Uno Di Tre

“I bambini ci guardano”

Ti ricordi com’ero piccolo?
Lavoravi in quella agenzia; c’era un fioraio in via Milano, c’era una cartoleria, e poi, al 20 c’eri tu.
Di te, passando, vedevo che parlavi al telefono dietro un bancone, davanti a una parete con dei disegni piccolissimi di case blu col tetto rosso. Con la testa bruna facevi sì e poi facevi no, nel mezzo del discorso.
Io, di fuori, imitavo le tue mosse; facevo il buffone, come sempre, per far ridere la mia sorellina nel passeggino: si chiamava Francesca, era grassa e rosa come una pesca d’agosto, e mi tendeva la manina.
Poi una volta volli esagerare. Entrai (non avevo neanche una scusa) per vederti da vicino.
Non mi notasti, avevo dodici anni ed ero insolitamente piccolo per la mia età. Girai intorno, e subito colsi le tue gambe nervose contenute in una gonna stretta, e… una calza smagliata.
Ti eri tolta una scarpa, e il piede nudo nella calza nera, velata, abbracciava l’altro in bilico sul tacco.
Che avrei fatto per restare lì a osservare; ci avrei fatto la tana, ci sarei invecchiato. Ero un cucciolo di cane che guarda il mondo all’insù.
Spiai quello che succedeva fuori oltre la porta a vetri; Francy per guardare me si sporgeva rischiando di cadere a faccia in giù. Mamma per l’ennesima volta la tirò indietro, poi mi cercò intorno con lo sguardo, e mi chiamò. Fine del gioco e della festa.
Sgattaiolai fuori, mi tirò un orecchio, io mi voltai per guardarti ancora: chissà se avevi colto l’umiliazione del tuo spasimante segreto.
Mamma era brava con me che ero un figlio strano. Un “ipersociale sfacciato” diceva; amico di tutti, che tutti conosceva e salutava, giovani e vecchi, e che però spesso faceva domande imbarazzanti. Un innocente sfrontato, senza inibizioni.
Non immaginava che avrei potuto innamorarmi. Certo sapeva, per averlo sperimentato, che il veleno dell’amore segna e a volte segna per sempre. E allora, se l’avesse anche solo sospettato, quell’orecchio me lo avrebbe staccato dalla testa.
Tornato a casa mi rintanai nella mia cameretta, subito, per non scordarti, e disegnare i tuoi capelli neri e la tua mano pallida, le lunghe dita, dove facevi roteare un anello mentre parlavi al telefono, assorta.
Da quella volta il “nostro” divenne un appuntamento fisso di cui tu eri del tutto ignara.
Io entravo, mentre mia madre al solito stava fuori a chiacchierare con la sua amica fioraia, e Francesca mi osservava con occhi tondi, e a volte faceva la linguaccia.
Una volta dentro facevo il solito giro basso per non farmi notare. Se c’era gente era anche meglio; parlavate di soldi, e io, perciò, sparivo.
Mi sedevo come fossi in attesa, di lato, dove inclinando il busto come faceva Francy nel passeggino, potevo anche vederti tutta, oltre il fianchetto del bancone di truciolato blu. Era scheggiato sul bordo, io lo vedevo… ecco perché la tua calza ogni volta era smagliata; chissà se ne eri consapevole! Magari non te ne fregava niente, avevi da fare, ben altre cose da considerare, e tutto il resto, come me non esisteva.
Mi venne voglia di dirtelo, avvisarti: “Hai visto? Perché non l’aggiusti? Metti un po’ di scotch! Così ogni giorno è un paio di calze”. L’avrei fatto con chiunque, ma con te non mi veniva.
Ero bloccato da una idea confusa… Più ci pensavo più mi convincevo che non fossi del tutto vera.
E poi quello era un mio segreto, una cosa tua che solo io sapevo, un mio potere!

Un giorno ebbi una conferma inaspettata. Alla solita ora, da fuori, vidi che c’era un’altra al posto tuo. Entrai, girai intorno tenendomi basso. Il cuore mi batteva all’impazzata. Dovevo vedere una cosa, e la vidi: aveva la calza smagliata come te, esattamente come te. Tu, io, e ora lei; il mio potere ne usciva consolidato…
Ne fui rinfrancato, tanto che ne ricavai la convinzione di riuscire a governare gli eventi.
Con te, in effetti, ogni volta tutto andava come doveva, come se il tempo si copiasse. Mai che qualcosa venisse a spezzare l’incanto della contemplazione; non ci riusciva il telefono, la gente. Cavolo, ora che ci penso… era una specie di miracolo!
Poi tanto per essere smentito, una volta…
– Ehi ragazzino – dicesti – sei di nuovo qui, hai perso qualcosa? – Io risposi:  – No, perché non metti i pantaloni? – E scappai via, come un ladro preso con le mani nel sacco.

Per un po’ non mi feci più vedere, mi aveva preso di te un sacro timore; nei miei sogni eri come certi santi severi, che hanno lo sguardo perso nei cieli vuoti delle chiese; cieli neri, anneriti, come le loro facce scavate, dal fumo delle candele.
Non facevi paura come loro, ma ti voltavi, e mi lanciavi uno sguardo selvaggio…

Il giorno che tornai timidamente a entrare, mi vedesti subito: forse mi aspettavi? Mi dicesti guarda, ho messo i pantaloni…  e aggiungesti: – come ti chiami? – Pietrino, dissi; e per la prima volta qualcosa successe là sotto, nei calzoncini troppo larghi; e il mio piccolo cuore, tum, tum, scelse per sempre.
Io, pasta da modellare, mi offrivo alle tue mani; ero come nudo, di quei tuoi sguardi selvaggi oggetto e preda.

Dopo il primo il secondo sarà

  • Un noir (50%)
    50
  • Uno street-fantasy (20%)
    20
  • Un giallo (30%)
    30
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128 Commenti

  • Ciao Fenderman 🙂
    Questo capitolo e’ quello che mi e’ piaciuto piu’ di tutti 🙂 ricco di azione e tensione allo stato puro .
    Povero Bob , hai fatto un bel lavoro, sei riuscito da farcelo quasi odiare a portarci ad essere dispiaciuti per la sua fine indecorosa. E ora gio’ , Beth e Kylie 🙂 che ne sara’ di loro 🙂
    Ho votato “finale giusto” tanto ti conosco e so che saparai dare il giusto finale ad una fantastica storia 🙂
    complimenti ancora e a presto 🙂

    • Grazie Cat,
      Ho visto una Londra in tv assolata… da noi è tornato un pò di freddo, mai quanto, però ne troverà Bob varcata una certa soglia. Hai ragione, poveraccio. Fa una cazzata e si ritrova in una guerra che oltretutto dopo Henry è il primo a perdere definitivamente.
      Vedremo per il finale. Intanto mi preme sottolineare ancora una volta come un piccolo sbaglio possa innescare una catena di eventi, con un effetto domino che tutto travolge.
      Grazie, by.
      ?‍♂️

  • Capitolo 8)

    Ciao Fenderman!

    Tolto questo: “quando arrivarono davanti all’ospedale Bob volle fermare”, (credo manchi qualcosa) mi accodo al parere di Kez.
    Ti ho letto forse un pelo “di fretta” in questo capitolo, ma magari è solo una mia sensazione – o forse, semplicemente, avevi tanto da dire e poco spazio per farlo.
    Aspetto di scoprire in che modo si chiuderà questo viaggio. 🙂
    Punto sul morto.
    Continua così!
    Alla prossima!

    • Ciao GGP
      Ho dato un ritmo accelerato a questo ottavo capitolo perché di fatto succede poco in quanto è preparatorio del successivo, ma soprattutto è on the road, e quindi per estensione rapido, teso verso un traguardo. È una una specie di tensione accelerata ogni volta che si racconta una rincorsa, non so se ci sono riuscito.
      In quanto al “volle fermare” ho dato per sottinteso che intendesse fermare la corsa, l’auto, l’inseguimento, tutto con una azione sola.
      Grazie come sempre, ti auguro una felice Pasqua?‍♂️

  • Ciao, Fenderman.
    E niente, ti riesce bene tutto, qualsiasi genere ti venga in mente, lo metti in scena alla grande.
    Ho notato un paio di refusini qua e là, un dà senza accento e forse una virgola mancante per un vocativo… cert che, tra l’altro, questi poliziotti sono proprio tontoloni: fermani questi due tizi che gli rifilano la storiella dell’auto prestata, poi qualcuno sfonda il pollaio con l’auto rubata di uno dei due e nessuno si ferma sul posto per approfondire… uhm, mi sa che sono amici con i miei carabinieri di Gennaio.
    Comunque, un bel capitolo denso e raccapricciante al punto giusto, non per le azioni perpetrate in questo, quanto per l’evocazione di quelle raccontate nel precedente.
    Voto il morto e ti saluto.

    Alla prossima!

    • Buon giorno Keziarica,
      Ho trovato i refusi, grazie!
      In quanto ai poliziotti mi sento di assolverli.
      Quando hanno fermato “l’auto di Boyl” Bob ha detto: “Henry me l’ha prestata” dimostrando di conoscerlo. E poi in quel quarto d’ora che è seguito, grazie al contesto che è quello di un piccolo centro rurale, avranno avuto modo di diventare grandi amici?.
      Da lì a non approfondire sull’incidente di Sam il passo è breve.
      Adesso vediamo come se la cavano col seguito, visto che ancora non sanno nulla di Kylie e della fine che ha fatto Henry.?
      Grazie ancora, buona giornata!??

  • Ciao, hai fatto bene a fare un riassunto veloce, le cose si erano ingarbugliate un po’!!! E a quanto pare il gioco a incastri continua a sfornare nuove vie, perfetto!!!
    Ho votato per il morto che magari “parla”, o almeno la Smorfia dice così!!! Buona domenica (spero che da te non ci sia il temporale come qua) e alla prossima.

  • Il morto!

    Oh, nonostante di fatto non sia successo niente, ho l’adrenalina a mille! Stavo col fiato sospeso tutto il tempo!
    In questo momento più che Giò sembra Bob a comandare. Viene da chiedersi chi dei due sia il più pericoloso… Però mi piace come li stai caratterizzando: partendo da uno stereotipo ed infrangelo capitolo per capitolo 🙂

    Ciao 🙂

  • Riassuntino:

    Bob colpisce con una bottiglia sua moglie Beth ed esce con il cane, prima di raggiungere Giò, un amico malavitoso, per chiedere aiuto perché pensa di averla uccisa.
    Lei però è solo ferita, ed esce così come sta in camicia da notte per mettersi in salvo. Un barbone ubriaco, Sam, che dorme nel suo giardino la scambia per un fantasma.
    Arrivata a casa di un conoscente, Henry, Beth viene coinvolta nel massacro sadico di una ragazza, Kylie.
    Quando l’uomo vuole gettarle entrambe nel fondo di una grotta nel bosco, è fortunata, lui ha la peggio e viene ucciso.
    Beth salva così Kylie, e torna indietro la macchina di lui. Vuole evitare di essere incriminata per la sua uccisione, e al contempo vendicarsi di suo marito. Ancora una volta è fortunata. Con Kylie trasborda nel pick-up di Giò che trova lì poiché nel frattempo anche lui, con Bob, è arrivato a casa di Henry proprio per cercare lei. Poi fugge via, mentre i due scoprono in casa i segni della violenza e dello stupro perpetrati.
    Sul pick-up, buttato sul pianale, c’è però, e lei non se ne avvede, Sam il barbone ubriaco. Bob e Giò l’avevano caricato in attesa di decidere cosa farne, considerandolo un possibile scomodo testimone.

  • Ciao Fenderman 🙂
    Eccomi primo stavolta 🙂
    Il capitolo e’ super veloce e succede un sacco di roba 🙂 e’ molto scorrevole ma ovviamente il limite di caratteri ti ha fatto correre un sacco 🙂 in fin dei conti lo dovrai finire con otto capitoli e ti capisco 🙂 spero ne farai una versione ampliata con un link per leggerlo perche’ il racconto vale molto e va esteso 🙂 comunque tra una corsa e l’altra siamo arrivati all’ospedale 😀 ora voglio vedere cosa ci tirerai fuori con il cattivo 😀
    Complimenti vivissimi e a presto 🙂

    • Ciao gatto, spero non ti dispiaccia se ti chiamo così.
      Questo capitolo un po’ di passaggio è solo il racconto della confusione che di solito genera un delitto. Tutti si odiano, si inseguono, oppure si coalizzano contro comuni nemici. Verrà poi la riflessione e, forse, un altro dramma. Vedremo.?
      Grazie, ciaoooo

  • Ciao, sono sfinita da tutto il caos che stanno combinando quei quattro… come posso definirli? Mannaggia, mi mancano le parole!!! Ho l’atroce dubbio che non si vedrà mai la fine della vicenda, sono tutti troppo disorganizzati!!!
    Ah, si scrive scuoiato, anche se con la “q” rende di più l’idea.
    Ho votato per l’ospedale, vorrei vedere le conseguenze che seguiranno!!! Alla prossima.

  • Ciao, Fenderman.
    Altro episodio agghiacciante, modi, termini e discussioni frutto di una crudeltà che purtroppo davvero serpeggia nel mondo. Ricordo bene il fattaccio di cui al commento precedente, ne ho letto e sentito molto, una tragedia, senza riscatto, la sopravvissuta, poverina, ha dovuto fare i conti anche con la malattia, e non ha vinto.
    Ma torniamo alla storia e al voto, il mio va all’ospedale, dove spero arrivino in tempo e spero anche che la povera Beth riesca a scamparla, perché ci vuole, da qualche parte, una rivincita anche se solo in un’opera di fantasia.
    Bravo, lo sei sempre.

    Alla prossima!

  • Cioa Fenderman 🙂
    davvero un bel capitolo 🙂 che dire rispecchia molto il tipo di libbri che leggo io 🙂 anche lo stile narrativo che stai utilizzando 🙂
    concordo con Red hai introdotto dei personaggi interessanti e credo che l’unico su cui vorremo un buon approffondimento e Kyle 🙂 anche io mi apsettavo qualcosa di piu’ violento nei confronti di Sam da parte di Gio’ ma sono sicuro che stai pensando a qualcosa che ci tirerai fuori presto sul motivo per cui non gli e’ ancora stato torrto un pelo 🙂
    Voto l’ospedale ma ho imparato a conoscerti e so che qualsiasi sia la scelta del lettore riuscirai a dare vita a tutte e tre le opzioni in quanto sei bravo a lavorare su piu’ fronti 🙂
    Ancora mille complimenti 🙂
    A presto 🙂

  • Voglio saperne di più su Kiyle, quindi Ospedale!

    E così Beth ha fatto il salto della barricata: chissà se il gesto avrà lasciato “ciccatrici” o se ormai è divenuta “insesibile” (da questo punto di vista).

    Invece mi aspettavo un comportamento diverso di Giò nei confronti di Sam, specie quando quel coglione di Bob gli ha detto di caricalo.

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, grazie.
      Il comportamento di Giò? Lui non regala niente. Una frase sua detta nel quinto episodio è quanto mai espilcativa:
      “Caro Giò aiuta, risolve, ma tu… sai che vuol dire, vero?”
      Adesso aiuta, poi si fanno i conti…, e poi è ubriaco, e non ragiona granché!
      Grazie, a presto!?

  • Bello, bello ❤️ Adoro le atmosfere delle storie noir, anche se sono attuali hanno sempre quel fascino retrò che mi risulta molto avvincente.La scena del simpatico Henry che trasporta i corpi nel bosco ti è riuscita molto bene: facciamo il tifo per le donne, a questo punto: che sia fortuna!
    Bravissimo ??‍♀️

  • Capitolo 6)

    Ciao Fenderman!

    Leggerti con questo stile è affascinante, e a tratti anche un po’ inquietante. La narrazione, come gli eventi, è spietata. Sei riuscito a trasmettere questa profonda sensazione di disagio e di marcio, oltre che un bel senso di panico. Ci tieni su atmosfere incerte, e noi lettori non sappiamo più se vogliamo leggere quello che verrà… però voltiamo una pagina dietro l’altra. Ben fatto!
    Mi stai super incuriosendo! 😉

    Alla prossima, e dico che ci sarà una sorpresa.

  • Voto la fortuna, Fenderman, ho idea che ce ne sia bisogno.
    Ciao.
    Episodio intenso che mi ha riportato alla mente un bruttissimo fatto di cronaca nera del nostro paese, ce ne sono stati molti, ma quello mi ha sempre colpito molto. Dalle tue parti, tanti anni fa.
    Hai suscitato orrore lasciando filtrare la disperazione di questa donna. Non so che ne sarà del povero barbone, spero che un po’ della fortuna votata vada a lui.
    Bravo, terribile, ma bravo.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, hai ragione, a pensarci bene questo non infrequente quadro delittuoso pur essendo molto più comune di quello che si pensa, rimanda a quella mostruosità nota come il massacro del Circeo.
      Io ebbi modo anche di incontrare in passato l’unica superstite…
      Ad ogni modo la mia storia non gli somiglia, non vuole; la ricorda ma, ripeto, capita che tante storie i assomiglino. La mia però è pura avventura, e presto torneremo alla ironia e al grottesco. Grazie per seguirmi sempre, a presto!??

  • Questa volta voto Fortuna!

    Quindi Kyile è ancora viva nonostante tutto. Per ora non è ancora morto nessuno, a parte il cagnolino, ma credo che avverrà a breve.
    Cosa potrà aver visto Beth? Lei è ancora legata e non idea di come possa liberarsi di corde ed aggressore in un’unica mossa. A meno che non c’è qualcosa che mi è sfuggito.
    Sam temo che stia per fare una finaccia ma Bob rischia peggio di lui…

    Dubbi e curiosità ti legano alla storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, hai ragione: nessun morto, a parte Willy, ma nel noir mi piace che la tensione salga e il morto, se c’è, sia il compimento della vicenda, e non come nei gialli il motivo scatenante.
      In quanto a Beth sappiamo che dalla stufa è stata sciolta e potrebbe anche avere le mani libere e non le usa per togliersi il bavaglio, questo per varie ragioni: la prima è far credere di non essere in sé, magari già morta!
      Grazie, alla prossima!?

  • Ciao Fenderman 🙂
    Il capitolo fila liscio come sempre 🙂 povera Beth davvero che e’ stata lanciata dalla padella nella brace 🙂 ma mi hai fatto intuire dalla fine del capitolo che forse , come dice Ligabue, una fiche gli e’ restata 🙂
    Il capitolo e’ scritto bene ho notato solo qualche refuso qua e la , forse l’hai scritto un po’ di fretta e non hai avuto modo di ricontrollarlo 🙂 capita 🙂
    “il sonno a prevalere su tutto.il” quell’il si trova di la per sbaglio 🙂
    oppure “– Che succede? Chi è? Beth non è così racchia. Chi è quel fagotto di merda?
    Caro Giò si stava incazzando.” manca il trattino che separa la parte dialogata dalla parte narrata 🙂
    Ma niente che tolga ritmo al capitolo 🙂 lo ho adorato 🙂
    ho scleto sorpresa 🙂 ho pensato a Beth che la fa pagare a Henry , ma lo so che al contrario di me tu sei molto bravo a portare piu’ scene con piu’ personaggi alla volta e magari la sorpresa sara’ diversa 🙂
    Attendo il prossimo capitolo con ansia 🙂
    A presto 🙂

  • Capitolo 5)

    Ciao Fenderman!

    Un capitolo bello forte, sia per linguaggio che per immagini. Sei riuscito del tutto a farci avvertire questa sensazione di disagio/oscurità/rassegnazione. Lo hai fatto con la solita maestria. complimenti! 🙂
    Dico che morirà qualcuno che non c’entra niente.
    La storia del materiale che tiene letteralmente incollati alle pagine, quindi continua così!
    Alla prossima!

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