Quella Porta …

Dove eravamo rimasti?

Il Mistero si Infittisce... Di cosa parleremo nel prossimo capitolo? Ma queste foto fatte da Thomas nel parcheggio del Grocery? (56%)

Dal Verbale Del Processo A Thomas Wilston . Testimonianza Di Matthew Dallas

La testimonianza è stata redatta in forma breve su richiesta del Giudice. Trattasi di un botta e risposta tra il signor Matthew Dallas, collega dell’imputato e il Pubblico Ministero. Per semplificare, le domande dell’accusa verranno trascritte in corsivo.

“Signor Dallas, lei oggi porta la sua testimonianza, sotto giuramento, ritenendo di avere delle informazioni su Thomas utili al caso! Conferma?”

“Si. Confermo.”

“Perfetto, può procedere”

“Il fatto è avvenuto agli inizi di Novembre, circa un mese e mezzo prima dell’accaduto. Thomas era un tipo strano, sempre sulle sue, non amava molto interagire con i colleghi… se proprio non necessario…”

“Non si dilunghi per favore”

“Quel giorno ricordo che entrò a testa bassa come suo solito. Quando cercò di dirigersi verso il suo ufficio, la donna delle pulizie urlò qualcosa come – Non oltrepassi quella Porta! – in maniera scherzosa. Il che Vostro Onore, non sarebbe niente di speciale se non fosse stato per la sua reazione. Prima divenne completamente bianco e cominciò a sudare, tanto che pareva dovesse svenire da un momento all’altro, poi cominciò ad urlare e bestemmiare contro la donna delle pulizie. Signor Giudice, non potrei mai dimenticarmi la sua faccia, sembrava un pazzo in preda ad un raptus omicida”

“Urla, bestemmie e percosse?”

“No, nessuna violenza se non verbale. Non appena si accorse di essere osservato da tutti, abbassò nuovamente la testa e si rinchiuse nel suo ufficio”

“Tutto qua?”

“Venne poi a trovarmi quel pomeriggio. Fu allora che notai quanto fosse dimagrito e invecchiato. Mi chiese se poteva sedersi e io lo invitai a farlo. Si sedette e poggiò delle foto sulla mia scrivania.”

“Si ricorda che tipo di foto?”

“Si. Erano delle telecamere di videosorveglianza”

“Interessante. Sa essere più preciso al riguardo?”

“Le foto erano state scattate in notturna e abbastanza sfocate , ma so per certo che fossero quelle del Grocery Shop. Fu lui stesso a dirmelo assieme ad un mare di frottole che mi fecero pensare sin da subito stesse nascondendo qualcosa”

“Cosa le disse?”

“Mi raccontò che il cugino stesse cercando di aprire una gioielleria e che gli avesse chiesto di aiutarlo ad informarsi su dei sistemi di videosorveglianza. Mi disse – Penso che la sicurezza venga prima di tutto. Queste sono le telecamere del Grocery Shop, dove vado di frequente a fare la spesa, secondo te sono sicure?-
A ciò risposi che non essendoci mai stato non sapevo riconoscerne il modello, ma che in giro ce ne fossero veramente di tantissimi tipi, tanti quanti i modi per aggirarle”

“E lei parlò con l’imputato di questi modi?”

“Purtroppo si ma, come ho già menzionato, pensavo mi stesse sparando un mare di sciocchezze e cercai di stare al suo gioco. Un po’ anche per levarmelo di torno”

“Si ricorda che cosa gli disse?”

“Gli parlai degli illuminatori a Led e dei Jammer. Gli spiegai che il punto debole delle telecamere sono i raggi infrarossi, a noi invisibili. I Led possono emettere un raggio luminoso fortissimo per l’obiettivo della telecamera. Se ne possono costruire anche di piccolissimi oggi giorno e nasconderli fra i capelli, facendo in modo che compaia un alone la dove dovrebbe esserci la testa nell’immagine. I Jammer invece sono dei disturbatori di frequenza. Essi vanno ad interferire sulle frequenze telefoniche o sui Wi-Fi. Ovviamente illegali”

“E lei ha fornito a Wilston tutte queste informazioni? Lui dopo che ha fatto?”

“Prese penna e taccuino e si appuntò le informazioni per filo e per segno. Mi creda Signor Giudice, sentivo che c’era del marcio ma non pensavo che potesse arrivare a tanto…”

“Concluda. Avete parlato d’altro dopo?”

“Per quanto mi ricordo calò un silenzio quasi assoluto tra noi, se non fosse per lo scorrere della penna sul foglio e il suo respiro pesante. Sembrava sofferente e il suo alito puzzava di alcool, di questo ne ero certo. Fui io a rompere il silenzio, ricordandomi che da poco fosse morta la sua ex suocera. Tesi la mano per dargli le condoglianze ma rimase a fissarmi con sguardo vuoto. Mi fece venire i brividi”

“La conversazione finì la?”

“Mi rispose dopo un pò, come riprendendosi da una sorta di trance – Ah si grazie Matt, e si sono cose della vita- ripiegò quel foglio e se lo mise in tasca. Ignorò la mia mano e si alzò pronto ad uscire. Fu li che lo fermai dicendogli -Thomas? Tutto a posto? Non hai una bella cera. Se c’è qualcosa che posso fare per te dimmelo. In fin dei conti siamo colleghi lo sai. Se non ci si aiuta fra di noi…-”

“E Wilston?”

“Fece una smorfia che poteva assomigliare ad un sorriso e disse – Ah si scusami, sono un pò stanco ultimamente, sai ho ospiti a casa, mia sorella Pamela è venuta a trovarmi dagli Stati Uniti. La compagnia è bella ma dopo qualche giorno l’ospite è come il pesce, dicono – e scoppiò in una risata isterica. – Beh salutami tanto Pamela allora. E tienimi aggiornato anche su tuo cugino così vedo se posso procurarti un po’ di materiale su cui informarti- conclusi chiudendo la porta con un sospiro di sollievo. 

Ripassiamo la palla a Thomas. Cosa vedremo nel prossimo capitolo?

  • Cosa sta pianificando Thomas (33%)
    33
  • L'arrivo di Pamela (67%)
    67
  • Il passato di Thomas (0%)
    0
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161 Commenti

  • Ciao, BlackCat.
    Scusa il ritardo, sono sempre un po’ di corsa.
    Complimenti per la conclusione, sei riuscito a cucire un finale interessante e a lasciarci con qualche domanda su cosa ci sia davvero dietro quella benedetta porta.
    Ci sono dei piccoli errori qua e là, ma credo dipendano dal fatto che non vivi più in Italia.
    Ti hanno già fatto notare tutto, io mi limito a congratularmi per aver portato a termine il progetto, cosa che io stento a fare…
    Bravo, ci rileggiamo.

    Alla prossima!

    • Ciao Kez 🙂
      Grazie mille per avermi seguito e supportato fino a qua 🙂
      Mi piace l’idea che gli errori dipendano dal fatto che non vivo piu’ in Italia da molto tempo 🙂 forse un po’ e’ vero, leggendo e parlando costantemente in inglese a volte cerco di esprimenre dei concetti che in inglese hanno senso e che poi mi accorgo in italiano non abbiano molto senso 🙂
      Questo progetto mi ha dato del filo da torcere lo ammetto ma forse sono un po’ masochista e alla fine lo porto avanti nonostante tutto 😀
      Vedrai che anche tu riuscirai a concludere il tuo , sto ancora aspettando il capitolo 9 dell’impiccato 🙂
      Io intanto mi sono buttotato in un nuovo progetto (masochista puro 🙂 ) dove non solo si leggera’ ma si ascoltera’ della musica e l’andamento della storia dipendera’ dalle scelte musicali che faranno i lettori a fine capitolo 🙂
      Se ti fa piacere mi trovi qua
      https://theincipit.com/2023/07/cavalcando-il-fulmine-blackcat0/
      A presto 🙂

  • Capitolo 10)

    Ciao Black!

    Inizio complimentandomi per la conclusione della storia.
    Mi accodo al consiglio di Fenderman: il capitolo ha bisogno di essere revisionato. Forse anche a causa di qualche taglio, ci sono delle parti che andrebbero sistemate, ma avrai di certo tempo di farlo nel file privato! 😉 Ci sono altre forme espressive che mi hanno convinto poco, e altre che potrebbero essere perfezionate per dare più carica e incisività al testo. Un esempio:
    “Era andato in pensione da qualche anno ma continuava ad aiutare la polizia in borghese – Un passatempo – diceva lui. Io invece pensavo che era nato con quella natura e non poteva fare altrimenti.”
    Giocando con lo stesso spazio:
    “La pensione gli andava stretta: Keith aveva continuato a collaborare con la polizia, in borghese. – Un passatempo – sosteneva. Lo sguardo, però, lo tradiva: era uno di quegli uomini nati con la divisa, e l’avrebbe indossata anche al suo funerale.”
    Ovviamente, questa mia forma è scritta di getto, ma ricordati che ogni passaggio può esaltare la scena che stai raccontando 🙂
    Ricorda che, essendo per l’appunto una narrazione fatta dal protagonista, spesso non c’è bisogno di esprimere il suo “pensiero”, perché lo stai già facendo nel raccontare qualcosa, imponendo la sua visione in tutto ciò che descrive.

    Spero di essere tornato utile!
    Alla prossima. Sarò di certo tra i lettori! 😉

    • Ciao G.G. 🙂
      Grazie mille per il tuo supporto e per avermis eguito fino alla fine nonostante i mille errori e inciampi lungo il percorso 🙂
      La storia di suo avrebbe bisogno di molto piu’ spazio di modo da poter dare un carattere piu’ incisivo ai personaggi che e’ stato lo ammetto assai tralasciato 🙂
      Grazie mille per i tuoi suggerimenti , mi aiuteranno parecchio a revisionare e modificare il file esteso in privato e anche a fare piu’ esercizio sul caratterizzare i personaggi anche in poco spazio attraverso l’utilizzo di semplici battute 🙂
      Mi sto ora dedicando ad un nuovo progetto su The Incipit (ahia XD) stavolta oltre che di lettura anche musicale , nel senso che l’andamento della storia verra’ deciso anche dalla traccia musicale che i lettori sceglieranno tra le opzioni date a fine capitolo 🙂
      Se ti interessa mi trovi qua
      https://theincipit.com/2023/07/cavalcando-il-fulmine-blackcat0/
      A presto 🙂

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