I predatori del tesoro di Coyote Blanco

Dove eravamo rimasti?

Il nostro “simpatico” Drake ha detto la sua a Pedro. Ma adesso cosa succederà? Parte una rissa (43%)

Chico e Carlos

“Pendejo!” urlò uno dei compari di Pedro sfilando un coltello e avventandosi verso Drake.

Prontamente gli afferrò il braccio con l’arma. L’attentatore per quando ci provava non riusciva a muoverlo. Poi Drake diede uno strattone e gli conficcò il coltello nella gamba. Subito dopo l’aggressore cadde a terra dolorante.

Un altro compare prese una bottiglia di vetro e la ruppe sul bancone con l’idea di infilzarlo.

Drake prese la tazza del caffè e gliela lanciò in faccia. Rimasto accecato per l’ustione l’uomo non notò lo sgambetto dell’avversario cadendo a terra.

“E ancora niente caffè!” rispose Drake seccato per poi saltare addosso all’ultimo rimasto. Il tipo paralizzato dalla paura non fece in tempo a reagire che venne crivellato di pugni per poi essere afferrato per le palle, alzato di peso e lanciato contro un tavolo.

Improvvisamente sì sentì uno sparo.

Voltandosi Drake vide un uomo di mezza età, basso e grasso. Ma la cosa che più si notava era la stella da sceriffo.

“Bene bene, ero venuto a bagnarmi la gola, ma da fuori si sentivano rumori da rissa. Sospetto di sapere chi è…” non finì la frase che notò Drake “Guarda un po’ cosa il vento del deserto ci ha portato oggi. Chi non muore si rivede giovane Delgado”.

“Sceriffo Chico” disse Drake abbozzando un sorriso.

“Non più, adesso sono il Vice”.

“Cosa?”.

“Che ti aspettavi? Mica potevo dar la caccia a pendagli da forca come te per sempre”.

Drake stava per ribattere quando nel saloon entrò un uomo più giovane, anche lui con la stella da sceriffo.

“Che succede qui Chico?”

“Niente Sceriffo Carlos, gli uomini di Black se la sono cercata con l’hombre sbagliato, dico bene Drake? Hanno cominciato loro?”.

“Sì sceriffo, me ne stavo tranquillo a prendere un caffè e hanno cominciato a stuzzicarmi, mi hanno colpito e io ho risposto”.

Carlos si guardò in giro, tutt’altro che convinto di questa versione dei fatti.

“Suvvia voi quattro, sparite!” disse Chico a Pedro e i suoi. I due meno malconcini trascinarono Pedro ancora svenuto seguiti dall’accoltellato che zoppicava.

“Chi diavolo è Black?” chiese Drake ordinando un altro caffè.

“È il capo di una banda di vaqueros che abita fuori città. Sia lui che i suoi suoi uomini si comportano come delinquenti, e sospetto che facciano affari loschi, peccato non riesca a inchiodarli” rispose Chico che ordinò da bere anche lui.

“E il vecchio non dice niente?”.

“L’avvoltoio è da mesi che non viene a El Sosta”.

Arrivò il terzo caffè di Drake, e uno schiaffo dal barista: “paga le cose che hai rotto amigo!”.

E una volta pagato tutto Drake riuscì finalmente a bere il caffè.

“Bene, posso anche andare”.

“Di già?”.

“Ho ancora molta strada da fare, in più sono a piedi”.

“Beh puoi prendere un cavallo, puoi chiedere a…” Carlos non finì di parlare che venne interrotto da Chico.

“Grazie Carlos mi hai ricordato una cosa” e così dicendo mollò un pugno nello stomaco di Drake.

“Per Chica?”.

“Già, mia figlia, le hai spezzato il cuore scappando”.

“Sospetto che tu invece avrai fatto i salti di gioia”.

“Sì, ma di nascosto. Lei lavora nella scuderia, evita di vederla che è meglio”.

E invitato da tali belle parole Drake Delgado uscì dal saloon.

“Ma Chica non è fuori città?”.

“Oh che sbadato, hai ragione, mi sarà uscito di testa” rise Chico di gusto.

“Drake Delgado… come mai il terzo figlio dell’Avvoltoio ha un nome da Yankee?”.

“Ah, questa è una storia che avrò raccontato un’infinità di volte, ma te la dirò lo stesso. Tu sai chi è Delgado?”.

“Certo, chi non conosce il Generale Avvoltoio, chiamato così per il fatto che quando passava lui la prateria era piena di soldati morti e completamente nudi, ma specialmente per la sua frase: anche gli avvoltoi devono mangiare”.

“Già, era un vero diavolo, ma tutto cambiò con l’arrivo di una carovana. Erano membri dell’Esercito della salvezza, sai quei mezzi religiosi che dicono di non bere e fumare. Tra loro c’era una bellissima signorina di nome Elizabeth Kingsley. Non si sa come ma Delgado perse completamente la cabeza per quella yankee. Le fece la corte, e smise persino di bere alcol e fumare! Alla fine anche lei si innamorò di lui, tanto che si sposarono ed ebbero tre figli: Estrella, Falco e per l’ultimo fu la madre a decidere e gli diede il nome Drake, in onore di un suo parente o giù di lì”.

“Sembra una fiaba felice”.

“Già, peccato che da quell’unione nacquero tre combina guai. Estrella era un maschiaccio, Falco un furbastro che adorava fregare la gente, mentre Drake era una testa calda. Ricordo di averlo buttato in cella all’età di 11 anni, aveva fatto sputare i denti a un suo coetaneo solo perché gli aveva dato un buffetto troppo energico. Ma i guai non finirono qui, quando i figli erano solo adolescenti la madre morì per una malattia. Rimasto solo il vecchio mandò in collegio Estrella e Falco, tenendosi Drake. Quest’ultimo non gradì la separazione e scappò di casa. Non so quanti anni sono passati ma di sicuro più di una decina, fino a oggi”.

“Mi chiedo cosa lo abbia spinto a tornare?” disse Carlos lasciando anche Chico in dubbio.

Dunque, abbiamo conosciuto il “buono” (Drake), poi il “brutto” (Pedro) è ora di conoscere il “cattivo”. Come sarà questo Senor Black?

  • Un messicano (60%)
    60
  • Un uomo nero (20%)
    20
  • Un uomo bianco (20%)
    20
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39 Commenti

  • Siamo arrivati alla fine di questo racconto. Come prima storia a sfondo storico mi duole dirlo ma mi sento poco contento del risultato. Avrei voluto dare di più, aggiungere più scene, più citazioni storiche, volevo persino che Drake incontrasse personaggi famosi del West. Ma niente. 10 capitoli da 5000 parole inclusi spazi a volte è davvero limitante.
    Delle tante scene tagliate ne cito due. In una Drake avrebbe dovuto incontrare e lottare contro una tribù di nativi americani, giunti anche loro da lontano per cercare il tesoro. L’incontro serviva a parlare un po’ di più di Coyote Blanco e di quanto il tesoro della sua tribù fosse maledetto. Ma alla fine decisi di tagliare questo incontro per vari motivi.
    La seconda invece il racconto avrebbe dovuto avere un inizio diverso. Nella prima stesura c’era Drake, sempre a piedi, che salvava dei pionieri dall’attacco di banditi, sempre agli ordini di Pedro, prendendoli a pugni. I pionieri lo avrebbero ringraziato donandoli un cavallo. E si sarebbero presentati con il cognome “D’Isigny”. A quel punto Drake avrebbe consigliato a loro di cambiarlo, e su due piedi inventa un’alternativa, ovvero “Disney” (e sì, una volta la famiglia del creatore di Topolino si chiamano così di cognome). Decisi di eliminare questa scena un po’ perché era inutile. Ma specialmente perché non ho trovato fonti che i Disney si trovassero in quel luogo e periodo storico negli USA.
    Un’altra cosa che ho lasciato molto velato è dove la storia è ambientata. Ero molto indeciso se ambientarla nel Texas o in California. L’indecisione era che volevo fosse ambientato in un luogo con prevalenza ispanica, ma temevo di sbagliare. Così ho lasciato volutamente velata la posizione esatta di El Sosta. Intendendo solo che si trova nell’estremo sud degli Stati “non ancora” Uniti.
    E ora reggetevi forte a questa curiosità. I nomi dei personaggi non sono dati a caso. L’idea di questo racconto mi è venuta quando rividi dopo anni su Youtube la pubblicità dei “Motocoyote” presenti nei Kinder Sorpresa. Da bambino ricordai che ero desideroso di completare questa collezione, ma non riuscì mai. Dopo anni, rivedendo quella pubblicità andai alla loro ricerca e leggendo le schede dei personaggi fantasticai sulla storia e da lì nacque “I predatori del tesoro di Coyote Blanco”. Già i famosi “1,80€” che è il debito di Drake è il prezzo di un ovetto kinder nella città dove vivo. Se mai vi capita cercate i nomi dei personaggi e fatevi quattro risate. E vedrete che non scherzo. Unica ho dovuto fare delle modifiche. In primis mettere uno sceriffo, che nelle sorprese l’unica forza dell’ordine era una donna. Poi inventai Toro perché non mi andava di mettere quattro fratelli ma solo tre. Quattro mi sembravano troppi. In più ho fatto la citazione a Rin Tin Tin. La città la chiamai El Sosta in onore di uno dei personaggi, che altri non è che il barista addormentato.
    Per la prossima storia non sarà difficile. ANZI DI PIU’! Perché ho deciso buttarmi nello scrivere una storia d’amore. Ma voglio provarci, devo provarci! Altrimenti non saprò mai se sono in grado di scriverla o no! Il soggetto l’ho preso da un mio vecchio racconto che provai a scrivere più volte, ma senza mai essere soddisfatto del risultato. Fino ad ora. Perciò alla prossima!
    Sotto come sempre troverete il trailer.

  • “Quindi fatemi capire” disse Drake “Vi serve il mio aiuto perché l’artefatto storico che cercate è finito in una città senza legge nel bel mezzo del deserto messicano. Giusto?”.
    “Già, proprio così” rispose Katrina seguito dai sì con la testa di Cain.
    “E perché vi servo?”.
    “Sappiamo che sei un ottimo tiratore, hai un montante che non perdona, una mascella resistente e ci è giunta voce che conosci la zona”.
    “Va bene, mi hai convinto, solo per saperlo, cosa dobbiamo recuperare?”, a quella domanda inizialmente Katrina sembrava voleva rispondere, ma si fermò di colpo per poi guardare Cain che fece no con la testa. “Scusami Drake, per ora è un segreto”.
    “Un segreto? E come faccio a capire cosa volete recuperare se è un segreto?”.
    “Tu pensa solo a trovare un modo per entrare nella città senza legge, al recupero ci pensiamo io e il mio socio”.
    Ancora poco convinto Drake accettò lo stesso. Seguendo Katrina e Cain si unì alla loro carovana. Era composta di tre carri, c’erano altri pistoleri come lui.
    Senza perdere tempo gli venne dato il compito di condurre uno dei carri contenente vari reperti storici. Una volta montato sopra Drake guardò l’interno e notò una lancia sul pavimento.
    Pensando che era caduta la toccò per metterla a posto.
    Appena la sfiorò improvvisamente la sua vista divenne bianca.
    Quando aprì gli occhi sì trovò in una giungla tropicale, cominciò ad annusare l’aria come un animale e avvertendo un odore forte si avvicinò velocemente a un tronco caduto, scoprendo che dietro erano nascosti tre bambini in abiti primitivi terrorizzati. Appena lì vide mollò un ruggito da grosso felino.
    “SCAPPATE!” urlò uno di loro.
    “Ehi tu!” disse un collega di Drake.
    Come destato dal sonno Drake tornò nel suo mondo.
    “Hai toccato la lancia?” chiese.
    “Eh… no”.
    “Ottimo, se vuoi toccare gli oggetti del carro ricordati d’indossare i guanti. La signorina Katrina dice che sono oggetti molto delicati, basta niente per romperli”.
    Dopo che l’uomo andò via Drake guardò di nuovo perplesso la lancia.
    “Cosa diavolo ho appena visto?”.

  • Ciao Dm 🙂
    Capitolo divertente come sempre 🙂 hai un modo molto cartoonesco di dipingere il tutto e onestamente ci sta in quanto ci si fa due risate mentre si legge 🙂
    Sembra però che vuoi far finire il tutto con una vittoria un po’ amara, in quanto qualcuno sta per essere colpito da Pedro, interessante, non ti vedo come un tipo da situazione drammatica ma voto per Ernesto Delgado, vediamo cosa ci combino 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao, Dimensione Nuova.

    Mi sono letto sette episodi di fila e tutto sommato mi sono ritrovato a pensare “dai, che non è il solito western”. Ci sono diverse imperfezioni, immagino dovute a distrazione, ma niente che non si possa risolvere con una buona correzione di bozze. Quella che mi ha colpito di più è l’inizio al presente, due frasi poi il racconto vira al passato e ci resta.
    Intanto forza Chica/Gabriela.

    Grazie e alla prossima.

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