Uno Di Tre

Dove eravamo rimasti?

Finale Quello giusto (83%)

Bugie

Giò, in fuga dall’ospedale, passando accanto al suo pick-up fermo a bordo strada, rallentò, e poi riaccelerò. Percorse ancora un miglio, fino al boschetto, nascose l’auto, e tornò indietro a riprenderlo, tagliando per i campi.
*
“Trovami chi è stato. Per una volta, John, fai il tuo mestiere.”
Le parole del sindaco risuonavano nelle orecchie di un povero sceriffo sfortunato. Due settimane dopo i fatti, con Kylie e Beth tornate a casa, e Bob ben accomodato sotto due metri di terra, la verità infatti stava ancora tutta con Henry Boyl, ma chissà dove.
Poi finalmente…
– Ehi sceriffo, che onore! Una birra? – disse Giò vedendolo una mattina entrare nel suo bar.
– Chiara e fredda, e poi vieni qua.

– Henry Boyl è morto, stramorto! L’hanno trovato nel boschetto. Quel che ne resta…
– Cazzo, gli animali?
– Già. Uno schifo. E accanto a lui c’era la sua pistola.
– Uhm, e questo è un bene, o un male?
– Beh, dimmelo tu… io sono qui per questo.
Lo sceriffo prese una pausa, per un sorso di birra, e per puntare lo sguardo sul suo interlocutore.
– Vedi Giò – riprese – Non lontano dal morto c’era la sua macchina. Giusto, ovvio. Ma anche strano però. Strano poiché quella sera su quella macchina c’eravate tu e Bob.
– Uhm, ho già raccontato come è andata. Quando la polizia s’è portato via il vecchio ubriacone, Sam, che si era infilato col mio furgone nel pollaio, io ho pensato solo a rimetterlo in strada e tornare indietro. Bob allora si è incazzato, e ha proseguito da solo. Basta, chiuso, stop!
– Sì, sì, vero, hai già spiegato… Però, se era davvero Henry quello che, poco dopo, faceva quel casino assieme a Bob… all’ospedale come ci è arrivato?
– Senti John, io ti capisco, sei un poliziotto, però, cazzo, oggi è un gran giorno! Che ti frega, lascia perdere, che ci guadagni? Non è questo che il sindaco ti chiede.
– Ah sì, e tu che ne sai?
– Lui vuole un colpevole, c’è sua figlia di mezzo. Ebbene; ora ce l’hai. Da quello che lei e Beth hanno raccontato, e da quello che avete trovato in casa sua mi pare evidente che il tuo uomo, il suo uomo, sia Henry Boyl.
– Hum, però le donne hanno anche detto che quella sera da Henry eravate in tre… Perché eravate lì?
– “Però, però…” Ok, eravamo lì per Willy.
– Willy?
– Il cane di Bob. Bob è venuto da me, e mi ha detto: “Una Ford, quella di Henry, ha investito il mio cane e non si è fermata”.
– Uhm, e voi…
– Noi, con Beth, siamo andati da lui, e lui era con Kylie. Lo abbiamo affrontato, lui però ha tirato fuori la pistola e ha colpito Beth, che era isterica, e l’ha lasciata svenuta nella camera, con la ragazza. Poi ha legato Bob; tenendomi sotto tiro. Stava per legare anche me ma abbiamo sentito il mio furgone partire.
– …Beth?
– Beth, che scappava con Kylie, e Sam. Quel pazzo allora è schizzato fuori ed è saltato sul pianale del pick-up.
– Cazzo, ecco! E voi?
– Ho liberato Bob, abbiamo cercato le chiavi della sua macchina… e il resto lo sai.
*
Lo sceriffo, convinto, consegnò le quattro ossa di Henry-il-mostro al suo sindaco. Giò era sollevato, aveva vinto; ma non era contento.
Solo Beth, con Kylie, custodiva la chiave del mistero di quella morte, dunque era ricattabile; perché non approfittarne?
La trovò che coglieva l’insalata. Lei non disse niente; entrò in casa, e lui la seguì.
– Ciao Beth, hai saputo di Henry, dei resti?
– No. Che vuoi?
– Nulla; era per informarti.
– E dunque?
– Dicono che si è sparato… forse.
– Forse?
– Tu che dici? Sei stata la prima quella sera ad arrivare a casa sua. Cos’hai fatto? A me puoi dirlo. Io allo sceriffo ho raccontato un sacco di cazzate. Io ho mentito per te. Chi l’ha ammazzato: tu o la verginella?
– Sai tenere un segreto? – disse Beth, severa – L’ho fatto io, perché era un boia, e la stava uccidendo. Vuoi i particolari? Vuoi che racconti tutto? Vuoi anche che racconti allo sceriffo che essendo lui morto, all’ospedale con Bob potevi esserci solo tu?
– E brava, mi hai fregato. Io però l’ho fatto per Bob; lui non era cattivo; meritava una possibilità. L’unica che ha ucciso, e non ha avuto pietà, a quanto pare, sei proprio tu.
– Io? Chiedi ai medici cosa ha fatto a me quell’uomo. Basta, dimmi che vuoi.
– Uh, niente, solo il tuo silenzio. E ti conviene, visto che vale molto meno del mio silenzio. Su, via!, torniamo a vivere; firmiamo un patto; facciamo un’alleanza. Ti piace alleanza? Dai, un po’ puttana lo sei, lo sei sempre stata. Togliamoci questo sfizio; non ti manca un uomo? Mi piaci; so di piacerti, e dunque?
Beth, immobile, guardava fuori, a quel piccolo mondo avariato che partoriva mostri.
…e non si mosse, neppure quando lui, da dietro, le ghermì i seni, e con la lingua le sfiorò un orecchio.
– Ora, porca, fai la cosa giusta!
Beth obbedì: prese il coltello per l’insalata che aveva in tasca, si voltò, e glielo piantò nel petto.
Poi restò lì, a guardarlo trascinarsi, tirato via da una morte aspra, beffarda.
Si strappò il vestito e i capelli, si graffiò il collo, e si colpì ad un occhio.
Uscì.
Intorno a lei, il giorno, vinto, cedeva il passo all’ennesima notte bugiarda.

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128 Commenti

  • Ciao, Fenderman.
    Ho letto qualche giorno fa, ero convinta di avere anche commentato, ma invece… no. ?
    Per me il finale va bene così. Questi personaggi biechi e ambigui che vogliono e pretendono e non danno nulla se non dispiacere e dolore, almeno nella finzione, scacciamoli via.
    Come sempre, ci lasci con qualcosa su cui riflettere e con un po’ di amaro in bocca ma, in queste storie che, ahimè, fanno parte della realtà di qualcuno là fuori, non potrebbe essere altrimenti.
    Aspetto il nuovo, sperando di non essermi già persa l’inizio.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, certe schifose storie possono avere un solo finale. Non c’è lieto fine, non c’è redenzione. Al massimo la vendetta occhio per occhio… Ma è bello scriverle, perfino appassionante. La sfida è rasentare l’inconcepibile restando ancorati al possibile.
      Il bello è scoprire come la vita e il caso possono prendersi gioco di noi.
      Grazie, come sempre!??

  • Capitolo 10)

    Ciao Fenderman!

    Non mentivi affatto! Bel finale, carico di tensione sino all’ultima parola. E anche con questa storia si conferma la tua capacità di intrattenere e saper far riflettere: la verità ha tante sfumature, alcune che forse nessuno vorrebbe conoscere davvero. I miei complimenti! 🙂
    Ci ho messo un po’ a recuperarlo, ma ultimamente sono un po’ uno zombie. Però, come sempre, aspetto di leggerti su qualche nuova storia!
    Sei sempre forte, e fammi sapere quando decidi di mettere qualche altro racconto su carta, o magari una serie di racconti! 🙂
    Alla prossima!

    • Ciao GGP
      Mi piacerebbe pubblicare ancora su carta ma il lavoro necessario un po’ mi spaventa. In questa storia noir, (e il noir in letteratura è quanto di più somigliante alla realtà), i fatti possono essere raccontati e/o interpretati in vario modo. Ognuno a suo comodo si confeziona una sua storia e la verità quasi non esiste, è frantumata in tanti pezzettini, tutti irrilevanti, che messi insieme tuttavia confezionano la tragedia, e un paradosso.
      Qui i tre mostri sono morti, uccisi, tutti, di fatto, da quella che graniticamente occupa, interpreta, il ruolo della vittima. Dov’è la colpa, dov’è il danno? È inutile illudersi: la vita, quella vera, decide, e vince sempre.
      Graziee, ciao!?

  • Ciao! Immaginavo una fine simile, anche se secondo me (ma potrei sbagliarmi alla grande) uno che si dà un pugno in un occhio è diverso da uno che riceve un pugno in un occhio.
    Quindi, in conclusione, Beth ha definitivamente fatto il salto della barricata. Rimane il dubbio se la cosa si fermerà lì o se “il piccolo mondo avariato ha partorito un altro mostro” 😉

    Come al solito, ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, dubito che Beth si sia posto il problema di essere credibile o meno col pugno in un occhio: l’ha fatto e basta. In quanto al suo futuro lo vedo incerto, forse sarà sola per sempre, forse vincerà alla lotteria, non lo sapremo mai!?
      Grazie di tutto, ciaooo?

  • Ciao Fanderman 🙂
    Wow che bel finale 🙂 ebbene si che ci piaccia o pure no non tutte le storie hanno un finale lieto , a volte il per sempre felici e contenti e meglio lasciarlo alle favole …. questa e’ vita reale, questa e’ vita vissuta e non sempre si ha la fortuna di vedere un lieto fine 🙂
    Bellissima storia compliemnti non so che altro dire a parte che mi ha tenuto col fiato sospeso sino alla fine 🙂
    Ora pero’ come portavoce di tutti i tuoi lettori ti chiedo a gran voce di portare Pietrino 🙂 non puoi lascialro indietro 🙂
    Ti aspetto presto 🙂 e continuo intanto a leggere la storia del tuo alterego Ottaviano 🙂

    • Ciao BCO,
      Com’è strana la vita… I cattivi erano tre, e sono morti, e tutti i buoni sono vivi; eppure… Cosa non torna?
      Non torna il fatto che il delitto non paga mai e chi si sporca col sangue non si pulisce più.
      Ciò detto, grazie di avermi letto, mi sono divertito, in fondo si scrive anche per questo!?
      Grazie, ciao!?

  • Capitolo 9)

    Ciao Federman!

    Questo capitolo mi ha ricordato tanto le storie di McCarthy, sia per la celerità che per la freddezza descrittiva e dei personaggi. Frasi veloci, azione spietata. Ben fatto! 🙂
    Lasci sempre il lettore nell’incertezza, e quindi punto proprio su questa per il finale. Sino a questo punto è stata una bella scoperta e un viaggio nell’oscurità. Ci sarà luce alla fine?
    Aspetto di scoprirlo!
    Non mi è parso di notare niente fuori posto. Continua così!

  • Quello giusto, almeno nella finzione ci vuole giustizia.
    Ciao, Fenderman.
    Alla fine, Bob ci ha lasciati, beh, nonostante a Beth sia un po’ dispiaciuto, io trovo che non sia stata questa gran perdita per la sua vita. Uno che ti spacca la testa e ti lascia lì non è proprio il marito ideale.
    Ora non resta che arrivare alla fine e scoprire come andrà per i nostri personaggi, specie per Beth e Kylie che sono quelle di cui mi preme di più conoscere la sorte.
    Buona Pasquetta e alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie.
      Volete tutti un finale giusto. Vi siete chiesti se sia possibile? Oppure volete un “lieto fine”?
      Cercherò di accontentare la volontà dei lettori e amici, ma la giustizia è una cosa molto grossa spesso lontana dalla legge stessa e dalla realtà.
      Intanto i due ‘cattivi’, Henry in primis, e Bob, sono belli e sistemati, e questo è un passo avanti, poi vedremo…
      Una grande luminosissima Pasquetta di riposo a te, e… pure a me!?
      Ciaooo??

  • Ciao, i guai non sono mai finiti o troppi, ma quando si comincia male le cose non possono mai migliorare, anzi!!! Quindi cos’altro può succedere, quanto morti ci saranno ancora o magari ci sarà qualche risurrezione? Vedremo come andrà a finire, sono curiosa!!! Ah, in “abbattutto” c’è un intruso di troppo…
    Ho votato per il finale giusto, ora sta a te interpretare la parola “giusto”!!! Al gran finale e Buona Pasqua.

    • Ciao Isabella.
      Comincio a credere che ci sia un baco nel sistema che fabbrica refusi dopo la pubblicazione. Sai quando non ti capaciti di aver scritto una parola sbagliata quando l’hai riletta decine di volte?
      Dovrei smettere di scrivere col tablet. Ogni riga è una battaglia, perché, sadicamente, scrive quello che vuole lui, e ti prende per stanchezza! Mah!, Buona Pasqua, grazie per esserci sempre.??

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