Uno Di Tre

Dove eravamo rimasti?

E poi? Fortuna (67%)

Bam!

Bob cercava Beth, a casa e fuori, mentre Giò si chiedeva che fare. In attesa di ispirazione si guardava attorno, ciucciando la bottiglia sfilata dalle mani del barbone addormentato sul divano. Un goccetto gratis non si rifiuta mai, ha un sapore speciale, e così…
C’era un giradischi con un disco su; lo accese; era un pezzo country: robaccia che piaceva a Beth, quella che ci voleva per svegliare il caprone e vedere che faccia faceva.
Il disco girava, e lui aumentava il volume, ma Sam col cavolo che si svegliava.
Tornò Bob, senza Beth.
– Questo è proprio fuori, lascia perdere – disse fermando il giradischi.
– E tua moglie? – disse Giò.
– Niente.
– Dunque col cazzo che era morta. Dove può essere?
– Se non è andata a morire in un fosso come un fottuto gatto, deve essere dai vicini, i Boyl.
– Ah, Boyl, quel cazzone.
– Che facciamo, andiamo?
– Per me… Ma questo?
– Uhm, e se ha visto qualcosa? Portiamolo con noi.
– …questo?! Cazzo, scarichiamo un cane morto e ne carichiamo uno vivo; che bella serata! Grazie amico, ne avevo proprio bisogno.
*
Henry prima stese i corpi di Beth e Kylie vicini, a terra; poi spense i fari e si inoltrò a piedi, sicuro, nella macchia. C’era, poco avanti, celata dal fogliame denso del sottobosco, l’imboccatura di un anfratto che preludeva a una profonda spaccatura del terreno, franosa, impraticabile, che poteva inghiottire persone a decine, senza ritorno. Per quello era chiusa da una grata con lucchetto di cui l’uomo, che lavorava per l’ufficio dello sceriffo, aveva la chiave.
Il piano era chiaro, facile. Peccato che, tornato indietro per prendere i corpi, ne trovò uno solo al posto di due.
I fari dell’auto si riaccesero, lo abbagliarono, e una voce disse:
– I conti si fanno alla fine, bastardo. Mettiti in ginocchio, voglio vederti piangere.
Quando erano arrivati sul posto un rimbalzo dell’auto aveva fatto aprire il portaoggetti del cruscotto, e Beth aveva visto, chiaro, il profilo di un’arma.
Henry lo aveva subito richiuso, ma il danno era fatto, e ora il povero fesso era a un passo dalla tomba.
– Ti prego, non farlo – supplicò una rediviva Kylie alzando un braccio – è stata anche colpa mia.
– Sì come no! – disse Beth e… Bam! Sparò.
La testa di Henry in un attimo era un cocomero caduto dal carro.
Beth perse il respiro, si chiese se uccidere fosse davvero necessario. Un’altra Beth, quella appena scampata alla morte per mano di suo marito, disse sì, che è giusto che ogni tanto qualcuno paghi per il male che fa, per lo schifo, per le cicatrici che lascia.
Aiutò Kylie che intanto aveva ripreso a piangere, come poté, tirandola per le braccia; perché era pesantissima, un peso morto; aveva il ventre squoiato che non sanguinava neanche più e continuava a dire che era tutta colpa sua.
– Non è colpa tua, smettila – le ripeteva – tu sei la vittima, dai, andiamo via.
*
Per i due amiconi scaricare il cane Willy fu facile, caricare Sam un’impresa.
– Questo lurido vecchio pesa come un dannato maiale a Natale, quando è maturo per essere fatto a pezzettini – sentenziò Bob.
Poi il pick-up prese la strada dei Boyl; pochi minuti in cui ad ogni svolta il poveraccio rischiò di essere catapultato nella macchia, poiché Giò, che era ormai fuori di brutto, correva troppo.
– Che farai adesso? – chiedeva a Bob – Se tua moglie è lì ti ha già fottuto.
– Uhm, le chiederò scusa. In fondo ho esagerato. Sarà contenta almeno un po’ di essere viva no? Così saprà che non sono un assassino, semmai…
– …Un perfetto coglione. E coglione io che invece che scoparmi la mia nuova negra, porto a spasso cani morti e ubriaconi del cazzo!

Arrivati dai Boyl i due cow boy non trovarono nessuno. Era buio; la casa era immersa nel silenzio. Ovviamente non c’era traccia di Beth, e quindi l’idea che fosse andata a chiedere aiuto lì era sbagliata o, peggio, era giusta al punto che quegli imbecilli l’avevano portata all’ospedale.
Entrarono in casa in cerca di tracce; fu Bob che lo volle, colto da un presentimento, mentre Giò voleva solo andare via.
In camera trovarono il letto intriso di sangue, e i lacci, e un paio di coltelli da caccia con lembi di pelle sparsi.
Bob era interdetto, inorridito: che avevano fatto alla sua Beth?
– Quel finocchio di Boyl… Cazzo però, l’avevo sottovalutato – disse a denti stretti Giò, prima di vomitare.
*
Beth con Kylie salirono in macchina; la ragazza si distese e subito sembrò assopirsi; era una fortuna.
Beth guidava con prudenza, voleva riportare la macchina di Henry a casa sua, eliminare le tracce del loro passaggio, poi pensare a come aiutarla. Quello che era successo nessuno doveva saperlo, voleva salvare lei, ma anche se stessa.
“Bestia” pensava “che fine aveva immaginata per noi?” Poi pensò pure a suo marito, chissà dov’era.
Quando furono nei pressi di casa Boyl vide il pick up di Giò. Capì subito tutto al volo, e decise cosa fare.
Spense i fari e il motore, sfruttò l’abbrivio, poi fermò la macchina; aiutò Kylie a salire sul pick up, e con quello, a motore spento, approfittando della strada in discesa, si allontanò verso l’ospedale.

E ora

  • La caccia (20%)
    20
  • Sorpresa! (0%)
    0
  • L'ospedale (80%)
    80
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128 Commenti

  • Ciao, Fenderman.
    Ho letto qualche giorno fa, ero convinta di avere anche commentato, ma invece… no. ?
    Per me il finale va bene così. Questi personaggi biechi e ambigui che vogliono e pretendono e non danno nulla se non dispiacere e dolore, almeno nella finzione, scacciamoli via.
    Come sempre, ci lasci con qualcosa su cui riflettere e con un po’ di amaro in bocca ma, in queste storie che, ahimè, fanno parte della realtà di qualcuno là fuori, non potrebbe essere altrimenti.
    Aspetto il nuovo, sperando di non essermi già persa l’inizio.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, certe schifose storie possono avere un solo finale. Non c’è lieto fine, non c’è redenzione. Al massimo la vendetta occhio per occhio… Ma è bello scriverle, perfino appassionante. La sfida è rasentare l’inconcepibile restando ancorati al possibile.
      Il bello è scoprire come la vita e il caso possono prendersi gioco di noi.
      Grazie, come sempre!??

  • Capitolo 10)

    Ciao Fenderman!

    Non mentivi affatto! Bel finale, carico di tensione sino all’ultima parola. E anche con questa storia si conferma la tua capacità di intrattenere e saper far riflettere: la verità ha tante sfumature, alcune che forse nessuno vorrebbe conoscere davvero. I miei complimenti! 🙂
    Ci ho messo un po’ a recuperarlo, ma ultimamente sono un po’ uno zombie. Però, come sempre, aspetto di leggerti su qualche nuova storia!
    Sei sempre forte, e fammi sapere quando decidi di mettere qualche altro racconto su carta, o magari una serie di racconti! 🙂
    Alla prossima!

    • Ciao GGP
      Mi piacerebbe pubblicare ancora su carta ma il lavoro necessario un po’ mi spaventa. In questa storia noir, (e il noir in letteratura è quanto di più somigliante alla realtà), i fatti possono essere raccontati e/o interpretati in vario modo. Ognuno a suo comodo si confeziona una sua storia e la verità quasi non esiste, è frantumata in tanti pezzettini, tutti irrilevanti, che messi insieme tuttavia confezionano la tragedia, e un paradosso.
      Qui i tre mostri sono morti, uccisi, tutti, di fatto, da quella che graniticamente occupa, interpreta, il ruolo della vittima. Dov’è la colpa, dov’è il danno? È inutile illudersi: la vita, quella vera, decide, e vince sempre.
      Graziee, ciao!?

  • Ciao! Immaginavo una fine simile, anche se secondo me (ma potrei sbagliarmi alla grande) uno che si dà un pugno in un occhio è diverso da uno che riceve un pugno in un occhio.
    Quindi, in conclusione, Beth ha definitivamente fatto il salto della barricata. Rimane il dubbio se la cosa si fermerà lì o se “il piccolo mondo avariato ha partorito un altro mostro” 😉

    Come al solito, ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, dubito che Beth si sia posto il problema di essere credibile o meno col pugno in un occhio: l’ha fatto e basta. In quanto al suo futuro lo vedo incerto, forse sarà sola per sempre, forse vincerà alla lotteria, non lo sapremo mai!?
      Grazie di tutto, ciaooo?

  • Ciao Fanderman 🙂
    Wow che bel finale 🙂 ebbene si che ci piaccia o pure no non tutte le storie hanno un finale lieto , a volte il per sempre felici e contenti e meglio lasciarlo alle favole …. questa e’ vita reale, questa e’ vita vissuta e non sempre si ha la fortuna di vedere un lieto fine 🙂
    Bellissima storia compliemnti non so che altro dire a parte che mi ha tenuto col fiato sospeso sino alla fine 🙂
    Ora pero’ come portavoce di tutti i tuoi lettori ti chiedo a gran voce di portare Pietrino 🙂 non puoi lascialro indietro 🙂
    Ti aspetto presto 🙂 e continuo intanto a leggere la storia del tuo alterego Ottaviano 🙂

    • Ciao BCO,
      Com’è strana la vita… I cattivi erano tre, e sono morti, e tutti i buoni sono vivi; eppure… Cosa non torna?
      Non torna il fatto che il delitto non paga mai e chi si sporca col sangue non si pulisce più.
      Ciò detto, grazie di avermi letto, mi sono divertito, in fondo si scrive anche per questo!?
      Grazie, ciao!?

  • Capitolo 9)

    Ciao Federman!

    Questo capitolo mi ha ricordato tanto le storie di McCarthy, sia per la celerità che per la freddezza descrittiva e dei personaggi. Frasi veloci, azione spietata. Ben fatto! 🙂
    Lasci sempre il lettore nell’incertezza, e quindi punto proprio su questa per il finale. Sino a questo punto è stata una bella scoperta e un viaggio nell’oscurità. Ci sarà luce alla fine?
    Aspetto di scoprirlo!
    Non mi è parso di notare niente fuori posto. Continua così!

  • Quello giusto, almeno nella finzione ci vuole giustizia.
    Ciao, Fenderman.
    Alla fine, Bob ci ha lasciati, beh, nonostante a Beth sia un po’ dispiaciuto, io trovo che non sia stata questa gran perdita per la sua vita. Uno che ti spacca la testa e ti lascia lì non è proprio il marito ideale.
    Ora non resta che arrivare alla fine e scoprire come andrà per i nostri personaggi, specie per Beth e Kylie che sono quelle di cui mi preme di più conoscere la sorte.
    Buona Pasquetta e alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie.
      Volete tutti un finale giusto. Vi siete chiesti se sia possibile? Oppure volete un “lieto fine”?
      Cercherò di accontentare la volontà dei lettori e amici, ma la giustizia è una cosa molto grossa spesso lontana dalla legge stessa e dalla realtà.
      Intanto i due ‘cattivi’, Henry in primis, e Bob, sono belli e sistemati, e questo è un passo avanti, poi vedremo…
      Una grande luminosissima Pasquetta di riposo a te, e… pure a me!?
      Ciaooo??

  • Ciao, i guai non sono mai finiti o troppi, ma quando si comincia male le cose non possono mai migliorare, anzi!!! Quindi cos’altro può succedere, quanto morti ci saranno ancora o magari ci sarà qualche risurrezione? Vedremo come andrà a finire, sono curiosa!!! Ah, in “abbattutto” c’è un intruso di troppo…
    Ho votato per il finale giusto, ora sta a te interpretare la parola “giusto”!!! Al gran finale e Buona Pasqua.

    • Ciao Isabella.
      Comincio a credere che ci sia un baco nel sistema che fabbrica refusi dopo la pubblicazione. Sai quando non ti capaciti di aver scritto una parola sbagliata quando l’hai riletta decine di volte?
      Dovrei smettere di scrivere col tablet. Ogni riga è una battaglia, perché, sadicamente, scrive quello che vuole lui, e ti prende per stanchezza! Mah!, Buona Pasqua, grazie per esserci sempre.??

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