Un’avventura per Alfredo Corbella

Dove eravamo rimasti?

Cosa faranno i due amici l'indomani? Aspetteranno... ma nel frattempo Nando indagherà da solo. (50%)

Chi non si rivede, muore

Alfredo non aveva chiuso occhio.
Anziché portare consiglio, la notte fu un palcoscenico infernale, sul quale si esibirono immagini talmente vivide, che non c’erano dubbi sulla loro natura
Chi era quella signorina? Se non fosse stato per l’intervento di Nando, ora non sarebbe sopra il suo letto disfatto a rimuginare sui fatti avversi, a chiedersi perché la vita gli fosse così crudele, lui che proprio non si meritava tutto questo.

Era mattina, le luci filtravano dai bucherelli delle tapparelle, e Alfredo fremeva di impazienza. Voleva liberarsi di tutti i suoi problemi. Si scosse dal letto e con la stessa vivacità della mattina precedente, inchiodò sulla porta del dentista che, tuttavia, presentava una novità: un foglietto a righe, attaccato sul legno massiccio. Recava un messaggio scarabocchiato:

Spiacente, papà seccati e mamme apprensive, non ci sono
Portate i bimbi un’altra volta
Non so quando tornerò 
Spero presto
Dott. Nando Fontana

Alfredo lesse un’altra volta e si rigirò il foglietto tra le mani, istupidito. Nelle sbavature riconobbe il tratto del dentista.

Perché Nando non c’era? Dov’era finito? 

***

– Un caffè nero, grazie.
– Arriva subito.

Il barista gettò uno sguardo curioso all’uomo seduto. Non era sicuro di conoscerlo.
Abbassò la leva della macchinetta con un colpo secco. Sotto le folte sopracciglia, osservava a quattrocchi la miscela che si depositava sul fondo della tazzina.

– A lei – disse, appoggiando il piattino con cura.
– La ringrazio.

Il visitatore si sfilò i guanti di lana, afferrò la tazzina e bevve l’espresso bollente in un sol sorso. “Eccallà, si sarà ustionato” si disse il barista, “guarda che faccia, rossa come il culo di un babbuino”.
Il visitatore cercò di nascondere l’incidente dietro dei colpi di tosse. Era così nervoso. Si era fermato in quel modesto localuccio di Via Foscolo con lo scopo di raccogliere qualche informazione su Cassandra. Eppure eccolo là, impacciato e mal combinato, non fiero come il tipo di investigatore che ammirava.

– Mi scusi? – lo anticipò il barista.
– Cosa? Sì?

Fece una pausa. Inforcò gli occhiali sulla punta del naso per studiare meglio il viso dello sconosciuto. “Sì, è un nuovo soggetto, concluse.

– Lei non è del posto.
– Si vede?
– Di sicuro è la prima volta che mette piede nel mio bar.
– In effetti, sì.
– Cosa la porta qua, così presto? Non è ancora sorto il Sole.
– Affari personali. Mi fermo per poco.
– Ha ragione, non sono fatti miei. Le piace il locale? – domandò, per cambiare argomento.
– Ha la giusta atmosfera.
– Mi fa piacere che la pensa così – il barista prese un panno, lo intinse nell’acqua e lo passò dolcemente intorno alla tazzina. – Ormai so’ trent’anni che ci corro dietro, con le spese per mantenerlo. Ne vale la pena, questo posto è la mia creatura.
– Fa tutto lei? – disse il visitatore, guardandosi intorno. Non c’era nessuno altro, solo ombre create dalle luci soffuse e riflesse sulle suppellettili di pino.
– Tutto io. Ho una clientela piccola e preferisco lavorar da solo.
– Pochi ma buoni – il visitatore si carezzò il baffo, attendendo una reazione dell’interlocutore.
Magari – rispose quello con un filo di voce, appena udibile.
– Non lo sono?
Mah! Lasci perdere.
– Per caso – il visitatore deglutì, quasi stesse per tuffarsi da uno scoglio, – conosce una certa Cassandra?
Cristo!  Ma lei come fa a conoscerla? Non mi dica che…!
– Non fraintenda! Ne ho solo sentito parlare. Dicono che sia molto, ecco, famosa da queste parti. Sa dirmi di più? Semplicemente a scopo informativo.

Il barista assunse una posa meditativa. Quell’uomo non gliela raccontava giusta. Quegl’occhi rivelavano un profondo turbamento, come se avessero conosciuto di persona quel mostro nel Gabbio.
Decise ugualmente di accontentarlo. Nel peggiore dei casi, non sarebbe stato responsabile di quanto accaduto.

– Immagino sappia già che è una buona donna. Alcuni disperati, dopo aver passato l’ennesima serata con lei, sono giunti qui ad affogarsi nell’alcool. Ognuno di loro mi ha riferito la stessa cosa: erano al verde, scuciti di tutto il patrimonio che avevano. Li ho serviti per pietà. Mi creda però quando le dico che, le settimane seguenti, non li ho più rivisti. E li conoscevo bene, erano abitudinari. Io sono una persona pratica. Quando delle coincidenze si sommano, divento dubbioso e mi do delle risposte.
– Lei crede che quei disgraziati siano—
– Morti. Schiattati. Caput!
– Non è stata denunciata la loro scomparsa? Qualche parente, amico, conoscente non si è fatto avanti?
– Erano soli al mondo. Senta, so che non mi crede. Glielo leggo in faccia, ma le assicuro che su questo non mi sbaglio, possa cascare il mondo!

In quel momento, la porta del bar si aprì. Nulla di anormale, solo una vecchia coppia di anziani. Tuttavia, la loro entrata aveva segnato la fine della discussione.
Abbozzando un sorriso, Il barista congedò il visitatore con un “buona giornata e smise di considerarlo per dedicarsi invece alla coppietta.

Costernato, l’uomo uscì dal locale senza ulteriori cerimonie.

Sì, lo so, molti mesi son passati, per tanto tempo non scrissi e forse sarà così. Ma confido nella vostra pazienza, e vi chiedo...

  • Confronto tra Alfredo e Nando (67%)
    67
  • Si resta su Nando (0%)
    0
  • Si torna da Alfredo (33%)
    33
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

23 Commenti

  • Andranno dai carabinieri, almeno, io penso sia la cosa giusta da fare.
    Ciao, Carmin!
    Keziarica mi ha mandato a leggere e commentare questo spassoso capitolo. Scorrevole, scritto con cura. I dialoghi serrati, ma non precipitosi; bravo.
    Aspetto il nuovo e spero di poter entrare con la mia amica Kezia. 😉

    Alla prossima!

  • Ciao Carmin, ho riletto i tre capitoli di fila e la prima impressione di una esagerata reazione dei due protagonisti a una semplice, anche se strana telefonata, si va attenuando perché sale l’atmosfera di commedia, il gusto per il paradosso, con la macchia di vino e la “signorina” romana.
    Voterei riposo e Chopin come premessa a qualcos’altro.
    Buon lavoro, vai così!🙋 ciao.

  • Nuovo episodio fulminante! La zingara pare quasi di vederla muoversi, per quanto l’hai ben caratterizzata… ancora non riesco a farmi un’idea della direzione che prenderà la storia… ma resto incollata qui ad aspettare. Voto per Nando, e nel frattempo preparo i popcorn 😊

  • Ciao Carmin 🙂
    Bel capitolo semplice e comico allo stesso tempo 🙂
    a signorina romanaccia m’ha fatto scompiscia’ 🙂 poeraccio il nostro Alfio 🙂
    non so perche’ ma il “In che senso?” dopo il “te dice bene caro” me lo sono immaginato con la voce di Carlo Verdone 😀 formidabile 🙂
    Le ultime due descrizioni le ho proprio vissute , complimenti mi ci sono immedesimato e cio’ sta a dire che hai fatto davvero un bel lavoro 🙂
    Volevo votare i carabinieri ma poi ho deciso di ascoltare un po’ di musica. La musica e’ la risposta a tutti i mali dicono 🙂 vediamo cosa ci tiri fuori 🙂
    A presto 🙂

  • Voto per nascondersi! Osservare inosservati… sono sicura che scopriremo cose interessanti.
    Avevo letto il primo ma non ho fatto a tempo a commentare… piano piano sto recuperando tutto quello che mi sono persa tra notifiche mancate e il resto!
    Un saluto 😊

  • Ciao Carmin e ben tornato.
    Bell’inizio, pimpante e curioso. Mi sono persa il primo, ma ho recuperato.
    Mi pare che ci sia molto da scoprire, sono curiosa di sapere chi ha calpestato i vetri e dico che si faranno trovare pronti per l’appuntamento.
    Ti segnalo un “Altredo” e anche un’intrusione come narratore nella frase: “Il dentista si lisciò i mustacchi, gesto tipico di quando è contrariato.” ti affacci nella storia e ci racconti un atteggiamento del personaggio, in realtà, a meno che il tuo punto di vista sia quello del narratore onnisciente, avresti dovuto mostrarcelo in altro modo, almeno questo è quel che si dice sui manuali di scrittura creativa 😉
    Comunque, poco male, cose piccole che non intaccano la storia. Vediamo come prosegui. Per il momento, ti saluto e ti auguro un buon week end.

    Alla prossima!

    • Ciao Kez,
      ti ringrazio per aver recuperato i capitoli, mi fa piacere!
      Nonostante lo avessi riletto svariate volte, solo dopo averlo pubblicato ho notato “Altredo” e qualche altra piccola cosa che ho corretto nel file privato. Quel “gesto tipico di quando è contrariato” – tralasciando che al posto di “è” volevo mettere “era”, ma mi è sfuggio – in effetti non mi convince, e ora l’ho corretto semplicemente con “contrariato”. Ti ringrazio per avermelo segnalato!
      A breve pubblicherò il prossimo capitolo. A presto. 😀

      P.s. mando i miei saluti al dottorino, non vedo l’ora di rivederlo all’opera.

  • Ciao Carmin 🙂
    Bentornato 🙂
    Il capitolo e’ molto leggero e facile da leggere 🙂 ti stai divertendo un po’ a scriverlo , lo noto 🙂 mi hai ricordato un po’ lo stile di Ottaviano in certi punti 🙂 adoro quando un argomento drammatico/serio non si prenda seriamente ma in chiave comica 🙂
    E cosi’ abbiamo a che fare con una donna profumata amante del vino 🙂 gli indizi sono tanti 🙂 la strada ancora lunga 🙂
    Ho votato per farsi trovare ordinati per l’appuntamento 🙂 scopriamo un po’ di piu’ sulla figura misteriosa 🙂
    Vediamo cosa ci tiri fuori 🙂
    P.S. in questo punto “Devo darmi da fare e capire cosa si muove dietro le quinte” mi hai fatto ritornare in mente la quinta dimensione 😉 e tu sai anche perche’ 🙂
    a presto 🙂

    • Ciao BlackCat,
      sì, mi sto divertendo e spero di riuscire a strapparvi una risata o un sorriso anche a voi. Nel frattempo, semino la strada e accolgo il tuo voto.
      In realtà il capitolo è quasi pronto, arriverà a breve.
      A presto. 😀

      L’effetto non era voluto, hah, si vede che mi è rimasto qualcosa dalla quinta dimensione!

  • Ciao, bentornato.
    Strano tipo il Corbella, strane cose succedono.
    Comincia un’avventura, e comincia col classico trillare di un telefono.
    Tutte le avventure sembrano avere un comune una cosa: l’imprevisto che viene a turbare la quiete di qualcuno che, guarda te, non sa che gli sta capitando un’avventura. ?Stavolta c’è quella cabina, e forse qualche cosa è già successa, vedremo… Buon viaggio, ti seguo, stavolta non critico, ma in futuro, se ti farà piacere, ti dirò se c’è qualcosa che correggerei. Siamo qui per questo, o no?
    Ciao?
    Voto il chimico.

    • Ciao fenderman,
      una chiamata improvvisa turba sempre un po’ le acque. Questo è il mio inizio, ma per le vicende mi affiderò un po’ ai vostri voti, come si fa qui del resto.
      Ti ringrazio per l’augurio; se vi saranno critiche – da parte tua, così come di altri – sarò ben felice di accoglierle, specie se vengono da persone con molta più esperienza di me. Perciò, sentiti libero di asfaltarmi, se lo riterrai necessario, hah.
      Mi segno il voto, e attendo che le opzioni si scremino un po’ – o dovrò improvvisare.
      Alla prossima. 😀

  • Ciao Carmin 🙂
    Che piacere rivederti alla scrittura 🙂
    Mmmm questo incipit e’ molto particolare 🙂 potrebbe avere un infinita’ di direzioni e percio’ hai fatto bene a metterlo sotto l’avventura che da piu’ spazio alle storie di prendere il loro corso 🙂
    Per il momento vediamo i nostri due amici cosa scopriranno all’interno de sta chatapecchia per dirlo alla romana 🙂
    Io voto per l’odore putrido 🙂 e attendo con ansia il secondo capitolo 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi