I predatori del tesoro di Coyote Blanco

Dove eravamo rimasti?

Dopo questa rivelazione scioccante cosa succederà? Drake parlerà con Chica (43%)

Capitolo 5 – Una notte piena di guai

La cena che i Delgado consumarono poteva essere riassunta con una sola parola… Silencio.

Nessuno quella sera parlò.

Falco e Estrella non avevano fame. Gli unici a mangiare furono Drake e il padrone di casa. Il primo ingurgitava con voracità essendo che non metteva un boccone in bocca da circa un giorno. Il secondo invece mangiava piano piano e gli tremavano le mani mentre teneva le posate.

“Dov’è Chica?” domandò Drake.

“Non aveva fame, è nella stanza degli ospiti” rispose la sorella.

L’uomo stava per alzarsi quando venne bloccato dal fratello, “Lascia stare Drake, è meglio”.

“Guarda che stavo semplicemente andando di sopra, nella mia stanza” grugnì irritato.

“Quell’idiota non è cambiato di una virgola” sbuffò Estrella accarezzando la testa di Toro.

Dopo pochi passi Drake arrivò al piano di sopra. Stava per andare in quella che una volta era la sua stanza, quando si accorse di uno specchio. Guardandosi notò che aveva i vestiti e la faccia sporca e decise di lavarsi.

Andando nella sala da bagno sì tolse i vestiti e valutò di avere un corpo pieno di ferite, bruciature e cicatrici. Tutta esperienza di quegli anni di vagabondaggio.

Riempì la vasca di acqua fredda. Non voleva aspettare l’acqua calda.

Una volta immerso poté finalmente rilassarsi, cosa che non faceva da molto tempo. Era finalmente tornato a casa, un luogo che aveva abbandonato, e il motivo era uno solo. Sua madre.

Da sempre Drake era una testa calda, ogni cosa gli dava sui nervi e questo gli creava problemi a relazionarsi con gli altri. L’unica a dargli conforto era sua madre. Aveva sempre pazienza verso di lui. Ma dopo la sua morte tutta la famiglia ne risentì. Ernesto Delgado più di tutti. I figli cominciarono a dargli fastidio e decise di spedirli in collegio. L’unico a rimanere fu Drake. Un giorno il ragazzo chiese il perché e il padre gli rispose “Un tipo come te non farebbe strada nel mondo” e a quelle parole l’ormai 15enne Drake decise di scappare di casa per dimostrare a tutti che sarebbe diventato importante.

“Che noia” disse Drake dopo aver ripensato alla sua vita.

Mentre si rilassava nel corridoio si avvicinò una figura che camminava piano piano. Stava guardando in tutte le stanze e una volta entrato in bagno notò Drake.

Era un membro della Banda di Black, lo stesso che al Saloon Drake aveva accecato con il caffè. Per lui sembrava il momento giusto per vendicarsi. Rapidamente estrasse la pistola con l’intenzione di freddarlo.

Ma di colpo un vaso lo colpì in testa, Drake si alzò di scatto e vide l’uomo cadere a terra e a colpirlo era stata Chica!

“Madre de dios!” urlò Drake. L’uomo stava per rialzarsi, ma per risposta Drake uscito dalla vasca lo prese e lo lanciò dalla finestra. Dopo l’urlo si sentì il tonfo, e poi più niente.

“Non si può fare il bagno che questi scorpioni vengono a romperti! Muchas gracias Chica” disse l’uomo.

La ragazza lo guardò dall’alto al basso varie volte, per poi coprirsi gli occhi e scappare via. Drake rimase perplesso, poi si ricordò che in quel momento era nudo.

“Chica! Chica!” urlava Drake vestitosi in fretta e furia “Chica! (sbuffò)! Gabriela!”.

Sentendo quel nome la ragazza si fermò per poi voltarsi “Te lo ricordi allora” disse lei.

“Come faccio a dimenticarlo, un giorno mi mollai un pugno in faccia urlando con tutto il fiato, mi chiamo Gabriela, Imbecille de mierda”.

“Già, per via di mio padre tutti a El Sosta mi chiamano Chica, tutti tranne tua sorella”.

“Da quel momento cominciammo a frequentarci e tra noi scoccò una scintilla”.

“Già, peccato che un giorno sei sparito senza lasciar traccia, lasciandomi sola”.

“Non potevo portarti con me, ho fatto fatica io, pensa te”.

“Belle parole da dire a quella che ti ha appena salvato!”.

“Gabriela, io…”.

“Lasciamo stare Drake, ero venuta solo a salutare Estrella, l’unica di voi Delgado che posso chiamare amica, quindi posso anche andare”.

“Ma Chica, è quasi notte non…”

“Già quasi, non sarà un problema tornare” e così dicendo uscì di casa.

“Rabbia!” urlò Drake dando un pugno al muro per poi allontanarsi.

Falco e Estrella di nascosto guardarono la scena. Il primo sospirò, la seconda invece era divertita.

“Idiota!” urlò Pedro che nascosto guardava il suo compare cadere “Gli avevo detto di agire nell’ombra! Pendejo de mierda!” stava per andarsene qualcuno si accorse di una persona che usciva di nascosto dalla villa “Interessante, informo subito Black” disse sorridendo per poi andarsene.

Il giorno dopo.

Dopo aver lasciato alle spalle la discussione con la sua ex. Tutto contento Drake Deldago si diresse al piano di sotto. Quando improvvisamente sentì un urlo.

Scendendo velocemente dalle scale vide sua sorella.

“Che succede!?”.

“Drake! Papà… è sparito!!”.

Sentendo ciò Drake si lanciò verso la sala da pranzo dove sostavano Falco e Toro. Arrivato vide il fratello che teneva un foglio e glielo prese di mano per leggerlo:

“Credevate davvero che vi avrei dato il tesoro così facilmente? Se siete miei figli e lo volete veramente cercatelo, in giro ci sono gli indizi, io intanto vi aspetto qui davanti all’entrata”.

E adesso? Cosa faranno i tre fratelli Delgado e il fidato cane Toro?

  • Vanno dallo Sceriffo? (20%)
    20
  • Cercheranno indizi? (60%)
    60
  • Cominceranno a discutere? (20%)
    20
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39 Commenti

  • Siamo arrivati alla fine di questo racconto. Come prima storia a sfondo storico mi duole dirlo ma mi sento poco contento del risultato. Avrei voluto dare di più, aggiungere più scene, più citazioni storiche, volevo persino che Drake incontrasse personaggi famosi del West. Ma niente. 10 capitoli da 5000 parole inclusi spazi a volte è davvero limitante.
    Delle tante scene tagliate ne cito due. In una Drake avrebbe dovuto incontrare e lottare contro una tribù di nativi americani, giunti anche loro da lontano per cercare il tesoro. L’incontro serviva a parlare un po’ di più di Coyote Blanco e di quanto il tesoro della sua tribù fosse maledetto. Ma alla fine decisi di tagliare questo incontro per vari motivi.
    La seconda invece il racconto avrebbe dovuto avere un inizio diverso. Nella prima stesura c’era Drake, sempre a piedi, che salvava dei pionieri dall’attacco di banditi, sempre agli ordini di Pedro, prendendoli a pugni. I pionieri lo avrebbero ringraziato donandoli un cavallo. E si sarebbero presentati con il cognome “D’Isigny”. A quel punto Drake avrebbe consigliato a loro di cambiarlo, e su due piedi inventa un’alternativa, ovvero “Disney” (e sì, una volta la famiglia del creatore di Topolino si chiamano così di cognome). Decisi di eliminare questa scena un po’ perché era inutile. Ma specialmente perché non ho trovato fonti che i Disney si trovassero in quel luogo e periodo storico negli USA.
    Un’altra cosa che ho lasciato molto velato è dove la storia è ambientata. Ero molto indeciso se ambientarla nel Texas o in California. L’indecisione era che volevo fosse ambientato in un luogo con prevalenza ispanica, ma temevo di sbagliare. Così ho lasciato volutamente velata la posizione esatta di El Sosta. Intendendo solo che si trova nell’estremo sud degli Stati “non ancora” Uniti.
    E ora reggetevi forte a questa curiosità. I nomi dei personaggi non sono dati a caso. L’idea di questo racconto mi è venuta quando rividi dopo anni su Youtube la pubblicità dei “Motocoyote” presenti nei Kinder Sorpresa. Da bambino ricordai che ero desideroso di completare questa collezione, ma non riuscì mai. Dopo anni, rivedendo quella pubblicità andai alla loro ricerca e leggendo le schede dei personaggi fantasticai sulla storia e da lì nacque “I predatori del tesoro di Coyote Blanco”. Già i famosi “1,80€” che è il debito di Drake è il prezzo di un ovetto kinder nella città dove vivo. Se mai vi capita cercate i nomi dei personaggi e fatevi quattro risate. E vedrete che non scherzo. Unica ho dovuto fare delle modifiche. In primis mettere uno sceriffo, che nelle sorprese l’unica forza dell’ordine era una donna. Poi inventai Toro perché non mi andava di mettere quattro fratelli ma solo tre. Quattro mi sembravano troppi. In più ho fatto la citazione a Rin Tin Tin. La città la chiamai El Sosta in onore di uno dei personaggi, che altri non è che il barista addormentato.
    Per la prossima storia non sarà difficile. ANZI DI PIU’! Perché ho deciso buttarmi nello scrivere una storia d’amore. Ma voglio provarci, devo provarci! Altrimenti non saprò mai se sono in grado di scriverla o no! Il soggetto l’ho preso da un mio vecchio racconto che provai a scrivere più volte, ma senza mai essere soddisfatto del risultato. Fino ad ora. Perciò alla prossima!
    Sotto come sempre troverete il trailer.

  • “Quindi fatemi capire” disse Drake “Vi serve il mio aiuto perché l’artefatto storico che cercate è finito in una città senza legge nel bel mezzo del deserto messicano. Giusto?”.
    “Già, proprio così” rispose Katrina seguito dai sì con la testa di Cain.
    “E perché vi servo?”.
    “Sappiamo che sei un ottimo tiratore, hai un montante che non perdona, una mascella resistente e ci è giunta voce che conosci la zona”.
    “Va bene, mi hai convinto, solo per saperlo, cosa dobbiamo recuperare?”, a quella domanda inizialmente Katrina sembrava voleva rispondere, ma si fermò di colpo per poi guardare Cain che fece no con la testa. “Scusami Drake, per ora è un segreto”.
    “Un segreto? E come faccio a capire cosa volete recuperare se è un segreto?”.
    “Tu pensa solo a trovare un modo per entrare nella città senza legge, al recupero ci pensiamo io e il mio socio”.
    Ancora poco convinto Drake accettò lo stesso. Seguendo Katrina e Cain si unì alla loro carovana. Era composta di tre carri, c’erano altri pistoleri come lui.
    Senza perdere tempo gli venne dato il compito di condurre uno dei carri contenente vari reperti storici. Una volta montato sopra Drake guardò l’interno e notò una lancia sul pavimento.
    Pensando che era caduta la toccò per metterla a posto.
    Appena la sfiorò improvvisamente la sua vista divenne bianca.
    Quando aprì gli occhi sì trovò in una giungla tropicale, cominciò ad annusare l’aria come un animale e avvertendo un odore forte si avvicinò velocemente a un tronco caduto, scoprendo che dietro erano nascosti tre bambini in abiti primitivi terrorizzati. Appena lì vide mollò un ruggito da grosso felino.
    “SCAPPATE!” urlò uno di loro.
    “Ehi tu!” disse un collega di Drake.
    Come destato dal sonno Drake tornò nel suo mondo.
    “Hai toccato la lancia?” chiese.
    “Eh… no”.
    “Ottimo, se vuoi toccare gli oggetti del carro ricordati d’indossare i guanti. La signorina Katrina dice che sono oggetti molto delicati, basta niente per romperli”.
    Dopo che l’uomo andò via Drake guardò di nuovo perplesso la lancia.
    “Cosa diavolo ho appena visto?”.

  • Ciao Dm 🙂
    Capitolo divertente come sempre 🙂 hai un modo molto cartoonesco di dipingere il tutto e onestamente ci sta in quanto ci si fa due risate mentre si legge 🙂
    Sembra però che vuoi far finire il tutto con una vittoria un po’ amara, in quanto qualcuno sta per essere colpito da Pedro, interessante, non ti vedo come un tipo da situazione drammatica ma voto per Ernesto Delgado, vediamo cosa ci combino 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao, Dimensione Nuova.

    Mi sono letto sette episodi di fila e tutto sommato mi sono ritrovato a pensare “dai, che non è il solito western”. Ci sono diverse imperfezioni, immagino dovute a distrazione, ma niente che non si possa risolvere con una buona correzione di bozze. Quella che mi ha colpito di più è l’inizio al presente, due frasi poi il racconto vira al passato e ci resta.
    Intanto forza Chica/Gabriela.

    Grazie e alla prossima.

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