Uno di noi

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo Una insolita farfalla ‘poligrotta’ (67%)

Insoliti compagni di viaggio

Il viaggio sul Nilo era rilassante per gli adulti, ma i piccoli si annoiavano.
Qualcuno di loro osservava ipnotizzato calabroni e libellule riempire l’aria di saettanti voli a pelo d’acqua. Altri vagavano con lo sguardo fra le canne e i tronchi morti lungo le rive, così che ogni tanto c’era chi barava, e additava entusiasta il dorso di un improbabile coccodrillo addormentato. Altri ancora inventavano nuovi giochi, o semplicemente acchiappavano mosche, colorate come pietre preziose.
– Non c’è una scorciatoia per l’Etiopia mammina? – chiese Fiorella mentre stava a testa in giù, appesa con l’incavo delle  ginocchia ad una trave.
– Come no, certo – disse Viola pizzicandole il nasino – potremmo volare. Ma dovremmo prima convincere il nostro amico Cam a venire con noi, se davvero vuole mostrarci la sua terra, lasciando che il circo prosegua da solo per la consueta strada.
– E lui non vuole?
– No, tituba.
– Tituba? – La streghetta appesa prima pensò un attimo, poi rise, e cominciò a oscillare cantilenando: – tituba, tubo, tubino, tombola…
Il ripetere a testa in giù, però, finì per causarle un singhiozzo, e allora si raddrizzò, guardò il paesaggio ispirata, e poi partorì una idea davvero inaspettata.
– …Tombola, ambula… aula! Ci vorrebbe la scuola!
– Ehilà, mi sorprendi – disse Viola – scuola di che? E poi non ci sono maestri fra noi.
– Eh, lo so, però gli scalonauti hanno bisogno di una guida. Una come te, per esempio. Da soli combinano solo guai.
– No, no. Io no – disse Viola.
– Ok, mamma, tu titubi; e se titubi tu… Ti, tu, ti, tu: cercherò altrove.

Più tardi, era già sera, Fiorella si intrufolò tra i colorati personaggi che popolavano il circo.
– Noi abbiamo molti maestri; a te come piacciono? – le disse Carina, una bambinetta esile come lei, una scrocchiazeppi dagli occhi tondi di giada, vestita di un sacco e di un vecchio golf di lana pieno di buchi, troppo grande per lei. Aveva un cespuglio di piccole rose bianche per capigliatura, minuscole conchiglie come orecchini, e la sua voce era un soffio, una carezza.
– Beh, divertenti – disse Fiorella – ne hai?
– Certo, vieni con me – disse l’altra cercando la sua manina.
E così, con la gemella uguale e diversa, Garibaldi entrò nel bivacco accanto al fiume.
Gli artisti chiacchieravano allungati su stuoie attorno a un fuoco scoppiettante che lanciava lucciole morenti nell’aria ferma.
A vederli così, tutti fratelli, tutti diversi ed egualmente riposati e stanchi, Fiorella li invidiò un pò, perché sembravano felici.
Tra quelli ritrovò il suo Piri-piri che le fece l’occhiolino saltando fuori da una cesta, prima di riarrotolarsi e tornare a sognare infuocate cacce al peperoncino.
Sul barcone, ormeggiato poco d’appresso, Carina le mostrò delle teche in vetro che ospitavano certi piccoli animaletti; erano insetti, ragni, lucertole, e topolini di ogni specie, a strisce, a quadretti, a pois…
– È per proteggerli – spiegò – sono artisti, non sono prigionieri.
Un po’ in disparte, sola soletta, c’era una farfalla, grande, iridescente pur nella poca luce. Era vestita di colori cangianti, avorio, smeraldo, rosso. Era una creaturina dagli occhi esagerati per la sua taglia, che aveva le ali trasparenti a forma di punto di domanda, disegnate certo da una fata, e lunghe antenne mobili ad anelli bianchi e neri. La sua boccuccia era come la ferita di un fico maturo, le labbra erano quattro, lucide, di caramello.
– Lei – disse Carina – è un’ottima maestra. È una farfalla poligrotta. Può tradurre qualsiasi idioma, ma solo se vuole, se non vuole, no.
– Poliglotta?
– No, poligrotta, perché la sua specie vive nelle profonde gallerie profumate di Aba-Zuzz; e sa tutto di tutto quello che c’è tra abaco e zuzzerellone, e se la interroghi in una qualsiasi lingua sconosciuta ti risponde in un battibaleno.
– Uh, bello. Uhm, cos’è un battibaleno?
– Non lo sai? Prova a chiedere a lei.
– Posso?
La piccola si accomodò ferma sulle gambette per guardare dritta negli occhioni la farfallina; eppure fu lei a sentirsi osservata. Turbata distolse lo sguardo, per fissarlo sulle curiose labbra. Erano, quelle, mosse da un leggero fremito, come se la poligrotta fosse davvero impaziente di parlare.
– Battibaleno! – disse facendo un saltello; ma non successe nulla. Allora si voltò a cercare Carina, ma… era sparita!
Fiorella era davvero sorpresa. Ecco, però, una voce da fuori, oltre la parete:
– Prova a dirlo anco-ora!
– Battibaleno! – ripeté, e non fece in tempo a girarsi che la sua amica era di nuovo lì.
A quel punto, eccitata, guardò ancora la farfalla; nei suoi occhi lesse un messaggio: “Vuoi vivere o immaginare?”
– Aba-Zuzz! – disse; chissà poi perché.
Carina, gridò: – No-o! – Ma era troppo tardi.
Per Fiorella del mondo conosciuto restò solo una piccola, lontanissima luce…
Poi tutt’intorno, in un sentore di cannella, ecco schiarire… Era in un tunnel di corallo, sotto una foresta di stalattiti di gelatina, vive, vibranti. Era finita ad Aba-Zuzz?
– Vieni – disse una vocina – cerchiamo la grotta delle ciglia, e dello zenzero…

Garibaldi

  • Farà una scoperta importante (88%)
    88
  • È "troppo" fortunata (0%)
    0
  • È in pericolo (13%)
    13
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85 Commenti

  • Ciao, il famoso battito d’ali di farfalla che sconvolge il mondo!!! Prima di oggi non ci credevo ma poi, dopo aver letto il tuo racconto, non potrò più dubitarne!!!
    Alla prossima e pazienta ancora un po’ per i miei ritardi cronici, ho quasi finito con i cartelloni per la mostra scout!!!

  • Ciao, Ottaviano.
    Anche con te, come con BlackCat, ho letto e dimenticato di commentare. Sono imperdonabile.
    Il finale è riuscito, ma non v’erano dubbi, e mi ha fatto tornare alla mente Jules Verne, per l’ingegnosità nella costruzione del testo fantastico e film (sempre tratti dalla penna di questo fantastico autore) come “Viaggio al Centro della terra” o anche “Il Giro del Mondo in Ottanta Giorni”.
    Molto coinvolgente, lo sei sempre. Colorato e spensierato, in questo momento che mi dici (e mi spiace molto leggerlo) non felice, riesci a donare un sorriso, un momento di svago in un mondo fantastico che si può vedere solo con gli occhi (e soprattutto attraverso la penna) di un autore bravo come te.
    Siamo tutti un po’ bambini, serve ricordarsi come fare e con questo racconto ce lo hai mostrato per dieci capitoli.
    Bravo, sempre e spero di sapere presto che le cose vanno meglio.

    Alla prossima!

  • Capitolo 10)

    E così si chiude un’altra bella storia.
    Come detto al capitolo 9, puoi cambiare improvvisamente scenario e non lasciare per niente perplessi! 🙂
    Si vede che ti sei divertito nella stesura di questa storia, si percepisce in ogni parola e risvolto di trama. Vivissimi complimenti!
    Hai lasciato anche una via a possibili seguiti, e sono certo che in futuro ti verrà qualche altra bella storia da raccontare con questi simpatici personaggi.
    Continua così, sei fortissimo!

    Per quanto riguarda le mie fiabe, grossomodo la storia la conosci, ma c’è di certo del materiale inedito e una trama principale più curata, anche grazie all’intervento di tutti i lettori e diversi cicli di revisione (si spera siano serviti!)
    Avevo letto in video il primo episodio della nuova storia, ma ho cancellato per sbaglio il file durante una fase di pulizia del pc…. Presto recupero anche il nuovo!

  • Ciao Ottaviano 🙂
    Che dire una bellissima fiaba adatta a qualsiasi età 🙂
    Alla fine anche il papà ha fatto una grande avventura quasi alla pari di quella di Fiorella 🙂
    Complimenti ci hai fatto sognare in un mondo fantastico che spero un giorno riprenderai 🙂
    Per il momento seguirò la storia del tuo alter ego Fenderman e attendo il tuo ritorno con nuovo materiale 🙂
    Alla Rinfusa!!! .:)

  • Quando si dice che il battito d’ali di una farfalla causa un uragano nell’altro capo del mondo! E qui ne abbiamo la prova lampante!
    CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! Ottima storia, ottimo finale, ottimo tutto! E questa va dritto di filato tra quelle da leggere e rileggere!

    che altro dire?

    ALLA RIFUNSA! 😀

  • Ciao!
    Come promesso ho recuperato i capitoli della tua storia che, ripeto, mi sarebbe davvero piaciuto “giocare”, se così possiamo dire.
    Come ho potuto constatare nei commenti non sono l’unico che avrebbe sudato freddo se fossi stata al posto della nostra Fiorella?
    Ho votato anche io per l’arrivo del Papà; siamo giunti alla fine, e mi piacerebbe conoscere anche lui.
    A presto!!

  • Capitolo 9)

    Siamo prevedibili? Punto anche io sul papà!

    Credo di avertelo detto quasi ogni volta ormai, ma invidio tantissimo la tua capacità di rendere tutto così leggero, divertente e coinvolgente. Potresti far cambiare improvvisamente scenario, e nessuno avrebbe assolutamente niente da dire. La scelta del nome mi ha divertito, al punto da essermi immaginato la scena proprio come in un cartone animato.
    Non mi pare di aver trovato niente fuori posto. Buona così!
    Aspetto l’ultimo capitolo, anche se questi personaggi potrebbero avere ancora tante altre avventure da vivere!
    Ho notato che Palmira è tornata! Vado a recuperare anche quello! 😀

    Alla prossima!

    • Ciao Giuseppe, io questa storia l’ho immaginata come un fumetto o un libro illustrato, di quelli che leggono gli scolaretti di prima elementare.
      Tu hai fatto ben altro e dovrò leggere il tuo libro, promesso!
      Scrivere questa fiaba mi ha addirittura gasato, ero, sono lei, con la mia piccola scopetta di saggina e volo con lei!?
      Grazie, come sempre…. Al finale, alla rinfusa!(ovviamente!)?

  • Arriva papà, e sono in buona compagnia!
    Ciao, Ottaviano.
    Un altro bel capitolo, colorato e pieno di magia. Non so che aggiungere, mi pare di dire sempre le stesse cose. Con te si torna un po’ bambini con gli occhi, e si cresce con la testa. Mi piace molto questa cosa, mi piacciono le personcine che nascono dalla tua fantasia e le creature, tutte proprio, che prendono vita ogni volta.
    Non so che dire, non so che aggiungere, buon fine settimana? Forse non basta, ma non lo so.
    Alla prossima!
    p.s. buon finale, anche quello.

    • Ciao Keziarica, grazie.
      Inventare questi piccoli personaggi è molto gratificante. Quando la fantasia non si pone limiti e tutto è lecito, scrivere è bellissimo. Sto cercando di sperimentare un uso un poco “improprio” di certo termini lessicali per trasmettere emozioni senza consumare troppo parole. Magari avremo modo di psrlarne in seguito. Su “Legàmi” potrai trovarne qualche piccola anticipazione. Niente di che, si gioca, però è divertente.
      Grazie ancora. Ciao??

  • Ciao, dove si può trovare l’ananasso per leggere nel pensiero? A volte ne avrei proprio bisogno!!! Boh, con la matematica me la sono sempre cavata, il problema delle tabelline non erano le tabelline in sé, ma le interrogazioni a bruciapelo. Che stress, il cervello mi andava in confusione totale!!!
    Ho votato per il papà, sono curiosa di vedere chi sia!!! Alla puntata finale.

  • Ciao Ottaviano 🙂
    Bello sto capitolo 🙂
    Hai ricreato l’enigma della sfinge in edizione scolastica 😀 io avrei fallito visto che di matematica non ne ho mai capito un tubero 😀 😀
    Beata Fiorella anche io vorrei un ananasso capace di interpretare i pensieri degli altri 🙂 o parlare qualsiasi lingua 🙂 peccato che esistano solo nelle favole 🙂
    E per il gran finale ho votato che arriva papa’ 🙂 il motivo per cui il viaggio e’ cominciato 🙂

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