Legàmi

Dove eravamo rimasti?

Caro giudice cosa decidi? Diamole una possibilità (86%)

Lo zoo

Carlotta accolse Palmira col faccino appeso. Aveva un vestitino verde acqua con motivo a fiorellini, un piumino smanicato crema, e lo zainetto multicolore caricato sulle spalle. I capelli sommariamente composti in biondissime ciocche, e gli occhioni celesti dietro gli occhiali, contribuivano a rinnovare la sua immagine di “animaletto” teneramente inconsapevole; anche se in realtà era ben altro.  
– Che hai scimmietta? – chiese la ragazza.
– È tardi, e non solo. – La piccola, con due parole le accese un brivido.
“Ci risiamo!” pensò. Quando faceva così bisognava prenderla sul serio; così scelse la prudenza e glissò, cambiando discorso. Poi però, davanti a scuola e ai lucciconi:  – Hai visto? – disse – Non è tardi; e poi… che sogno? Dai, vuoi mandarmi a casa senza dirmelo?
– Uh, vuoi saperlo? Eri in una gabbia, come un uccellino.
– Io?
– …coi topi. E io ero con te. Poi ti hanno liberata.
– Ah, meno male. Tutto qui?
La piccola la guardò; non parlò, eppure disse: “Credi di essertela cavata con poco. Eppure lo sai che se sogno la stessa cosa che sogni tu devi cominciare a preoccuparti”.
Palmira che s’era imposta di non “collegare” ormai non poteva più far finta di niente.
– Sono qui – civettò – perché sei triste?
– Perché – pigolò lei – io sono rimasta prigioniera e tu, e tu…. – E volò via per rifugiarsi a scuola.
Il suo malumore contagiò la povera Palmira, e l’accompagnò, indigesto, sulla strada del ritorno, fino a tramutarsi in presentimento: c’era in arrivo un qualche grosso calibro sparato a caso da qualcuno.
“Cavolo” pensò “ho dimenticato il giubbotto antiproiettile, e anche l’elmo. Spero di sbagliarmi. Povera Carlotta, non ho fatto caso che nel suo sogno stava in gabbia insieme a me. Che stupida.”
*
Carlo Mazza riattaccò il telefono. Era presto e ancora il primo paziente non era entrato, anche se in anticamera c’era la coda, anzi, più di una coda in attesa.
Paride Galloni lo aveva appena chiamato per dire che voleva incontrarlo, a quattr’occhi, presto, subito!
– Se vuole mi prenoto per una visita, ho un “canino” malato – aveva detto.
Carlo aveva riso, ma solo per cortesia, e aveva proposto un incontro a mezzogiorno.  
Il bravo veterinario che con i bipedi della specie umana ci andava cauto, pensò un momento, riprese il telefono e chiamò Palmira.
La ragazza, che era sulla porta di villa Chimera, si disse: “Ecco la tegola!”
– Pronto, amore, che succede?
– No, nulla…
– Ah, meno male. Sicuro?
– Sì e no. Mi ha chiamato Galloni, vuole parlare con me.
– Paride? Ecco, mi pareva. E di che? – chiese, e poi d’impulso aggiunse: – per caso c’entra una… gabbia?
– Come? Che gabbia? Paride s’è fatto il canarino?
– Non lo so ancora, ma dammi mezz’ora e te lo dico.

*

Paride aveva fretta. Era incavolato, amava Agata e amava Palmira. Immaginarle insieme, felici e contente senza di lui, era una umiliazione, era insopportabile. Così voleva solo riuscire a separarle.
Arrivò allo studio di Carlo con leggero anticipo. Lui stava visitando. In sala d’aspetto fu accolto dalla infermiera sexi che aveva già conosciuto. Gentile, formale, ma sicuramente incazzata come una iena “non-ridens”.
Quando il boxer Carnera uscì dallo studio con lo sguardo di chi si è appena ripreso da un knok-out, finalmente, con un gesto, la ragazza lo invitò a entrare.

– Ha dimenticato il canino? – disse Carlo accogliendolo; e lui di rimando:
– No, guardi, ne ho perfino due.
– Vado in pausa – disse l’infermiera in lingua ienica; voltò le spalle e uscì, antipatica, superba come un cigno maschio.
La porta si chiuse.
Paride, avendo buttato l’occhio, prima ammiccò, e poi commentò:
– Fica!
– Come, prego?
– No, non fraintenda: “fica” nel senso di “forte, smart, cool” insomma: gajarda.
– Già, “gajarda e tosta” davvero. Peccato che sia anche brava.
– Cioè?
– Cioè: è quel che è, ma non posso farne a meno. Quella potrebbe immobilizzare un lupo con uno sguardo.
– È vero, io non sono propriamente un lupo, canini a parte, ma mi ha fatto proprio quell’effetto lì. Comunque, a tutto c’è rimedio.
– Crede?
– Uhm, mi ascolti. Allora: deve sapere che mia moglie…

– …Dunque mi propone uno… scambio? Ma non le pare una cosa antica, un poco maschilista? Non siamo più…
– Siamo, mi creda! Siamo, e dobbiamo! La nostra è legittima difesa. Palmira è innamorata di lei, e lei di lei, e Agata e io… di me, di lei. Insomma: gliela cedo; e la cosa le garantisco mi fa male, creda, male qui, vede qui, il mio fegato? Devo allontanarla da casa mia perché anche mia moglie è “fica” come la sua… la sua?
– Rachele. Si chiama Rachele.
– Ecco, piacere. E dunque: io le cedo una nuova infermiera, dotata e innamorata, e lei mi presta Rachele, una iena incazzata abbastanza per mordere i garretti di mia moglie… rach, rach!
– Ok, capito. Tuttavia, mi sembra surreale. Ha pensato al fatto che Rachele e sua moglie chiederanno una spiegazione?
– Ma certo! Ovvio! Bravo. Anche se, mi creda, l’ostacolo maggiore sarà proprio la nostra Palmira. Io la conosco bene: quella, se vuole, con la sua Rachele ci fa la salamella per la Pasqua.

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104 Commenti

  • Capitolo 10)

    Ciao Fenderman!

    Hai concluso questo capitolo, e la storia, ma io sono già in attesa del seguito!
    Carlotta riesce sempre a rubare la scena a tutti, ben fatto! Quando ci sono casini con i coriandoli, è sempre meglio rimandare viaggi così lunghi! 🙂
    Ho notato un cambiamento nello stile, in questo capitolo, ma anche nel precedente. Hai optato per frasi più strette, con una punteggiatura serrata che potrebbe, in qualche caso, appesantire la lettura. Non vederla come un critica, però, più come una mia riflessione. Il metodo che hai scelto per raccontare le vicende è appropriato, volevo solo sottolineare che negli ultimi capitoli ci sia un uso più consistente della punteggiatura. Qualche frase avrebbe (forse) giovato di un pizzico in più di libertà.
    Mi è pare che in fase di revisione ti sia sfuggito solo un “Nelle” o “Nella”, adesso non lo trovo più! Ma nulla di che.
    “Nel suo sguardo potevi leggere, più o meno:” Questa frase, invece, mi ha fatto soffermare. Perché ho pensato subito alla forma: “Nel suo sguardo si poteva leggere, più o meno”.
    In quella scelta da te, e non la ritengo sbagliata, si fa chiaro riferimento al lettore, quasi in modo confidenziale. La seconda prende un po’ le distanze.
    Mi è venuto il dubbio, quindi ho voluto far presente la cosa. 🙂
    Come sempre, aspetto il prossimo!
    E chissà che Sebastiano non riesca a trovare un altro passaggio. 🙂
    Continua così, sei sempre fortissimo.

    • Ciao amico mio,
      Interessante la tua osservazione. Non è un cambio di stile vero e proprio è invece la somma di due o tre cosette, la più importante delle quali è l’intenzione di vedere queste due scene finali come osservate attraverso una telecamera a mano che si sposta rapidamente da un soggetto all’altro, come in una ripresa d’attualità. Niente recitato dunque solo osservazione di quello che accade, di quello che Paride e Carlo hanno combinato, dei contrappunti, della mimica.
      La stessa espressione : “potevi leggere” l’ho scelta perché mi sembrava più adatta per essere più “immersiva” nella situazione, meno formale e distaccata. Una forma del genere può stancare, condivido, ma è un’eccezione, e qui i capitoli sono così brevi che il rischio è molto ridotto.
      Grazie per avermi seguito fino alla fine, un salutone, ciao!🙋

  • Bellissimo finale Fenderman 🙂
    Ovviamente finale/inizio di una nuova storia 🙂 che intenzioni hai?
    Proseguiamo con questi fantastici personaggi o vuoi dargli una piccola vacanza estiva e portare una storia con diversi personaggi? 🙂
    Tutto mi incuriosisce e attendo con impazioenza la tiua prossima storia 🙂
    La mia domanda resta ancora la stessa 🙂 Ma pietrino? 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao, si finisce a tarallucci e vino, o almeno così è in apparenza!!! Perché non portare la combriccola a una gita di svago fuoriporta? È estate, anche i fantasmi hanno bisogno di un po’ di svago e magari un bel giallo da sbrogliare!!!
    Alla prossima storia con ciabatte e prendisole.

  • Per Sebastiano non è ancora tempo… bel finale, aperto come immaginavo, in fondo le avventure di questa pittoresca famiglia sono potenzialmente infinite! Bello davvero! Mi ha fatto compagnia n questa notte insonne 😊 alla prossima avventura!

  • Capitolo 9)

    Ciao Fenderman!

    Quanti intrighi a corte!
    Riesci sempre a rendere interessanti i nuovi personaggi, mostrando luci e ombre, facendoci letteralmente immergere nel caos delle loro vite. Non ho trovato niente da segnalare a questo giro 🙂
    Aspetto di scoprire dove ci porteranno i coriandoli.
    Sei sempre forte.
    Al prossimo!

  • Ciao, un veterinario farfallone o un po’ mandrillo? Comunque sia la verità, sempre di animale si tratta!!! Bella la Turandot, è la mia opera preferita, si vede che tra tante tragedie il mio animo romantico preferisce il lieto fine!!! Ma a quanto pare per Paride non sarà così… Ah, “refuso in cauda”, attenzione!!!
    Ho votato per farina, coriandoli e sorprese. Le sorprese piacciono a tutti!!! Alla prossima e ultima puntata.

  • Ciao Fenderman 🙂
    Amico mio il caos di situazoni che e’ questa storia e’ indescrivibile e allo stesso cosi’ ordinato che e’ un piacere leggerlo 🙂
    Troppe sono le vite in gioco (incluse le due nasciture) e i caratteri che capitolo dopo capitolo non fanno che esplodere e diventare storia a se stante 🙂 sono sicuro che ci potresti fare un libro su ciascuno dei personaggi che hai creato nelle tue varie storie e non resteresti mai a corto di parole 🙂
    io comunque voto per “e poi davvero… che succedera’?” in quanto mi sembra la piu’neutrale delle tre opzioni e voglio lasciare a te il libero arbitrio di portarci un bellissimo finale degno del nostro Fenderman 🙂
    A presto 🙂

  • Tutte e tre! 😀 Sembrano messe apposta per essere l’uno il seguito dell’altro 🙂 Ma visto che uno bisogna votare, voto di tutto un po’ ma anche…

    Come immaginavo anche la nostra “sexy infermiera” ha una bella personalità, simile ed al contempo diversa a quella di Anna Maria 🙂
    Invece Carlo lo immaginavo meno “piacione”.

    La storia sembra ben lungi dal finire… molto probabilmente avremo seguiti futuri, come è avvenuto finora 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao fenderman! Ho recuperato un po’ di puntate precedenti, gustandomele tutte appena in tempo per votare il gran finale.
    Innanzi tutto devo rinnovarti i miei complimenti, leggerti è sempre un gran piacere… ormai so che qualunque cosa voterò sarà comunque pirotecnico, quindi senza indugio vado a scegliere farina, coriandoli e sorprese 😁
    A rileggerti presto 😊

  • Capitolo 8)

    Ciao Fenderman!

    Prendo anche io un Campari!

    Ho riso alla definizione di Carlotta di “fratellino”. Buona trovata! 😉
    Capitolo come sempre veloce, pulito ed efficace. Al momento non ho niente da segnalare.
    Mi sarebbe piaciuto tornare su Paride, ma il popolo ha votato per altro, quindi vediamo un po’ come prosegue la storia.
    Leggerti è sempre un piacere, e mi mette di buon umore. 😉
    Ho prestato il tuo libro a un paio di amici. Ti faccio sapere poi che ne pensano! 😛

    Aspetto il prossimo!

    • Ciao GGP
      Mi chiedo quando ti deciderai a ripubblicare… intanto grazie e grazie per libro.
      Ti do un’anteprima: ( Anche se non si fa, ma io non ho interessi commerciali, ne ho pubblicato un altro con nove miei racconti di quelli a puntate da the incipit degli ultimi due anni), per ora solo cartaceo per il piacere tutto mio di vederli stampati. L’ho intitolato Aba Zuzz, in omaggio alla farfalla poligrotta e a Fiorella di Uno Di Noi, perché stavolta non c’è un filo logico ma le storie attraversano tanti generi diversi (tutti però compresi fra ABAco e ZUZZerellone).
      Grazie ancora. A presto.🙋‍♂️

  • Ciao, il dramma continua e non c’è scampo!!! Non so che stagione sia da loro, ma se coincidesse con la nostra, per le due signore sarà un’estate calda in tutti i sensi!!!
    Ho votato per Carlo e l’infermiera, non dirmi che tra quei due c’è qualcosa di losco!!! Alla prossima.

  • Ciao Fenderman 🙂
    Amico mio , inizialmente pesnavo avessi fatto un capitolo piu’ corto del solito e invece ti devo dire che e’ stato talmente leggero e facile da leggere (nonostante tutte le notizie che ci hai dato) che e’ volato via cosi’ 🙂
    La scena e’ vividissima , sembra di essere a villa chimera con Palmira e Agata , non c’e’ che dire , davvero compliemnti 🙂
    La situazione si complica nuovamente e sebbene Carlo sembra lo “spasimante” ideale per la nostra Palmi , conoscendoti, so gia’ che non e’ tutto oro quello che luccica 🙂
    Ho votoato percio’ Carlo e l’infermiera e ti ripasso la palla 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao, mi sembra tutto un pullulare di nuovi arrivi e quindi di nuovi guai!!! In tutta sincerità? Non so da che parte guardare, qui si rischia di perdere qualche particolare importante, sei proprio un drago!!!
    Ho votato per ma Palmira lo sa? Sono curiosa di capire a cosa si riferisce la domanda!!! Alla prossima.

  • Ciao Fenderman.
    Ho votato “attento che ti scotti” perché sono curiosa di sapere con cosa dovrebbe scottarsi, a parte il fatto di aver combinato un mezzo disastro con la sua amante… 😅
    E quindi arriva un amichetto per Carlotta, oltre che un fratellino, saranno tempi movimentati, ma in questa storia nulla è mai tranquillo.
    Aspetto di conoscere la fonte che brucerà il bel Salvatore e ti saluto.

    Alla prossima!

  • Capitolo 7)

    Ciao Fenderman!

    Utilizzare riflessioni “popolari”, come hai fatto all’inizio, è sempre un ottimo strumento per catturare il lettore. Offrire sprazzi di verità condivise può risultare una mossa vincente sia per rinnovare l’interesse che per spingere il lettore a qualche riflessione. Ben fatto!
    Questa cosa di Sebastiano mi sta tormentando! In genere tendo a ricordare la maggior parte dei personaggi, anche se solo accennati, ma continuo ad avere un vuoto. Aspetto di riscoprirlo.
    Che il dottore abbia giocato a fare il coniglio? 😀
    Oppure ci stai preparando qualche altra sorpresa?
    Alla prossima!
    Continua così!

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