Quella Porta …

Dal Diario Di Thomas Wilston : Giorno 1

Per chiunque leggerà queste pagine, mi presento. Il mio nome è Thomas Wilston e ho trentaquattro anni.

Mi ritengo una persona nella norma, non ho particolari pregi fisici, non sono un amante del fai da te, riesco ad allentare o avvitare due bulloni ma se ordino qualcosa dall’ Ikea devo chiamare mio fratello a darmi una mano con le istruzioni.

Non mi considero un erudito ma sono una persona che ama informarsi su svariati campi, in modo particolare adoro il paranormale e il misterioso. Mi piacciono i documentari sugli oggetti fuori dal tempo e la notte seguo il programma dei “Ghost Hunters” e la loro ricerca di fantasmi nei luoghi più infestati del mondo.

Vi confesso che mio malgrado, non sono un cuor di leone e nonostante la curiosità mi spinga a restare alzato fino alle tre del mattino per seguire ogni singolo episodio della serie, mai e poi mai, neppure nelle estati più calde, toglierei la mia coperta, che ricoprendomi dalla testa ai piedi è capace di allontanare efficacemente qualsiasi mostruosità sia in agguato sotto il mio letto.

Ho alle spalle un matrimonio andato a rotoli con quella stronza della mia ex moglie, Vanessa. Si ricorda della mia esistenza solo quando ha bisogno di soldi per truccarsi e smaltarsi e andare a cercare quel “brivido” che a suo dire non le ho mai regalato in dieci anni di matrimonio.

Ho anche una bambina di nome Alice, che ormai ha sei anni. Ancora non riesce a spiccicare una frase completa. Da due anni a questa parte sta vedendo un logopedista di nome John Smith, evviva la fantasia, che con 50 sterline a seduta è riuscito a trasformare Ah Ah in Mah Mah.

Lavoro come impiegato per una ditta di elettronica che come dice l’annuncio “garantisce una possibilità di crescita personale in poco tempo. Da zero a mito come in The Mask !”.
Ma in realtà la maschera è quella che ogni giorno son costretto ad indossare per riuscire ad abbozzare un dannato sorriso alle centinaia di domande stupide che ogni giorno tempestano la mail dell’azienda e alle quali puntualmente devo rispondere.

È infine c’è lei ,“La Porta” , a cui penso anche adesso mentre scrivo.

Mi pare già di sentire le risate di chi legge.

Sono una persona molto abitudinaria e faccio la spesa sempre nello stesso negozio da oltre dieci anni, il Grocery Shop.

Ovviamente come in tutti gli edifici ci sono diverse porte,
ma la mia Porta – la considero cosi ormai, siamo diventati molto intimi- è sempre stata la, in legno massiccio, scarna di ogni abbellimento, con la sua gracile maniglia in ottone e di colore nero. Io l’ho notata solo una settimana fa mentre compravo il latte.

Cosa c’è di strano? Direte voi. Infatti è solo una porta, chiusa a chiave, questo posso confermarvelo, ma da quando l’ho vista non sono più riuscito a levarmela dalla testa. Più cerco di deviare i pensieri altrove e più ritornano alla Porta, come un tarlo dentro il legno.

Ed è proprio Lei che mi ha spinto a scrivere queste pagine, per far capire al mondo il perchè sia finito nella situazione in cui ora mi trovo.
Forse per liberarmi di un peso?
Oppure per mettere nero su bianco un qualcosa che ancora oggi mi corrode e sfugge alla mia comprensione.

Cosa può avere di tanto particolare una porta secondo voi? Specialmente una come Questa. Senza nessun segno che la identifichi!

Beh innanzi tutto io direi “come è possibile che una porta di tale grandezza e di tale spessore sia sfuggita alla mia attenzione per dieci fottutissimi anni?”
È semplicemente come se La Porta non ci fosse mai stata in quell’esatto punto per tutto questo tempo e poi magicamente,un giorno qualsiasi, sia comparsa dal nulla.

Ed era la che mi guardava imponente, col suo colore nero impenetrabile, tra tutte le cose che, al contrario, erano a me totalmente comuni. In fin dei conti ero tra loro almeno una volta a settimana.

E così, come per la maggior parte di voi, ne sono sicuro, che avete i vostri posti abitudinari dove vi recate a fare compere o anche solo ad incontrarvi con amici e dove, potrei metterci la mano sul fuoco come Muzio Scevola, sapete muovervi anche ad occhi chiusi, così io tra i vari scaffali del Grocery Shop sapevo destreggiarmi senza nemmeno pensarci.

Ma la Porta no, quella non c’era! Quella era nuova, ne sono sicuro!

Confesso che la prima idea che mi venne in mente, quel famoso giorno appena la vidi, fu che fosse stata messa recentemente, e che quindi fino alla settimana prima non ci fosse.

Ma quando mi accostai per ammirarla più da vicino, notai i segni dell’usura. Il legno cominciava a cedere col tempo o per tutte le volte che era stata toccata e aperta, mentre l’ottone della maniglia era ormai consumato da non so quante mani.

È impossibile che una Porta così evidente, così palese ,così solenne mi fosse sfuggita per così tanto tempo . Dieci anni. Dieci lunghissimi anni! E poi all’improvviso era la che mi guardava , dannazione se mi guardava! Silenziosa, se ne stava sui suoi cardini, probabilmente ben oleati, custode di chissà quale segreto… 

Nel prossimo capitolo su chi vogliamo avere maggiori informazioni ?

  • Vanessa (15%)
    15
  • La piccola Alice (38%)
    38
  • La Porta (46%)
    46
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

161 Commenti

  • Ciao, Black Cat.

    Secondo me questo episodio finale è sbilanciato. Avresti potuto tenere più riassunta la prima parte e approfondire la deriva psicologica di Jerald che si ritrova suo malgrado a cadere nella spirale della pazzia. Ma questo è il mio gusto personale, per carità; non sono un critico letterario.
    Grazie per la tua fantasia e per essere arrivato a chiudere il racconto, soprattutto per aver svelato cosa c’è dietro la porta.

    Alla prossima.

    • Ciao Achillu 🙂
      Grazie per avermi seguito fino alla fine 🙂
      Diciamo che il finale sarebbe dovuto essere piu’ ampio per mostrare come le due storie quella di Thomas e quella di Jerald siano collegate , ma i caratteri mi hanno un po’ fregato 🙂 ho preferito chiudere la storia di Thomas che avevo lasciato aperta nel precedente capitolo , in fondo Quella Porta era la sua storia 🙂 ma nella versione estesa cerchero’ di ampliare di piu’ la parte di Jerald 🙂
      se ti fa piacere ho iniziato un nuovo esperimento , stavolta oltre alla lettura ci sara’ coinvolta anche la musica , nel senso che l’andamento della storia dipendera’ dal tipo di traccia musicale che i lettori sceglieranno tra le opzioni a fine capitolo 🙂
      Se ti fa piacere mi trovi qua
      https://theincipit.com/2023/07/cavalcando-il-fulmine-blackcat0/
      A presto 🙂

  • E quindi la Porta ha fregato anche Jerald! Ottimo per un horror, anche se solo il finale di questa storia lo ricalca; il resto sembrava più un giallo che stava venendo ricostruito da “qualcuno” (il nostro Jerald, si scopre adesso).

    Devo dire che la questione è interessante, ma credo che sia bene che finisca qui.

    Noi sicuramente ci leggiamo da White ^_^

    Ciao 🙂

  • Caro Jerald, attento che i fantasmi non sono teneri da masticare!
    Finale aperto, sì ma che almeno risponde alla regina delle domande: cosa c’era dietro la porta.
    Tutto bene, stile sobrio che aiuta la lettura, hai fatto notevoli progressi (ringrazia come faccio sempre io the iNCIPIT che è una vera scuola).
    Unica nota stonata sono ahimè i congiuntivi che continuano a spuntare qua e là dove non devono e magari non ci sono dove dovrebbero ( es: …torturava…😀)
    Concentrati su questa cosa e vedrai che farai un salto notevole. Bravo, costante e impegnato (fossimo tutti come te!,😀)
    Al giallo dunque, ciao🙋

    • Ciao Fenderman 🙂
      grazie mille per tutti i complimenti e per il sostegno che mi hai dato finora 🙂 che mi ha aiutato a crescere 🙂 ovviamente la strada e’ ancora lunga e spero di riuscire a migliorare sempre di piu’ e avvicinarmi a una scrittura facile e pulita come la tua e altri bravissimi scrittori del sito 🙂
      The incipit e’ una scuola e va sempre ringraziato hai assolutamente ragione , mi hanno nuovamente dato una bellissima copertina e ne sono molto grato 🙂
      Ora se ti fa piacere sto portando un nuovo proggetto (tanto per complicarmi la vita) stavolta la storia proseguira in base alle tracce musicali che i lettori sceglieranno a fine capitolo e vediamo cosa ne esce fuori 🙂
      Se ti piace un misto musica/lettura facci un salto 🙂 mi trovi qua
      https://theincipit.com/2023/07/cavalcando-il-fulmine-blackcat0/
      A presto 🙂

  • Ciao BlackCat0.
    Bella conclusione della storia. Il nostro Wilston forse non era del tutto pazzo come tutti credevano.
    O forse anche Jerald ha un passato che lo ha reso suggestionabile.
    Adoro le storie con un finale aperto. Pertanto ti rinnovo i miei complimento e spero di leggerti presto nuovamente.
    Buona scrittura per la prossima storia!

  • Salve ragazzi 🙂
    Eccoci giunti al finale di Quella Porta…
    Ringrazio tutti quelli che mi hanno seguito e supportato fino alla fine nonostante le svariate difficolta’ a cui sono andato incontro durante la scrittura della storia e ai svariati inciampi lungo il percorso 🙂
    Ci vedremo a breve con l’inizio di una nuova storia 🙂 e White tornera’ a tenerci compagnia per il resto dell’estate 🙂
    A presto 🙂
    Il Gatto Nero

  • Ciao Black Cat.

    Forse è un po’ la caratteristica della tua scrittura, a volte inverosimile e altre volte ricca di troppi dettagli. Però questo penultimo episodio mi ha dato l’impressione che “ti sei fidato dei* lettori*”, ossia i particolari vengono fuori come caratteristica del tuo stile per arricchire il racconto e non per spiegare cose che (almeno per me) sarebbero ovvie. Quindi come nota positiva trovo che la tua scrittura è maturata anche da questo punto di vista.
    Ho votato per l’opzione che è al 100%, non posso nemmeno fare finta di aver votato qualcos’altro…

    Grazie e alla prossima.

    • Ciao Achillu 🙂
      Grazie mille per essere passato e per il tuo commento 🙂
      Sapere che si noti un miglioramento nel corso della storia mi fa piacere e posso dire che le varie difficolta’ e i ripetuti inciampi che ho avuto in corso d’opera siano serviti a migliorarmi 🙂
      diciamo che il fatto che spiego troppo nella mia narrazione piu’ che per i lettori e piu’ rivolto verso di me 🙂 e come se tenda a ribadire i concetti nella paura di non risultare troppo chiaro 🙂 e’ un vizio che dovro’ eliminare purtroppo 🙂
      A breve vedremo cosa c’e’ dietro questa porta finalmente 🙂
      Sto lavorando ad una nuova storia , un giallo , dove il protagonista sara’ White il protagonista della mia prima storia ,: Il Silenzio Della Luna 🙂 spero ti fara’ piacere essere fra i miei lettori 🙂
      Intanto ho visto che anche tu hai pubblicato il nuovo capitolo 🙂 stasera appena ho un po’ di calma attorno lo leggo 🙂
      A presto 🙂

  • Capitolo 9)

    Ma è un capitolo vuoto?!
    No, scherzo 🙂 Bel guaio!

    Hai fatto a bene a ripubblicare una seconda volta il testo.
    Trovo che anche questa volta il limite dei caratteri ti abbia impedito di dire tutto nel modo che avresti preferito. Nel file privato, ti suggerisco di ampliare di poco la parte dell’arresto.
    Una cosa che ho notato, però, è la pulizia del racconto del nostro narratore: attento ai dettagli, come fai dire a un altro dei personaggi: “molto cinematografico”. Difatti assume un po’ l’effetto di un racconto imparato a memoria, ma magari è l’effetto che volevi dare 🙂
    In caso contrario, e so che non c’è lo spazio per farlo, avrei inserito qualche tentennamento, o il soffermarsi su dettagli dispersivi, tipici in chi racconta cercando di ricordare qualcosa.
    Occhio alle ripetizioni e a qualche virgola, soprattutto sul finale.
    Mi unisco alla richiesta generale: cosa c’è dietro la porta?
    Continua così, sei forte! 🙂

    • Ciao G.G. 🙂
      Grazie mille per essere passato e per il tuo commento 🙂 e per aver seguito la storia fino a qua nonostante i vari inciampi lungo il percorso 🙂 quest’ultimo e’ stata solo la cilegina sulla torta 😀
      per quanto riguarda la stesura del testo purtroppo il limite dei caratteri mi mette a dura prova in quanto io scrivo parecchio e poi devo tagliare in corso di revisione e pubblicazione , il racconto esteso sarebbe molto piu’ dettagliato e darebbe piu’ spazio alla caratterizzazione dei personaggi. Per quanto riguarda i dialoghi purtroppo hai assolutamente ragione , il problema e’ dato un po’ anche dallo stile che ho scelto per la storia. Il fatto che sto portando dei documenti “ufficiali” di un processo taglia un po’ la parte dialogata ,e depersonalizza un po’ i personaggi , nel file esteso ho deciso di seguire una linea differente 🙂
      a breve il gran finale 🙂
      Ho iniziato a lavorare ad una nuova storia , stavolta sara’ un giallo e avra’ come protagonista White 🙂 spero che ti fara’ piacere essere dei miei lettori 🙂
      A presto 🙂

  • “Signor Thorton, lei afferma di essere stato il primo ad arrivare sulla scena del delitto. Ci risulta dai dati della polizia che il decesso di Pamela Wilston sia avvenuto all’incirca alle ore 19.30 , mentre la sua chiamata al 999 è avvenuta quasi alle 22.00. Sappiamo dalla sua stessa testimonianza che era invitato dai Wilston per la cena di Natale quella notte. Conferma?”

    “Si confermo”

    “E verso che ora esattamente è arrivato a casa dei Wilston?”

    “Alle ore 20.00, vostro onore”

    “Allora qualcosa non torna Thorton. Ci auti a coprire questo buco di ben due ore”

    “Farò del mio meglio, Vostro Onore. Ma non sarà facile. Deve sapere che io e Pamela ci stavamo vedendo al tempo, assai spesso, non solo per chiacchierare insomma…
    Sapevamo tutto del piano di Thomas”

    “Prosegua”

    “Pamela aveva scoperto che la notte di Natale doveva fare irruzione all’interno del Grocery e aprire la famosa Porta. Era convinto che il suo piano non sarebbe mai stato scoperto, ma aveva sbadatamente lasciato un sacco di indizi.
    Come ben capirete non si può denunciare un uomo che non ha fatto ancora nulla.
    Mi invitò a quella cena, oltre che per passare del tempo insieme, anche per aiutarla a vedere fin dove si sarebbe spinto”

    “Ciò ancora non spiega quelle due ore prima della sua chiamata”

    “Quando arrivai da loro vidi che la macchina di Thomas non c’era. Ebbi subito un sospetto. Appena entrai uno strano gelo mi avvolse. Ebbi la sensazione che qualcosa di malefico si stesse nascondendo tra quelle mura e mi osservasse. La sala da pranzo era stata decorata minuziosamente e il tavolo apparecchiato, ma era completamente vuota e silenziosa. Mi diressi allora verso la cucina e la vidi. Era per terra ricoperta di sangue dalla testa ai piedi. Era successo da poco, era ancora calda. Non mi dimenticherò mai quella scena, la sogno ancora la notte. Urlai il suo nome più e più volte e poi le toccai il polso. Era morta. Thomas l’aveva uccisa”

    “Signor Thorton, prosegua. Ci serve capire cosa è successo, in modo da poter dare pace anche a Pamela”

    “Vostro onore, so che penserà che mi sono comportato in maniera egoista, ma in quel momento la mia preoccupazione non fu chiamare i soccorsi. Sapevo che per lei non ci sarebbe stato più niente da fare. Un pensiero mi si formò in testa, dovevo trovare Thomas e fargliela pagare!
    Rovinai il tavolo tanto ben apparecchiato usando la tovaglia per coprire il corpo di Pamela, poi mi gettai all’inseguimento del fratello. Sapevo benissimo dov’era diretto”

    “Si recò al Grocery?”

    “No vostro Onore, andai a casa a prendere la mia Smith and Wesson”

    “Lei possiede una pistola?”

    “Era di mio padre che ha lavorato a lungo nelle forze dell’ordine. Alla sua morte decisi di tenerla. Non l’avevo mai toccata in tutta la mia vita, ma quella notte… era diversa. Era come se mi stesse guidando una voce dentro di me”

    “Mi oppongo vostro onore” interviene il Pm “tra voci e porte in questo processo…”

    “Opposizione respinta, prosegua Thorton”

    “Caricai la pistola e mi diressi al Grocery. Il parcheggio era completamente vuoto, fatta eccezione per la macchina di Thomas e un’altra macchina, una Volkswagen nera”

    “E allora cosa fece?”

    “Decisi di cercare Thomas. Presi la pistola e cercai il punto dalla quale era entrato. Lo individuai subito, era una delle finestre sul retro del negozio. Andai a colpo sicuro perchè me lo aveva detto Pamela”

    “Cosa è successo una volta all’interno?”

    “Il negozio era completamente al buio. Mi mossi silenziosamente cercando di capire dove fosse andato. Ricordo che il mio stesso respiro rimbombasse all’interno di quel luogo così vuoto. Riuscii ad individuare Thomas dopo non molto. Stava armeggiando con degli strumenti e imprecava ad alta voce – Maledetta puttana finalmente faremo i conti- urlava con voce trionfante.
    Mi avvicinai a lui che parve non accorgersene. In una mano aveva una torcia puntata sulla serratura di una vecchia porta nera , mentre nell’altra un grimaldello con il quale forzava la serratura. All’improvviso questa cedette e per un momento la torcia illuminò il suo viso, non era umano. Occhi rossi, sguardo maligno e faccia scheletrica… la pazzia aveva preso completo controllo di quello che un tempo era stato il mio amico”

    “Molto cinematografico signor Thorton, cerchi di arrivare al dunque”

    “Aprì la porta e subito un’aria di disgusto lo avvolse e urlò come un ossesso.
    – Thomas – urlai allora -cosa hai fatto bastardo … hai ucciso Pamela.
    Si voltò allora verso di me. Il suo viso era in lacrime e fu allora che vidi in lui nuovamente Thomas. Si inginocchiò scosso dal pianto. Ricordo che non fui capace di muovere un solo muscolo.
    Improvvisamente tutte le luci del negozio si accesero e udii una moltitudine di passi correre verso di noi. Una sola voce riecheggiò nell’aria
    -Thomas Wilston la dichiaro in arresto!

  • Ciao BlackCat0!
    Bel capitolo come sempre. Ci hai accompagnati fino al finale con una giostra di emozioni.
    Come ripeto ad ogni commento, mi piace molto il tuo modo di raccontare e, se ti ho “conosciuto” bene durante il racconto, posso immaginare cosa ci sarà dietro la porta.
    Quindi è d’obbligo votare “cosa c’è davvero dietro la porta?”.
    Al prossimo capitolo 😊

    • Ciao lichthart:)
      Grazie mille per essere passato e per il tuo commento 🙂
      Grazie mille ancora per tutti i complimenti nonostante tutti gli inciampi e difficoltà che ho avuto nel corso di questa storia 🙂
      Presto vedremo cosa c’è dietro questa porta spero di non deludere 🙂 ricondivideró il capitolo in un nuovo commento così che altri lettori temerari possano leggerlo 🙂
      Ora sto lavorando ad una nuova storia, stavolta sarà un giallo con protagonista White, personaggio principale della mia Prima storia : Il Silenzio Della Luna 🙂
      Spero sarai tra i miei lettori 🙂
      A presto 🙂

  • Ammetto di aver impiegato un po’ di tempo prima di capire che il capitolo si trovasse nei commenti😂
    Per quanto riguarda il voto mi aggrego alla maggioranza e scelgo di scoprire cosa si nasconda dietro la porta, sopratutto perché è praticamente stata il fulcro della storia e non vedo l’ora scoprire di più su essa.
    A presto!

    • Ciao Ross 🙂
      Grazie per essere passata e per il tuo commento 🙂
      Si purtroppo ho fatto un inciampo devastante con questo capitolo e ti ringrazio per averlo letto nonostante tutto 🙂
      lo so lo so sono stato un po’ bastardino con la porta 🙂 sarebbe pure ora di vedere cosa ci nasconde 🙂
      Sto lavorando ora alla prossima storia 🙂 sara’ un giallo con protagonista White , personaggio principale della mia precedente storia 🙂 spero che farai parte dei miei lettori 🙂
      A presto 🙂

  • Ciao Black! Pare che l’ultima votazione sia un plebiscito, vogliamo scoprire tutti che c’è dietro quella dannata porta 😁
    Leggere l’episodio nei commenti (per me che leggo da cellulare) è stato un po’ una tortura, perciò non mi soffermo sull’analisi del testo (qualcosa da limare c’è ma sono sicura che una rilettura ti farà trovare tutto)… che dire… ci hai condotto magistralmente fino alla soglia con una tensione incredibile, perciò non posso che farti i complimenti! Aspetto il gran finale 😊

    • Ciao Driade 🙂
      Grazie per essere passata e per il tuo commento 🙂
      Chiedo venia per l’inciampo con il capitolo e ti ringrazio per averlo letto nonostante tutto 🙂
      ormai credo che lo porta sia la piu’ votata 🙂 che curiosioni che siete 😉
      sto lavorando ad una nuova storia , stavolta piu’ leggere , sara’ un giallo e vedra’ White tornare tra noi a tenerci compagnia per il resto dell’estate 🙂 spero sarai tra i miel lettori 🙂
      A presto 🙂

    • Ciao Fenderman 🙂
      Ti ringrazio di cuore per avermi seguito fino a qua nonostante la storia mi abbia dato del filo da torcere e quest’ultimo inciampo dove ho pubblicato il capitolo vuoto 🙂 mannaggia 🙂 speriamo che altri lettori fidati scorrano I commenti e lo possano leggere 🙂 comunque vedremo finalmente cosa ci nasconde questa porta 🙂
      Sto cominciando a lavorare sulla prossima storia 🙂 sarà un giallo e White tornerà fra noi per questa estate 🙂 spero ti farà piacere essere ancora tra i miei lettori 🙂
      A presto 🙂

  • Sono molto incuriosito dalla Volkswagen nera, ma il racconto si chiama La Porta e quindi voglio sapere cosa c’è dietro la porta!
    Poi magari della Volkswagen ti chiedo nei commenti 😛

    Per ora mi zittisco ed aspetto il finale per i commenti, guarda un po’, finali 🙂

    Ciao 🙂

  • “Signor Thorton, lei afferma di essere stato il primo ad arrivare sulla scena del delitto. Ci risulta dai dati della polizia che il decesso di Pamela Wilston sia avvenuto all’incirca alle ore 19.30 , mentre la sua chiamata al 999 è avvenuta quasi alle 22.00. Sappiamo dalla sua stessa testimonianza che era invitato dai Wilston per la cena di Natale quella notte. Conferma?”

    “Si confermo”

    “E verso che ora esattamente è arrivato a casa dei Wilston?”

    “Alle ore 20.00, vostro onore”

    “Allora qualcosa non torna Thorton. Ci auti a coprire questo buco di ben due ore”

    “Farò del mio meglio, Vostro Onore. Ma non sarà facile. Deve sapere che io e Pamela ci stavamo vedendo al tempo, assai spesso, non solo per chiacchierare insomma…
    Sapevamo tutto del piano di Thomas”

    “Prosegua”

    “Pamela aveva scoperto che la notte di Natale doveva fare irruzione all’interno del Grocery e aprire la famosa Porta. Era convinto che il suo piano non sarebbe mai stato scoperto, ma aveva sbadatamente lasciato un sacco di indizi.
    Come ben capirete non si può denunciare un uomo che non ha fatto ancora nulla.
    Mi invitò a quella cena, oltre che per passare del tempo insieme, anche per aiutarla a vedere fin dove si sarebbe spinto”

    “Ciò ancora non spiega quelle due ore prima della sua chiamata”

    “Quando arrivai da loro vidi che la macchina di Thomas non c’era. Ebbi subito un sospetto. Appena entrai uno strano gelo mi avvolse. Ebbi la sensazione che qualcosa di malefico si stesse nascondendo tra quelle mura e mi osservasse. La sala da pranzo era stata decorata minuziosamente e il tavolo apparecchiato, ma era completamente vuota e silenziosa. Mi diressi allora verso la cucina e la vidi. Era per terra ricoperta di sangue dalla testa ai piedi. Era successo da poco, era ancora calda. Non mi dimenticherò mai quella scena, la sogno ancora la notte. Urlai il suo nome più e più volte e poi le toccai il polso. Era morta. Thomas l’aveva uccisa”

    “Signor Thorton, prosegua. Ci serve capire cosa è successo, in modo da poter dare pace anche a Pamela”

    “Vostro onore, so che penserà che mi sono comportato in maniera egoista, ma in quel momento la mia preoccupazione non fu chiamare i soccorsi. Sapevo che per lei non ci sarebbe stato più niente da fare. Un pensiero mi si formò in testa, dovevo trovare Thomas e fargliela pagare!
    Rovinai il tavolo tanto ben apparecchiato usando la tovaglia per coprire il corpo di Pamela, poi mi gettai all’inseguimento del fratello. Sapevo benissimo dov’era diretto”

    “Si recò al Grocery?”

    “No vostro Onore, andai a casa a prendere la mia Smith and Wesson”

    “Lei possiede una pistola?”

    “Era di mio padre che ha lavorato a lungo nelle forze dell’ordine. Alla sua morte decisi di tenerla. Non l’avevo mai toccata in tutta la mia vita, ma quella notte… era diversa. Era come se mi stesse guidando una voce dentro di me”

    “Mi oppongo vostro onore” interviene il Pm “tra voci e porte in questo processo…”

    “Opposizione respinta, prosegua Thorton”

    “Caricai la pistola e mi diressi al Grocery. Il parcheggio era completamente vuoto, fatta eccezione per la macchina di Thomas e un’altra macchina, una Volkswagen nera”

    “E allora cosa fece?”

    “Decisi di cercare Thomas. Presi la pistola e cercai il punto dalla quale era entrato. Lo individuai subito, era una delle finestre sul retro del negozio. Andai a colpo sicuro perchè me lo aveva detto Pamela”

    “Cosa è successo una volta all’interno?”

    “Il negozio era completamente al buio. Mi mossi silenziosamente cercando di capire dove fosse andato. Ricordo che il mio stesso respiro rimbombasse all’interno di quel luogo così vuoto. Riuscii ad individuare Thomas dopo non molto. Stava armeggiando con degli strumenti e imprecava ad alta voce – Maledetta puttana finalmente faremo i conti- urlava con voce trionfante.
    Mi avvicinai a lui che parve non accorgersene. In una mano aveva una torcia puntata sulla serratura di una vecchia porta nera , mentre nell’altra un grimaldello con il quale forzava la serratura. All’improvviso questa cedette e per un momento la torcia illuminò il suo viso, non era umano. Occhi rossi, sguardo maligno e faccia scheletrica… la pazzia aveva preso completo controllo di quello che un tempo era stato il mio amico”

    “Molto cinematografico signor Thorton, cerchi di arrivare al dunque”

    “Aprì la porta e subito un’aria di disgusto lo avvolse e urlò come un ossesso.
    – Thomas – urlai allora -cosa hai fatto bastardo … hai ucciso Pamela.
    Si voltò allora verso di me. Il suo viso era in lacrime e fu allora che vidi in lui nuovamente Thomas. Si inginocchiò scosso dal pianto. Ricordo che non fui capace di muovere un solo muscolo.
    Improvvisamente tutte le luci del negozio si accesero e udii una moltitudine di passi correre verso di noi. Una sola voce riecheggiò nell’aria
    -Thomas Wilston la dichiaro in arresto!

  • Ciao, Black Cat.

    Ho letto tre episodi e sono arrivato all’ottavo. Confermo l’impressione che ho sempre avuto, cioè che a volte spieghi troppo, ma altre cose sono migliorate. Nell’ottavo episodio c’è finalmente una vera scena horror, almeno per i miei gusti. Forse un po’ troppo prevedibile che dietro all’allucinazione di Tom ci fosse Pamela, ma comunque va bene così.

    Grazie e alla prossima.

    • Ciao Achillu 🙂
      Grazie per essere passato e per il commento 🙂
      Ho appena postato il nono capitolo ma per leggerlo lo troverai tra i commenti perche’ tra la mia stanchezza, il mio computer che fa un po’ come gli pare non me l’ha caricato 😀
      grazie per chi mi ha seguito fino a qua tra i vari inciampi e ci vediamo al finale 😀

  • Ciao BlackCat!

    Con questo capitolo si comincia a comprendere veramente cosa succede nella mente del protagonista e tutto sta assumendo più senso.
    Voto per Richard per avere un punto di vista più oggettivo sulla faccenda, ma allo stesso tempo più empatico di quello che potrebbe avere la polizia.
    Alla prossima🤗🤗

    • Ciao Bluemoon 🙂
      Grazie per essere passata e per il tuo commento 🙂
      Diciamo che Richard ci aiutera a spingerci verso il finale 🙂 sicuro il suo punto di vista sara’ importante perche’ e’ comunque il primo ad arrivare sulla scena del crimine 🙂
      Vediamo come me la cavo 🙂
      A presto 🙂

  • Personalmente credo che quello più “obiettivo” sia proprio un poliziotto, Thomas e Richard potrebbero “girare la frittata” o dare una versione dei fatti più vicina all’idea che loro si sono fatta degli stessi che alla realtà (spero di essermi spiegata bene, ma questa sessione estiva mi sta lentamente facendo fuori 😂).
    Concordo con Keziarica: quel “La porta” lo avrei scritto in corsivo, ma comunque ciò non incide sulla qualità del capitolo.
    A presto!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi