Uno di noi

Dove eravamo rimasti?

Capitolo 2 Fiorella (100%)

Una fetta di groviera

– Certo – disse Uff risentito – non sono qui per giocare coi ragazzini, non è per questo che sono uscito di casa stamane, non è vero… Semmai per aver saldato l’affitto che mi deve, cara signora… signorina?
Viola imbarazzata dal cambio di tono usato dall’uomo cercò di rimediare.
– Non se l’abbia a male cavaliere, ma vede, Fiorella ha una fragilità che la rende permeabile, sa, a quei piccoli animaletti…
– I germi, vermi, germi, vermi – iniziò a dire Fiorellina ma la madre le tappò la bocca.
–…quelli che per noi sono del tutto innocui, e che, insomma, ci portiamo addosso. Lei, sa, è come una farfalla, è delicata, e al contatto si sciupa.
– Uhm – grugnì l’uomo – So, so, ho capito; però vedo che lei, non è vero, può toccarla…
– Io?… uh, io sì…, è vero, non ci avevo fatto caso. Ma, sa, io sono sua madre…
– Comunque non la toccherò, non ne vedo la ragione. Le ho detto quello che mi deve, non è vero, e dunque?
– …e, dunque?
– Intende pagarmi o preferisce essere sfrattata… signora?
– Pagare naturalmente, – diceva Viola mentre Fiorella si metteva a cantilenare: – sfrattata?, frittata, strappata, patata…
– Io pagherei, voglio, ripeto, si figuri, certo ma… non posso. Non ho denaro a sufficienza con me; ma se vuole avere la bontà di seguirmi a casa…
– Seguirla? Sta scherzando? Vuole che mi arrampichi, non è vero, fin sopra il tetto per quei quattro baiocchi che mi deve dare? Crede, perbacco, che non abbia niente di meglio da fare?
– Ah, capisco. Allora aspetterò. Magari poi cambierà idea. Del resto la capisco: tutte quelle scale!… Ma lo sa che lei è fortunato? Aver trovato infatti qualcuno disposto a prendersi cura di quella sua soffitta polverosa, lassù in cima, è stato un vero colpo di fortuna, vero Fiorellina?
– Sì, sì: fortuna, importuna, corcuma. Signore, vuoi essere uno di noi?
Curcuma, si dice curcuma amore mio; e il cavaliere è dei nostri, non è vero?
Uff fece una smorfia, Fiorella rise.
– La perdoni se ripete – si scusò Viola – la maestra vuole che reciti l’abecedario ogni volta che può.
– Ha, ecco! – disse lui guardando la bimba in tralice – ma, tornando a noi…
– Ah, certo. Giusto. Stavo dicendo: una vera fortuna! Sa quanti piccioni, e topi, e gabbiani ogni giorno questa creatura innocente deve combattere per… eroicamente difendere… la sua proprietà?
– Piccioni, picconi – ricominciava Fiorella, stavolta apparentemente distratta, lontana – pic, pic, pinguini, palloni.
Uff ne ebbe abbastanza. Il primo di Aprile si confermava essere uno di quei giorni in cui è meglio starsene a casa. L’affitto si può riscuotere anche il due o il tre, inutile stare lì a farsi prendere per il naso da due zanzare insopportabili senza un centesimo.
Si allontanò incupito, mentre al solito la primavera preparava uno scroscio di pioggia, lo faceva apposta per lui che era uscito di casa con l’ombrello e ora non l’aveva più; chissà dove l’aveva perduto. Anche Viola e Fiorella si avviarono verso casa.
Viola diceva: – Brava, amorino, sei stata bravissima. – mentre la piccola ripeteva:
– Vero, non è vero, vero…
Poi improvvisamente gridò: – Mamma, il suo ombrello! – E a quella parola cominciò a piovere.
– Il suo? – chiese Viola.
– Andiamo mamma, il poverino si bagnerà.
– Hai ragione anima mia, andiamo, corriamo.
Quello che accadde dopo il buon Uff se non lo avesse visto coi suoi occhi non lo avrebbe creduto.
In mezzo alla gente che scappava da tutte le parti la bimba con l’ombrello aperto letteralmente volava verso di lui, e la madre, una bambola di pezza con i capelli di saggina, le stava aggrappata, e sventolava come la bandiera di un bastimento.
– Eccoci qua cavaliere, ecco il suo ombrello. Si sta bagnando tutto! – disse la piccola aeronauta, mentre la mamma, fradicia, si ricomponeva.
– Grazie – disse Uff – ma, non è vero, ce l’avevate voi? Me lo avete rubato?
La bambola di pezza, la scopa di saggina, si incendiò di rabbia, ma la pioggia spense il fuoco, e allora l’unica cosa che riuscì a dire fu: – Andiamo piccola, questo grand’uomo è piccolo; così piccolo da essere piccolissimo, invisibile. Non ti curare di lui, naso a patata.
Uff, fuori di sé, non replicò, mentre il suo ombrello come niente si trasformava in un pezzo di groviera e l’acqua riprendeva a bagnargli la testona.
– Mamma, lo sai che le patate quando le bagni crescono, vero, non è vero? – disse giuliva Fiorella.
L’uomo stupì ancora di più, se possibile; si coprì il naso con la mano e tornò a camminare dopo aver gettato la groviera a terra.
Dopo tre passi si voltò e intimò:
– Preparate i soldi o la valigia. Ci vediamo molto presto.
La pioggia insisteva. Viola raccolse il formaggio che era tornato ombrello e coprì la bambina.
– Non l’ha voluto; chissà perché – disse mentre si avviavano verso casa.
– Forse perché il groviera ha i buchi? – disse Fiorella, e cominciarono a ridere così forte che il buon Aprile rise anche lui e smise di piangere sulle loro teste.
Arrivate che furono in fondo alle scale del palazzo Viola disse a Fiorella:
– Volin voletto?
– Certo mammina; tieniti forte.

Il prossimo capitolo

  • Le indie orientali (43%)
    43
  • Gli scalonauti (43%)
    43
  • La soffitta e i suoi abitanti (14%)
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85 Commenti

  • Ciao, il famoso battito d’ali di farfalla che sconvolge il mondo!!! Prima di oggi non ci credevo ma poi, dopo aver letto il tuo racconto, non potrò più dubitarne!!!
    Alla prossima e pazienta ancora un po’ per i miei ritardi cronici, ho quasi finito con i cartelloni per la mostra scout!!!

  • Ciao, Ottaviano.
    Anche con te, come con BlackCat, ho letto e dimenticato di commentare. Sono imperdonabile.
    Il finale è riuscito, ma non v’erano dubbi, e mi ha fatto tornare alla mente Jules Verne, per l’ingegnosità nella costruzione del testo fantastico e film (sempre tratti dalla penna di questo fantastico autore) come “Viaggio al Centro della terra” o anche “Il Giro del Mondo in Ottanta Giorni”.
    Molto coinvolgente, lo sei sempre. Colorato e spensierato, in questo momento che mi dici (e mi spiace molto leggerlo) non felice, riesci a donare un sorriso, un momento di svago in un mondo fantastico che si può vedere solo con gli occhi (e soprattutto attraverso la penna) di un autore bravo come te.
    Siamo tutti un po’ bambini, serve ricordarsi come fare e con questo racconto ce lo hai mostrato per dieci capitoli.
    Bravo, sempre e spero di sapere presto che le cose vanno meglio.

    Alla prossima!

  • Capitolo 10)

    E così si chiude un’altra bella storia.
    Come detto al capitolo 9, puoi cambiare improvvisamente scenario e non lasciare per niente perplessi! 🙂
    Si vede che ti sei divertito nella stesura di questa storia, si percepisce in ogni parola e risvolto di trama. Vivissimi complimenti!
    Hai lasciato anche una via a possibili seguiti, e sono certo che in futuro ti verrà qualche altra bella storia da raccontare con questi simpatici personaggi.
    Continua così, sei fortissimo!

    Per quanto riguarda le mie fiabe, grossomodo la storia la conosci, ma c’è di certo del materiale inedito e una trama principale più curata, anche grazie all’intervento di tutti i lettori e diversi cicli di revisione (si spera siano serviti!)
    Avevo letto in video il primo episodio della nuova storia, ma ho cancellato per sbaglio il file durante una fase di pulizia del pc…. Presto recupero anche il nuovo!

  • Ciao Ottaviano 🙂
    Che dire una bellissima fiaba adatta a qualsiasi età 🙂
    Alla fine anche il papà ha fatto una grande avventura quasi alla pari di quella di Fiorella 🙂
    Complimenti ci hai fatto sognare in un mondo fantastico che spero un giorno riprenderai 🙂
    Per il momento seguirò la storia del tuo alter ego Fenderman e attendo il tuo ritorno con nuovo materiale 🙂
    Alla Rinfusa!!! .:)

  • Quando si dice che il battito d’ali di una farfalla causa un uragano nell’altro capo del mondo! E qui ne abbiamo la prova lampante!
    CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! Ottima storia, ottimo finale, ottimo tutto! E questa va dritto di filato tra quelle da leggere e rileggere!

    che altro dire?

    ALLA RIFUNSA! 😀

  • Ciao!
    Come promesso ho recuperato i capitoli della tua storia che, ripeto, mi sarebbe davvero piaciuto “giocare”, se così possiamo dire.
    Come ho potuto constatare nei commenti non sono l’unico che avrebbe sudato freddo se fossi stata al posto della nostra Fiorella?
    Ho votato anche io per l’arrivo del Papà; siamo giunti alla fine, e mi piacerebbe conoscere anche lui.
    A presto!!

  • Capitolo 9)

    Siamo prevedibili? Punto anche io sul papà!

    Credo di avertelo detto quasi ogni volta ormai, ma invidio tantissimo la tua capacità di rendere tutto così leggero, divertente e coinvolgente. Potresti far cambiare improvvisamente scenario, e nessuno avrebbe assolutamente niente da dire. La scelta del nome mi ha divertito, al punto da essermi immaginato la scena proprio come in un cartone animato.
    Non mi pare di aver trovato niente fuori posto. Buona così!
    Aspetto l’ultimo capitolo, anche se questi personaggi potrebbero avere ancora tante altre avventure da vivere!
    Ho notato che Palmira è tornata! Vado a recuperare anche quello! 😀

    Alla prossima!

    • Ciao Giuseppe, io questa storia l’ho immaginata come un fumetto o un libro illustrato, di quelli che leggono gli scolaretti di prima elementare.
      Tu hai fatto ben altro e dovrò leggere il tuo libro, promesso!
      Scrivere questa fiaba mi ha addirittura gasato, ero, sono lei, con la mia piccola scopetta di saggina e volo con lei!?
      Grazie, come sempre…. Al finale, alla rinfusa!(ovviamente!)?

  • Arriva papà, e sono in buona compagnia!
    Ciao, Ottaviano.
    Un altro bel capitolo, colorato e pieno di magia. Non so che aggiungere, mi pare di dire sempre le stesse cose. Con te si torna un po’ bambini con gli occhi, e si cresce con la testa. Mi piace molto questa cosa, mi piacciono le personcine che nascono dalla tua fantasia e le creature, tutte proprio, che prendono vita ogni volta.
    Non so che dire, non so che aggiungere, buon fine settimana? Forse non basta, ma non lo so.
    Alla prossima!
    p.s. buon finale, anche quello.

    • Ciao Keziarica, grazie.
      Inventare questi piccoli personaggi è molto gratificante. Quando la fantasia non si pone limiti e tutto è lecito, scrivere è bellissimo. Sto cercando di sperimentare un uso un poco “improprio” di certo termini lessicali per trasmettere emozioni senza consumare troppo parole. Magari avremo modo di psrlarne in seguito. Su “Legàmi” potrai trovarne qualche piccola anticipazione. Niente di che, si gioca, però è divertente.
      Grazie ancora. Ciao??

  • Ciao, dove si può trovare l’ananasso per leggere nel pensiero? A volte ne avrei proprio bisogno!!! Boh, con la matematica me la sono sempre cavata, il problema delle tabelline non erano le tabelline in sé, ma le interrogazioni a bruciapelo. Che stress, il cervello mi andava in confusione totale!!!
    Ho votato per il papà, sono curiosa di vedere chi sia!!! Alla puntata finale.

  • Ciao Ottaviano 🙂
    Bello sto capitolo 🙂
    Hai ricreato l’enigma della sfinge in edizione scolastica 😀 io avrei fallito visto che di matematica non ne ho mai capito un tubero 😀 😀
    Beata Fiorella anche io vorrei un ananasso capace di interpretare i pensieri degli altri 🙂 o parlare qualsiasi lingua 🙂 peccato che esistano solo nelle favole 🙂
    E per il gran finale ho votato che arriva papa’ 🙂 il motivo per cui il viaggio e’ cominciato 🙂

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