Quella Porta …

Dove eravamo rimasti?

Scusate l'attesa ! Quale parola volete che caratterizzi il prossimo capitolo? Sogno (73%)

Dal Diario Di Thomas Wilston : Giorno 15

Voglio ora raccontarvi di quello che, sono ormai sempre più convinto, sia stato un sogno ad occhi aperti.

No, non c’entra La Porta, stavolta, non direttamente… Ma quello fu anche il giorno che presi la fatidica decisione che portò ai fatti per cui sono stato accusato ingiustamente…

Decisi di ascoltare il consiglio di Richard, senza nemmeno sapere il perchè. La valigia era là immobile sul mio letto, quasi vuota.

Restai un bel pò ,sovrapensiero, a fissarla come nella speranza che forse si completasse da sola, per il momento nel fondo avevo solo riposto sette paia di calze, rigorosamente estive e rigorosamente bianche ,sette paia di mutande, rigorosamente extra large. E poi?

Dannazione più ci pensavo e più non mi ricordavo quando fosse l’ultima volta che avessi preso delle ferie… da solo intendo… e al mare?
Forse da quando ci andavo con i mei genitori ogni domenica, quando ancora mio padre … era presente.
Ma questa sarebbe tutta un’altra storia.

E così, come quel pomeriggio La Porta mi aveva magneticamente attratto a se, ora fissavo quella valigia semi vuota incantato, mentre i miei pensieri correvano già al giorno della partenza.

Ed ero là a fissarla, con tutti questi bei pensieri in testa, che il solo ricordo, ancora oggi, mi fa venire il sudore freddo e le vertigini…

E proprio mentre ero ancora intento a osservarla, come se fosse la prima volta che la vedessi, con uno scatto improvviso si chiuse.
Da sola! Come se spinta da una mano invisibile, con un flebile clack!

Stento ancora a crederci. Magari la parte superiore che era appoggiata alla parete, scivolando lungo il muro, arrivò al punto di capitolare in avanti.

Non riuscivo a muovermi , era come se fossi in uno stato di trance e le gambe non rispondessero agli stimoli del cervello .

La parte superiore della valigia, nel cadere, si era appoggiata sulla cerniera della parte inferiore e se ne stava ferma, con i suoi denti scoperti, a formare una sorta di ghigno.

I due quadrati che formavano il disegno della valigia , invece, mi guardavano come due enormi occhi neri privi di sentimenti.

Tu devi restare qua...- disse muovendo leggermente la lampo – E non urlare mi raccomando! Non urlare!-

Fu allora che le mie gambe cedettero e caddi seduto di peso sulla moquette della mia camera da letto.
Avevo appena assistito ad una valigia parlante.

La sua voce era la stessa che mi aveva chiamato quella sera, qualche giorno prima , di ritorno dal Grocery.
Le sue parole richiamarono in me un sentimento di disagio. Qualcosa che proveniva da un passato ormai dimenticato…
Il passato di un bambino che dovrebbe ricordarsi solo giochi spensierati e dolci giornate, e non notti di paura e puzza di alcool…

So che penserete che mi sono completamente bevuto il cervello ma non è così, ve lo posso assicurare e sono anche sicuro che, se mi avessero voluto ibernare quel giorno, avrebbero potuto farlo senza problemi perchè il sangue mi si era completamente congelato.

Nonostante tutto continuai a fissarla. Ora se ne stava immobile come se in attesa della mia mossa successiva.
Quella piccola parte del mio cervello che era rimasta sveglia mi mandava flebili segnali del tipo “è solo una valigia idiota, svegliati!”

Thom… as- La lampo si mosse ancora.

Poi accadde qualcosa che sono sicuro mi ricorderò finchè vivrò .
Le ombre degli oggetti sulla mensola accanto al letto cominciarono ad allungarsi da sole lungo la parete a formare una croce storta…
Questa proseguì poi con il dividersi in varie ombre più piccole che spostandosi sul muro formarono delle lettere tutte in stampatello maiuscolo :

T U
M I
H A I
U C C I S O !

Fu allora che cominciai a tremare in tutto il corpo e poi… il buio.

Mi risvegliai non so quanto tempo dopo ancora sul pavimento. Ero completamente sudato e pieno di vomito sui miei vestiti…

Mi alzai, ancora barcollante e mi feci cadere su una sedia. La prima cosa che controllai fu il letto. La valigia se ne stava silenziosa come lo era sempre stata…

Un sogno? Si è vero ho detto che ormai lo considero così… ma quel giorno ero convintissimo di aver avuto una visione.

Decisi di chiamare Richard. Sicuramente lui mi avrebbe ascoltato e mi avrebbe calmato.

Sullo schermo del telefono lampeggiava il nome della Stronza con ventidue chiamate perse.
Chiamai lei invece.

La nostra piccola conversazione non sto a raccontarvela ma potete imagginarla. Le solite urla, i soliti insulti e poi la frase che cambiò il mio destino per sempre…

– Cosa vuol dire che parti? Non starai scappando un’altra volta dai tuoi doveri? Caro il mio malato! Non sai fare altro. Io ti avverto Thomas, Lunedì Alice ha il colloquio con il dottor Smith, e tu ce la porti! –

Misi giù il telefono e dentro di me già sapevo che non sarei mai andato da nessuna parte.

La colpa di tutto era della Porta, ed era ora mio dovere fare i conti con Lei.

Esaurimento o no, ero pronto ad affrontare tutti i miei problemi,
cara la mia Stronza e cari voi tutti che state dedicando tempo alle mie pagine … 

Abbiamo dato voce a Thomas e al suo punto di vista. Interpelliamo ora qualcuno a lui vicino. Chi ascolteremo nel prossimo capitolo ?

  • Matthew. Uno dei suoi colleghi (0%)
    0
  • Charlotte. La commessa del Grocery (30%)
    30
  • Richard. Il migliore amico ! (70%)
    70
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161 Commenti

  • Ciao, BlackCat.
    Scusa il ritardo, sono sempre un po’ di corsa.
    Complimenti per la conclusione, sei riuscito a cucire un finale interessante e a lasciarci con qualche domanda su cosa ci sia davvero dietro quella benedetta porta.
    Ci sono dei piccoli errori qua e là, ma credo dipendano dal fatto che non vivi più in Italia.
    Ti hanno già fatto notare tutto, io mi limito a congratularmi per aver portato a termine il progetto, cosa che io stento a fare…
    Bravo, ci rileggiamo.

    Alla prossima!

    • Ciao Kez 🙂
      Grazie mille per avermi seguito e supportato fino a qua 🙂
      Mi piace l’idea che gli errori dipendano dal fatto che non vivo piu’ in Italia da molto tempo 🙂 forse un po’ e’ vero, leggendo e parlando costantemente in inglese a volte cerco di esprimenre dei concetti che in inglese hanno senso e che poi mi accorgo in italiano non abbiano molto senso 🙂
      Questo progetto mi ha dato del filo da torcere lo ammetto ma forse sono un po’ masochista e alla fine lo porto avanti nonostante tutto 😀
      Vedrai che anche tu riuscirai a concludere il tuo , sto ancora aspettando il capitolo 9 dell’impiccato 🙂
      Io intanto mi sono buttotato in un nuovo progetto (masochista puro 🙂 ) dove non solo si leggera’ ma si ascoltera’ della musica e l’andamento della storia dipendera’ dalle scelte musicali che faranno i lettori a fine capitolo 🙂
      Se ti fa piacere mi trovi qua
      https://theincipit.com/2023/07/cavalcando-il-fulmine-blackcat0/
      A presto 🙂

  • Capitolo 10)

    Ciao Black!

    Inizio complimentandomi per la conclusione della storia.
    Mi accodo al consiglio di Fenderman: il capitolo ha bisogno di essere revisionato. Forse anche a causa di qualche taglio, ci sono delle parti che andrebbero sistemate, ma avrai di certo tempo di farlo nel file privato! 😉 Ci sono altre forme espressive che mi hanno convinto poco, e altre che potrebbero essere perfezionate per dare più carica e incisività al testo. Un esempio:
    “Era andato in pensione da qualche anno ma continuava ad aiutare la polizia in borghese – Un passatempo – diceva lui. Io invece pensavo che era nato con quella natura e non poteva fare altrimenti.”
    Giocando con lo stesso spazio:
    “La pensione gli andava stretta: Keith aveva continuato a collaborare con la polizia, in borghese. – Un passatempo – sosteneva. Lo sguardo, però, lo tradiva: era uno di quegli uomini nati con la divisa, e l’avrebbe indossata anche al suo funerale.”
    Ovviamente, questa mia forma è scritta di getto, ma ricordati che ogni passaggio può esaltare la scena che stai raccontando 🙂
    Ricorda che, essendo per l’appunto una narrazione fatta dal protagonista, spesso non c’è bisogno di esprimere il suo “pensiero”, perché lo stai già facendo nel raccontare qualcosa, imponendo la sua visione in tutto ciò che descrive.

    Spero di essere tornato utile!
    Alla prossima. Sarò di certo tra i lettori! 😉

    • Ciao G.G. 🙂
      Grazie mille per il tuo supporto e per avermis eguito fino alla fine nonostante i mille errori e inciampi lungo il percorso 🙂
      La storia di suo avrebbe bisogno di molto piu’ spazio di modo da poter dare un carattere piu’ incisivo ai personaggi che e’ stato lo ammetto assai tralasciato 🙂
      Grazie mille per i tuoi suggerimenti , mi aiuteranno parecchio a revisionare e modificare il file esteso in privato e anche a fare piu’ esercizio sul caratterizzare i personaggi anche in poco spazio attraverso l’utilizzo di semplici battute 🙂
      Mi sto ora dedicando ad un nuovo progetto su The Incipit (ahia XD) stavolta oltre che di lettura anche musicale , nel senso che l’andamento della storia verra’ deciso anche dalla traccia musicale che i lettori sceglieranno tra le opzioni date a fine capitolo 🙂
      Se ti interessa mi trovi qua
      https://theincipit.com/2023/07/cavalcando-il-fulmine-blackcat0/
      A presto 🙂

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