Uno di noi

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo scegli un tema: Acqua (67%)

Mare

– Mamma guarda!
Era l’alba; Fiorella, dal ponte di coperta indicava col ditino, come se lo spettacolo non fosse di per sé evidente.
Viola la stringeva al fianco, pungendola con il corpo ossuto. Volutamente non parlò, non replicò; da mamma affettuosa non voleva intaccare quel moto di meraviglia. Essere lì con sua figlia al cospetto di una magia era un privilegio, un incanto da non turbare. Era in momenti come quello che sentiva di poter pizzicare la coda di una sempre fuggevole felicità.
Garibaldi, dal canto suo, era rapita, preda di un confuso, appagante piacere. Sorrise. Chissà se, e quanto colse di quell’intimo sentore.

Dalla sua quota la nave poteva già godere dell’abbraccio del sole; in basso, invece, la costa era ancora in ombra. Sulle spiagge si potevano vedere i gabbiani, puntini bianchi sulla sabbia scura; qualche barchetta da pesca tirava già le reti; un faro solitario, esaurita la carica vitale, tornava a vivacchiare, era un fiammifero spento.
– Cosa c’è laggiù? – chiese Fiorella. – Dove siamo?
– Siamo sul tacco dello stivale…
– La Puglia! Quella gialla?
– Brava!
– Ma non è così gialla da qui. Perché, mamma, è sempre gialla?
– Non so, a volte è anche verde…. però è vero, chissà perché. Forse è per il grano, per le vigne, o perché è sempre assolata e calda.
– Scendiamo un pochino per vedere da vicino?
– Uhm, potremmo parlarne con il cavalier Lieto.
– Uffa, uff!– Il finto moto di stizza di Fiorella finì in risata, mentre correva dal “capo” che stava al timone.
Uff dapprima l’ascoltò distratto, ancora metabolizzava l’accaduto, poi disse sì e promise di accontentarla.

Più tardi prima di iniziare la lenta discesa, la terra sotto di loro era tutta bagnata di una luce verticale, potente.
Era un giorno di festa, c’era molta gente per le strade, tutti stavano col naso in su.
Dalla piazza davanti a una chiesa la folla liberò una moltitudine di palloncini colorati, che investì la nave.
I bambini eccitati e felici, correvano ad agguantarli per legarli un po’ dappertutto; e presto da prua a poppa tutto fu vestito a festa.
L’ultima immagine da serbare di quella terra prima di riprendere quota, fu quella di certe suorine che stavano chine, tutte intente a raccogliere i piccoli frutti da un cuscino di capperi sugli scogli assolati, in una corona di fichi d’india, spuma bianca, e qua e là, nobilissimi fiori d’aglio su una gamba sola.
Da lì in poi era solo mare: c’era l’azzurro, sopra e sotto; e, in mezzo, c’era la nave: un arlecchino composito, cangiante e rumoroso; una allegra, spettinata Cenerentola prima di mezzanotte.

Quando la costa Africana già si profilava all’orizzonte, improvvisa si palesò una minaccia.
Un nugolo di gabbiani sfrontati accerchiò la nave puntando decisa ai piccioni e alle piccole tortore che la sostenevano.
La vita loro e il volo erano in pericolo.
I bambini fecero il possibile per respingerli, ma servì a poco; ci voleva un’idea.
Uff che scrutava il mare vide una via di scampo.
Chiamò il suo vice, Garibaldi, e indicò una piccola isola, poco più di uno scoglio su cui si poteva scendere e organizzare una difesa.
Fiorella subito ordinò la ritirata di tutti colombi, che si andarono a rifugiare sopra e sotto coperta, mentre la nave perdeva rapidamente quota, e la piccola isola diventava sempre più grande.
L’atterraggio fu un capolavoro di grazia maldestra. Uff perse l’appoggio e rotolò sul ponte, stremato, nella gazzarra operosa di bambini e piccioni che saltavano come locuste ubriache da tutte le parti, tutte rigorosamente sbagliate.
I gabbiani intorno alla nave erano tantissimi, troppi per la ciurma imberbe e disarmata, che, oltretutto, non aveva nessuna voglia di vedere qualcuno, di qua o di là delle murate, rimetterci le penne.
– Dovremmo parlare con loro – disse Fiorella.
– E come? – disse Cirillo.
– Facile: ognuno di noi proverà, vediamo chi riesce.
Viola era confusa: “Per questi nanetti” pensò “tutto è gioco! Spero di non averli messi nei guai.”
– Comincia tu – disse Fiorella a uno che s’era messo in fila.
Da quel momento si fece uso di varie tecniche, tutte sbagliate. I gabbiani, “Ahou!, Ahou!”, sembravano divertirsi molto a quel teatro, ma non capivano niente di quello che si andava argomentando. La speranza sfumava…
Poi Fiorella pensò una cosa ovvia:
– Uff, senti qua: non possiamo volare, ok; ma cosa ci impedisce di navigare?
L’omone pensò, poi sorrise.
– Dovevo pensarci io – disse – Proviamo.
Tutti i bimbi si prepararono a far esplodere i palloncini per infastidire i gabbiani.
Pochi piccioni, quelli indispensabili, ricevettero una dose doppia di bruscolini atomici, e, al via, nel caos degli scoppi, portarono la nave ad approcciare il mare.
Ne uscirono stremati ma felici. La nave galleggiava.
– Si parte! – gridò Fiorella.
Salì in alto, come era solita fare con le scale di casa, fino alla cima dell’albero maestro, e lanciò il suo grido di guerra:
– Alla rinfusa!
Viola sorrise intenerita: – Riscossa amore mio, si dice riscossa.
I magnifici bulletti dalle zampe palmate si dispersero… poi alcuni tornarono indietro.

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85 Commenti

  • Ciao, il famoso battito d’ali di farfalla che sconvolge il mondo!!! Prima di oggi non ci credevo ma poi, dopo aver letto il tuo racconto, non potrò più dubitarne!!!
    Alla prossima e pazienta ancora un po’ per i miei ritardi cronici, ho quasi finito con i cartelloni per la mostra scout!!!

  • Ciao, Ottaviano.
    Anche con te, come con BlackCat, ho letto e dimenticato di commentare. Sono imperdonabile.
    Il finale è riuscito, ma non v’erano dubbi, e mi ha fatto tornare alla mente Jules Verne, per l’ingegnosità nella costruzione del testo fantastico e film (sempre tratti dalla penna di questo fantastico autore) come “Viaggio al Centro della terra” o anche “Il Giro del Mondo in Ottanta Giorni”.
    Molto coinvolgente, lo sei sempre. Colorato e spensierato, in questo momento che mi dici (e mi spiace molto leggerlo) non felice, riesci a donare un sorriso, un momento di svago in un mondo fantastico che si può vedere solo con gli occhi (e soprattutto attraverso la penna) di un autore bravo come te.
    Siamo tutti un po’ bambini, serve ricordarsi come fare e con questo racconto ce lo hai mostrato per dieci capitoli.
    Bravo, sempre e spero di sapere presto che le cose vanno meglio.

    Alla prossima!

  • Capitolo 10)

    E così si chiude un’altra bella storia.
    Come detto al capitolo 9, puoi cambiare improvvisamente scenario e non lasciare per niente perplessi! 🙂
    Si vede che ti sei divertito nella stesura di questa storia, si percepisce in ogni parola e risvolto di trama. Vivissimi complimenti!
    Hai lasciato anche una via a possibili seguiti, e sono certo che in futuro ti verrà qualche altra bella storia da raccontare con questi simpatici personaggi.
    Continua così, sei fortissimo!

    Per quanto riguarda le mie fiabe, grossomodo la storia la conosci, ma c’è di certo del materiale inedito e una trama principale più curata, anche grazie all’intervento di tutti i lettori e diversi cicli di revisione (si spera siano serviti!)
    Avevo letto in video il primo episodio della nuova storia, ma ho cancellato per sbaglio il file durante una fase di pulizia del pc…. Presto recupero anche il nuovo!

  • Ciao Ottaviano 🙂
    Che dire una bellissima fiaba adatta a qualsiasi età 🙂
    Alla fine anche il papà ha fatto una grande avventura quasi alla pari di quella di Fiorella 🙂
    Complimenti ci hai fatto sognare in un mondo fantastico che spero un giorno riprenderai 🙂
    Per il momento seguirò la storia del tuo alter ego Fenderman e attendo il tuo ritorno con nuovo materiale 🙂
    Alla Rinfusa!!! .:)

  • Quando si dice che il battito d’ali di una farfalla causa un uragano nell’altro capo del mondo! E qui ne abbiamo la prova lampante!
    CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! Ottima storia, ottimo finale, ottimo tutto! E questa va dritto di filato tra quelle da leggere e rileggere!

    che altro dire?

    ALLA RIFUNSA! 😀

  • Ciao!
    Come promesso ho recuperato i capitoli della tua storia che, ripeto, mi sarebbe davvero piaciuto “giocare”, se così possiamo dire.
    Come ho potuto constatare nei commenti non sono l’unico che avrebbe sudato freddo se fossi stata al posto della nostra Fiorella?
    Ho votato anche io per l’arrivo del Papà; siamo giunti alla fine, e mi piacerebbe conoscere anche lui.
    A presto!!

  • Capitolo 9)

    Siamo prevedibili? Punto anche io sul papà!

    Credo di avertelo detto quasi ogni volta ormai, ma invidio tantissimo la tua capacità di rendere tutto così leggero, divertente e coinvolgente. Potresti far cambiare improvvisamente scenario, e nessuno avrebbe assolutamente niente da dire. La scelta del nome mi ha divertito, al punto da essermi immaginato la scena proprio come in un cartone animato.
    Non mi pare di aver trovato niente fuori posto. Buona così!
    Aspetto l’ultimo capitolo, anche se questi personaggi potrebbero avere ancora tante altre avventure da vivere!
    Ho notato che Palmira è tornata! Vado a recuperare anche quello! 😀

    Alla prossima!

    • Ciao Giuseppe, io questa storia l’ho immaginata come un fumetto o un libro illustrato, di quelli che leggono gli scolaretti di prima elementare.
      Tu hai fatto ben altro e dovrò leggere il tuo libro, promesso!
      Scrivere questa fiaba mi ha addirittura gasato, ero, sono lei, con la mia piccola scopetta di saggina e volo con lei!?
      Grazie, come sempre…. Al finale, alla rinfusa!(ovviamente!)?

  • Arriva papà, e sono in buona compagnia!
    Ciao, Ottaviano.
    Un altro bel capitolo, colorato e pieno di magia. Non so che aggiungere, mi pare di dire sempre le stesse cose. Con te si torna un po’ bambini con gli occhi, e si cresce con la testa. Mi piace molto questa cosa, mi piacciono le personcine che nascono dalla tua fantasia e le creature, tutte proprio, che prendono vita ogni volta.
    Non so che dire, non so che aggiungere, buon fine settimana? Forse non basta, ma non lo so.
    Alla prossima!
    p.s. buon finale, anche quello.

    • Ciao Keziarica, grazie.
      Inventare questi piccoli personaggi è molto gratificante. Quando la fantasia non si pone limiti e tutto è lecito, scrivere è bellissimo. Sto cercando di sperimentare un uso un poco “improprio” di certo termini lessicali per trasmettere emozioni senza consumare troppo parole. Magari avremo modo di psrlarne in seguito. Su “Legàmi” potrai trovarne qualche piccola anticipazione. Niente di che, si gioca, però è divertente.
      Grazie ancora. Ciao??

  • Ciao, dove si può trovare l’ananasso per leggere nel pensiero? A volte ne avrei proprio bisogno!!! Boh, con la matematica me la sono sempre cavata, il problema delle tabelline non erano le tabelline in sé, ma le interrogazioni a bruciapelo. Che stress, il cervello mi andava in confusione totale!!!
    Ho votato per il papà, sono curiosa di vedere chi sia!!! Alla puntata finale.

  • Ciao Ottaviano 🙂
    Bello sto capitolo 🙂
    Hai ricreato l’enigma della sfinge in edizione scolastica 😀 io avrei fallito visto che di matematica non ne ho mai capito un tubero 😀 😀
    Beata Fiorella anche io vorrei un ananasso capace di interpretare i pensieri degli altri 🙂 o parlare qualsiasi lingua 🙂 peccato che esistano solo nelle favole 🙂
    E per il gran finale ho votato che arriva papa’ 🙂 il motivo per cui il viaggio e’ cominciato 🙂

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