Uno Di Tre

Dove eravamo rimasti?

Chi sarà il primo a morire? Uno che non c'entra niente (50%)

Chi vive e chi muore

Beth legata alla stufa in casa di Henry Boyl cedeva lentamente al nauseante bavaglio, e alla posizione obbligata del corpo. Non aveva alcuna intenzione di accettare il passaggio per l’aldilà che l’uomo le offriva, ma era ormai vuota e, preda dello scoramento, si lasciava portare via.
Un rumore, e riaprì gli occhi. L’aguzzino stava uscendo dalla camera da letto con un grosso fagotto in spalla. I suoi giochi con Kylie erano finiti? Kylie era morta? Quanto tempo era passato?
Fuori era buio, poteva essere trascorsa un’ora, due, tre. Beth, esausta, vomitò dal naso; mentre i suoi occhi si gonfiavano di lacrime tossiche, senza più ossigeno soffocava.
Si rivide in certi momenti tranquilli davanti casa, a fumare, a compatire le falene pazze in una sera d’estate; o a un risveglio lucente, dopo la prima notte di neve; al tempo in cui era felice e non lo sapeva.
Persa in quel sogno agonico, vide anche Bob ed Henry, i traditori assassini in combutta con la nera mietitrice, che forse distratta quando il primo le spaccava la testa con una bottiglia, l’aveva spinta tra le braccia dell’altro, e ora si godeva lo spettacolo della sua fine. Vide, chiaro, il trapasso: un bagno in acque sporche dove si affollavano diafane creature dagli occhi vuoti.

Passò un minuto, ed Henry tornò indietro a prendere anche lei.
La caricò in spalla, proprio come aveva fatto con Kylie; le fece male; era l’ultima umiliazione; ma forse a vederla nello stato in cui era gli era sembrata morta davvero.

In macchina, buttata dietro come spazzatura, Beth capì di essere ancora a questo mondo; il bavaglio s’era allentato e ora poteva respirare. Mentre la sfortunata compagna di viaggio che aveva accanto non dava segni di vita, lei poteva ancora sentire la febbre e i brividi; era sorpresa, sollevata, e non aveva più paura. Guardava fuori, con la coda dell’occhio, ché qualcosa le suggeriva di non muoversi. Vedeva, però, poco o nulla: in quel dannato villaggio il buio era bucato solo da lampi gialli, quelli di sporadici lampioni velocissimi.
Poi a un tratto un urto, una voce, una bestemmia. L’auto sbandò per un momento, Henry imprecò: “Cazzo… il cane!…” E proseguì la sua corsa.
Fu un momento concitato… la donna chiuse gli occhi, doveva resistere, e aspettare.
“Cara Beth” diceva a se stessa “sei un animale destinato al macello, ma forse sei fortunata, e ormai puoi solo sperare che la sorte non ti abbandoni”.
Sentiva di non poter davvero contare su nulla e nessuno, a parte l’imponderabilità del caso.
Il caso, arbitro supremo, anche quando gioca con noi come fa il gattino quando impara a cacciare, senza cattiveria, senza malizia, può cambiare le cose; cambia, e decide chi vive e chi muore.

Era stato il caso in persona a volere che il vecchio Sam, il barbone ladruncolo, quella sera fosse entrato in casa di Bob e Beth.
Una volta dentro aveva subito avvertito l’odore dell’alcol sparso a terra con la bottiglia di J&B rotta. Si tagliò un piede calpestando al buio i vetri con le vecchie scarpacce bucate, e allora si buttò sul divano, tamponò il sangue con uno straccio e si distese abbracciato a un’altra bella bottiglia piena piena trovata lì.
Avrebbe volentieri ispezionato il frigo ma alcol e stanchezza venivano prima della fame, e alla fine fu il sonno a prevalere su tutto.il

*

Il pick-up di Giò sbandava un po’ anche se andava piano, e Bob si voltava ogni tanto a controllare che il cadavere del suo cagnolino Willy sul pianale, non patisse troppi scossoni. Si chiedeva se avesse fatto bene ad accettare di andare, subito, insieme a casa sua. Aveva il sospetto che il suo amico non credesse del tutto alla sua storia, e che solo vedendo Beth morta si sarebbe convinto, anche se adesso lo vedeva perfino eccitato dall’avventura. Peccato che fosse alticcio al punto di non poter nemmeno guidare in modo decente. Comunque ormai erano lì, e Bob non poteva certo cambiare idea.
Caro Giò fermò la macchina sul retro della casa; lui fece strada passando dalla cucina, e raggiunsero il corridoio. C’era un rumore. Qualcuno russava.
– Mi hai preso per il culo? – disse Giò.
Bob non rispose, cominciò a tremare.
Entrarono in salotto, la sagoma scura di Sam sul divano non somigliava granché a una donna, ma non si capiva bene…
– Che succede? Chi è? Beth non è così racchia. Chi è quel fagotto di merda?
Caro Giò si stava incazzando.
Bob prese la mazza da baseball che teneva lì e si avvicinò al bell’addormentato, facendo lo slalom tra i cocci. Non capiva, non sapeva che fare.
Inaspettatamente Giò lo fermò.
– Cerca tua moglie – disse – a lui ci penso io.

*

La Ford di Henry Boyl entrò nel boschetto, avanzando lentamente sulla strada insidiosa molto dissestata. Quando si fermò, in un punto in cui quella diventava un sentiero, ebbe un sobbalzo, le due donne caddero fra i sedili, e il viso di Beth incontrò quello di Kylie bagnato di pianto.
L’uomo si affrettò imprecando a tirarle fuori. La prima fu Beth, che stava sopra.
Mentre lui la spostava lei notò una cosa, una cosa che poteva significare vita o morte.

E poi?

  • Fortuna (67%)
    67
  • Sorpresa (33%)
    33
  • Pentimento (0%)
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128 Commenti

  • Ciao, Fenderman.
    Ho letto qualche giorno fa, ero convinta di avere anche commentato, ma invece… no. ?
    Per me il finale va bene così. Questi personaggi biechi e ambigui che vogliono e pretendono e non danno nulla se non dispiacere e dolore, almeno nella finzione, scacciamoli via.
    Come sempre, ci lasci con qualcosa su cui riflettere e con un po’ di amaro in bocca ma, in queste storie che, ahimè, fanno parte della realtà di qualcuno là fuori, non potrebbe essere altrimenti.
    Aspetto il nuovo, sperando di non essermi già persa l’inizio.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, certe schifose storie possono avere un solo finale. Non c’è lieto fine, non c’è redenzione. Al massimo la vendetta occhio per occhio… Ma è bello scriverle, perfino appassionante. La sfida è rasentare l’inconcepibile restando ancorati al possibile.
      Il bello è scoprire come la vita e il caso possono prendersi gioco di noi.
      Grazie, come sempre!??

  • Capitolo 10)

    Ciao Fenderman!

    Non mentivi affatto! Bel finale, carico di tensione sino all’ultima parola. E anche con questa storia si conferma la tua capacità di intrattenere e saper far riflettere: la verità ha tante sfumature, alcune che forse nessuno vorrebbe conoscere davvero. I miei complimenti! 🙂
    Ci ho messo un po’ a recuperarlo, ma ultimamente sono un po’ uno zombie. Però, come sempre, aspetto di leggerti su qualche nuova storia!
    Sei sempre forte, e fammi sapere quando decidi di mettere qualche altro racconto su carta, o magari una serie di racconti! 🙂
    Alla prossima!

    • Ciao GGP
      Mi piacerebbe pubblicare ancora su carta ma il lavoro necessario un po’ mi spaventa. In questa storia noir, (e il noir in letteratura è quanto di più somigliante alla realtà), i fatti possono essere raccontati e/o interpretati in vario modo. Ognuno a suo comodo si confeziona una sua storia e la verità quasi non esiste, è frantumata in tanti pezzettini, tutti irrilevanti, che messi insieme tuttavia confezionano la tragedia, e un paradosso.
      Qui i tre mostri sono morti, uccisi, tutti, di fatto, da quella che graniticamente occupa, interpreta, il ruolo della vittima. Dov’è la colpa, dov’è il danno? È inutile illudersi: la vita, quella vera, decide, e vince sempre.
      Graziee, ciao!?

  • Ciao! Immaginavo una fine simile, anche se secondo me (ma potrei sbagliarmi alla grande) uno che si dà un pugno in un occhio è diverso da uno che riceve un pugno in un occhio.
    Quindi, in conclusione, Beth ha definitivamente fatto il salto della barricata. Rimane il dubbio se la cosa si fermerà lì o se “il piccolo mondo avariato ha partorito un altro mostro” 😉

    Come al solito, ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, dubito che Beth si sia posto il problema di essere credibile o meno col pugno in un occhio: l’ha fatto e basta. In quanto al suo futuro lo vedo incerto, forse sarà sola per sempre, forse vincerà alla lotteria, non lo sapremo mai!?
      Grazie di tutto, ciaooo?

  • Ciao Fanderman 🙂
    Wow che bel finale 🙂 ebbene si che ci piaccia o pure no non tutte le storie hanno un finale lieto , a volte il per sempre felici e contenti e meglio lasciarlo alle favole …. questa e’ vita reale, questa e’ vita vissuta e non sempre si ha la fortuna di vedere un lieto fine 🙂
    Bellissima storia compliemnti non so che altro dire a parte che mi ha tenuto col fiato sospeso sino alla fine 🙂
    Ora pero’ come portavoce di tutti i tuoi lettori ti chiedo a gran voce di portare Pietrino 🙂 non puoi lascialro indietro 🙂
    Ti aspetto presto 🙂 e continuo intanto a leggere la storia del tuo alterego Ottaviano 🙂

    • Ciao BCO,
      Com’è strana la vita… I cattivi erano tre, e sono morti, e tutti i buoni sono vivi; eppure… Cosa non torna?
      Non torna il fatto che il delitto non paga mai e chi si sporca col sangue non si pulisce più.
      Ciò detto, grazie di avermi letto, mi sono divertito, in fondo si scrive anche per questo!?
      Grazie, ciao!?

  • Capitolo 9)

    Ciao Federman!

    Questo capitolo mi ha ricordato tanto le storie di McCarthy, sia per la celerità che per la freddezza descrittiva e dei personaggi. Frasi veloci, azione spietata. Ben fatto! 🙂
    Lasci sempre il lettore nell’incertezza, e quindi punto proprio su questa per il finale. Sino a questo punto è stata una bella scoperta e un viaggio nell’oscurità. Ci sarà luce alla fine?
    Aspetto di scoprirlo!
    Non mi è parso di notare niente fuori posto. Continua così!

  • Quello giusto, almeno nella finzione ci vuole giustizia.
    Ciao, Fenderman.
    Alla fine, Bob ci ha lasciati, beh, nonostante a Beth sia un po’ dispiaciuto, io trovo che non sia stata questa gran perdita per la sua vita. Uno che ti spacca la testa e ti lascia lì non è proprio il marito ideale.
    Ora non resta che arrivare alla fine e scoprire come andrà per i nostri personaggi, specie per Beth e Kylie che sono quelle di cui mi preme di più conoscere la sorte.
    Buona Pasquetta e alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie.
      Volete tutti un finale giusto. Vi siete chiesti se sia possibile? Oppure volete un “lieto fine”?
      Cercherò di accontentare la volontà dei lettori e amici, ma la giustizia è una cosa molto grossa spesso lontana dalla legge stessa e dalla realtà.
      Intanto i due ‘cattivi’, Henry in primis, e Bob, sono belli e sistemati, e questo è un passo avanti, poi vedremo…
      Una grande luminosissima Pasquetta di riposo a te, e… pure a me!?
      Ciaooo??

  • Ciao, i guai non sono mai finiti o troppi, ma quando si comincia male le cose non possono mai migliorare, anzi!!! Quindi cos’altro può succedere, quanto morti ci saranno ancora o magari ci sarà qualche risurrezione? Vedremo come andrà a finire, sono curiosa!!! Ah, in “abbattutto” c’è un intruso di troppo…
    Ho votato per il finale giusto, ora sta a te interpretare la parola “giusto”!!! Al gran finale e Buona Pasqua.

    • Ciao Isabella.
      Comincio a credere che ci sia un baco nel sistema che fabbrica refusi dopo la pubblicazione. Sai quando non ti capaciti di aver scritto una parola sbagliata quando l’hai riletta decine di volte?
      Dovrei smettere di scrivere col tablet. Ogni riga è una battaglia, perché, sadicamente, scrive quello che vuole lui, e ti prende per stanchezza! Mah!, Buona Pasqua, grazie per esserci sempre.??

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