Quella Porta …

Dove eravamo rimasti?

Abbiamo dato voce a Thomas e al suo punto di vista. Interpelliamo ora qualcuno a lui vicino. Chi ascolteremo nel prossimo capitolo ? Richard. Il migliore amico ! (70%)

Dal Verbale Del Processo A Thomas Wilston . Prima Testimonianza Di Richard Thorton

Questo documento rappresenta la deposizione del signor Richard Thorton, amico intimo sia dell’incriminato, Thomas Wilston, sia della vittima, Pamela Wilston.
In data odierna la testimonianza viene udita in questa corte in assenza dell’imputato.

P.M.
“Signor Thorton, ci risulta che lei sia un amico della famiglia Wilston da moltissimo tempo. Ha accettato di testimoniare per noi oggi, sotto giuramento, dicendo di sentirsi in colpa per quanto accaduto. Può spiegarci cosa intende?”

TESTE
“Certo. Sono stato io a chiamare Pamela pregandola di venire a trovare Thomas, in quanto non fossi per niente tranquillo sulla sua salute mentale.”

P.M.
“Si spieghi meglio”

TESTE
“Tutto accadde all’incirca tre mesi fa. Di ritorno da un convegno…”

P.M.
“Che tipo di convegno?”

TESTE
“Sono un fanatico della psicologia, io e altri miei amici qualche volta organizziamo delle riunioni sull’argomento. Quella notte tornavo proprio da una di queste.”

P.M.
“Prosegua”

TESTE
“Mi fermai al Grocery Shop, che non dista molto da casa mia. Sa nel parcheggio c’è un piccolo distributore di benzina che fornisce anche un servizio di gonfiaggio pneumatici…”

P.M.
“Si limiti a fornire solo dettagli rilevanti al caso. Il Grocery Shop è lo stesso legato all’imputato?”

TESTE
“Si. E fui lì che lo vidi, Thomas. Era pallido come un cencio e si aggirava tra le varie auto in sosta con una macchina fotografica, scattando foto alle varie telecamere di video sorveglianza disposte lungo il perimetro del parcheggio. Il che, sebbene strano, non sarebbe niente di preoccupante, se qualche settimana prima lui stesso non fosse venuto a casa mia parlandomi di una specie di ossessione riguardante proprio una “porta” di quel negozio”

P.M.
“La porta in questione è la stessa alla quale sono legati sia l’imputato che questo processo?”

TESTE
“Credo proprio di si”

P.M.
“Prosegua”

TESTE
“Lo salutai – Ehi Thomas che ci fai qui? Ma non dovevi essere alle Bahamas?-
Vede, signor giudice, avevo consigliato a Thomas di prendersi delle vacanze in quanto le sue ossessioni potevano dipendere da un esaurimento…”

P.M.
“Sappiamo che l’imputato soffrisse di disturbo ossessivo compulsivo e problema dissociativo della personalità, da cui derivassero le sue ossessioni. Ma prosegua”

TESTE
“Mi si avvicinò allora, e notai che oltre ad essere pallidissimo avesse anche gli occhi di una persona che non dormisse da diverse notti. Gli chiesi che ci facesse a fotografare delle telecamere in un parcheggio e mi rispose molto bruscamente – si tratta di una ricerca per lavoro… sto molto meglio, sai, non credo che si trattase di esaurimento alla fin fine-
Signor giudice, io sono una persona molto pacata, ma riesco a fiutare, mi sia concesso il termine, una presa per il culo da lontano un miglio e così risposi un pò troppo impulsivamente forse – Ma ti sei visto allo specchio di recente? Sembri un “cadavere”- si usai proprio quel termine – che si aggira come un sorcio tra i parcheggi di un negozio all’ora di chiusura –
Poi accorgendomi della mia impulsività, mi morsi la lingua e gli dissi – Sono molto preoccupato per la tua salute…- ”

P.M.
“Ha una memoria davvero di ferro signor Torthon. Si ricordi che è sotto giuramento”

TESTE
“Su per giù le parole erano quelle. La sua risposta fu quella che fece cambiare le carte in tavola. Mi disse – Siamo cari amici ma questa volta stai esagerando! Non puoi farmi la paternale solo perchè non ho seguito il tuo consiglio e ho deciso di rimanere qua invece di partirmene! Sono fatti miei!
Inoltre… sto… sto aspettando qualcuno-
E disse ciò balbettando. Il che rese il tutto ancora meno credibile ai miei occhi.
Fortuna volle che la sera avevo il biglietto da visita che mi aveva lasciato un mio caro amico, Il dottor Ervin Dubranov. Esperto in psicoterapia cognitivo comportamentale. Sa vostro onore è un ramo della psicologia che non crede nelle medicine, ma pensa che tutto si possa risolvere studiando il comportamento…”

PRESIDENTE
“Lo sappiamo signor Thorton, prosegua…”

TESTE
“Cercai di spiegarlo anche a lui e gli lasciai il biglietto da visita in mano. Senza aspettare risposta salii in macchina e mi diressi verso casa. Notai però dallo specchio retrovisore che una figura femminile riccioluta gli si avvicinò. Stava veramente aspettando qualcuno…”

P.M.
“La riconobbe?”

TESTE
“Si era quella ragazza che lavora al Grocery, mi sfugge il nome ora… Carla Kendra…?”

P.M.
“Intende Charlotte Kender?”

TESTE
“Ecco lei.”

P.M.
“Sappiamo che l’imputato ha avuto a che fare con la Kender. La ragazza, come lei, ha accettato di testimoniare in questo processo. Ora però stiamo parlando di lei signor Thorton. Dopo ciò cosa ha fatto?”

TESTE
“Ho fatto l’errore più grande della mia vita. Una volta tornato a casa ho chiamato l’unica persona che da sempre è riuscita a dare una calmata a Thomas. Sua sorella maggiore, Pamela Wilston. L’avessi mai fatto…”

A questo punto il testimone irrompe in un pianto straziante e la testimonianza viene rinviata a data da definirsi 

Il Mistero si Infittisce... Di cosa parleremo nel prossimo capitolo?

  • Ma queste foto fatte da Thomas nel parcheggio del Grocery? (56%)
    56
  • Un triste avvenimento riavvicina Thomas e Vanessa (0%)
    0
  • La relazione tra Thomas e Charlotte (44%)
    44
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161 Commenti

  • Ciao, BlackCat.
    Scusa il ritardo, sono sempre un po’ di corsa.
    Complimenti per la conclusione, sei riuscito a cucire un finale interessante e a lasciarci con qualche domanda su cosa ci sia davvero dietro quella benedetta porta.
    Ci sono dei piccoli errori qua e là, ma credo dipendano dal fatto che non vivi più in Italia.
    Ti hanno già fatto notare tutto, io mi limito a congratularmi per aver portato a termine il progetto, cosa che io stento a fare…
    Bravo, ci rileggiamo.

    Alla prossima!

    • Ciao Kez 🙂
      Grazie mille per avermi seguito e supportato fino a qua 🙂
      Mi piace l’idea che gli errori dipendano dal fatto che non vivo piu’ in Italia da molto tempo 🙂 forse un po’ e’ vero, leggendo e parlando costantemente in inglese a volte cerco di esprimenre dei concetti che in inglese hanno senso e che poi mi accorgo in italiano non abbiano molto senso 🙂
      Questo progetto mi ha dato del filo da torcere lo ammetto ma forse sono un po’ masochista e alla fine lo porto avanti nonostante tutto 😀
      Vedrai che anche tu riuscirai a concludere il tuo , sto ancora aspettando il capitolo 9 dell’impiccato 🙂
      Io intanto mi sono buttotato in un nuovo progetto (masochista puro 🙂 ) dove non solo si leggera’ ma si ascoltera’ della musica e l’andamento della storia dipendera’ dalle scelte musicali che faranno i lettori a fine capitolo 🙂
      Se ti fa piacere mi trovi qua
      https://theincipit.com/2023/07/cavalcando-il-fulmine-blackcat0/
      A presto 🙂

  • Capitolo 10)

    Ciao Black!

    Inizio complimentandomi per la conclusione della storia.
    Mi accodo al consiglio di Fenderman: il capitolo ha bisogno di essere revisionato. Forse anche a causa di qualche taglio, ci sono delle parti che andrebbero sistemate, ma avrai di certo tempo di farlo nel file privato! 😉 Ci sono altre forme espressive che mi hanno convinto poco, e altre che potrebbero essere perfezionate per dare più carica e incisività al testo. Un esempio:
    “Era andato in pensione da qualche anno ma continuava ad aiutare la polizia in borghese – Un passatempo – diceva lui. Io invece pensavo che era nato con quella natura e non poteva fare altrimenti.”
    Giocando con lo stesso spazio:
    “La pensione gli andava stretta: Keith aveva continuato a collaborare con la polizia, in borghese. – Un passatempo – sosteneva. Lo sguardo, però, lo tradiva: era uno di quegli uomini nati con la divisa, e l’avrebbe indossata anche al suo funerale.”
    Ovviamente, questa mia forma è scritta di getto, ma ricordati che ogni passaggio può esaltare la scena che stai raccontando 🙂
    Ricorda che, essendo per l’appunto una narrazione fatta dal protagonista, spesso non c’è bisogno di esprimere il suo “pensiero”, perché lo stai già facendo nel raccontare qualcosa, imponendo la sua visione in tutto ciò che descrive.

    Spero di essere tornato utile!
    Alla prossima. Sarò di certo tra i lettori! 😉

    • Ciao G.G. 🙂
      Grazie mille per il tuo supporto e per avermis eguito fino alla fine nonostante i mille errori e inciampi lungo il percorso 🙂
      La storia di suo avrebbe bisogno di molto piu’ spazio di modo da poter dare un carattere piu’ incisivo ai personaggi che e’ stato lo ammetto assai tralasciato 🙂
      Grazie mille per i tuoi suggerimenti , mi aiuteranno parecchio a revisionare e modificare il file esteso in privato e anche a fare piu’ esercizio sul caratterizzare i personaggi anche in poco spazio attraverso l’utilizzo di semplici battute 🙂
      Mi sto ora dedicando ad un nuovo progetto su The Incipit (ahia XD) stavolta oltre che di lettura anche musicale , nel senso che l’andamento della storia verra’ deciso anche dalla traccia musicale che i lettori sceglieranno tra le opzioni date a fine capitolo 🙂
      Se ti interessa mi trovi qua
      https://theincipit.com/2023/07/cavalcando-il-fulmine-blackcat0/
      A presto 🙂

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