La cacciatrice di sogni

Dove eravamo rimasti?

La Bose si introduce in camera di Miriade e... incontra Panda! (67%)

La cosa più preziosa

La Bose

10:39.

La stanza aveva un curioso odore di piatti non lavati, e qualcosa di arboreo, come una foresta. Il disordine era indescrivibile.

Seguire Miriade era stato più semplice che pedinare un cucciolo di Labrador. L’unico intoppo era stato Favero, un gladiator di quinta, che l’aveva fermata per parlare di caccia. Lei lo aveva liquidato velocemente, a malincuore. 

Prima il potere poi il piacere. 

Quando era arrivata alla stanza, Mani Blu stava uscendo con l’aria di chi ha tempo da perdere e deve decidere come.

L’Artefatto è nella stanza!

L’ingresso comune del dormitorio aveva l’aria dimessa delle terre di nessuno. Quattro porte con la vernice scrostata: quattro stanze, i nomi dei residenti su cartellini affissi agli stipiti. A sinistra: un corridoio con alloggi. A destra: la stanza di Miriade.

La Bose aveva valutato le proprie possibilità.

La porta era abbastanza leggera da cedere con una spallata, ma avrebbe fatto rumore.  

Una runa? Se funzionava, zero tracce. Se falliva, bruciatura indelebile sul legno e sulla sua pelle. No. 

Si era inginocchiata davanti alla vecchia serratura: quanto poteva essere difficile forzarla? Aveva con se una lima per unghie.

Le tornò in mente quello che le aveva detto sua cugina Bes a inizio anno: non scegliere la 104, la serratura non funziona bene l, ti rubano le cose… Ovviamente, Mani Blu era arrivata per ultima, le avevano lasciato quella.

Clack, la porta si era aperta.

Ora contemplava la distesa di spazzatura e vestiti maltrattati, alla ricerca di qualcosa che potesse contenere un oggetto prezioso. Un sacchetto di velluto o una scatola da orecchini… Non poteva vedere l’Artefatto ma se avesse rubato il contenitore, anche il contenuto sarebbe stato suo. Sollevò i materassi, spostò i pochi libri sugli scaffali, aprì i cassetti dei comodini, un astuccio di Peppa Pig, una scatola di ibuprofene.

Dopo pochi minuti ultimò il giro della stanza e del piccolo bagno.

Sul lavandino giaceva la sua spazzolina per le unghie, le setole divaricate e avviluppate in grumi blu. Era sparita dallo spogliatoio qualche settimana prima. Com’era finita nel bagno di Miriade? Non aveva tempo ora, ma ci avrebbe riflettuto.

Con una smorfia di disgusto passò ai vestiti. L’armadio era quasi vuoto, fece scorrere tra le mani le poche cose appese: nessun contenitore nelle tasche. Guardò i capi abbandonati sul pavimento. Non era chiaro cosa fosse pulito e cosa no. Cercò di non pensarci e accarezzò ogni maglia, ogni tunica e ogni pantalone, riponendoli nella stessa posizione in cui li aveva trovati.

Niente.

La Bose aggrottò le belle sopracciglia nere, frustrata. Cosa aveva tralasciato? Fece scorrere lo sguardo sulla stanza.

Il pattume. Sostò incerta. Nessuno avrebbe osato… un oggetto tanto prezioso… 

Il volto duro di sua nonna, il Generale Bose, le sovvenne. Seduta al tavolo di legno lucido, dove la assisteva con i compiti.

“Non sottovalutare nessuno” le aveva detto “quando inizi a sentirti superiore, resti indietro”.

Ripensò alla spazzolina da unghie. Chi ruba un oggetto del genere, usato? Miriade non agiva in modo normale.

Iniziò da una scatola di biscotti: vuota, eccetto per una patina di cioccolato sciolto.

Una mini confezione di patatine al lime: vuota e umida.

Un tubo di snack al gusto pizza: pieno a metà. Lo prese tra le mani, espresse l’intenzione di sottrarlo a Miriade

Rubato.

Allora fece scorrere le lingue di farina di patate fuori dal tubo, sul palmo della mano. Niente rotolò fuori. Ripose e richiuse.

Un pacco di gallette di mais al gusto bacon, richiuso. Tre pieghe e una molletta per capelli. Molta cura per del cibo spazzatura. Lo sollevò: leggero. All’interno una distesa unta e maleodorante arancio pallido. Espresse di nuovo l’intenzione di possesso. Il peso ora era sbagliato, uno degli angoli del sacchetto conteneva qualcosa…

Sollevò la testa di scatto: aveva sentito qualcosa…

La porta esterna del dormitorio si aprì e si richiuse.

La Bose si rifugiò in bagno e socchiuse la porta. C’era qualcuno nell’ingresso.

“Laura?” 

Una voce maschile. 

La Bose rimase immobile, congelata. Il battito cardiaco accelerato, sentiva freddo. Laura? Nessuno aveva usato quel nome da quando…

Si riscosse. Non cercavano lei, era un’altra Laura. Riprendi il controllo!

Fece un respiro profondo, ascoltò. 

Qualcuno stava entrando nella stanza. 

“Laura? Sono io, Arthur”. Il tono amichevole, tranquillo.

Che cosa…?! La Bose sentì la rabbia montare. Chi osava usare quel nome contro di lei? 

L’istinto le suggeriva di restare dov’era.

Ma le emozioni, che raramente si facevano sentire, presero il sopravvento. 

Uscì allo scoperto pronta a rimettere al suo posto la piccola merda che aveva osato…

Un panda era al centro della stanza. Troppo alto, in piedi sulle zampe posteriori. Il corpo fatto di ombre bianche e nere, traslucide. Le chiazze degli occhi come le orbite vuote in un teschio enorme e deforme. 

“Laura…” disse di nuovo la bestia spettrale. La voce calda, gentile, come se stesse sorridendo. 

“…come sei cambiata! Sei diventata così bella, sorellina”.

Chi utilizzerà per primo l’Artefatto?

  • Panda (33%)
    33
  • La Bose (22%)
    22
  • Miriade (44%)
    44
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105 Commenti

  • Ciao SaintJack 🙂
    Scusa il ritardo ma non mi arrivano bene le notifiche ultimamente e non mi ero accorto che avevi pubblicato il finale 🙂 beh almeno di questa parte 🙂
    E allora cominciamo questa caccia 🙂
    Interessante che Miriade pensi solo ora che panda sia un illusione, che sia anche questo un effetto del contatto con l artefatto? Beh lo scopriremo presto credo 😉
    Per il momento complimenti e mi aspetto grandi cose da te 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao Saint.
    Come credo tutti ci aspettavamo hai messo tanta carne al fuoco per concludere in 10 capitoli. Ma devo dire che comunque sei riuscita a “chiudere” in una maniera molto interessante (mi ha ricordato la fine di Auto Hunting che finisce proprio con la battuta “che la caccia abbia inizio”).

    La storia è stata ben scritta e ben gestita secondo me, hai descritto bene situazioni e personaggi e, in qualche modo, ci hai fatto empatizzare con loro.

    Ancora tante sono le domande, quindi credo che tutti noi lettori presi dalla storia aspetteremo una seconda parte se e quando vorrai scriverla.

    Spero di leggerti presto! 🙋‍♂️

  • Ciao SaintJack.

    Purtroppo mi sono perso gli ultimi capitoli, ma sono molto ben scritti e dettagliati, così come i personaggi che hai via via inserito.

    Dalla mole di personaggi e vicende credo questa sia solo la prima parte di un racconto ancora più ampio e articolato.

    Davide cede la biglia alla Bose e vediamo cosa ci racconterai nel finale.

    A presto!

  • Ciao SaintJack 🙂
    Spero che non mi mandino in moderazione stavolta 🙂
    Hai capito Davide che fortuna sfacciata non si è nemmeno dovuto impegnare 🙂
    Chissà che scopriremo anche cosa è successo a Panda 🐼 🙂
    Detto ciò voto per consegnare la biglia alla Bose, magari assistiamo alla nascita di un antagonista con i fiocchi 😉
    Vediamo dove ci porti 🙂
    Ci vediamo al finale 🙂

  • Ciao, SaintJack.

    Non ho fatto in tempo a votare per Prisca, accidenti!
    Ti segnalo un refuso nel nono episodio: “accompagnava le sue chiamata”.
    Tutto molto piacevole da leggere, però tanti personaggi da seguire. Adesso nell’ultimo episodio devi gestire il Gatto, la Bose, Davide, Panda e spero anche Miriade, tutto in cinquemila battute. Ho come l’impressione che ci sarà una parte seconda?

    Grazie e alla prossima.

  • Ciao SaintJack!
    Mi sono persa l’ottavo capitolo! Mi spiace! Caspita come sai pubblicare in fretta! Grande! 😊
    I tuoi personaggi hanno un fuoco dentro che divampa, sono tutti molto dinamici, determinati e grintosi! Mi piacciono!
    Ho votato per no, ma se la sua Buona stella gli indica altro sono sicura che saprà fidarsi. Buon lavoro 😊

    • Ciao Artemis!
      Grazie per aver letto 🩵
      Sono contenta che trapeli la loro passione! Volevo replicare l’intensità e il dramma tipici dell’adolescenza. Ma in chiave narrata, quindi un po’ esagerata e legata al contesto fantastico.
      In effetti penso che Daso sia molto combattuto se cedere o meno l’Artefatto 🙂

  • Ciao SaintJack 🙂
    E niente che dire ogni volta che leggo questa storia mi riporti indietro a quando leggevo Harry Potter all’inizio degli ormai lontani anni 2000 🙂
    Comunque io il gatto ce lo vedo bastardo e perciò si terrà la notizia per se e investigherà da solo per entrare in possesso dell’artefatto che in precedenza aveva visto al campo bruciato 🙂
    Vediamo cosa vincerà 🙂
    A presto 🙂

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