L’Oscurità in Me

La Ragazza sulla Strada

C’era qualcosa che non andava in lui. Non lavorava, non studiava, non aveva amici, né interessi. Era completamente apatico nei confronti del mondo.

Tutto il suo tempo lo passava a leggere fumetti o a giocarsi alle slot o a poker online i pochi risparmi che aveva, nella speranza di una vincita che potesse cambiargli la vita.

L’unica interazione umana nella sua vita, nonché unica persona che dimostrasse interesse nei suo confronti, era la sua vecchia vicina di casa. Quotidianamente bussava alla sua porta per chiedergli come stesse, lo aiutava a pulire la sua piccola casa, costantemente sporca e disordinata, e talvolta gli portava qualcosa da mettere sotto i denti.

Nonostante ciò non aveva mai ricevuto un ringraziamento, né un gesto affettuoso da parte del vicino, che rimaneva costantemente avvolto nella sua apatia.

Quel giorno pioveva tanto, talmente forte che le gocce di pioggia sembravano ferirlo. Era da un po’ che non faceva bel tempo, e dunque era da un po’ che non usciva a comprare qualcosa da mangiare.

Avvolto nel suo impermeabile e con l’ombrello che sembrava sul punto di spezzarsi per il forte vento, si incamminò verso il supermercato più vicino per acquistare un po’ di pasta e di sugo per la cena, patatine e bibite per accompagnare le sue lunghe sessioni di videogiochi o a poker.

Mentre camminava verso il supermercato, la pioggia sembrava crescere d’intensità, quasi come se il cielo stesse piangendo. Gli alberi agitavano i loro rami spogli, creando ombre sinistre che sembravano danzare.

Un senso di inquietudine si insinuava nel suo cuore, ma la sua apatia continuava a consumarlo dall’interno, rendendo tutto ciò che lo circondava sfocato e insignificante.

Arrivato al supermercato, si immerse indifferente nella folla che si aggirava tra gli scaffali, una massa di volti senza espressione dagli occhi vuoti.

Mentre sceglieva gli articoli per la sua cena solitaria, una strana sensazione di essere osservato lo avvolse come fosse un’oscuro manto. Di tanto in tanto il suo sguardo si incrociava con quello di una figura indistinta, che sembrava seguirlo tra gli scaffali, ma la sua apatia lo trattenne dall’indagare più a fondo e quel senso di inquietudine lo accompagnò fino all’uscita del supermercato.

Mentre lasciava il supermercato, l’atmosfera intorno a lui sembrava cambiare. La pioggia si stava trasformando in una fitta nebbia che lo avvolse, oscurandone la vista e distorcendo i contorni delle ombre che danzavano tra gli alberi spogli.

La figura che lo scrutava nel supermercato ora sembrava essere ovunque intorno a lui, come un’ombra minacciosa che si muoveva dietro i suoi passi.

Accelerò il passo, ma ogni strada sembrava portarlo sempre più in profondità nella fitta nebbia. Non c’erano volti, solo occhi che brillavano nella nebbia come punti di luce sinistri.

La pressione e l’apatia che erano state la sua costante compagnia si intrecciarono insieme, creando una spirale di inquietudine che sembrava risucchiarlo in un vortice senza fine, una trappola mortale.

Strinse gli occhi cercando di capire quale fosse la strada giusta per tornare a casa. In piedi di fronte a lui, non molto lontano, scrutò la figura che lo aveva seguito nel supermercato e per la strada.

Prima che potesse distinguerne i lineamenti o i dettagli dell’abbigliamento, la figura gli si trovò di fronte, come teletrasportata, mostrando un enorme sorriso sinistro.

SBAM!

Si trovò improvvisamente sdraiato sull’asfalto bagnato, la pioggia che lo frustava e una lattina calpestata vicino ai suoi piedi. Era confuso, cercò di capire se quello che aveva appena vissuto fosse solo paranoia dovuta alla sensazione di essere osservato al supermercato.

Guardò intorno, ma non c’era traccia né della misteriosa figura, né della nebbia che lo aveva avvolto. Era come se tutto fosse svanito nel nulla, lasciando solo la realtà triste e grigia di una giornata piovosa.

Decise di mettersi in piedi e tornare a casa. Mentre camminava sotto la pioggia, rifletté sul significato di tutto ciò. Forse era solo la sua mente esausta che aveva proiettato le sue paure e insoddisfazioni in quella visione inquietante.

Mentre stava per svoltare l’angolo, ancora una volta si sentì osservato. Si voltò rapidamente, pronto a rivedere quell’inquietante sorriso, ma l’unica cosa che vide fu una ragazza seduta con la testa bassa al bordo della strada.

Rassicuratosi si voltò nuovamente verso casa, pronto a gustare la cena appena acquistata.

«Tu» sentì dalla strada. «Dico a te. Avvicinati.»

Si voltò e vide che la ragazza aveva alzato di poco la testa e lo stava guardando, anche se non riusciva a vedere i suoi occhi, nascosti dietro i lunghi capelli scompigliati lungo la faccia.

Mentre si voltava nuovamente per tornare a casa, la ragazza sorrise da guancia a guancia e, prima che se ne rendesse conto, lui stava camminando verso di lei.

Una volta vicino, la ragazza lo afferrò, lo tirò verso di sé e gli sussurrò qualcosa nell’orecchio.

Qualcosa che lo riempì nuovamente di angoscia e inquietudine.

Cosa dice la ragazza al punto da sconvolgere il protagonista?

  • Dov'è la tua casa? (0%)
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  • Sai chi sono. (25%)
    25
  • So chi sei. (75%)
    75
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172 Commenti

  • Ciao LichtHart. Questo episodio conclusivo è un viaggio emozionante e oscuro attraverso la mente e la psiche del protagonista. La tensione e il terrore si fondono in modo straordinario, e la rivelazione finale sulla natura del protagonista e la sua relazione con Dorothy aggiungono una profondità significativa alla storia. La scrittura coinvolgente e la narrazione avvincente rendono questo episodio davvero memorabile. Complimenti per questa storia intensa e avvincente!

  • Ciao,
    peccato essere arrivata qui solo alla fine del tuo racconto! Comunque l’ho letto tutto e mi è piaciuto, anche se il genere horror non è esattamente in cima alle mie preferenze. Devo dire che all’inizio ho fatto un po’ di fatica, ma la tua scrittura è decisamente migliorata nel corso dei capitoli, quindi bravo.
    Spero che arrivi presto una tua nuova storia, così potrò commentare e votare pure io! A presto!

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