Revolver

Dove eravamo rimasti?

Cosa ci faceva lei nel locale? Mentirà (60%)

Ti ruberò una sera, posso?

“Allora, che mi dici?”

Gambe incrociate sopra il tavolino nero sul retro, gli occhi di lei che sovrastavano gli occhi di lui con aria sicura mentre quei due piccoli fari azzurri in cui lei cercava di specchiarsi la guardavano con timidezza.

“Era meglio se non ci andavo allo stadio, abbiamo anche perso!”

Come primo appuntamento, di ritorno da una lunga vacanza in Marocco, senza troppa importanza, aveva deciso di incontrarlo in una serata post partita.
Erano almeno tre settimane che i loro telefoni mandavano e ricevano messaggi in continuazione: un lento scoprirsi, la curiosità che nascondeva un desiderio e la voglia di conoscersi davvero.

Ti ruberò una sera, posso? – Era arrivato secco e diretto sul telefono di lei.

Vediamo… magari sono io che rapisco te” – La solita risposta sfacciata tipica del suo caratteraccio.

Nessuno dei due in realtà aveva rapito o rubato l’altro, o almeno non fino a quando in quella ormai lontana sera di Agosto erano stati i loro occhi a fregarsi a vicenda.

“Io ho anche fame, non ho mangiato e sono a stomaco vuoto dopo due negroni”

“Beve leggero la signorina”

“Con chi ti credi di avere a che fare? Te l’avevo detto che sono una scaricatrice di porto!”

“Lo vedo, ti sei finita il drink in meno di cinque minuti! Comunque non posso nemmeno passarti qualcosa dalla cucina, ormai è chiusa, non riesco a rimediare niente”

I tre cocktail cominciavano a farsi sentire: un leggero stato d’ebrezza pervadeva la testa e nello stomaco iniziava ad aprirsi una voragine. Due patatine avrebbero sicuramente aiutato.

A guardarlo bene, dall’alto del tavolino in cui si era seduta come se fosse ancora allo stadio, pensava che non era affatto male. Anzi era meglio di quanto se lo fosse immaginato davvero.
In questo caso valeva ancora la formula “sono meglio dal vivo”. 
Non era poi così diverso dai soliti ragazzi con cui si era frequentata: tatuaggi, atletico, biondo, occhi azzurri, faccia da finto principe che nasconde la sua indole da paraculo.

Sono tutti uguali quelli con cui esci, che noia, è sempre la solita storia – Queste le parole del suo migliore amico, che le ritornavano sempre in mente ogni volta che si presentava un nuovo primo appuntamento. 

Per non parlare del fatto che anche per il lavoro era almeno la terza volta che si imbatteva in un bartender. 
Gli ultimi due fallimenti sentimentali l’avevano fatta scontrare con un sommelier di vini naturali prima e con un barman psicopatico poi.

Se la promessa fatta a Giuseppe era quella di cambiare il corso degli eventi e fare un plot twist della storia, ancora una volta la missione si poteva ritenere più che fallita.

“Scusa fai tanto il gradasso che può decidere tutto qua dentro e poi non riesci ad offrirmi nemmeno due noccioline? Non sei nessuno!” 
Glielo aveva detto con quel suo modo ironico di fare tutto suo, spavaldo e aggressivo.

Gli occhi di lui si facevano piccoli e insicuri, si guardavano intorno per evitare il suo sguardo.

“Eddai stavo scherzando, non si può nemmeno fare una battuta con te!”

“Aspetta un secondo che controllo una cosa”

Si dirige sul retro dove uno steccato ricoperto di edera nascondeva i frigo del bar.

“Vieni, veloce!”

Posato il bicchiere ormai vuoto e caldo sul tavolo, lei si alza e lo segue.

“Ma dove devo andare?”

“Vai vai vai fino giù che io chiudo il cancello”

Uno stretto corridoio di piante da percorrere al buio, solo le luci del locale riflesse sui frigo bianchi riuscivano a farle capire dove mettere i piedi.
Dietro di lei il rumore del cancelletto che sbatte e i passi veloci di lui che la raggiungono.

Lei si gira e nemmeno il tempo di parlare che la sua testa è tra le mani di lui pronto a toglierle il respiro.
Due bocche affamate e assetate l’uno dell’altra in un vortice di mani che si cercano.

Erano in due ma stavano diventando una cosa sola.
Un bacio famelico ed erotico come loro.

_________________________________________

“Non sapevo che tu lavorassi ancora qui, sono stata invitata da un gruppo di amiche”

“Non sono mai andato via… Amiche, adesso ti sei fatta anche delle amiche?”

– Ecco lo sapevo, che scusa è sono qui con delle amiche, io poi non ho amiche, me lo starà leggendo in faccia che sto mentendo. Adesso cosa mi invento? –

“Sì, cioé non sono proprio delle mie amiche, ho accompagnato mia sorella che non voleva venire da sola alla cena con le sue colleghe”

Lo aveva detto un po’ balbettando, mangiandosi le parole per cercare di non farsi sgamare. 
Doppia bugia per lui e per Filippo che nel frattempo non aveva minimamente idea del perché ci stesse impegando tanto per prendere da bere visto che al bancone non c’era nessuno.

“Con tua sorella: non ci sei mai andata d’accordo e adesso l’hai accompagnata addirittura qui… Pensi di potermi prendere in giro tu…Che gin vuoi?”

Senza cercare di giustificarsi oltre perché tanto aveva già capito che con lui le cazzate non avevano mai avuto senso, disse: “Il solito, lo sai”

“Non me lo ricordo”

“Non avevo dubbi: Monkey47 e per favore non farli annacquati come li servi sempre qui”

Cosa succede mentre lui prepara i gin tonic?

  • Un ragazzo carino entra, ordina al bancone e ci prova con lei (0%)
    0
  • Arriva il capo di lui e si intromette nel discorso (67%)
    67
  • Filippo la va a cercare e la trova al bancone con lui (33%)
    33
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6 Commenti

  • Ciao Gaia ho letto i tuoi capitoli, devo dire che ho fatto un po’ di fatica nella lettura mi sono dovuta soffermare tanto per capire bene il contesto , non so perché mi ha dato l’idea che fossero pensieri scritti più che una storia ( non so se mi sono spiegata bene) ho votato la seconda vediamo come prosegui!

  • Ciao Gaia, ho recuperato il primo episodio e letto questo secondo. Da storica lettrice di chick-lit ti dico che questa storia ha del potenziale, ma se posso vorrei darti le mie impressioni di lettura: il testo non ha evidenti problemi di punteggiatura o sintassi, tuttavia il modo in cui disponi le parole non scorre in alcuni punti e risulta sciatto in altri.

    Ho fatto fatica a individuare i protagonisti… ho dovuto rileggere per capire la dinamica: lei va alla festa di compleanno di Paolo insieme a Filippo (che suppongo essere il suo ragazzo attuale, ma potrebbe anche non esserlo, non ho trovato indizi a riguardo) e lì incontra il barista (che ancora non ha un nome o io me lo son perso io per strada) con cui ha avuto una storia otto mesi prima.

    Tralascio i discorsi diretti (che assumo come stile del personaggio e non del narratore).

    Molte espressioni sembrano prese di peso dal parlato, è una cosa che se ponderata funziona, ma qui non mi sembra… Esempio: “Non era poi così diverso dai soliti ragazzi con cui si era frequentata” (preferirei “che aveva frequentato”). Oppure “Lei si gira e nemmeno il tempo di parlare che la sua testa è tra le mani di lui pronto a toglierle il respiro.”

    I tempi verbali sono confusionari: “Si dirige sul retro dove uno steccato ricoperto di edera nascondeva i frigo del bar.”
    Passi dalla narrazione al passato a quella al presente, ed è straniante.

    La frase “Un bacio famelico ed erotico come loro” vorrebbe essere il climax di una tensione erotica che esplode proprio nel bacio, ma boh… che significa “come loro”? Che sono famelici ed erotici in quel momento o che lo sono come caratteristica generale dei personaggi? Questa cosa mi distrae dal bacio stesso, che dovrebbe essere in primo piano.

    A livello di economia delle informazioni, una sequenza come questa:
    “Non era poi così diverso dai soliti ragazzi con cui si era frequentata: tatuaggi, atletico, biondo, occhi azzurri, faccia da finto principe che nasconde la sua indole da paraculo.
    – Sono tutti uguali quelli con cui esci, che noia, è sempre la solita storia – Queste le parole del suo migliore amico, che le ritornavano sempre in mente ogni volta che si presentava un nuovo primo appuntamento”
    è ridondante: ribadisce lo stesso concetto per due volte.

    Infine… chi è quel Giuseppe a cui ha fatto la promessa? il migliore amico appena citato? L’avrei strutturato diversamente, magari anticipando il nome (se è un personaggio funzionale alla storia, altrimenti si potrebbe tagliare proprio).

    Che la prima parte prima della linea fosse un flashback nella testa della protagonista ho dovuto rileggere per capirlo…

    Sono sicura che se curi di più l’aspetto linguistico questa storia sarà molto interessante da leggere!

    Detto questo, voto per il capo, movimentiamo un po’ la scena prima di arrivare allo scontro vero e proprio fra rivali 🙂
    Alla prossima 🙂

  • Ciao, voto Filippo.
    Questo secondo capitolo è un bel passo avanti, un intrigante duetto alcolico ben condotto, e i personaggi si stagliano decisi sul fondo anonimo del bar.
    Ho trovato una piccola ripetizione “Glielo aveva detto con quel suo modo ironico di fare tutto suo, spavaldo e aggressivo.” Frutto certo di una veniale disattenzione.
    Il passaggio di tempo dal passato al presente nonostante la linea non è agevolissimo, meglio trovare un modo di scrittura non grafico per identificarlo o al più usare gli asterischi che tutti i lettori sanno ben interpretare.
    Andiamo bene, brava, vomplimenti
    Alla prossima!??

  • Ciao Gaia 🙂
    Innanzitutto benevenuta sul sito 🙂
    La storia e’ interessante anche perche’ da come l’hai descritta sembra un fatto relamente accaduto, a te o a qualcuno a te vicino , il che incuriosisce e allo stesso tempo ti mettera’ a dura prova 🙂
    Mi accodo a Fenderman con i complimenti e sicuramente ti ha dato dei consigli giustissimi 🙂
    Di mio posso aggiungerti due consigli fondamentali 🙂
    La storia ha del potenziale enorme ma la devi iniziare a curarla meglio 🙂 soffermati sui dettagli non frammentare (anche se capisco che e’ una scelta voluta da cio’ che stai descrivendo nella scena 🙂 ) rileggi la storia a voce alta prima di pubblicarla, senti come ti suona 🙂 mi piace? la pubblico . C’e’ qualcosa che posso migliorare per farla suonare meglio ? Si, allora si rivede il tutto un’atra volta 🙂 mettiti nei panni dei lettori che non sanno cosa tu hai nella testa 🙂 devono essere capaci di capire tutto subito se no il capitolo diventa difficile da leggere e non si coglie la profondita di esso 🙂
    Il secondo consiglio e’ quello piu’ importante che posso dare ai nuovi autori su the incipit 🙂 Questo sito non e’ un sito dove metti la tua storia e la gente ti legge , e’ una storia intyerattiva e percio’ devi costruirti i lettori 🙂 tutti abbiamo storie qua e cosi’ come a te fa piacere essere letta cosi’ lo fa a tutti. Percio’ comincia a leggere e commentare le storie degli autori sul sito ,non potra’ farti che bene . Molti autori qua scrivono davvero bene e’ possono solo essere presi come esempio se si vuole migliorare e crescere come scrittori 🙂
    Detto questo ho scelto che se ne fugge via 🙂 reandiamo le cose piu’ interessanti 🙂 mettiti in gioco e sperimenta 🙂 io ti seguo 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao GA
    Ti leggo per la prima volta, benvenuta.
    Introduzione che rimanda a trascorsi difficili, non facili da raccontare. Nel complesso te la sei cavata bene. Leggendo si respira la giusta atmosfera che prelude a nuovi turbamenti.
    Mi sento in obbligo tuttavia di segnalare una non sempre facile lettura, come se mancasse di scorrevolezza che mi ha costretto a rileggere alcuni passaggi. Nell’ultima parte c’è una successione di tempi verbali a mio avviso da rivedere e la prima parte invece è (certo volutamente) frammentata, questo contribuisce a dipingere a macchie il quadro che hai in testa, benissimo, forse però io lo avrei modellato in maniera meno decisa.
    Queste le mie impressioni, ti seguo perché la storia merita! Brava, ciaooo??

    • Ciao Fenderman,

      ti sono grata per il commento in cui mi hai lasciato spunti e appunti preziosi per la mia scrittura.
      Era il mio test di prova da esordiente e non vedo l’ora di andare avanti, sperando che il continuo della storia possa essere ancora meritevole.
      Faccio miei i tui consigli e mi auguro di vederti ancora qui a leggere il mio racconto.
      A presto,
      GA

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