Un’avventura per Alfredo Corbella

Il buongiorno di Alfredo Corbella

Era una mattina di una domenica particolarmente nuvolosa. 

Il signor Corbella se ne stava in panciolle sul letto. Era lì da minuti interi, ormai, rinfrancato dal leggero crepitìo delle gocce che vedeva scivolare sulla finestra. La cadenza rilassante aveva disteso i suoi lineamenti in un’espressione di assoluta tranquillità. 

Tuonò.
Era lo squillo del telefono.

Alfredo balzò dal materasso. Come qualsiasi persona normale, chiuse gli occhi, si tappò le orecchie, credendo di far sparire quel congegno del demonio col potere della psiche.

Ma quello non evaporò.

Alfredo, sconfitto, afferrò la cornetta.

Pronto?
– Alle 18, al Gabbio di Via Foscolo.
– Chi—
Non mancare.

La comunicazione si interruppe. 

E che caspita”, mugugnò Alfredo.

Si alzò, lasciò il letto sfatto, e giunse macchinalmente alla finestra. Gli occhi andarono giù, dove c’era la sua adorata cabina telefonica. La osservò con espressione inebetita, un misto di irritazione e insolita felicità.

Quella scatola di vetro! 

Da qualche tempo, Alfredo si era convinto che fosse stata fissata, proprio là, con l’unico scopo di calmare i suoi nervi sempre tesi. Ogni giorno giova di una comicità visiva che solo i film di Jacques Tati, diceva, riuscivano ad eguagliare.

Questa volta non fu mica da ridere, però.

C’era un individuo ben incappottato, dentro.
Si sporse.
Guardò verso la sua finestra.
Si volse, cauto, e sparì dentro una
Fiat Punto.

Alfredo ricordò la strana telefonata, e sentì bussare: era lei, l’Ansia primordiale. Quella maledetta lo fece vestire in un turbinìo disordinato e uscire di corsa.

Lo condusse ad un appartamento del primo piano.

Ci abitava Nando, il dentista del condominio, il suo fidato amico. Alfredo pigiò il campanello, generando un trillo più forte di quanto avrebbe voluto. Staccò il dito dal pulsante.
Aspettò. 
L’Ansia se lo stava divorando.
Nando tardava. 
Picchiò le nocche sulla porta e quelle, ossute, fecero ancora più casino di quanto si sarebbe aspettato.

Il chiasso arrivò alle orecchie del portinaio che, tanto per cambiare, gridò un primitivo “OU!

Alfredo sentì i passi pesanti del cavernicolo. 
– Ou? Corbè, è lei?
Lo aveva scoperto.
Picchiò ancora più forte. 
Colpì l’aria.
Finalmente vide Nando.

– Per la miseria, Alfio!
Uff, sbrigati! Fammi entrare!

Nando accomodò l’amico su un divano imbottito della sala d’attesa, un triste salottino dell’anteguerra arredato alla meglio coi mobili dei genitori. Serrò le porte e si abbandonò su una poltroncina parigina.

In quel momento una radio trasmetteva lAria sulla quarta corda, preceduta dalla Toccata e fuga che, poco prima, accompagnò l’inerzia indesiderata.

– Potresti spegnere quel coso?
– Perché?
– Mi, mi deconcentra!

Nando sbuffò, e spense il coso.

*

– Dunque, – disse il dentista – non hai riconosciuto la voce?
– No, ma era del tizio.
– Come fai ad esserne sicuro?
Be’! – esclamò Alfredo – Dovevi vederlo, tutto circospetto. M’ha pure guardato!
– Sì, capisco… Almeno hai visto la targa?
– La targa?
– Quella della Fiat, Alfio!
– Oh, no no, non c’ho fatto caso.

Il dentista si lisciò i mustacchi, gesto tipico di quando è contrariato.

– Nando, dovrei chiamare i carabinieri.
– No – lo frenò. – Faresti una corbelleria.
– Come?
– Vecchio mio, vuoi scomodare le nobili forze dell’ordine solo perché qualcuno, ipotiziamo, ha sbagliato destinatario?
– Ma se sono io!
– O ti ha fatto uno scherzo, ad un’ora poco felice?
– Uno scherzo!
Il dentista tagliò corto: – Non chiamarli.
– Non, non mi credi?
– Non sarei il tuo fidato amico! Quella gente, però, esige prove e dà retta solo a testimoni. Lo sanno tutti.
Altredo arrossì: – Be’, allora cosa mi consigli?
– Di recarci sul posto.
– Ma Nando!

Il dentista indossò la giacca e trascinò l’amico fuori dall’appartamento, ignorando le sue rimostranze. Salutarono il portinaio, che freddò Alfredo con un cipiglio, e uscirono dal condominio.

Poco dopo erano dentro un taxi.

– Conosce il Gabbio, di Via Foscolo? – domandò Nando.

Il tassinaro si grattò la barba.

– Er Gabbio, quella trattoria? Ma se è chiusa.
– Ci porti lì, siamo giornalisti – mentì.
– Basta che me scucite, poi.

L’auto si unì al carosello sgraziato del tram-tram romano, sotto una pioggia battente.

– Può, può spicciarsi? – chiese Alfredo, un po’ nervoso.
– Signò, ‘stamo a Roma, mica al— Ao! ‘Sto disgraziato!  
– Alfio, – bisbigliò Nando – sta’ attento, o questo ci farà ammazzare.

*

L’acquazzone aveva lasciato posto ad una pioggerella sottile. Era buio.

– Eccoci – disse Nando, una volta scesi. Si guardò lo Swatch, tirando un sospiro di sollievo.
– Non ne potevo più – si lamentò l’altro.

Si inoltrarono nel vicolo che il tassinaro aveva indicato loro. 

Il Gabbio era davvero chiuso. Tendine sfibrate, vetri rotti, e legni scalcinati. Pareva una catapecchia abbandonata dai tempi dell’impero. Il viso di Alfredo, illuminato dalla luce intermittente di un lampione vicino, aveva preso una brutta piega.

– Nando, – disse, pallido – Mi sa che non usciremo vivi da qui.
– Esagerato – rispose l’amico, affabile. – Coraggio, entriamo.

Aprirono la porta, strappandole un lamento scricchiolante.

Come sarà l'odore che accoglierà i nostri amici?

  • Chimico. (33%)
    33
  • Profumato. (50%)
    50
  • Putrido. (17%)
    17
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23 Commenti

  • Andranno dai carabinieri, almeno, io penso sia la cosa giusta da fare.
    Ciao, Carmin!
    Keziarica mi ha mandato a leggere e commentare questo spassoso capitolo. Scorrevole, scritto con cura. I dialoghi serrati, ma non precipitosi; bravo.
    Aspetto il nuovo e spero di poter entrare con la mia amica Kezia. 😉

    Alla prossima!

  • Ciao Carmin, ho riletto i tre capitoli di fila e la prima impressione di una esagerata reazione dei due protagonisti a una semplice, anche se strana telefonata, si va attenuando perché sale l’atmosfera di commedia, il gusto per il paradosso, con la macchia di vino e la “signorina” romana.
    Voterei riposo e Chopin come premessa a qualcos’altro.
    Buon lavoro, vai così!🙋 ciao.

  • Nuovo episodio fulminante! La zingara pare quasi di vederla muoversi, per quanto l’hai ben caratterizzata… ancora non riesco a farmi un’idea della direzione che prenderà la storia… ma resto incollata qui ad aspettare. Voto per Nando, e nel frattempo preparo i popcorn 😊

  • Per questa volta mandiamo avanti Nando 🙂

    In alcune parti del discorso mi sono perso chi parlava, ma Cassandra mi ha fatto sorridere e persino ridere in qualche punto. Il dubbio permane: chi è colui che li ha invitati, visto che Cassandra non se li aspettava?

    Ciao 🙂

  • Ciao Carmin 🙂
    Bel capitolo semplice e comico allo stesso tempo 🙂
    a signorina romanaccia m’ha fatto scompiscia’ 🙂 poeraccio il nostro Alfio 🙂
    non so perche’ ma il “In che senso?” dopo il “te dice bene caro” me lo sono immaginato con la voce di Carlo Verdone 😀 formidabile 🙂
    Le ultime due descrizioni le ho proprio vissute , complimenti mi ci sono immedesimato e cio’ sta a dire che hai fatto davvero un bel lavoro 🙂
    Volevo votare i carabinieri ma poi ho deciso di ascoltare un po’ di musica. La musica e’ la risposta a tutti i mali dicono 🙂 vediamo cosa ci tiri fuori 🙂
    A presto 🙂

  • Voto per nascondersi! Osservare inosservati… sono sicura che scopriremo cose interessanti.
    Avevo letto il primo ma non ho fatto a tempo a commentare… piano piano sto recuperando tutto quello che mi sono persa tra notifiche mancate e il resto!
    Un saluto 😊

  • Ciao Carmin e ben tornato.
    Bell’inizio, pimpante e curioso. Mi sono persa il primo, ma ho recuperato.
    Mi pare che ci sia molto da scoprire, sono curiosa di sapere chi ha calpestato i vetri e dico che si faranno trovare pronti per l’appuntamento.
    Ti segnalo un “Altredo” e anche un’intrusione come narratore nella frase: “Il dentista si lisciò i mustacchi, gesto tipico di quando è contrariato.” ti affacci nella storia e ci racconti un atteggiamento del personaggio, in realtà, a meno che il tuo punto di vista sia quello del narratore onnisciente, avresti dovuto mostrarcelo in altro modo, almeno questo è quel che si dice sui manuali di scrittura creativa 😉
    Comunque, poco male, cose piccole che non intaccano la storia. Vediamo come prosegui. Per il momento, ti saluto e ti auguro un buon week end.

    Alla prossima!

    • Ciao Kez,
      ti ringrazio per aver recuperato i capitoli, mi fa piacere!
      Nonostante lo avessi riletto svariate volte, solo dopo averlo pubblicato ho notato “Altredo” e qualche altra piccola cosa che ho corretto nel file privato. Quel “gesto tipico di quando è contrariato” – tralasciando che al posto di “è” volevo mettere “era”, ma mi è sfuggio – in effetti non mi convince, e ora l’ho corretto semplicemente con “contrariato”. Ti ringrazio per avermelo segnalato!
      A breve pubblicherò il prossimo capitolo. A presto. 😀

      P.s. mando i miei saluti al dottorino, non vedo l’ora di rivederlo all’opera.

  • Nascondiamoci!

    Ciao! Non mi è arrivata la notifica. Non ho ancora capito se è un problema mio o di The Incipit; lo scoprirò nei prossimi giorni.
    Il capitolo è stato molto divertente ed interessante l’indagine di Nando: siamo ancora all’inizio e vediamo dove ci porti ^_^

    Ciao 🙂

  • Ciao Carmin 🙂
    Bentornato 🙂
    Il capitolo e’ molto leggero e facile da leggere 🙂 ti stai divertendo un po’ a scriverlo , lo noto 🙂 mi hai ricordato un po’ lo stile di Ottaviano in certi punti 🙂 adoro quando un argomento drammatico/serio non si prenda seriamente ma in chiave comica 🙂
    E cosi’ abbiamo a che fare con una donna profumata amante del vino 🙂 gli indizi sono tanti 🙂 la strada ancora lunga 🙂
    Ho votato per farsi trovare ordinati per l’appuntamento 🙂 scopriamo un po’ di piu’ sulla figura misteriosa 🙂
    Vediamo cosa ci tiri fuori 🙂
    P.S. in questo punto “Devo darmi da fare e capire cosa si muove dietro le quinte” mi hai fatto ritornare in mente la quinta dimensione 😉 e tu sai anche perche’ 🙂
    a presto 🙂

    • Ciao BlackCat,
      sì, mi sto divertendo e spero di riuscire a strapparvi una risata o un sorriso anche a voi. Nel frattempo, semino la strada e accolgo il tuo voto.
      In realtà il capitolo è quasi pronto, arriverà a breve.
      A presto. 😀

      L’effetto non era voluto, hah, si vede che mi è rimasto qualcosa dalla quinta dimensione!

  • Ciao, bentornato.
    Strano tipo il Corbella, strane cose succedono.
    Comincia un’avventura, e comincia col classico trillare di un telefono.
    Tutte le avventure sembrano avere un comune una cosa: l’imprevisto che viene a turbare la quiete di qualcuno che, guarda te, non sa che gli sta capitando un’avventura. ?Stavolta c’è quella cabina, e forse qualche cosa è già successa, vedremo… Buon viaggio, ti seguo, stavolta non critico, ma in futuro, se ti farà piacere, ti dirò se c’è qualcosa che correggerei. Siamo qui per questo, o no?
    Ciao?
    Voto il chimico.

    • Ciao fenderman,
      una chiamata improvvisa turba sempre un po’ le acque. Questo è il mio inizio, ma per le vicende mi affiderò un po’ ai vostri voti, come si fa qui del resto.
      Ti ringrazio per l’augurio; se vi saranno critiche – da parte tua, così come di altri – sarò ben felice di accoglierle, specie se vengono da persone con molta più esperienza di me. Perciò, sentiti libero di asfaltarmi, se lo riterrai necessario, hah.
      Mi segno il voto, e attendo che le opzioni si scremino un po’ – o dovrò improvvisare.
      Alla prossima. 😀

  • Profumato: in antitesi col suo aspetto!

    Ciao! E bentornato! Dove l’avventura in un’altra dimensione, ora ci troviamo in un Vecchia Roma con uno strano mistero che si muove intorno a due tizi alquanto particolari.
    Sono curioso: vediamo dove ci porti 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao Carmin 🙂
    Che piacere rivederti alla scrittura 🙂
    Mmmm questo incipit e’ molto particolare 🙂 potrebbe avere un infinita’ di direzioni e percio’ hai fatto bene a metterlo sotto l’avventura che da piu’ spazio alle storie di prendere il loro corso 🙂
    Per il momento vediamo i nostri due amici cosa scopriranno all’interno de sta chatapecchia per dirlo alla romana 🙂
    Io voto per l’odore putrido 🙂 e attendo con ansia il secondo capitolo 🙂

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