I predatori del tesoro di Coyote Blanco

Capitolo 1 – Una sosta a El Sosta

1862

Da qualche parte giù nel West, in una zona non ben specificata a sud, così ai confini col Messico che non si sa da quale parte siano Stati Uniti oppure no.

Un uomo con sulle spalle una sella cammina seguendo il sentiero battuto.

Camminava da ore, e anche se il sole bruciava lui non mollava la sua andatura, stoica ma svelta.

Le diligenze gli passavano davanti, certi cocchieri lo guardavano, ma nessuno aveva il coraggio di farlo salire, perché terrorizzati dal suo sguardo feroce.

Dopo una lunga camminata all’orizzonte cominciava a comparire una tipica cittadina di frontiera. L’uomo si fermò proprio davanti all’insegna con scritto il nome del posto, chiamato “El Sosta”.

“Ha sempre avuto un nome de mierda” pensò ricominciando a camminare.

Intanto gli abitanti della cittadina vedendolo arrivare rimasero incuriositi dallo straniero che camminava con una sella sulle spalle. Varie comari cominciarono a parlarsi, certi vecchi lo squadravano al suo passaggio, altri uomini coraggiosi tiravano una risata ma i più divertiti erano i bambini. Ma l’uomo come se si trovasse in una città fantasma non degnò nessuno d’attenzione.

Ad un certo punto si fermò di colpo guardando a sinistra. Tutti quelli che lo fissavano scapparono via. Ma lo straniero non stava considerando nessuno di loro. Il suo sguardo era fisso in un punto ben preciso. Il Saloon.

Dentro alla bettola tutto normale, non era neanche mezzogiorno che un gruppetto di uomini volgari e dalla dubbia morale erano seduti ad un tavolo già ubriachi fradici intenti a giocare a carte. Certi clienti erano infastiditi da quella gentaglia. L’unico che non gli considerava per niente era il barista che anche con tutto quel rumore stava dormendo serenamente.

Improvvisamente la porta del saloon si spalancò, le persone al suo interno voltandosi videro lo straniero con sulle spalle la sella che si diresse al bancone.

 Qui appoggiò la sella al bancone e picchiettò il legno svegliando il barista.

“Che ti porto?” chiese quest’ultimo.

“Caffè”.

“Whisky?”.

“Caffè”.

“Tequila?”.

Lo straniero prese un bicchiere vuoto lì vicino e lo buttò per terra mandandolo in frantumi.

“Ho detto che voglio un caffè! E un caffè mi darai!”.

Tutt’altro che scosso il barista si alzò, guardò meglio l’uomo e disse “Tu mi ricordi qualcuno… ok hombre, ti preparo del caffè”.

Una volta rimasto solo i loschi figuri si avvicinarono allo straniero.

“Hola amigo” disse uno di loro, un tipetto basso con in testa una bombetta logora e sgualcita.

“Hola” rispose semplicemente l’uomo.

“Mie llamo Pedro. Sai, stavo parlando con i ragazzi, es la primera vuelta che vediamo un cavallo entrare in un saloon” e tutti risero.

“Il mio cavallo è morto qualche miglio fa per colpa di uno scorpione, e mi sono portato dietro la sella”.

“Davvero? Sarai assetato, ti va un goccio d’alcol?”

“Io non bevo alcolici”.

 “Non bevi? Ahi ahi ahi. Ma come fai a goderti la vita senza un goccio d’alcol?” chiese Pedro divertito.

L’uomo non rispose.

“Suvvia non offenderti, come segno di amicizia eccoti un sigaro” disse porgendoglielo. Per risposta lo straniero lo schiacciò in un posa cenere lì vicino “Non bevo, ma specialmente non fumo”.

“Ragazzi, abbiamo proprio a che fare con un guastafeste” disse Pedro ai suoi compari che cominciarono ad urlare “buuuh!!”.

Arrivò finalmente il caffè, l’uomo stava per berlo, quando Pedro buttò la tazza sul banco sporcandogli la manica sinistra.

“Questo è per il sigaro, amigo” e tutti risero.

Ad un certo punto arrivò un altro uomo dentro al saloon. Era un membro della banda di Pedro, ed era uscito per pisciare, con lo sguardò cercò i suoi compari, e quando notò lo straniero con cui stavano parlando gli si sbiancò la faccia. Velocemente corse verso Pedro.

“Pedro! Pedro!”.

“Che vuoi Ramon! Non vedi che sto…” non finì di parlare che il compare gli sussurrò qualcosa. E se prima Pedro era innervosito piano piano cambiò espressione diventando atterrito.

“S-s-sei sicuro?” chiese ricevendo un sì da Ramon “L-l-lui è-è… Drake Delgado?” e pronunciando quel nome tutti si fermarono di colpo.

Ci fu qualche secondo di silenzio, dove tutti i presenti guardavano atterriti lo straniero.

“Sì, sono io” disse Drake che ora mostrava un sorrisetto.

“Ecco ora ricordo! Mi devi ancora un dollaro e diciotto cent” urlò il barista ancora assonnato.

“S-s-senti, s-s-scusa per prima, s-s-stavo scherzando, non volevo versati il caffè, io… non mi spacchi la faccia vero?”.

“Vedi, Pedro, una volta ero veramente una testa calda, un tipo che avrebbe picchiato a sangue una testa di cazzo come te anche solo per avermi guardato male. Ma quello era il vecchio me, ora sono cambiato e non alzo più le mani per futili motivi” e dicendo ciò scoppiò in una risata.

Nervosamente anche Pedro cominciò a ridere seguito dai membri della sua banda. Dopo qualche risata Drake scattò di colpo e mollò una potentissima testa in faccia all’uomo mandandolo KO!

I presenti guardarono prima Pedro e poi Drake varie volte.

“Visto, non ho usato le mani” rispose semplicemente.

E intanto il barista portò un altro caffè.

Il nostro “simpatico” Drake ha detto la sua a Pedro. Ma adesso cosa succederà?

  • Arriva lo sceriffo di El Sosta (29%)
    29
  • La banda decide di scappare (29%)
    29
  • Parte una rissa (43%)
    43
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39 Commenti

  • Ciao DM 🙂
    Ed ecco finalmente i Delgado partire per l avventura 🙂
    Mi è piaciuta molto l idea del rebus ci fa capire l anima intricata del paparino 🙂 l unica osservazione che posso fare e quel “collare al collo” in teoria non servirebbe specificare dove si metta un collare diciamo che la parola è auto esplicativa 🙂
    Io voto per l attacco di Black perché adoro i duelli stile far west 🙂
    Vediamo cosa ci tiri fuori 🙂
    A presto 🙂

  • Arriva il cane! 😀

    E nel finale becchiamo la scena dell’anticipazione messa nell’altra storia 🙂

    Molto interessante la caccia al tesoro con gli indizi disseminati, ma secondo me senza Estrella quei due non vanno da nessuna parte (e lei senza loro due).

    Ciao 🙂

  • Cercheranno indizi… discutendo ovviamente! 😀

    Molto interessante la questione, il fatto che gli uomini di Blask possano entrare in casa Delegado senza che nessuno se ne accorga, il fatto che Gabriela era stata innamorata di Drake, il fatto che l’hanno vista uscire ed anche la caccia al tesoro indetta dal padre! Ahh! Qui se ne possono fare quindici di capitoli! 😀

    Ciao 🙂

  • Ciao DM 🙂
    bel capitolo a tratti serio ma mantenendo la tua classica vena comica che rende la lettura piu’ piacevole 🙂
    Per quanto riguarda l’analisi del capitolo c’e’ qualche refuso qua e la. Forse quello che piu’ da all’occhio e’ “Sia lui che i suoi suoi uomini” dove c’e’ un suoi di troppo , ma nulla che guasti la qualita’ del capitolo , giusto se vuoi ricorreggerli per il tuo file privato 😉
    Io comunque voto per un messicano. Anni e anni di Western mi hanno insegnato che i Messicani hanno sempre torto a prescindere 🙂
    A presto 🙂

  • “Che ti porto?” chiese quest’ultimo.
    “Caffè”.
    “Whisky?”.
    “Caffè”.
    “Tequila?”…
    Eccoci calati in un western con rissa, come farne a meno?
    Il tipo senza cavallo cerca guai e li avrà ma noi facciamo il tifo per lui. Viva la rissa!
    ? ciao DN.!

  • Ciao DM bentornato 🙂
    Ci provi con lo storico bene voglio vedere che ci combini 🙂
    essendo una storia ambientata nel far West io direi che una rissa ci sta benissimo 🙂
    E soprattutto i fagioliiiiii 🙂 non dimenticarti i fagioli se non non e’ un vero western 😀
    ti seguo 🙂
    A presto

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