Hypnotize

Dove eravamo rimasti?

Nicholas è arrivato alla fine del viaggio, è chiaro che i suoi incubi sono arrivati insieme all'anello maledetto di Lavinia! Qualcosa va storto... (50%)

Le cose non sono sempre come appaiono

Randy scruta con attenzione il piccolo astuccio aperto davanti a sé, evitando accuratamente di toccarne il contenuto. La pietra sembra emettere un bagliore di fiamma, rendendo l’atmosfera se possibile ancora più grottesca. Senza staccare gli occhi dall’oggetto inquietante dice: “devi disfartene, o ti condurrà nella tomba. 

Ok, fin lì ci arrivo anch’io, il problema è “come”. 

Non c’è bisogno di fuoco eterno o montagne maledette, Frodo Baggins,” risponde. “Pensaci bene: Lavinia è morta impiccata. La leggenda racconta che sia un’assassina, ma tutta la sua storia è avvolta nel mistero. E se ci fosse qualcosa che ancora ci sfugge? Forse era solo una donna disperata, vittima di ingiustizie, che non poteva accettare il suo destino. Forse c’è di più nella storia di quanto la leggenda racconta.” 

Sussurra, la sua voce è un filo di vento nell’aria pesante. 

E se Lavinia volesse solo riavere il suo John? Lui è morto impiccato insieme a lei, ma mentre lui ha chiesto perdono per i suoi peccati, lei ha riso in faccia al confessore prima di morire. Se avessero preso… due strade diverse? 

“L’anello era il simbolo del loro amore. Forse è un modo per cercare la redenzione, o forse è semplicemente un legame terreno che la trattiene. Restituirglielo potrebbe placare il suo spirito tormentato.” 

La guida fa un respiro profondo. “Tra i documenti del processo,” dice lentamente, “potrebbero saltare fuori informazioni su come davvero si sono svolti i fatti. Si dice che la verità sulla sua sorte e quella di suo marito John sia stata manipolata. Riabilitare la sua memoria può essere il modo per spezzare il legame che la trattiene sulla terra.” 

“I documenti del processo… dove posso trovarli?”  

“La vecchia biblioteca comunale. Una parte degli archivi storici è ancora lì, dimenticata e abbandonata. 

Mi alzo senza indugiare, con una nuova determinazione nel petto. Randy mi accompagna con uno sguardo penetrante, ma carico di una strana comprensione. “Buona fortuna, ragazzo,” dice con un tono quasi paterno. Il peso dell’anello sembra alleggerirsi appena mentre esco dal locale. 

La biblioteca comunale, quel luogo dimenticato che ora rappresenta l’ultimo baluardo di speranza: domattina troverò il modo di consultare quelle vecchie scartoffie con la speranza di trovare una verità nascosta tra polverosi scaffali.  

***

“So che probabilmente non ti importa, ma vado a Charleston per qualche giorno, Tori ti prego, al mio ritorno dobbiamo parlare… mi manchi.” 

Con poche ore di sonno alle spalle, di prima mattina attraverso le strade silenziose di Charleston. La mia mente è un vortice di pensieri: Lavinia, John, il mistero dell’anello. Sento il mio telefono vibrare. Lo estraggo dalla tasca con mani tremanti e vedo il nome di Victoria lampeggiare sullo schermo. Rispondo immediatamente, il cuore che batte all’impazzata.  

“Tori?” chiedo, cercando di mantenere la voce ferma.  

“Stupido idiota! Che diavolo ci fai a Charleston?” risponde lei, la sua voce mi trafigge l’orecchio. “Sono preoccupata per te. Che razza di messaggi mi mandi? In che accidenti di pasticcio ti trovi? Dammi un indirizzo, ho già preso un taxi dall’aeroporto”  

Cerco di mantenere la calma. “Victoria, devi andartene subito. Questa città è pericolosa per te”   

Il silenzio dall’altra parte è opprimente. “Dimmi solo dove sei, mi spiegherai dopo”.  

 ***

Non è semplice spiegare alla donna che ami che un fantasma vuole ucciderti. Sono combattuto tra il desiderio di stringerla fra le braccia e l’istinto di mandarla via più lontano possibile per proteggerla da ogni pericolo. Le racconto dell’anello che avevo acquistato per lei, di come abbia infestato le mie notti e ridotto la mia vita un inferno, fino a portarmi qui, a cercare una verità che renda libero me e la mia persecutrice, Lavinia. 

“Mi hai comprato un anello? Tu volevi chiedermi di sposarti?” 

“Certo che lo volevo, e lo vorrei ancora… Victoria, io ti amo, in caso ancora non l’avessi capito!” 

Tori mi butta le braccia al collo, e stringerla a me, sentire il suo profumo, è come tornare a casa… non c’è nulla al mondo che non farei per lei. 

Con l’aiuto di Tori trovo finalmente ciò che cercavo: le carte del processo di Lavinia e John. Le sfoglio cercando ogni minimo dettaglio che possa aiutarmi a capire la verità. 

Victoria solleva lo sguardo dai documenti, il suo volto illuminato da un’espressione di determinazione. “Credo di aver trovato qualcosa,” dice con voce decisa. “Guarda qui…  

La verità su Lavinia e John è ancora più complessa di quanto immaginassi. La storia è tutta da riscrivere. 

“Ma adesso, concentriamoci su questo. Abbiamo un fantasma da liberare!” Tori estrae fra le carte ingiallite l’indicazione del luogo in cui Lavinia e John sono stati sepolti. 

“Andiamo a restituire l’anello, e portare un fiore sulla loro tomba: devono sapere che ci batteremo per loro. 

Mi guarda sorridente, e aggiunge: 

“e poi andremo insieme a comprare un anello per me: e stavolta ne sceglieremo uno nuovo di zecca!” 

Il pragmatismo delle donne… 

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