Uno Di Tre

Dove eravamo rimasti?

E poi... La paura di Beth (57%)

Lilly, Kylie, Beth, e gli uomini

La ragazza di Giò Ventura era una che aveva affogata nei grandi occhi neri una lunga storia di vessazioni, una storia di vent’anni iniziata in una vecchia capanna, e approdata nella casa retrobottega di un bar con un cane Dobermann e una bestia di protettore e padrone.

Lei per tutti era Lilly, ché il vero nome, Elisabeth Broun, era dimenticato. Povera, nera, stava sperimentando come vivere all’ombra del drago fosse umiliante, ma possibile, a patto di tollerare la religione del vizio, le botte e la negazione di sé.
Lilly sapeva anche bene che Giò era uno per cui quando qualcosa si metteva di traverso nel corso dei fiumi di fango che amava disegnare, il delitto era l’unica soluzione praticabile; lo sapeva benissimo, sapeva che in quei momenti si poteva solo scappare e pregare, e dunque aveva scelto: meglio piegarsi, compiacere, e accontentarsi di certi lampi d’amore che accendevano l’uomo ogni tanto, quando era in vena.
Caro Giò l’aveva sottratta, rubata, a un boss dei legnami; uno ancor peggio di lui che conosceva solo ascia e malrovescio; uno che davvero si era messo di traverso, ma che aveva inciampato un giorno in un rastrello; e quando lo avevano ritrovato, i corvi gli avevano già mangiato gli occhi e assaggiato il cervello.

Lilly servì da bere, e portò via il cane, mentre Giò tornava ad affondare nel suo divano.
Era già alticcio, e un po’ di liquido gli scappò dal bicchiere.
– L’hai fatto troppo pieno, negra – disse succhiando l’orlo della canottiera. E aggiunse: – Bestia, non sai quanto costa. – Poi si rivolse, cinico, a Bob: – Sei sicuro che la cara Beth sia nei verdi pascoli?
– Cazzo, sì. Aiutami – balbettò quello.
– Ah, ecco: l’amico nel momento del bisogno…
– Caro Giò io…
– …sai che tua moglie era una cara persona? Simpatica; e molto intelligente, più di te, e di me. Vent’anni meno, e ti teneva al guinzaglio, vecchio somaro. Immagino tu sappia che si scopava il merciaio e il carbonaio, e anche il servo negro dei Simpson. La pelle nera, si sa, piace: è un velluto. forse non sai però che voleva darla anche a me; sì, a me, il tuo amico. E ora tu, stronzo, una così ce l’hai tolta, cazzo. A quanti hai fatto torto!? …e vieni qui a piangere. Bene, vedo che taci, benissimo. Adesso andremo lì, pregheremo davanti al suo cadavere, poi toccherà a me. Caro Giò aiuta, risolve, ma tu… sai che vuol dire, vero?
*
A proposito di Beth e del suo vicino.

Henry Boyl s’era accorto che c’era qualcuno, o qualcosa in casa; un paio di volte gli era già successo di dover scacciare un procione troppo curioso, e allora uscì dalla camera da letto per guardare. Vide subito che il suo procione era Beth. Da come stava nascosta capì che c’era un problema, e anche che aveva visto cosa stesse combinando, perché era troppo spaventata. Si avvicinò a lei che non riusciva ad articolare parola, e la tirò in piedi.

Beth era terrorizzata, pochi secondi e l’uomo la teneva da dietro, il suo braccio intorno al collo le toglieva il fiato.
Un fetore rancido di birra e sudore la stringeva in una morsa ostinata, mentre il turgore di lui là in basso faceva ben intendere di quale stato di eccitazione malsana fosse preda.
Eppure, nonostante tutto, l’uomo, ridicolo, con voce da fanciullo, (lei aveva sempre pensato che fosse finocchio), aveva preso a dire che le voleva bene, che non le avrebbe fatto niente e bla, bla, bla. Merda! Mentiva, Beth lo capì subito. L’aveva visto bene che armeggiava con un temperino intorno all’ombelico di una ragazza, una che lei conosceva. Si chiamava Kylie ed era minorenne, e certo non consenziente, visto che era imbavagliata, e stava nuda o quasi, stesa, costretta con dei lacci a un letto, su cui disegnava una grande tragica ics.
Quella ragazza si chiamava Stain; Stain come il sindaco, che, guarda te, era precisamente suo padre.
Mentre lui piagnucolava e stringeva, Beth implorava:
– No-non dirò niente, lasciami… siamo amici, buon Dio, io dimentico facilmente, e poi Bob mi ammazzerà presto: ci ha già provato stasera, e forse domani ci riuscirà… Quella è la figlia del sindaco, e dai, porca miseria! Ah!, non stringere, ti prego, non mi serve uno scandalo, e non mi serve che tu vada in galera o sotto un metro di terra, scemo, idiota; mi serve solo un riparo, un po’ di compassione, solo un riparo, un cantuccio tranquillo per stanotte… Cazzo, Hanry, dai, ti aiuto; te la sbudello io se vuoi, ma lasciami respirare… pace, pace…
Tutto quello dopo “No-non dirò niente” Beth lo aveva solo pensato, perché il suo vicino finocchio l’aveva imbavagliata con uno straccio che puzzava di trementina, e l’aveva legata a una stufa che per caso e per fortuna aveva dimenticato di accendere.

L’uomo era tornato ai suoi giochetti con Kylie. Nel silenzio i lamenti della ragazza e il ticchettio della pendola ritmavano il passo lento di una grottesca marcia funebre.
Beth il fantasma ebbe netta la sensazione (ma forse era l’effetto della trementina) che qualcuno di quelli che in quel momento erano lì in quella casa non avrebbe rivisto il giorno.

Chi sarà il primo a morire?

  • Uno che non c'entra niente (50%)
    50
  • Uno che non cerca altro (17%)
    17
  • Uno che non se l'aspetta (33%)
    33
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128 Commenti

  • Ciao, Fenderman.
    Ho letto qualche giorno fa, ero convinta di avere anche commentato, ma invece… no. ?
    Per me il finale va bene così. Questi personaggi biechi e ambigui che vogliono e pretendono e non danno nulla se non dispiacere e dolore, almeno nella finzione, scacciamoli via.
    Come sempre, ci lasci con qualcosa su cui riflettere e con un po’ di amaro in bocca ma, in queste storie che, ahimè, fanno parte della realtà di qualcuno là fuori, non potrebbe essere altrimenti.
    Aspetto il nuovo, sperando di non essermi già persa l’inizio.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, certe schifose storie possono avere un solo finale. Non c’è lieto fine, non c’è redenzione. Al massimo la vendetta occhio per occhio… Ma è bello scriverle, perfino appassionante. La sfida è rasentare l’inconcepibile restando ancorati al possibile.
      Il bello è scoprire come la vita e il caso possono prendersi gioco di noi.
      Grazie, come sempre!??

  • Capitolo 10)

    Ciao Fenderman!

    Non mentivi affatto! Bel finale, carico di tensione sino all’ultima parola. E anche con questa storia si conferma la tua capacità di intrattenere e saper far riflettere: la verità ha tante sfumature, alcune che forse nessuno vorrebbe conoscere davvero. I miei complimenti! 🙂
    Ci ho messo un po’ a recuperarlo, ma ultimamente sono un po’ uno zombie. Però, come sempre, aspetto di leggerti su qualche nuova storia!
    Sei sempre forte, e fammi sapere quando decidi di mettere qualche altro racconto su carta, o magari una serie di racconti! 🙂
    Alla prossima!

    • Ciao GGP
      Mi piacerebbe pubblicare ancora su carta ma il lavoro necessario un po’ mi spaventa. In questa storia noir, (e il noir in letteratura è quanto di più somigliante alla realtà), i fatti possono essere raccontati e/o interpretati in vario modo. Ognuno a suo comodo si confeziona una sua storia e la verità quasi non esiste, è frantumata in tanti pezzettini, tutti irrilevanti, che messi insieme tuttavia confezionano la tragedia, e un paradosso.
      Qui i tre mostri sono morti, uccisi, tutti, di fatto, da quella che graniticamente occupa, interpreta, il ruolo della vittima. Dov’è la colpa, dov’è il danno? È inutile illudersi: la vita, quella vera, decide, e vince sempre.
      Graziee, ciao!?

  • Ciao! Immaginavo una fine simile, anche se secondo me (ma potrei sbagliarmi alla grande) uno che si dà un pugno in un occhio è diverso da uno che riceve un pugno in un occhio.
    Quindi, in conclusione, Beth ha definitivamente fatto il salto della barricata. Rimane il dubbio se la cosa si fermerà lì o se “il piccolo mondo avariato ha partorito un altro mostro” 😉

    Come al solito, ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao Fanderman 🙂
    Wow che bel finale 🙂 ebbene si che ci piaccia o pure no non tutte le storie hanno un finale lieto , a volte il per sempre felici e contenti e meglio lasciarlo alle favole …. questa e’ vita reale, questa e’ vita vissuta e non sempre si ha la fortuna di vedere un lieto fine 🙂
    Bellissima storia compliemnti non so che altro dire a parte che mi ha tenuto col fiato sospeso sino alla fine 🙂
    Ora pero’ come portavoce di tutti i tuoi lettori ti chiedo a gran voce di portare Pietrino 🙂 non puoi lascialro indietro 🙂
    Ti aspetto presto 🙂 e continuo intanto a leggere la storia del tuo alterego Ottaviano 🙂

    • Ciao BCO,
      Com’è strana la vita… I cattivi erano tre, e sono morti, e tutti i buoni sono vivi; eppure… Cosa non torna?
      Non torna il fatto che il delitto non paga mai e chi si sporca col sangue non si pulisce più.
      Ciò detto, grazie di avermi letto, mi sono divertito, in fondo si scrive anche per questo!?
      Grazie, ciao!?

  • Capitolo 9)

    Ciao Federman!

    Questo capitolo mi ha ricordato tanto le storie di McCarthy, sia per la celerità che per la freddezza descrittiva e dei personaggi. Frasi veloci, azione spietata. Ben fatto! 🙂
    Lasci sempre il lettore nell’incertezza, e quindi punto proprio su questa per il finale. Sino a questo punto è stata una bella scoperta e un viaggio nell’oscurità. Ci sarà luce alla fine?
    Aspetto di scoprirlo!
    Non mi è parso di notare niente fuori posto. Continua così!

  • Quello giusto, almeno nella finzione ci vuole giustizia.
    Ciao, Fenderman.
    Alla fine, Bob ci ha lasciati, beh, nonostante a Beth sia un po’ dispiaciuto, io trovo che non sia stata questa gran perdita per la sua vita. Uno che ti spacca la testa e ti lascia lì non è proprio il marito ideale.
    Ora non resta che arrivare alla fine e scoprire come andrà per i nostri personaggi, specie per Beth e Kylie che sono quelle di cui mi preme di più conoscere la sorte.
    Buona Pasquetta e alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie.
      Volete tutti un finale giusto. Vi siete chiesti se sia possibile? Oppure volete un “lieto fine”?
      Cercherò di accontentare la volontà dei lettori e amici, ma la giustizia è una cosa molto grossa spesso lontana dalla legge stessa e dalla realtà.
      Intanto i due ‘cattivi’, Henry in primis, e Bob, sono belli e sistemati, e questo è un passo avanti, poi vedremo…
      Una grande luminosissima Pasquetta di riposo a te, e… pure a me!?
      Ciaooo??

  • Ciao, i guai non sono mai finiti o troppi, ma quando si comincia male le cose non possono mai migliorare, anzi!!! Quindi cos’altro può succedere, quanto morti ci saranno ancora o magari ci sarà qualche risurrezione? Vedremo come andrà a finire, sono curiosa!!! Ah, in “abbattutto” c’è un intruso di troppo…
    Ho votato per il finale giusto, ora sta a te interpretare la parola “giusto”!!! Al gran finale e Buona Pasqua.

    • Ciao Isabella.
      Comincio a credere che ci sia un baco nel sistema che fabbrica refusi dopo la pubblicazione. Sai quando non ti capaciti di aver scritto una parola sbagliata quando l’hai riletta decine di volte?
      Dovrei smettere di scrivere col tablet. Ogni riga è una battaglia, perché, sadicamente, scrive quello che vuole lui, e ti prende per stanchezza! Mah!, Buona Pasqua, grazie per esserci sempre.??

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