Quella Porta …

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo su chi vogliamo avere maggiori informazioni ? La Porta (46%)

Dal Diario Di Thomas Wilston : Giorno 7

Ricordo che, dopo il primo incontro con La Porta, le mie giornate si susseguivano tutte uguali. Le ultime foglie cadevano dagli alberi, annunciando l’imminente inverno, ed io continuavo ad essere diviso tra le litigate con la Stronza, le poche ore a settimana passate con mia figlia, di cui mi sforzavo di godermi ogni singolo istante e le pressanti preoccupazioni lavorative.

Quando non sei tu il responsabile è anche divertente, ma quando la ruota gira e tocca a te fare il portavoce del titolare allora sei costretto a rimanere ore in più per risolvere tutti i problemi e far quadrare i conti.

Alcuni dicono “Fai il lavoro che ti piace e non lavorerai mai un solo giorno della tua vita”, altri invece “non far diventare quello che ti piace il tuo lavoro perché cosi arriverai ad odiarlo”. Io affermo che hanno entrambi maledettamente ragione.

E questa solfa per tutta la settimana fino al mio tanto atteso appuntamento settimanale con il Grocery shop.

Confesso di essermi dimenticato completamente della Porta fino al mio ingresso nel negozio.
Entrando le diedi un’occhiata, ovviamente per poco tempo per non attirare sguardi indiscreti.
Notai che la cassiera mi guardava e mi strizzava l’occhio.
Sorpreso risposi con un sorriso abbozzato.

Cominciai a fare la spesa nel mio consueto tragitto fino a giungere al Suo cospetto , al centro tra il bancofrigo dei latticini ed il reparto surgelati.

Mi fermai con il carrello della spesa alla mia destra a fissarLa, mentre lei, ovviamente, ricambiava.

In quel frangente ebbi la sensazione che il tempo si fosse fermato. Esistevamo solo io e lei nell’universo, immersi in uno scontro all’ultimo sangue a colpi di sguardi.
Per me lo scontro ci fu eccome. Mentre cercavo di distogliere lo sguardo, un orrore penetrante s’impadronì di me. Mi sentii completamente paralizzato.

La Porta era diventava come un magnete, più tentavo di voltarmi dall’altra parte e più sentivo una forza che mi attirava a Lei.

Ricordo di essermi voltato con uno strattone e di aver visto un ragazzino che, accorgendosi del mio movimento repentino, aveva smesso di tastare la frutta.

Tutto sudato guardai uno per uno le persone all’interno del negozio, ma nessuno sembrava essersi accorto di nulla.

Strano eppure credevo di aver urlato nello sforzo di distogliere lo sguardo.

Ripresi a fare la spesa. Dovevo calmarmi, visto che avevo cominciato a tremare.

  ***

Uscito dal negozio mi investì una folata di vento tonificante e capì di avere assolutamente bisogno di una bella passeggiata.
Decisi di fermarmi, già che ero di strada, dal mio amico Richard. Non abitava molto lontano da casa mia.

La casa di Richard era sempre un caos di odori. Quel giorno però prevaleva quello di patatine fritte.
Suonato il campanello lo sentii correre per venire ad aprire.

È l’unico amico del liceo con cui sono rimasto in contatto. Uno spirito libero, forse anche troppo. Fissato con la psicologia, ne sapeva una più del diavolo. Richard è l’unica persona che sa ascoltarmi

Gli raccontai cosa mi era successo al Grocery. Ero sollevato nel vedere Richard accendersi una sigaretta, segno tipico, il suo, di quando è particolarmente concentrato su quello che gli viene detto.

Finito il racconto avvertii una guerra dentro di me, erano tornati i tremori ma allo stesso tempo mi sentivo meglio. Come se mi fossi liberato da un macigno.

Le parole della nostra conversazione sono ancora impresse a fuoco nella mia mente.
– Da quello che vedo , amico mio, questi sono tutti sintomi di un esaurimento nervoso da stress. Sei arrivato al punto di rottura. La porta di per sé non ha niente che non và, e solo una porta, ma è stato in quel momento che dentro di te lo stress ha raggiunto il punto di rottura per poi esplodere
Cosa mi consigli di fare?– chiesi io allora
-Innanzitutto se la situazione peggiora, dovrai andare da un vero psicologo, come già avevi fatto in passato. Lo prendi ancora il Talofan?- Mi guardò pensieroso
Si– mentii.
Per il momento dovresti “staccare la spina” , fatti un viaggio, lontano da tutto e da tutti. La porta sta diventando la tua malattia.
Qualcosa che il tuo sistema nervoso in sovraccarico sta usando come capro espiatorio.
E non tornare li finché ,una volta davanti ad essa ,per te non sarà altro che una comune porta – mi osservò allora con uno sguardo inquisitorio, molto strano in Richard.
Thomas, ricordati che l’esaurimento nervoso è una malattia

Ricordo che quando uscii si era alzato un vento pazzesco. Ancora con le buste in mano mi diressi verso casa.
A metà strada mi fermai. Non saprei come descriverlo ma sono quasi sicuro di aver sentito una voce chiamare il mio nome, chiara e limpida, che mi giunse dritta al cuore.

Mi voltai ma non vidi nessuno. Pensando di essermela immaginata continuai verso casa, ripensando alle parole di Richard. Un viaggio? Io ? E chi ne aveva mai fatto.

Purtroppo al tempo ero ignaro del fatto che a breve ne avrei fatto uno di sola andata … Per l’Inferno 

Scusate l'attesa ! Quale parola volete che caratterizzi il prossimo capitolo?

  • Sangue (9%)
    9
  • Sogno (73%)
    73
  • Valigia (18%)
    18
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

161 Commenti

  • Ciao, BlackCat.
    Scusa il ritardo, sono sempre un po’ di corsa.
    Complimenti per la conclusione, sei riuscito a cucire un finale interessante e a lasciarci con qualche domanda su cosa ci sia davvero dietro quella benedetta porta.
    Ci sono dei piccoli errori qua e là, ma credo dipendano dal fatto che non vivi più in Italia.
    Ti hanno già fatto notare tutto, io mi limito a congratularmi per aver portato a termine il progetto, cosa che io stento a fare…
    Bravo, ci rileggiamo.

    Alla prossima!

    • Ciao Kez 🙂
      Grazie mille per avermi seguito e supportato fino a qua 🙂
      Mi piace l’idea che gli errori dipendano dal fatto che non vivo piu’ in Italia da molto tempo 🙂 forse un po’ e’ vero, leggendo e parlando costantemente in inglese a volte cerco di esprimenre dei concetti che in inglese hanno senso e che poi mi accorgo in italiano non abbiano molto senso 🙂
      Questo progetto mi ha dato del filo da torcere lo ammetto ma forse sono un po’ masochista e alla fine lo porto avanti nonostante tutto 😀
      Vedrai che anche tu riuscirai a concludere il tuo , sto ancora aspettando il capitolo 9 dell’impiccato 🙂
      Io intanto mi sono buttotato in un nuovo progetto (masochista puro 🙂 ) dove non solo si leggera’ ma si ascoltera’ della musica e l’andamento della storia dipendera’ dalle scelte musicali che faranno i lettori a fine capitolo 🙂
      Se ti fa piacere mi trovi qua
      https://theincipit.com/2023/07/cavalcando-il-fulmine-blackcat0/
      A presto 🙂

  • Capitolo 10)

    Ciao Black!

    Inizio complimentandomi per la conclusione della storia.
    Mi accodo al consiglio di Fenderman: il capitolo ha bisogno di essere revisionato. Forse anche a causa di qualche taglio, ci sono delle parti che andrebbero sistemate, ma avrai di certo tempo di farlo nel file privato! 😉 Ci sono altre forme espressive che mi hanno convinto poco, e altre che potrebbero essere perfezionate per dare più carica e incisività al testo. Un esempio:
    “Era andato in pensione da qualche anno ma continuava ad aiutare la polizia in borghese – Un passatempo – diceva lui. Io invece pensavo che era nato con quella natura e non poteva fare altrimenti.”
    Giocando con lo stesso spazio:
    “La pensione gli andava stretta: Keith aveva continuato a collaborare con la polizia, in borghese. – Un passatempo – sosteneva. Lo sguardo, però, lo tradiva: era uno di quegli uomini nati con la divisa, e l’avrebbe indossata anche al suo funerale.”
    Ovviamente, questa mia forma è scritta di getto, ma ricordati che ogni passaggio può esaltare la scena che stai raccontando 🙂
    Ricorda che, essendo per l’appunto una narrazione fatta dal protagonista, spesso non c’è bisogno di esprimere il suo “pensiero”, perché lo stai già facendo nel raccontare qualcosa, imponendo la sua visione in tutto ciò che descrive.

    Spero di essere tornato utile!
    Alla prossima. Sarò di certo tra i lettori! 😉

    • Ciao G.G. 🙂
      Grazie mille per il tuo supporto e per avermis eguito fino alla fine nonostante i mille errori e inciampi lungo il percorso 🙂
      La storia di suo avrebbe bisogno di molto piu’ spazio di modo da poter dare un carattere piu’ incisivo ai personaggi che e’ stato lo ammetto assai tralasciato 🙂
      Grazie mille per i tuoi suggerimenti , mi aiuteranno parecchio a revisionare e modificare il file esteso in privato e anche a fare piu’ esercizio sul caratterizzare i personaggi anche in poco spazio attraverso l’utilizzo di semplici battute 🙂
      Mi sto ora dedicando ad un nuovo progetto su The Incipit (ahia XD) stavolta oltre che di lettura anche musicale , nel senso che l’andamento della storia verra’ deciso anche dalla traccia musicale che i lettori sceglieranno tra le opzioni date a fine capitolo 🙂
      Se ti interessa mi trovi qua
      https://theincipit.com/2023/07/cavalcando-il-fulmine-blackcat0/
      A presto 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi