Quella Porta …

Dove eravamo rimasti?

Abbiamo analizzato il passato di Thomas ! Ora sta a voi decidere su cosa puntyare l'attenzione nel prossimo capitolo Thomas deve portare avanti il piano nonostante la presenza di Pamela (75%)

Le Ultime Pagine Del Diario Di Thomas Wilston

*Novembre*

Non potete neppure immaginare la felicità nello scoprire che la mia cara sorellina si sarebbe trattenuta niente poco di meno che fino a Natale.

“Finalmente passeremo un pò di tempo insieme e perchè non invitare anche Richard, il nostro caro amico”

Maledetta Porta, più ci pensavo e più mi era chiaro. Spero che anche voi arrivati a questo punto non abbiate più dubbi. Era stata “Lei” sin dal principio a mandare Pamela per osservarmi e mettermi i bastoni tra le ruote.
Ovviamente non si sarebbe levata di torno sin dopo le feste.

Devo ammettere che da un lato la presenza di Pamela non era per niente sgradita, anzi cercava di tirarmi su di morale… a modo suo.

Parlammo parecchio del nostro passato quei giorni. Della morte di nostro padre e di come mia madre abbia dato a me la colpa di quello che era accaduto.
Mi aveva addirittura spedito in una clinica per allontanarmi da casa. Diceva che era per il mio bene, ma nei suoi occhi si leggeva ben altro. Aveva paura!

I primi giorni Pamela cercò di convincermi ad andare dallo psicoterapeuta consigliatomi da Richard, ma non ci riuscì.

Più i giorni passavano e più mi sentivo contento che ci fosse. Oltre ad essere mia sorella era pur sempre qualcuno con cui parlare.
Dovetti però trasferire tutto il materiale che mi ero procurato fino a quel momento nel mio ufficio.

Avevo preso dei micro led che avrei indossato in varie parti del corpo per aggirare le telecamere e inoltre avevo trovato il modo di disattivare il sistema d’allarme centrale del Grocery. Avevo infine comprato una divisa da elettricista, per dare meno nell’occhio mentre avrei lavorato sull’allarme, e una mini fiamma ossidrica.

Il piano era semplice. La notte di Natale sarei andato al Grocery, avrei disattivato l’allarme e infine avrei fatto un buco in una delle finistre esterne.

Avevo calcolato tutto nei minimi dettagli. Avrei dovuto impiegarci meno di dieci minuti per intrufolarmi dentro il negozio. Chi avrebbe potuto dubitare di un’elettricista che faceva un controllo ai sistemi d’allarme?

Dovevo vincere a tutti i costi! Stavolta non sarei scappato.

*25 Dicembre*

Mi batteva il cuore tutto il giorno. Non stavo più nella pelle. Ero in ansia ma eccitato allo stesso tempo.

Avevo nascosto tutto in macchina. Avrei cenato con Pamela e Richard e poi via con una scusa.

Pamela aveva fatto un lavoro perfetto. La mia casa non era mai stata addobbata per le feste. Albero di Natale con tanto di regali e ghirlanda alla porta. Il vischio che pendeva dal lampadario e il modo in cui si era truccata mi dava ad intendere che più tardi lei avesse ben altri piani con Richard.

La mia festa sarebbe iniziata dopo cena. Quando avrei celebrato con una mia Vecchia Amica.

Ma, ancora una volta avevo sottovalutato La Porta. Fu quando preparavo la cena che accadde qualcosa che non avevo sicuramente pianificato.

Mentre prendevo l’olio per condire l’insalata la bottiglia mi scivolò e si ruppe in mille pezzi. Inprovvisamente tornai indietro di anni e mi ritrovai a casa dei miei genitori.
Mio padre aveva appena lanciato una bottiglia di olio contro il muro cercando di colpire Pamela ma l’aveva mancata.

“Resta lì Thomas, e non urlare mi raccomando!”

Improvvisamente tornai in me con la mano ancora chiusa a tenere una bottiglia invisibile. Una voce alle mie spalle mi fece sussultare.

“Ciao femminuccia, ti pisci ancora addosso per così poco?”

Mi voltai e all’ingresso della cucina c’era mio padre, con gli occhi rossi che ghignava.

Ora era mio padre, ora “La Porta” e lentamente si avvicinavano verso di me.

“Thomas! Vuoi affrontare i tuoi nemici? Vuoi sapere cosa c’è dietro di me? Vieni Thommy! Vieni all’inferno”

La porta si spalancò e dal suo interno vidi fuoriuscire delle fiamme e udii urla e rumore di catene

Lanciai un urlo e presi il coltello che avevo utilizzato per tagliare l’insalata. Stavolta avrei affrontato le mie paure. Feci un passo verso mio padre colpendolo con tutta la forza che avevo. Una , due tre volte. Lo vidi inginocchiarsi tenendosi la pancia.

“Thommy” disse.

Lo colpii un altra volta è cadde a terra. Me l’ero fatta sotto e tremavo come una foglia mossa dal vento.

Ancora incredulo chiusi gli occhi e gli riaprii. Guardai per terra ma non c’era mio padre bensì Pamela priva di sensi. Cercai di sollevarla ma era tutta ricoperta di sangue. Dovevo chiamare un dottore ma non c’era tempo. Sapevo esattamente che cosa era successo, avevo ancora l’arma in mano. Era stata “La Porta”. Si era presa anche lei, maledetta!
Era arrivato il momento di chiudere i conti una volta per tutti.

Corsi fuori da casa mia, portandomi dietro il coltello e salii in macchina. Lascio a voi intendere quale sarebbe stata la mia prossima meta.

***

E qua, cari lettori, il diario di Thomas si conclude in maniera brusca 

Per il semifinale : La morte di Pamela e l'arresto di Thomas . Da chi vogliamo ci venga raccontato al processo?

  • Un poliziotto. La polizia era a conoscenza del piano di Thomas (23%)
    23
  • Richard . Invitato alla cena di Natale (54%)
    54
  • Thomas stesso (23%)
    23
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161 Commenti

  • Ciao, BlackCat.
    Scusa il ritardo, sono sempre un po’ di corsa.
    Complimenti per la conclusione, sei riuscito a cucire un finale interessante e a lasciarci con qualche domanda su cosa ci sia davvero dietro quella benedetta porta.
    Ci sono dei piccoli errori qua e là, ma credo dipendano dal fatto che non vivi più in Italia.
    Ti hanno già fatto notare tutto, io mi limito a congratularmi per aver portato a termine il progetto, cosa che io stento a fare…
    Bravo, ci rileggiamo.

    Alla prossima!

    • Ciao Kez 🙂
      Grazie mille per avermi seguito e supportato fino a qua 🙂
      Mi piace l’idea che gli errori dipendano dal fatto che non vivo piu’ in Italia da molto tempo 🙂 forse un po’ e’ vero, leggendo e parlando costantemente in inglese a volte cerco di esprimenre dei concetti che in inglese hanno senso e che poi mi accorgo in italiano non abbiano molto senso 🙂
      Questo progetto mi ha dato del filo da torcere lo ammetto ma forse sono un po’ masochista e alla fine lo porto avanti nonostante tutto 😀
      Vedrai che anche tu riuscirai a concludere il tuo , sto ancora aspettando il capitolo 9 dell’impiccato 🙂
      Io intanto mi sono buttotato in un nuovo progetto (masochista puro 🙂 ) dove non solo si leggera’ ma si ascoltera’ della musica e l’andamento della storia dipendera’ dalle scelte musicali che faranno i lettori a fine capitolo 🙂
      Se ti fa piacere mi trovi qua
      https://theincipit.com/2023/07/cavalcando-il-fulmine-blackcat0/
      A presto 🙂

  • Capitolo 10)

    Ciao Black!

    Inizio complimentandomi per la conclusione della storia.
    Mi accodo al consiglio di Fenderman: il capitolo ha bisogno di essere revisionato. Forse anche a causa di qualche taglio, ci sono delle parti che andrebbero sistemate, ma avrai di certo tempo di farlo nel file privato! 😉 Ci sono altre forme espressive che mi hanno convinto poco, e altre che potrebbero essere perfezionate per dare più carica e incisività al testo. Un esempio:
    “Era andato in pensione da qualche anno ma continuava ad aiutare la polizia in borghese – Un passatempo – diceva lui. Io invece pensavo che era nato con quella natura e non poteva fare altrimenti.”
    Giocando con lo stesso spazio:
    “La pensione gli andava stretta: Keith aveva continuato a collaborare con la polizia, in borghese. – Un passatempo – sosteneva. Lo sguardo, però, lo tradiva: era uno di quegli uomini nati con la divisa, e l’avrebbe indossata anche al suo funerale.”
    Ovviamente, questa mia forma è scritta di getto, ma ricordati che ogni passaggio può esaltare la scena che stai raccontando 🙂
    Ricorda che, essendo per l’appunto una narrazione fatta dal protagonista, spesso non c’è bisogno di esprimere il suo “pensiero”, perché lo stai già facendo nel raccontare qualcosa, imponendo la sua visione in tutto ciò che descrive.

    Spero di essere tornato utile!
    Alla prossima. Sarò di certo tra i lettori! 😉

    • Ciao G.G. 🙂
      Grazie mille per il tuo supporto e per avermis eguito fino alla fine nonostante i mille errori e inciampi lungo il percorso 🙂
      La storia di suo avrebbe bisogno di molto piu’ spazio di modo da poter dare un carattere piu’ incisivo ai personaggi che e’ stato lo ammetto assai tralasciato 🙂
      Grazie mille per i tuoi suggerimenti , mi aiuteranno parecchio a revisionare e modificare il file esteso in privato e anche a fare piu’ esercizio sul caratterizzare i personaggi anche in poco spazio attraverso l’utilizzo di semplici battute 🙂
      Mi sto ora dedicando ad un nuovo progetto su The Incipit (ahia XD) stavolta oltre che di lettura anche musicale , nel senso che l’andamento della storia verra’ deciso anche dalla traccia musicale che i lettori sceglieranno tra le opzioni date a fine capitolo 🙂
      Se ti interessa mi trovi qua
      https://theincipit.com/2023/07/cavalcando-il-fulmine-blackcat0/
      A presto 🙂

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