
    Intanto in lontananza sì sentì l’ululato dei coyote.

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