Uno di noi

Dove eravamo rimasti?

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Il circo

– La mattina devi avere il sole in faccia, e il pomeriggio lasciartelo alle spalle. – Queste le istruzioni di Uff a Fiorella e Viola prima di ritirarsi, vittima del mal di mare.
Le due lo compatirono e si adeguarono puntando dritto all’Egitto e alle piramidi.
– Risaliremo il Nilo… – disse Viola.
– E ci faremo un sacco di risate! – puntualizzò Fiorella.
– Per cosa?
– Non lo so, lo sento!
– Credi davvero? Io invece penso che non ce la faremo mai…
– Perché? Che succede mammina?
– Hai visto il cavaliere? Sta diventando blu. Questo capita quando la dieta di semi comincia a impoverire.
– Ah, dobbiamo fare rifornimento? Il pieno di semi?
– Si, qui però c’è solo mare.
– E se provassimo a volare di nuovo?
– Senza di lui? No-o. E poi non c’è cibo abbastanza, neanche per i piccioni.
– Ora abbiamo i gabbiani…
– Quelli? Vatti a fidare! No, ci vuole un’idea.
– Beh potrei farlo io, ma tu dirai no, grazie!, è vero?
– E che puoi fare tu, piccola mia?
– Non so, però…
– Hai indovinato: non ti lascerò andare.
– E allora vieni con me! Partiamo subito. Il capo dei piccioni, Piumetta, verrà con noi; lui sa dove trovare i semi.
– Uhm, sembrerà una fuga.
– No, se parlerai con Uff.

Uff non la prese bene, temeva per sé, ma pure per la ciurma. Pretese allora che Viola restasse a bordo, del resto, disse, non sarebbe stata un aiuto per sua figlia, semmai un peso e un freno.

Piumetta era pronto. Era un piccione svelto, di rapina, uno di quelli sorretti da un istinto predatorio che non lasciano scampo alla pur minima briciola. Per un pugno di bruscolini era pronto a sfidare un drago.
Partì; volava veloce, e ogni tanto si voltava per controllare che Fiorella ci fosse ancora.
A poche miglia dalla costa di Creta si buttò in picchiata: aveva trovato i semi?
I semi c’erano. C’era una nave da carico, ne era piena. Stavano insieme a soia, girasole, miglio e tant’altra di quella roba lì.
– Non fate domande prego – disse Fiorella ai marinai allibiti – diteci solo cosa volete in cambio di die…, ven…, tren… cento chili di semi.
– Cento chili? – Il comandante, un omino coi baffoni da scimmia del Tamarin, rise. – Mi basta sapere da dove siete spuntati e ve li regalo.
Fiorella non poteva crederci. Raccontò tutto della sua avventura, e quello, eccitato e divertito, mutò la rotta per intercettare la nave degli scugnizzi.
– Incroceremo nel pomeriggio, pronti i semi, pronti tutti – disse divertito.
Subito dopo come fosse a prua del Titanic, il generale Garibaldi con le braccine aperte tagliava l’ombra dell’Occidente ancora addormentato inseguita dalla luce tenue di un’alba cretese.
Tutto troppo facile. L’alba cretese spingeva, ok, ma lei… cominciava a fiutare un inganno.
*
Quello che venne dopo fu un abbordaggio piratesco. I “marinai” cretesi presero la nave dei sogni e la tramutarono nel vascello degli incubi.
Tutti gli occupanti furono bloccati e portati sulla costa cirenaica, per essere rinchiusi in una sorta di serraglio-prigione in attesa di un riscatto.
I bambini più piccoli piangevano, mentre altri studiavano improbabili piani di fuga, e i restanti semplicemente aspettavano. Nessuno tuttavia fu mai sfiorato dall’idea di tornare indietro. Quello era solo un piccolo intoppo in un viaggio appena cominciato.
Fortuna volle che passasse da quelle parti uno strampalato, colorato circo anch’esso in viaggio, anch’esso prigioniero di un sogno senza approdo sicuro, eppure fatto di gente calda, viva e generosa. E fu generoso il direttore, Cam, un etiope allampanato innamorato di cose italiane, che per una sera intorno al fuoco con Fiorella e i suoi piccoli amici avrebbe pagato qualsiasi cifra.
E allora pagò, e quella settimana i circensi rinunciarono al salario, e fecero festa quando i nostri amici furono liberati, e pronti per ripartire.
– Tra due giorni saremo nel delta, risaliremo il Nilo e poi… arriveremo a casa. L’Etiopia vi stupirà; potrete restare, ma anche proseguire, se vorrete, verso le Indie.
– Hai visto mamma? – disse Fiorella – Risaliremo il Nilo, te l’avevo detto. E ci faremo un sacco di risate; i clown del nostro circo sono mo-olto divertenti; e poi c’è Piri-piri!
Tra le attrazioni del circo c’era un serpentello nato e cresciuto in un campo di peperoncino piri-piri, che, assaggia oggi, assaggia domani, aveva maturato la capacità di rendere oltremodo piccante e infuocato tutto quello che sfiorava.
Fiorella ne era incantata, adorava sentirlo ripetere la sua storiella:
– Sono utile in cucina, o nel letto per dispetto, sul boccale del beone, sulle labbra del bugiardo, nelle tasche e sul denaro del ladrone e dell’avaro, son piccante, impertinente; ai cattivi coi bambini non do scampo, non do niente.
Viola era preoccupata: la sua piccolina con quella vipera, poteva fare la fine di Cleopatra?
Qualche giorno dopo sul Nilo c’era calma piatta, e troppo sole.
Fiorella s’era nascosta in un cantuccio, e non era sola; stava con Piri-piri acciambellato in grembo, che, sputacchiando fra i dentini aguzzi qualche esse di troppo, contava e ricontava certe piccanti storie.

Nel prossimo capitolo

  • Una insolita farfalla ‘poligrotta’ (67%)
    67
  • Altopiano va lontano (0%)
    0
  • Cose puzzolenti (33%)
    33
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85 Commenti

  • Ciao, il famoso battito d’ali di farfalla che sconvolge il mondo!!! Prima di oggi non ci credevo ma poi, dopo aver letto il tuo racconto, non potrò più dubitarne!!!
    Alla prossima e pazienta ancora un po’ per i miei ritardi cronici, ho quasi finito con i cartelloni per la mostra scout!!!

  • Ciao, Ottaviano.
    Anche con te, come con BlackCat, ho letto e dimenticato di commentare. Sono imperdonabile.
    Il finale è riuscito, ma non v’erano dubbi, e mi ha fatto tornare alla mente Jules Verne, per l’ingegnosità nella costruzione del testo fantastico e film (sempre tratti dalla penna di questo fantastico autore) come “Viaggio al Centro della terra” o anche “Il Giro del Mondo in Ottanta Giorni”.
    Molto coinvolgente, lo sei sempre. Colorato e spensierato, in questo momento che mi dici (e mi spiace molto leggerlo) non felice, riesci a donare un sorriso, un momento di svago in un mondo fantastico che si può vedere solo con gli occhi (e soprattutto attraverso la penna) di un autore bravo come te.
    Siamo tutti un po’ bambini, serve ricordarsi come fare e con questo racconto ce lo hai mostrato per dieci capitoli.
    Bravo, sempre e spero di sapere presto che le cose vanno meglio.

    Alla prossima!

  • Capitolo 10)

    E così si chiude un’altra bella storia.
    Come detto al capitolo 9, puoi cambiare improvvisamente scenario e non lasciare per niente perplessi! 🙂
    Si vede che ti sei divertito nella stesura di questa storia, si percepisce in ogni parola e risvolto di trama. Vivissimi complimenti!
    Hai lasciato anche una via a possibili seguiti, e sono certo che in futuro ti verrà qualche altra bella storia da raccontare con questi simpatici personaggi.
    Continua così, sei fortissimo!

    Per quanto riguarda le mie fiabe, grossomodo la storia la conosci, ma c’è di certo del materiale inedito e una trama principale più curata, anche grazie all’intervento di tutti i lettori e diversi cicli di revisione (si spera siano serviti!)
    Avevo letto in video il primo episodio della nuova storia, ma ho cancellato per sbaglio il file durante una fase di pulizia del pc…. Presto recupero anche il nuovo!

  • Ciao Ottaviano 🙂
    Che dire una bellissima fiaba adatta a qualsiasi età 🙂
    Alla fine anche il papà ha fatto una grande avventura quasi alla pari di quella di Fiorella 🙂
    Complimenti ci hai fatto sognare in un mondo fantastico che spero un giorno riprenderai 🙂
    Per il momento seguirò la storia del tuo alter ego Fenderman e attendo il tuo ritorno con nuovo materiale 🙂
    Alla Rinfusa!!! .:)

  • Ciao!
    Come promesso ho recuperato i capitoli della tua storia che, ripeto, mi sarebbe davvero piaciuto “giocare”, se così possiamo dire.
    Come ho potuto constatare nei commenti non sono l’unico che avrebbe sudato freddo se fossi stata al posto della nostra Fiorella?
    Ho votato anche io per l’arrivo del Papà; siamo giunti alla fine, e mi piacerebbe conoscere anche lui.
    A presto!!

  • Capitolo 9)

    Siamo prevedibili? Punto anche io sul papà!

    Credo di avertelo detto quasi ogni volta ormai, ma invidio tantissimo la tua capacità di rendere tutto così leggero, divertente e coinvolgente. Potresti far cambiare improvvisamente scenario, e nessuno avrebbe assolutamente niente da dire. La scelta del nome mi ha divertito, al punto da essermi immaginato la scena proprio come in un cartone animato.
    Non mi pare di aver trovato niente fuori posto. Buona così!
    Aspetto l’ultimo capitolo, anche se questi personaggi potrebbero avere ancora tante altre avventure da vivere!
    Ho notato che Palmira è tornata! Vado a recuperare anche quello! 😀

    Alla prossima!

    • Ciao Giuseppe, io questa storia l’ho immaginata come un fumetto o un libro illustrato, di quelli che leggono gli scolaretti di prima elementare.
      Tu hai fatto ben altro e dovrò leggere il tuo libro, promesso!
      Scrivere questa fiaba mi ha addirittura gasato, ero, sono lei, con la mia piccola scopetta di saggina e volo con lei!?
      Grazie, come sempre…. Al finale, alla rinfusa!(ovviamente!)?

  • Arriva papà, e sono in buona compagnia!
    Ciao, Ottaviano.
    Un altro bel capitolo, colorato e pieno di magia. Non so che aggiungere, mi pare di dire sempre le stesse cose. Con te si torna un po’ bambini con gli occhi, e si cresce con la testa. Mi piace molto questa cosa, mi piacciono le personcine che nascono dalla tua fantasia e le creature, tutte proprio, che prendono vita ogni volta.
    Non so che dire, non so che aggiungere, buon fine settimana? Forse non basta, ma non lo so.
    Alla prossima!
    p.s. buon finale, anche quello.

    • Ciao Keziarica, grazie.
      Inventare questi piccoli personaggi è molto gratificante. Quando la fantasia non si pone limiti e tutto è lecito, scrivere è bellissimo. Sto cercando di sperimentare un uso un poco “improprio” di certo termini lessicali per trasmettere emozioni senza consumare troppo parole. Magari avremo modo di psrlarne in seguito. Su “Legàmi” potrai trovarne qualche piccola anticipazione. Niente di che, si gioca, però è divertente.
      Grazie ancora. Ciao??

  • Ciao, dove si può trovare l’ananasso per leggere nel pensiero? A volte ne avrei proprio bisogno!!! Boh, con la matematica me la sono sempre cavata, il problema delle tabelline non erano le tabelline in sé, ma le interrogazioni a bruciapelo. Che stress, il cervello mi andava in confusione totale!!!
    Ho votato per il papà, sono curiosa di vedere chi sia!!! Alla puntata finale.

  • Ciao Ottaviano 🙂
    Bello sto capitolo 🙂
    Hai ricreato l’enigma della sfinge in edizione scolastica 😀 io avrei fallito visto che di matematica non ne ho mai capito un tubero 😀 😀
    Beata Fiorella anche io vorrei un ananasso capace di interpretare i pensieri degli altri 🙂 o parlare qualsiasi lingua 🙂 peccato che esistano solo nelle favole 🙂
    E per il gran finale ho votato che arriva papa’ 🙂 il motivo per cui il viaggio e’ cominciato 🙂

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