Nemici, nemici

Dove eravamo rimasti?

Cosa dovrebbe fare Bernard adesso? Ignorare l'incontro e rifugiarsi in casa (80%)

Fantasmi

Bernard strinse la sigaretta tra i denti fino a spezzarne il filtro, lanciò via il bastoncino martoriato e tastò i pantaloni alla ricerca del pacchetto di Gitanes.

Con un grugnito si alzò dal divano, i bordi della stanza tremolavano nella penombra, le tende erano tirate e la luce era spenta.

Tossì.

Dalle buste della spesa sul tavolo della cucina prese la stecca blu con il logo della ballerina gitana e lo aprì, estraendone un pacchetto. Lasciò cadere la scatola sul legno, alzando una nuvola grigiastra.

Accese la sigaretta e tossì di nuovo, stavolta per la polvere. La piccola luce dello zippo tremolò per un secondo prima di lasciare posto al puntino rosso che si muoveva come un fuoco fatuo.

Il fumo riempì la stanza e diventó soffocante, gli fece venire un attacco di tosse che alzò altra polvere. 

Si spostò vicino a una finestra, chiusa, da questa entrava solo uno spiraglio di luce.

La spalancò e la luce del sole di metà giornata lo investì, chiuse gli occhi, annaspò e aspirò la nicotina e l’aria autunnale.

Richiuse la finestra e tornò al tavolo della cucina, dalle buste prese una bottiglia di rum nuova e la aprì, la annusò profondamente, perdendosi quasi dentro. Prese un bicchiere dalla credenza. 

Buttò la sigaretta a terra e la pestò.

Versò il rum con la sua mano tremante, il liquido uscì dal bordo e dai lati del bicchiere strabordando e l’odore si mescolò al puzzo del fumo e dell’aria stantia. Bernard tracannò la bevanda per sciogliere il nodo che aveva alla gola. 

Socchiuse gli occhi e lasciò che l’alcol facesse il suo effetto. 

Aspettò ma non successe niente.

Riempì di nuovo il bicchiere.

Aprì un cassetto della cucina e tirò fuori una scatolina bianca da cui prese una manciata di pillole, le ingollò con il rum.

Guardò la bottiglia, era la sua vecchia amica che non avrebbe mai voluto ritrovare. 

Lei era lì ad aspettarlo e Bernard non conosceva altri modi per andare avanti.

Come in un sogno, si trascinò per i corridoi con lei penzolante in mano. Si appoggiò allo stipite della porta e bevve a canna, la sua immagine riflessa nello specchio dentro la stanza lo guardava con occhi vacui.

La camicia fuori dai pantaloni e la barba lunga.

Accese il lampadario a forma di sole, la polvere e la cenere delle sigarette avevano ammantato e scolorito le cose della bambina; il lettino, le bambole e i giocattoli erano dello stesso colore delle cose che aveva lasciato Bernard: fogli di carta, lattine e bottiglie vuote,  mozziconi, articoli di giornale e foto: grigio.

Restò sulla soglia, i bordi della stanza si fermarono.

La bambina prese una bambola e la mise sopra il letto, le diceva di stare là, indicando con il ditino il posto esatto. La bambola cadeva e Madeline metteva le mani sui fianchi, contrariata. Proprio come sua madre.

Bernard guardò la figlia giocare, lei gli faceva un gesto con la mano per andare lì con lei. Lui chiudeva gli occhi, mormorava tra sé.

“E’ solo la mia immaginazione, lei non c’è più.” 

Lo ripeteva come una litania.

“E’ solo la mia immaginazione, lei non c’è più.” 

Strinse le palpebre più forte che poté.

“E’ solo la mia immaginazione, lei non c’è più.” 

I ricordi si insinuarono in lui, quelli sbiaditi e quelli nuovi, come pezzi di puzzle, immagini… l’incidente, l’altro ubriaco, lui che lo voleva ammazzare.

Madeline, con il sangue che le usciva dalla bocca e lo guardava… Il suo sguardo… Correvano in ospedale e lei svaniva, però continuava a vederla davanti, nella sua camera che giocava. 

Il sangue, non c’era il sangue.

Vampiri.

La bottiglia gli cadde dalle mani, sentì il rumore dei vetri infranti come se fosse da un’altra parte… un’altra vita… dove lei c’era ancora, dove poteva essere ancora salvato.

Le immagini del film Nosferatu presero il posto di comando.

Bernard rabbrividì, un mezzo sorriso comparve sul suo volto, rise isterico, non riusciva più a fermarsi.

“Vampiri” urlò, “Vampiri!”

Un attacco di tosse lo fermò, le lacrime scesero dal suo viso verso il pavimento mescolandosi al vetro e al rum.

Il mondo si fermò un’altra volta.

Bernard respirò profondamente.

Gli occhi si spalancarono e vide i vetri per terra, cercò le sigarette nelle tasche e ne accese una.

Attento a evitare i cocci si spostò in cucina, preparò un caffè molto forte e lo buttò giù.

Finí la sigaretta.

Andò in bagno e prese il rasoio di sicurezza. Iniziò a radersi a secco, tentando di evitare la sua immagine nello specchio.

Aprì il rubinetto, peli e sangue finirono nello scarico.

Indossó il cappotto e aprì la porta di casa.

Il telefono suonò, il Motorola era sopra il tavolo, tornò indietro e guardò lo schermo. Era il tizio del diner.

Cosa vuoi che faccia Bernard?

  • Uscire e andare dalla polizia (0%)
    0
  • Uscire e andare in ospedale (0%)
    0
  • Rispondere al telefono (100%)
    100
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45 Commenti

  • Ciao Zack 🙂
    Il finale mi è piaciuto parecchio 🙂 anche se penso che Bernard sia morto:) è riuscito a sconfiggere il vampiro ma era già morto il momento che ha visto Madeline 🙂 questo spiega l eternità di cui parli alla fine 🙂
    Complimenti veramente 🙂 spero che farai una versione estesa di questa storia che merita molto più spazio di quello concessogli dai caratteri di questo sito 🙂 e se deciderai un giorno di scrivere una nuova storia contami tra i tuoi lettori 🙂
    A presto 🙂

    • Ciao BlackCat0 🙂
      Ti ringrazio di cuore della lettura e dei vari consigli 🙂 I tuoi complimenti sono estremamente graditi 🙂
      Al momento non penso di scrivere ancora qui ma in futuro vedremo. Ti ringrazio anche per la fiducia che mi dai 🙂
      Alla prossima.

  • Ciao Zack 🙂
    Che dire ormai Bernard è uscito fuori di testa e dopo quello che ha fatto sarà difficile che la storia finisca bene 🙂 ma alla fine lo sapevamo già 🙂 è un horror in fin dei conti 🙂
    C è giusto qualche refusino qua e la che puoi individuare con una veloce rilettura ma niente di che 🙂
    Io lascio a te il piacere di decidere se Bernard va sino in fondo o si ferma 🙂 e vediamo che finale ci porti fuori 🙂

  • Ciao Zack 🙂
    bel capitolo 🙂 il tutto si fa sempre piu’ complicato 🙂
    ovviamente i vampiri faranno credere a Bernard che in realta’ e’ lui quello sbaglato e vorrei vedere Bernerd all’azione per diffendere la sua faccia 🙂
    solo un paio di note sul capitolo che a mio parere mi hanno un po’ stonato (ovviamente parere personale) ma niente di veramente importante
    Il fatto che i poliziotti diano senpre del tu a Bernard , io l’avrei messa piu’ informale essendo delle forze dell’ordine (ti capisco se fossero amkci di Bernard ma non ce li hai mai introdotti come tali e percio’ direi meglio informale)
    questa frase “Lasciami farti una domanda” non so perche’ m mi stona , forse perche’ nbon e’ un modo di parlare molto colloquiale, di solito si dice “lascia che ti faccia una domanda, o “lasciami fare una domanda” non so magari suomnano meglio nella parte dialogata 🙂 sempre opinione personale e prendimi con le pinze 🙂
    “i pantaloni di Jeans” semplicememnte Jeans pensi che sia comprensibilissimo e avresti risparmiato caratteri 🙂
    Come sempre qualita’ del capitolo superba 🙂
    Io voto per assaltare qualche poliziotto 🙂 vediamo cosa ci tiri fuori 🙂
    A presto 🙂

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