Legàmi

Palmira alla sbarra

L’imputata assistette dalla gabbia all’ingresso dei testimoni.

Tutti, uno a uno, entrando la guardarono un momento, prima di sfilare contenuti e seri. Tutti avevano inciso sulla sua vita recente; a tutti aveva donato, a tutti doveva qualcosa.
“Avrò una chance?” si chiedeva – Sa il giudice delle cose sospese, mai raccontate?”

Per prima entrò nonna Diletta mai morta per davvero; stava in groppa a un cavalluccio di legno con le rotelle. Carlotta, la supernipotina ipergalattica che non rideva più, la sospingeva. Aveva le gote rigate di pianto, ma forse, birichina, recitava una parte. Il padre Paride, datore di lavoro e procacciatore di guai, seguiva a testa bassa. A completare il quadretto di famiglia ecco, insolente e fiero, il tormentato volto di Agata, madre e moglie; e appresso al suo quelli cari delle colleghe e amiche, Anna e Anna Maria. Sfilò poi suo padre Mario, finalmente ritrovato, e mamma Rosetta che le aveva regalato una sorellina quasi fuori tempo massimo. Infine, come una doppia parentesi, chiudevano la fila Giusy, l’amica super-poliziotta, e Carlo Mazza, il bel veterinario, col suo coniglio Trentotto, pronto ad assolverla e a nutrirla di zucchero e miele. Pronto a mangiarla.

Per l’imputata era stato un anno complicato, iniziato con il lavoro a villa Chimera, e con il ritrovamento in cantina dopo tanti anni, delle due figlie morte di nonna Diletta, grazie alla inspiegabile sintonia extrasensoriale con la piccola Carlotta.
Era stato anche un anno di escursioni con lei, popolate di leoni, deserti, ascari gentili… laghi salati visti dal dirigibile, e razzi interspaziali parcheggiati in giardino.
Adesso erano tutti lì; avrebbero scavato nella sua vita, e con il giudice, avrebbero deciso la sua sorte.
*
– Tesoro, sveglia, è tardi!
Palmira aprì gli occhi. La voce carezzevole di mamma Rosetta era venuta come una spugna a cancellare quel sogno, uno di quelli che, però, lasciano una macchia indelebile. Il processo non era finito, l’udienza era solo sospesa, mentre si tornava a vivere a occhi aperti.

Uno di quei giorni a Villa Chimera…

– Dobbiamo parlare – disse Paride a sua moglie Agata – …di Palmira.
– Uff – disse lei – perché?
– Voglio andare da quel veterinario, quel Mazza. È innamorato di lei, pare, e lei di lui.
– Ah, lo so. E tu che c’entri?
– Me lo chiedi sceriffa?
– Anche sceriffa adesso! Comunque perché? Si può sapere?
– Perché, perché. Credo sia ora che lei esca da questa casa. Carlotta oramai…
– Carlotta? Che c’entra Carlotta? Non inventare storie! Tu vuoi allontanarla e basta, e non vuoi dire perché.
Paride imbarazzato, conteso da due dame, la verità da una parte e la prudenza dall’altra, non sapeva quale abbracciare.
– Beh allora parla tu, sentiamolo questo perché – rimpallò vigliaccamente.
– Io non ho paura, e non ho nulla di cui vergognarmi. Quando l’hai portata qui – disse Agata – era un momentaccio. Tua nonna era impossibile, e tu facevi il paio. Carlotta mi amava, sono sua madre, ma voleva stare con quella vecchia orribile… e, insomma! Palmira allora era splendida, una pietra grezza, rara. Persino la sua sordità, che oggi pare dimenticata, non le rubava nulla, semmai ne aumentava il fascino…
– Fascino? Addirittura! Non starai esagerando? A me sembrava che la odiassi.
– Certo, hai ragione, e torto. Odiavo ciò che era e non ero io ai tuoi occhi, e anche ai miei… Credi che avessi stima di me stessa? Ero una moglie tradita e trascurata; costretta a distrarsi con un…, con un bifolco, uno che non contava ma che mi ricordava di essere nata femmina.
– Ha, certo: “femmina, moglie”. Ma cos’eri, e cosa sei davvero? Ancora oggi, sai, eh, eh, io me lo chiedo, visto che dopo Anna e la tua francesina là, madame Benedicte, sei tornata ad amare una donna!
– Non è vero. In realtà non ho mai smesso, come non ho mai davvero cominciato. Io amo anche lei: d’altronde se noi donne non ci amassimo tra noi…
Agata, di spalle, voltava le pagine di una rivista; non c’era nulla da vedere, nulla da leggere. – Però hai ragione – disse – io non so chi sono. E tu non puoi aiutarmi. Ti chiedo scusa, fai come ti pare. Allontanala da me, da Carlotta, io non te lo impedirò. Promettimi però che lo farai solo se lei vorrà. Non è più tempo di signorsì e signornò. Siamo una famiglia. Abbi cura della tua famiglia; di me, ma anche di lei.
Paride la guardò un momento ancora, prima di decidere per il balcone dove a quell’ora s’affacciava un tiepido sole di primavera.
Era preoccupato. Troppe cose erano successe mentre lui, stupido, dormiva. Era arrivato il tempo delle cose serie, lei voleva un altro figlio, lo sapeva, e aveva anche ragione a proposito di Palmira, pur se con quello sfogo gli era sembrata fin troppo melodrammatica.
Era femmina, donna, madre e, boh, chissà che altro, ma sicuramente, soprattutto una brava attrice.
Si voltò. Lei era uscita dalla stanza. Un’altra occasione persa.
Squillò il telefono: “Ciao, sono Palmira. Sono in ritardo, mi perdonate? Comunque per accompagnare il tesorino a scuola faccio in tempo, ciao, ciao!”

Caro giudice cosa decidi?

  • Ricordati di Pietrino, potrebbe, chissà, averla conosciuta. (14%)
    14
  • Passiamo a un'altra storia, Palmira può attendere (0%)
    0
  • Diamole una possibilità (86%)
    86
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104 Commenti

  • Capitolo 10)

    Ciao Fenderman!

    Hai concluso questo capitolo, e la storia, ma io sono già in attesa del seguito!
    Carlotta riesce sempre a rubare la scena a tutti, ben fatto! Quando ci sono casini con i coriandoli, è sempre meglio rimandare viaggi così lunghi! 🙂
    Ho notato un cambiamento nello stile, in questo capitolo, ma anche nel precedente. Hai optato per frasi più strette, con una punteggiatura serrata che potrebbe, in qualche caso, appesantire la lettura. Non vederla come un critica, però, più come una mia riflessione. Il metodo che hai scelto per raccontare le vicende è appropriato, volevo solo sottolineare che negli ultimi capitoli ci sia un uso più consistente della punteggiatura. Qualche frase avrebbe (forse) giovato di un pizzico in più di libertà.
    Mi è pare che in fase di revisione ti sia sfuggito solo un “Nelle” o “Nella”, adesso non lo trovo più! Ma nulla di che.
    “Nel suo sguardo potevi leggere, più o meno:” Questa frase, invece, mi ha fatto soffermare. Perché ho pensato subito alla forma: “Nel suo sguardo si poteva leggere, più o meno”.
    In quella scelta da te, e non la ritengo sbagliata, si fa chiaro riferimento al lettore, quasi in modo confidenziale. La seconda prende un po’ le distanze.
    Mi è venuto il dubbio, quindi ho voluto far presente la cosa. 🙂
    Come sempre, aspetto il prossimo!
    E chissà che Sebastiano non riesca a trovare un altro passaggio. 🙂
    Continua così, sei sempre fortissimo.

    • Ciao amico mio,
      Interessante la tua osservazione. Non è un cambio di stile vero e proprio è invece la somma di due o tre cosette, la più importante delle quali è l’intenzione di vedere queste due scene finali come osservate attraverso una telecamera a mano che si sposta rapidamente da un soggetto all’altro, come in una ripresa d’attualità. Niente recitato dunque solo osservazione di quello che accade, di quello che Paride e Carlo hanno combinato, dei contrappunti, della mimica.
      La stessa espressione : “potevi leggere” l’ho scelta perché mi sembrava più adatta per essere più “immersiva” nella situazione, meno formale e distaccata. Una forma del genere può stancare, condivido, ma è un’eccezione, e qui i capitoli sono così brevi che il rischio è molto ridotto.
      Grazie per avermi seguito fino alla fine, un salutone, ciao!🙋

  • Bellissimo finale Fenderman 🙂
    Ovviamente finale/inizio di una nuova storia 🙂 che intenzioni hai?
    Proseguiamo con questi fantastici personaggi o vuoi dargli una piccola vacanza estiva e portare una storia con diversi personaggi? 🙂
    Tutto mi incuriosisce e attendo con impazioenza la tiua prossima storia 🙂
    La mia domanda resta ancora la stessa 🙂 Ma pietrino? 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao, si finisce a tarallucci e vino, o almeno così è in apparenza!!! Perché non portare la combriccola a una gita di svago fuoriporta? È estate, anche i fantasmi hanno bisogno di un po’ di svago e magari un bel giallo da sbrogliare!!!
    Alla prossima storia con ciabatte e prendisole.

  • Per Sebastiano non è ancora tempo… bel finale, aperto come immaginavo, in fondo le avventure di questa pittoresca famiglia sono potenzialmente infinite! Bello davvero! Mi ha fatto compagnia n questa notte insonne 😊 alla prossima avventura!

  • Capitolo 9)

    Ciao Fenderman!

    Quanti intrighi a corte!
    Riesci sempre a rendere interessanti i nuovi personaggi, mostrando luci e ombre, facendoci letteralmente immergere nel caos delle loro vite. Non ho trovato niente da segnalare a questo giro 🙂
    Aspetto di scoprire dove ci porteranno i coriandoli.
    Sei sempre forte.
    Al prossimo!

  • Ciao, un veterinario farfallone o un po’ mandrillo? Comunque sia la verità, sempre di animale si tratta!!! Bella la Turandot, è la mia opera preferita, si vede che tra tante tragedie il mio animo romantico preferisce il lieto fine!!! Ma a quanto pare per Paride non sarà così… Ah, “refuso in cauda”, attenzione!!!
    Ho votato per farina, coriandoli e sorprese. Le sorprese piacciono a tutti!!! Alla prossima e ultima puntata.

  • Ciao Fenderman 🙂
    Amico mio il caos di situazoni che e’ questa storia e’ indescrivibile e allo stesso cosi’ ordinato che e’ un piacere leggerlo 🙂
    Troppe sono le vite in gioco (incluse le due nasciture) e i caratteri che capitolo dopo capitolo non fanno che esplodere e diventare storia a se stante 🙂 sono sicuro che ci potresti fare un libro su ciascuno dei personaggi che hai creato nelle tue varie storie e non resteresti mai a corto di parole 🙂
    io comunque voto per “e poi davvero… che succedera’?” in quanto mi sembra la piu’neutrale delle tre opzioni e voglio lasciare a te il libero arbitrio di portarci un bellissimo finale degno del nostro Fenderman 🙂
    A presto 🙂

  • Tutte e tre! 😀 Sembrano messe apposta per essere l’uno il seguito dell’altro 🙂 Ma visto che uno bisogna votare, voto di tutto un po’ ma anche…

    Come immaginavo anche la nostra “sexy infermiera” ha una bella personalità, simile ed al contempo diversa a quella di Anna Maria 🙂
    Invece Carlo lo immaginavo meno “piacione”.

    La storia sembra ben lungi dal finire… molto probabilmente avremo seguiti futuri, come è avvenuto finora 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao fenderman! Ho recuperato un po’ di puntate precedenti, gustandomele tutte appena in tempo per votare il gran finale.
    Innanzi tutto devo rinnovarti i miei complimenti, leggerti è sempre un gran piacere… ormai so che qualunque cosa voterò sarà comunque pirotecnico, quindi senza indugio vado a scegliere farina, coriandoli e sorprese 😁
    A rileggerti presto 😊

  • Capitolo 8)

    Ciao Fenderman!

    Prendo anche io un Campari!

    Ho riso alla definizione di Carlotta di “fratellino”. Buona trovata! 😉
    Capitolo come sempre veloce, pulito ed efficace. Al momento non ho niente da segnalare.
    Mi sarebbe piaciuto tornare su Paride, ma il popolo ha votato per altro, quindi vediamo un po’ come prosegue la storia.
    Leggerti è sempre un piacere, e mi mette di buon umore. 😉
    Ho prestato il tuo libro a un paio di amici. Ti faccio sapere poi che ne pensano! 😛

    Aspetto il prossimo!

    • Ciao GGP
      Mi chiedo quando ti deciderai a ripubblicare… intanto grazie e grazie per libro.
      Ti do un’anteprima: ( Anche se non si fa, ma io non ho interessi commerciali, ne ho pubblicato un altro con nove miei racconti di quelli a puntate da the incipit degli ultimi due anni), per ora solo cartaceo per il piacere tutto mio di vederli stampati. L’ho intitolato Aba Zuzz, in omaggio alla farfalla poligrotta e a Fiorella di Uno Di Noi, perché stavolta non c’è un filo logico ma le storie attraversano tanti generi diversi (tutti però compresi fra ABAco e ZUZZerellone).
      Grazie ancora. A presto.🙋‍♂️

  • Ciao, il dramma continua e non c’è scampo!!! Non so che stagione sia da loro, ma se coincidesse con la nostra, per le due signore sarà un’estate calda in tutti i sensi!!!
    Ho votato per Carlo e l’infermiera, non dirmi che tra quei due c’è qualcosa di losco!!! Alla prossima.

  • Ciao Fenderman 🙂
    Amico mio , inizialmente pesnavo avessi fatto un capitolo piu’ corto del solito e invece ti devo dire che e’ stato talmente leggero e facile da leggere (nonostante tutte le notizie che ci hai dato) che e’ volato via cosi’ 🙂
    La scena e’ vividissima , sembra di essere a villa chimera con Palmira e Agata , non c’e’ che dire , davvero compliemnti 🙂
    La situazione si complica nuovamente e sebbene Carlo sembra lo “spasimante” ideale per la nostra Palmi , conoscendoti, so gia’ che non e’ tutto oro quello che luccica 🙂
    Ho votoato percio’ Carlo e l’infermiera e ti ripasso la palla 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao, mi sembra tutto un pullulare di nuovi arrivi e quindi di nuovi guai!!! In tutta sincerità? Non so da che parte guardare, qui si rischia di perdere qualche particolare importante, sei proprio un drago!!!
    Ho votato per ma Palmira lo sa? Sono curiosa di capire a cosa si riferisce la domanda!!! Alla prossima.

  • Ciao Fenderman.
    Ho votato “attento che ti scotti” perché sono curiosa di sapere con cosa dovrebbe scottarsi, a parte il fatto di aver combinato un mezzo disastro con la sua amante… 😅
    E quindi arriva un amichetto per Carlotta, oltre che un fratellino, saranno tempi movimentati, ma in questa storia nulla è mai tranquillo.
    Aspetto di conoscere la fonte che brucerà il bel Salvatore e ti saluto.

    Alla prossima!

  • Capitolo 7)

    Ciao Fenderman!

    Utilizzare riflessioni “popolari”, come hai fatto all’inizio, è sempre un ottimo strumento per catturare il lettore. Offrire sprazzi di verità condivise può risultare una mossa vincente sia per rinnovare l’interesse che per spingere il lettore a qualche riflessione. Ben fatto!
    Questa cosa di Sebastiano mi sta tormentando! In genere tendo a ricordare la maggior parte dei personaggi, anche se solo accennati, ma continuo ad avere un vuoto. Aspetto di riscoprirlo.
    Che il dottore abbia giocato a fare il coniglio? 😀
    Oppure ci stai preparando qualche altra sorpresa?
    Alla prossima!
    Continua così!

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