La cacciatrice di sogni

Dove eravamo rimasti?

Un evento improvviso interrompe la colazione affrettata di Miriade. Cosa succede? Una biglia cremisi rotola sul pavimento della stanza rimbalzando contro i suoi stivali. (100%)

La biglia cremisi

08:00 La Bose odiava l’odore dello smalto per le unghie. Era il puzzo dello sforzo di apparire perfette. Le ricordava la fatica che le costava colmare le crepe, nascondere gli errori, provare mentalmente i discorsi, allenarsi all’alba, studiare maniacalmente e farlo sembrare naturale.

“Talentuosa” la chiamavano i docenti,

“fortissima” le amiche,

“fighissima” i compagni,

“stronza” le sfigate invidiose,

“speciale” i suoi genitori… 

Ma solo lei sapeva quanto duramente aveva lavorato… Che non era il talento, ma la volontà, il suo segreto. Lei aveva voluto essere più brava, più elegante, più forte! 

Seduta al secondo banco, le gambe accavallate, sapeva di apparire rilassata ed elegante. Aveva provato quella posa allo specchio. Aspettava l’inizio della lezione. Abbassò lo sguardo sulle unghie porpora, appena rifatte. Notò tutte le sbavature, ma si trattenne dal cercare di  grattarle via. 

Attorno a lei, il chiacchiericcio pre-lezione. Annuiva a piccoli cenni meccanici a Val, che blaterava entusiasta di uniformi, e intanto pensava: uniformi, sul serio?! Val era così basic che faceva sembrare la prof di Tattiche di Guerra Demonologica una strafiga. E la Morrij aveva 70 anni e si vestiva con la divisa di quando ne aveva 20, che le pendeva addosso come a un attaccapanni. Eppure era più tosta e più interessante di Val e delle sue chiacchiere.

La prof., come evocata dai pensieri della Bose, si schiarì la voce.

“Siamo tutti?” 

Scrutò la classe da sopra la montatura verde degli occhiali.

“Manca Mani Blu, prof.” disse Val sorridendo con malcelato disprezzo.

“Miriade?” chiese la Morrij con aria vagamente accigliata. 

Gli adulti, pensò La Bose, così spenti, come se nessuna vera emozione li attraversasse mai. I cuori come candele dallo stoppino corto.

“Va bene” proseguì la prof. annotando qualcosa “oggi vorrei riprendere il concetto di acquisizione preventiva delle fallacie difensive.”

Diversi studenti sospirarono e l’attenzione in classe crollò rovinosamente.

La Bose invece amava le tattiche belliche. Si concentrò sul discorso della Morrij. Ogni tanto appuntava una parola, con misurata noncuranza. Celare lo sforzo, mostrare il risultato. Il suo cervello invece si accendeva come un cielo in cui esplodevano fuochi d’artificio: le idee di cui parlava la prof. erano geniali, e La Bose ne immaginava le meravigliose applicazioni sul campo. Era nel suo elemento, era nata per fare quella scuola! Si lasciò trasportare dal racconto della battaglia del Quarto Portale del 1752 e i minuti scivolarono via veloci.

Bam!

La porta si aprì sbattendo contro il muro di pietre non intonacate. Tutti gli occhi furono immediatamente su Miriade, che ansimava sulla soglia temendosi il fianco (aveva palesemente corso). La Bose provò un immediato fastidio. Ma provaci almeno a non sembrare una sfigata! 

“Scusi prof., ero in mensa ed è successa una cosa..” si fermò ansimando ancora… sembrava non sapere come continuare. Guardò l’angolo vuoto alla sua sinistra per un momento, come se avesse sentito qualcosa.

“Cos’è successo, Miriade?” 

La Morrij non appariva arrabbiata, solo lievemente delusa. Stoppino corto.

Le dita striate di blu di una mano sfregavano ansiosamente quelle dell’altra, in un gesto che era la firma di Miriade. 

Silenzio.

“Allora?”

“Una biglia porpora. No, scusi, cremisi. Ho trovato una biglia cremisi in mensa…”

(“Cremi-che?!” sghignazzò Meli a Val)

“…un artefatto”

La Bose abbandonò di scatto la posa rilassata, appoggiando entrambi i piedi a terra e drizzando la schiena. Un artefatto! 

Morrij sembrava scettica, quasi annoiata: “cosa ti fa pensare si tratti di un artefatto?”

La Bose guardò incredula la prof. Per un attimo dimenticò di comporsi. Poi si riebbe e chiuse la bocca. Non ha letto le profilazioni! realizzò. Aveva sospettato che i prof. non lo facessero. Ora ne aveva la certezza. Lei invece lo aveva fatto.

Le profilazioni erano i risultati dei PAS16, sulla base dei quali avvenivano le ammissioni all’Accademia. La Bose le aveva studiate, tutte e 143: doveva sapere con chi competere, a chi affiancarsi nelle cacce, quali nemici tenere vicini e chi poteva ignorare. Sapeva che Mani Blu aveva fatto punteggi scarsi in tutte le 8 categorie preternaturali (intuito, sagacia, istinto, agone, magia, portali, guarigione e rune). L’avevano scelta dopo soli 2 minuti e 6 secondi di test. La nota del Verificatore diceva:

“La validanda vede il pugnale alla cinta del collega F.H. (artefatto di ottava classe).

Appartenenza a famiglia guerriera: no.

Precedente istruzione magica: no. 

Richiesta verifica”.

Ma gli artefatti erano velati: solo il possessore li poteva vedere e usare. Rari e preziosi, tramandati nelle famiglie guerriere o prestati ai migliori (talmente inestimabili da non poter essere comprati). E sempre visibili solo al portatore.

Secondo il relatore del PAS16, Miriade faceva eccezione.

Miriade ha un potente artefatto magico in tasca.

  • Nota la derisione delle compagne. Si deprime e si consola con una cioccolata calda. (33%)
    33
  • Nota l’incredulità della prof. Decide di testarne i poteri da sola. (0%)
    0
  • Nota la brama negli occhi della Bose. Decide di nasconderlo. (67%)
    67
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105 Commenti

  • Ciao SaintJack 🙂
    Scusa il ritardo ma non mi arrivano bene le notifiche ultimamente e non mi ero accorto che avevi pubblicato il finale 🙂 beh almeno di questa parte 🙂
    E allora cominciamo questa caccia 🙂
    Interessante che Miriade pensi solo ora che panda sia un illusione, che sia anche questo un effetto del contatto con l artefatto? Beh lo scopriremo presto credo 😉
    Per il momento complimenti e mi aspetto grandi cose da te 🙂
    A presto 🙂

  • Ho mancato un capitolo, accidenti!

    Devo dire che sono impressionato: riesci a dare uno scorcio di vita anche durante l’azione. E Panda è tornato! Anche se Miriade non ci crede ancora.
    Cosa succederà nella seconda parte? Non vedo l’ora di scoprirlo 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao Saint.
    Come credo tutti ci aspettavamo hai messo tanta carne al fuoco per concludere in 10 capitoli. Ma devo dire che comunque sei riuscita a “chiudere” in una maniera molto interessante (mi ha ricordato la fine di Auto Hunting che finisce proprio con la battuta “che la caccia abbia inizio”).

    La storia è stata ben scritta e ben gestita secondo me, hai descritto bene situazioni e personaggi e, in qualche modo, ci hai fatto empatizzare con loro.

    Ancora tante sono le domande, quindi credo che tutti noi lettori presi dalla storia aspetteremo una seconda parte se e quando vorrai scriverla.

    Spero di leggerti presto! 🙋‍♂️

  • Ciao SaintJack.

    Purtroppo mi sono perso gli ultimi capitoli, ma sono molto ben scritti e dettagliati, così come i personaggi che hai via via inserito.

    Dalla mole di personaggi e vicende credo questa sia solo la prima parte di un racconto ancora più ampio e articolato.

    Davide cede la biglia alla Bose e vediamo cosa ci racconterai nel finale.

    A presto!

  • Ciao SaintJack 🙂
    Spero che non mi mandino in moderazione stavolta 🙂
    Hai capito Davide che fortuna sfacciata non si è nemmeno dovuto impegnare 🙂
    Chissà che scopriremo anche cosa è successo a Panda 🐼 🙂
    Detto ciò voto per consegnare la biglia alla Bose, magari assistiamo alla nascita di un antagonista con i fiocchi 😉
    Vediamo dove ci porti 🙂
    Ci vediamo al finale 🙂

  • Ciao, SaintJack.

    Non ho fatto in tempo a votare per Prisca, accidenti!
    Ti segnalo un refuso nel nono episodio: “accompagnava le sue chiamata”.
    Tutto molto piacevole da leggere, però tanti personaggi da seguire. Adesso nell’ultimo episodio devi gestire il Gatto, la Bose, Davide, Panda e spero anche Miriade, tutto in cinquemila battute. Ho come l’impressione che ci sarà una parte seconda?

    Grazie e alla prossima.

    • Ciao Artemis!
      Grazie per aver letto 🩵
      Sono contenta che trapeli la loro passione! Volevo replicare l’intensità e il dramma tipici dell’adolescenza. Ma in chiave narrata, quindi un po’ esagerata e legata al contesto fantastico.
      In effetti penso che Daso sia molto combattuto se cedere o meno l’Artefatto 🙂

  • Ciao SaintJack 🙂
    E niente che dire ogni volta che leggo questa storia mi riporti indietro a quando leggevo Harry Potter all’inizio degli ormai lontani anni 2000 🙂
    Comunque io il gatto ce lo vedo bastardo e perciò si terrà la notizia per se e investigherà da solo per entrare in possesso dell’artefatto che in precedenza aveva visto al campo bruciato 🙂
    Vediamo cosa vincerà 🙂
    A presto 🙂

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