Uno di noi

Dove eravamo rimasti?

E ora? Uff è un propulsore difficile (60%)

Una nave, una rosa e il pesce gatto

Fiorella, nel suo cantuccio rosa, con Darwin, lo scimmiotto di pezza, a cavalcioni sulle spalle, studiava il mappamondo, quello dove erano segnati con lo scotch blu tutti i porti toccati da papà. Era assorta; senza il gru-gru delle tortore avresti potuto sentire nella sua testolina lo sferragliare di mille treni carichi di parole; treni velocissimi che si incrociavano, prima di scontrarsi e diventare idee esplosive.
– Ehi, piccolina – disse mamma Viola – ti serve un propulsore hai detto. Ma davvero pensi di trovarlo?
– Ma io ce l’ho già – disse senza scomporsi la pensatrice – il poblema, pro-blema, è convincerlo.
– Hum… Vuoi pescarlo come un grosso-grosso pesce gatto? – Il profilo esile di Viola era adesso proteso in avanti, (il suo nasino a spillo avrebbe bucato un palloncino), mentre con le dita si lisciava i lunghi, lunghi baffi che non aveva.
Fiorella annuì.
– Ah, ma allora ci vuole un’esca, non ti basterà una letterina dei gemelli Fortzaimer.
– No? Loro sono bravi sai!? Scriveranno a Uff che vogliamo tutti pagare l’affitto.
– Ah, ecco… tutti!? Ottimo piano. Ma una volta che sarà qui, che farete?
– Niente. Sarà lui a chiederci di partire.
– Davvero? Beh, allora…
– Certo… Io ho una sorpresa-sorpresona per “Naso A Patata”, vero Darwin? – concluse la piccola smorfiosetta, tenera cospiratrice.
*
La letterina un po’ sgrammaticata dei gemelli Fortzaimer in breve fu pronta.
Poche parole per dire a Uff che era atteso a riscuotere l’affitto. Firmato: “Il palazzo”. Recapitata in giornata, fece uno strano effetto all’omone, che, pur convinto che fosse l’ennesima presa in giro, decise di andare a vedere, ché non andare sarebbe stato quantomeno inutile.
– Ragazzi – proclamava Fiorella Garibaldi all’assemblea degli scalonauti – siamo in ballo. Domandona: chi di voi conosce l’origine della zucca? E chi produce più zucche al mondo? Ve lo dico io.
– Io voglio indovinare – gridò Cirillo alzando la mano – mio nonno. Fa delle zucche grandi così.
Tutti risero tranne lui, e Fiorella:
– Sbagliato!, è la Cina. Ma l’hanno inventata in India. Capito? Ho detto India!
– Capirai che “invenzione” – disse un altro, svogliato – che ce ne importa?
– Ci importa perché è così che conquisteremo il nostro propulsore. Viva la zucca, mucca, puzza, zuppa…
*
Venne la sera prima dell’appuntamento con Uff. La generalessa era a nanna, ma Viola non riusciva a dormire. Ora che stava per succedere davvero, le dispiaceva lasciare lo scomodo, caldo, freddo, angusto nido sotto il tetto.
E i piccioni? Qualcuno si sarebbe chiesto: Viola, che succede, gru-gru, te ne vai?

I ragazzini avevano fatto una colletta e avevano comperato tutti i bruscolini che erano riusciti a trovare. Poi avevano riempito dei sacchi di iuta con la carta e sopra avevano steso uno spesso strato di quei semi.
I sacchi li avevano caricati su un vecchio carro di carnevale abbandonato nella rimessa, una nave pirata con ali di cicogna al posto delle vele, che sfoggiava a prua, come polena, una testa di tacchino su un lungo collo da dinosauro.
Il carro era giallo, arancio, verde di bandierine senza vento stanche di riposare; boccaporti e oblò per affacciarsi e fare le boccacce; cannoni di cartapesta da cavalcare, e corde, tante corde per fare Tarzan. Era appartenuto proprio a Uff che lo aveva lasciato lì e mai più considerato, specie da quando vedeva il mondo in bianco-nero.
Ora coi suoi falsi sacchi di semi era un capolavoro di trappola per il “topone goloso” che i bambini volevano coinvolgere nel loro spericolato progetto.
– Ma un propulsore cos’è? – chiedeva uno di quelli – E perché proprio quel ciccione antipatico ci dobbiamo portare appresso?
– Perché sì – rispose Fiorella – perché un propulsore è un propulsore, e lui lo è. Non lo sa, ma è speciale, e da domani sarà il nostro eroe. Mi raccomando: che non vi salti in testa di contraddirlo altrimenti ve la vedrete con me; e io, lo sapete sono super-spietata.
Tutti risero di cuore alla battuta; tutti tranne Cirillo, che essendo più piccolo di lei, era abituato a prenderla fin troppo sul serio.
*
Uff quando vide la porta della rimessa aperta si avvicinò curioso; e quando fu lì quello che vide fu una dozzina di ragazzini arrampicati sul suo carro. Ognuno aveva una cosa in mano: una bambola, una pistola ad acqua, un barattolo di nutella o un pallone.
In fondo c’era pure qualcun altro: una a lui ben nota coppia di scope di saggina, madre e figlia.
Come l’altra volta la piccola irradiava una luce tutta sua. Era come immersa in una bolla colorata: in mezzo al grigio era una rosa rossa che si avvicinava galleggiando sull’acqua. Aveva le mani dietro la schiena, ma poi le portò davanti mostrando un paio di occhialini tondi dorati.
Li porse a lui, e lui, pur reticente li indossò, per essere subito proiettato in un mondo nuovo.
I ragazzini e il suo vecchio carro di carnevale erano gli stessi, ma tutto era diverso, straordinariamente vestito d’arcobaleno.
Vide i semi di zucca, salì a bordo, pensò bene, guardò alla platea sospesa… e disse:
– Cos’è questa pagliacciata?

E ora, come superare l'impasse?

  • Uff sta scherzando (0%)
    0
  • Ci pensa Garibaldi (40%)
    40
  • Con un aiuto inaspettato (60%)
    60
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85 Commenti

  • Ciao, il famoso battito d’ali di farfalla che sconvolge il mondo!!! Prima di oggi non ci credevo ma poi, dopo aver letto il tuo racconto, non potrò più dubitarne!!!
    Alla prossima e pazienta ancora un po’ per i miei ritardi cronici, ho quasi finito con i cartelloni per la mostra scout!!!

  • Ciao, Ottaviano.
    Anche con te, come con BlackCat, ho letto e dimenticato di commentare. Sono imperdonabile.
    Il finale è riuscito, ma non v’erano dubbi, e mi ha fatto tornare alla mente Jules Verne, per l’ingegnosità nella costruzione del testo fantastico e film (sempre tratti dalla penna di questo fantastico autore) come “Viaggio al Centro della terra” o anche “Il Giro del Mondo in Ottanta Giorni”.
    Molto coinvolgente, lo sei sempre. Colorato e spensierato, in questo momento che mi dici (e mi spiace molto leggerlo) non felice, riesci a donare un sorriso, un momento di svago in un mondo fantastico che si può vedere solo con gli occhi (e soprattutto attraverso la penna) di un autore bravo come te.
    Siamo tutti un po’ bambini, serve ricordarsi come fare e con questo racconto ce lo hai mostrato per dieci capitoli.
    Bravo, sempre e spero di sapere presto che le cose vanno meglio.

    Alla prossima!

  • Capitolo 10)

    E così si chiude un’altra bella storia.
    Come detto al capitolo 9, puoi cambiare improvvisamente scenario e non lasciare per niente perplessi! 🙂
    Si vede che ti sei divertito nella stesura di questa storia, si percepisce in ogni parola e risvolto di trama. Vivissimi complimenti!
    Hai lasciato anche una via a possibili seguiti, e sono certo che in futuro ti verrà qualche altra bella storia da raccontare con questi simpatici personaggi.
    Continua così, sei fortissimo!

    Per quanto riguarda le mie fiabe, grossomodo la storia la conosci, ma c’è di certo del materiale inedito e una trama principale più curata, anche grazie all’intervento di tutti i lettori e diversi cicli di revisione (si spera siano serviti!)
    Avevo letto in video il primo episodio della nuova storia, ma ho cancellato per sbaglio il file durante una fase di pulizia del pc…. Presto recupero anche il nuovo!

  • Ciao Ottaviano 🙂
    Che dire una bellissima fiaba adatta a qualsiasi età 🙂
    Alla fine anche il papà ha fatto una grande avventura quasi alla pari di quella di Fiorella 🙂
    Complimenti ci hai fatto sognare in un mondo fantastico che spero un giorno riprenderai 🙂
    Per il momento seguirò la storia del tuo alter ego Fenderman e attendo il tuo ritorno con nuovo materiale 🙂
    Alla Rinfusa!!! .:)

  • Ciao!
    Come promesso ho recuperato i capitoli della tua storia che, ripeto, mi sarebbe davvero piaciuto “giocare”, se così possiamo dire.
    Come ho potuto constatare nei commenti non sono l’unico che avrebbe sudato freddo se fossi stata al posto della nostra Fiorella?
    Ho votato anche io per l’arrivo del Papà; siamo giunti alla fine, e mi piacerebbe conoscere anche lui.
    A presto!!

  • Capitolo 9)

    Siamo prevedibili? Punto anche io sul papà!

    Credo di avertelo detto quasi ogni volta ormai, ma invidio tantissimo la tua capacità di rendere tutto così leggero, divertente e coinvolgente. Potresti far cambiare improvvisamente scenario, e nessuno avrebbe assolutamente niente da dire. La scelta del nome mi ha divertito, al punto da essermi immaginato la scena proprio come in un cartone animato.
    Non mi pare di aver trovato niente fuori posto. Buona così!
    Aspetto l’ultimo capitolo, anche se questi personaggi potrebbero avere ancora tante altre avventure da vivere!
    Ho notato che Palmira è tornata! Vado a recuperare anche quello! 😀

    Alla prossima!

    • Ciao Giuseppe, io questa storia l’ho immaginata come un fumetto o un libro illustrato, di quelli che leggono gli scolaretti di prima elementare.
      Tu hai fatto ben altro e dovrò leggere il tuo libro, promesso!
      Scrivere questa fiaba mi ha addirittura gasato, ero, sono lei, con la mia piccola scopetta di saggina e volo con lei!?
      Grazie, come sempre…. Al finale, alla rinfusa!(ovviamente!)?

  • Arriva papà, e sono in buona compagnia!
    Ciao, Ottaviano.
    Un altro bel capitolo, colorato e pieno di magia. Non so che aggiungere, mi pare di dire sempre le stesse cose. Con te si torna un po’ bambini con gli occhi, e si cresce con la testa. Mi piace molto questa cosa, mi piacciono le personcine che nascono dalla tua fantasia e le creature, tutte proprio, che prendono vita ogni volta.
    Non so che dire, non so che aggiungere, buon fine settimana? Forse non basta, ma non lo so.
    Alla prossima!
    p.s. buon finale, anche quello.

    • Ciao Keziarica, grazie.
      Inventare questi piccoli personaggi è molto gratificante. Quando la fantasia non si pone limiti e tutto è lecito, scrivere è bellissimo. Sto cercando di sperimentare un uso un poco “improprio” di certo termini lessicali per trasmettere emozioni senza consumare troppo parole. Magari avremo modo di psrlarne in seguito. Su “Legàmi” potrai trovarne qualche piccola anticipazione. Niente di che, si gioca, però è divertente.
      Grazie ancora. Ciao??

  • Ciao, dove si può trovare l’ananasso per leggere nel pensiero? A volte ne avrei proprio bisogno!!! Boh, con la matematica me la sono sempre cavata, il problema delle tabelline non erano le tabelline in sé, ma le interrogazioni a bruciapelo. Che stress, il cervello mi andava in confusione totale!!!
    Ho votato per il papà, sono curiosa di vedere chi sia!!! Alla puntata finale.

  • Ciao Ottaviano 🙂
    Bello sto capitolo 🙂
    Hai ricreato l’enigma della sfinge in edizione scolastica 😀 io avrei fallito visto che di matematica non ne ho mai capito un tubero 😀 😀
    Beata Fiorella anche io vorrei un ananasso capace di interpretare i pensieri degli altri 🙂 o parlare qualsiasi lingua 🙂 peccato che esistano solo nelle favole 🙂
    E per il gran finale ho votato che arriva papa’ 🙂 il motivo per cui il viaggio e’ cominciato 🙂

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