L’Oscurità in Me

Dove eravamo rimasti?

Cosa penserà di fare Adam? Cercare un modo per sfuggire al destino. (50%)

Adam

La notte era fitta di nebbia quando Adam prese la sua decisione: doveva fuggire da quella casa.

Il suo cuore batteva irregolarmente e una miscela di ansia e paura lo assaliva. Ancora una volta, si sentiva come se fosse diviso tra due realtà, la sua e quella del cuore che ora gli batteva nel petto.

Le strade erano deserte, e la nebbia sembrava avvolgere ogni cosa, come se volesse impedirgli di scappare. Mentre guidava attraverso le strade vuote, si rese conto che la sua mente era in tumulto, un vortice di orrore e confusione.

Improvvisamente, Adam sentì un forte scuotimento seguito da un rumore assordante.

L’auto si scontrò violentemente contro un albero nascosto nella nebbia, il metallo si piegò e si ruppe con un fragore terrificante. La scena fu un turbine di vetri rotti, cruscotti disfatti e il suono sinistro del metallo che si deforma.

L’aria si riempì di detriti, lasciando Adam intrappolato, confuso e dolorante, con solo la vista di una vecchia casa abbandonata di fronte agli occhi.

***

Dalle tende socchiuse vide le luci di casa spegnersi.

«Nessuno saprà», disse mentre si dirigeva verso la porta di casa.

Dopo pochi passi e un giro di chiave, un cigolio sinistro accompagnò la porta.

Dopo essersi guardata attorno, la sua attenzione cadde sulla nota attaccata alla scrivania.

NO PICCOLI ANIMALI

«Non permetterò che lo scoprano», disse sorridendo mentre, scansando le assi a terra per non fare rumore, si perdeva dell’oscurità della stanza.

***

Quando aprì gli occhi si ritrovò in una stanza buia e angusta, illuminata solo da una luce fioca proveniente da un punto remoto.

Nel mezzo, vide una figura incappucciata. Era alta e minacciosa, ma non faceva un solo movimento. Immobile come una statua.

Si avvicinò con passi incerti, cercando di capire chi si nascondesse sotto quell’oscura cappa. La figura rimase immobile per un attimo, poi si sciolse nelle ombre, rivelando una versione distorta e malvagia di Adam stesso, con occhi neri come l’abisso e un sorriso malefico che si allargava sul suo volto.

«Adam», disse con una voce che sembrava provenire dall’oltretomba, «Sapevo che saresti venuto. Non puoi scappare da me».

Il terrore si impadronì di lui, e la lotta tra le diverse personalità che abitavano il suo cuore si fece sempre più intensa. Senza pensarci di lanciò contro la figura, cercando di mettere fine a quella tortura, mentre altre entità emersero dall’oscurità, ridendo sadicamente.

Quando era a pochi centimetri, iniziò a dissolversi e tutto attorno a lui svanì.

Una stanza diversa lo attendeva, ma questa volta riconobbe il luogo. Era lo stesso dei suoi incubi, la stanza sigillata in cui l’assassino aveva torturato le sue vittime. Il sangue e l’orrore erano ancora impregnati nelle pareti, e l’odore di morte aleggiava nell’aria.

«Tu», disse con voce tremolante, «Che ci fai qui?»

Dorothy era davanti a lui, piegata sulle ginocchia mentre metteva in un sacco nero coltelli, bisturi, e una serie di attrezzi impregnati di sangue.

Adam era sgomento e non riusciva quasi a parlare.

Migliaia di informazioni iniziarono a circolargli in testa. Ogni scena del diario ora poteva vederla chiaramente, come se le sue stesse mani avessero compiuto tutte quelle indicibili azioni.

«Pensa a quello che ho fatto per te. A come ti ho protetto. E tu ti sei sparato in testa come un vigliacco?» – gli occhi di Dorothy diventavano sempre più severi – «Pensavi di fuggire da me ed ora sei di nuovo qui. Aiutami a nascondere tutto questo casino e poi fai quello che devi, da bravo».

Le immagini di Dorothy che picchiava un povero ragazzo gli si pararono di fronte agli occhi.

«Aiutami nonna, non ce la faccio più», diceva lui. «Tu sei così. La nonna è qui con te e puoi fare tutto quello che vuoi», diceva lei dandogli un coltello ed invitandolo ad entrare in quella stanza buia.

Poi le porte si chiudevano e le urla lo riportavano alla realtà.

«Il tuo cazzo di nipote è morto!», urlò Adam.

«Questo lo so. Ma ora ci sei tu. Guardati».

Adam si voltò e per la prima volta vide l’immagine riflessa che mostrava il suo volto cambiare in un’infinità di forme. Il suo viso. Ricordava che forma avesse?

In balia della paura più intensa, uscì di corsa dalla stanza, mentre Dorothy si voltò sorridendo, riprendendo da dove aveva lasciato. I suoi muscoli furono più veloci dei pensieri e, in pochi secondi, si trovò a bordo della sua auto lanciata a tutta corsa.

***

Dopo qualche sforzo riuscì ad uscire dall’auto.

Conosceva bene quella casa. O meglio, il suo cuore la conosceva bene. Avvicinandosi, ripensò al suo riflesso. Poteva ancora considerarsi Adam, oppure il suo cuore stava inesorabilmente prendendo il controllo?

Aperta la porta tutto era come lo ricordava; il corpo della ragazzina, una testa con un chiodo piantato in fronte. Ogni cosa era completamente chiara ai suoi occhi.

«Mi dispiace», sussurrò piangendo sedendosi a terra, «Mamma, sorellina. Mi dispiace per non essere stato presente» – la bocca del fucile si avvicinava alla sua, in un bacio di tristezza e disperazione – «Addio vecchia stronza!»

BOOM!

Categorie

Lascia un commento

172 Commenti

  • Ciao LichtHart. Questo episodio conclusivo è un viaggio emozionante e oscuro attraverso la mente e la psiche del protagonista. La tensione e il terrore si fondono in modo straordinario, e la rivelazione finale sulla natura del protagonista e la sua relazione con Dorothy aggiungono una profondità significativa alla storia. La scrittura coinvolgente e la narrazione avvincente rendono questo episodio davvero memorabile. Complimenti per questa storia intensa e avvincente!

  • Ciao,
    peccato essere arrivata qui solo alla fine del tuo racconto! Comunque l’ho letto tutto e mi è piaciuto, anche se il genere horror non è esattamente in cima alle mie preferenze. Devo dire che all’inizio ho fatto un po’ di fatica, ma la tua scrittura è decisamente migliorata nel corso dei capitoli, quindi bravo.
    Spero che arrivi presto una tua nuova storia, così potrò commentare e votare pure io! A presto!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi