La cacciatrice di sogni

Dove eravamo rimasti?

Chi utilizzerà per primo l’Artefatto? Miriade (44%)

Senza Panda

Miriade

Mercoledì, 10:30

Panda era scomparso da 24 ore.

Si sentiva sola.

Dov’è panda?

Le sembrava di non saper più camminare dritto, di aver perso l’equilibrio e il senso della direzione. E la pressione, la pressione della realtà contro le ossa del suo cranio era assordante.

Tutto era forte, intenso, immediato, come se lui fino ad allora l’avesse schermata dalle cose, impedendo loro di ferirla. 

Era stata concentrata, presente a se stessa, tutto il tempo. Era stato terribile. La realtà le cartavetrava i pensieri.

L’aveva perso a pochi metri dalla stanza, dopo aver nascosto l’Artefatto. A sera non era ancora tornato. E allora aveva scoperto di che l’Artefatto era sparito. L’alba aveva svegliato una Miriade sola e molto lucida.

Il suo riflesso opaco l’aveva guardata dallo specchio, senza risposte: pelle chiara, capelli biondi informi, occhi e sopracciglia chiari.

Era uscita. Era arrivata in orario a Rune.

Due ore dopo un fiume di divise nere, blu notte e rosse risaliva la scala diretto a lezione.

Miriade, ferma come un sasso, lasciò che la marea umana passasse. Aveva due ore buche. 

Nella luce fredda del mattino il selciato luccicava come le squame di un vecchio drago. La via curvava leggermente, in pendenza: in fondo, il grande piazzale delle dimostrazioni  belliche, circondato da vari edifici e oltre il fiume Iato. 

Girò l’angolo di una rimessa di mezzi da assalto. La nebbia era diventata densa e aveva cancellato i profili degli alberi che segnavano il confine interno della cittadella. Andò a sbattere contro la spalla di qualcuno. 

“Scusa…” mormorò.

Alzò lo sguardo e incontrò quello acuminato della Morrij. 

“Miriade.” Disse la prof., come affermando un fatto. 

“Cosa staresti facendo qui fuori?”

“Io, ehm…” Miriade optò per la verità, le bugie non le venivano bene “…sto cercando la Bose”.

La Morrij aveva alzato le sopracciglia, sorpresa. 

“Perché?”

Miriade aveva interrotto il contatto visivo. La nebbia opacizzava i colori, intristendo il lungo fiume alberato. 

“Comunque, la cercavo anch’io” riprese, cercando qualcosa nella borsa di tela. “E visto che siamo qui, puoi anche spiegarmi questo”.

I secondi si erano accatastati in un paio di minuti, rovinando la suspence, mentre la prof frugava accigliata tra compiti da correggere e sussidiari. Poi finalmente estratto l’Artefatto. 

L’aveva guardata seria, aspettando una spiegazione. 

“È quello che hai trovato ieri mattina?”

Miriade aveva boccheggiato a corto di parole per la sorpresa. Perché ce l’ha la Morrij???

“L’ho requisito a Bose. Stava cercando di usarlo in un girone. In un girone capisci? Da sola!” La Morrij si stava agitando. “Abbiamo rischiato…” si interruppe bruscamente. 

In un gesto improvviso lo aveva porto a Miriade.

L’aveva guardata negli occhi. “Su questo non puoi permetterti distrazioni. Non è un oggetto che puoi perdere, né tanto meno prestare a gente come…” si era interrotta di nuovo, come accorgendosi di stare condividendo troppo.

“Rientra nel perimetro della scuola. Ci vediamo venerdì.” Il tono era tornato formale e quieto. La solita Morrij. Come se dalla borsa avesse sfilato un permesso di assenza firmato. 

La prof. era svanita a passo svelto nella nebbia. 

Miriade si sentiva carica di adrenalina, come dopo aver evitato un frontale con un camion su una bici scassata. Si sentiva bene, esaltata quasi. Guardò la biglia: aveva segni che parevano bruciature, e le ricordavano vagamente i contorni delle nuvole quando il sole le colpisce da dietro. Come se una luce segreta si nascondesse dietro il vetro cremisi.

 Risalì il lungofiume e raggiunse uno dei ponti che scavallavano sul Campo Bruciato. Chiamato così perché quando i cacciatori ci aprivano i Portali incenerivano le sterpaglie che vi crescevano, lasciando macchie di terra bruciata e nera.

Il Campo era vuoto.

Miriade sollevò la biglia cremisi davanti al volto, e sussurrò: “Mostrami cosa fai”.

Non si era aspettata niente. 

Invece un rumore improvviso l’aveva assordata. Aveva incassato la testa nelle spalle. Si era guardata attorno. Non c’era niente. Ma sentiva una cacofonia. Voci. Parole che non capiva si accavallavano, alcune sussurrate, alcune gridate, alcune in tono di chi conversa. Provenivano da tutte le direzioni, come se le sue orecchie fossero piombate al centro di una piazza in una città di.. demoni? Erano lingue demoniache quelle? 

Miriade ebbe paura.

Stava per gettare via l’artefatto quando successe qualcosa. Nella sua testa.

Le voci si organizzarono, ordinate come una sinfonia. Non capiva quello che dicevano ma chi le diceva: il suo grado e il suo potere. Chi strisciava, chi dava ordini, chi cercava di farsi valere, chi doveva solo desiderare per ottenere, chi voleva essere lasciato in pace, chi ambiva, chi temeva, chi calpestava e chi era schiacciato e spingeva altri a sua volta. Il Potere. Come il profilo di una scala dorata nella sua mente, il Potere e le sue gerarchie le si rivelarono. 

Miriade rimase incantata ad ascoltare.

Chi cercherà di ottenere l’Artefatto adesso?

  • Salome, silenziosa e innamorata. (50%)
    50
  • Prisca, intelligente e sensibile. (17%)
    17
  • Davide, ambizioso e simpatico. (33%)
    33
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105 Commenti

  • Ciao SaintJack 🙂
    Scusa il ritardo ma non mi arrivano bene le notifiche ultimamente e non mi ero accorto che avevi pubblicato il finale 🙂 beh almeno di questa parte 🙂
    E allora cominciamo questa caccia 🙂
    Interessante che Miriade pensi solo ora che panda sia un illusione, che sia anche questo un effetto del contatto con l artefatto? Beh lo scopriremo presto credo 😉
    Per il momento complimenti e mi aspetto grandi cose da te 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao Saint.
    Come credo tutti ci aspettavamo hai messo tanta carne al fuoco per concludere in 10 capitoli. Ma devo dire che comunque sei riuscita a “chiudere” in una maniera molto interessante (mi ha ricordato la fine di Auto Hunting che finisce proprio con la battuta “che la caccia abbia inizio”).

    La storia è stata ben scritta e ben gestita secondo me, hai descritto bene situazioni e personaggi e, in qualche modo, ci hai fatto empatizzare con loro.

    Ancora tante sono le domande, quindi credo che tutti noi lettori presi dalla storia aspetteremo una seconda parte se e quando vorrai scriverla.

    Spero di leggerti presto! 🙋‍♂️

  • Ciao SaintJack.

    Purtroppo mi sono perso gli ultimi capitoli, ma sono molto ben scritti e dettagliati, così come i personaggi che hai via via inserito.

    Dalla mole di personaggi e vicende credo questa sia solo la prima parte di un racconto ancora più ampio e articolato.

    Davide cede la biglia alla Bose e vediamo cosa ci racconterai nel finale.

    A presto!

  • Ciao SaintJack 🙂
    Spero che non mi mandino in moderazione stavolta 🙂
    Hai capito Davide che fortuna sfacciata non si è nemmeno dovuto impegnare 🙂
    Chissà che scopriremo anche cosa è successo a Panda 🐼 🙂
    Detto ciò voto per consegnare la biglia alla Bose, magari assistiamo alla nascita di un antagonista con i fiocchi 😉
    Vediamo dove ci porti 🙂
    Ci vediamo al finale 🙂

  • Ciao, SaintJack.

    Non ho fatto in tempo a votare per Prisca, accidenti!
    Ti segnalo un refuso nel nono episodio: “accompagnava le sue chiamata”.
    Tutto molto piacevole da leggere, però tanti personaggi da seguire. Adesso nell’ultimo episodio devi gestire il Gatto, la Bose, Davide, Panda e spero anche Miriade, tutto in cinquemila battute. Ho come l’impressione che ci sarà una parte seconda?

    Grazie e alla prossima.

  • Ciao SaintJack!
    Mi sono persa l’ottavo capitolo! Mi spiace! Caspita come sai pubblicare in fretta! Grande! 😊
    I tuoi personaggi hanno un fuoco dentro che divampa, sono tutti molto dinamici, determinati e grintosi! Mi piacciono!
    Ho votato per no, ma se la sua Buona stella gli indica altro sono sicura che saprà fidarsi. Buon lavoro 😊

    • Ciao Artemis!
      Grazie per aver letto 🩵
      Sono contenta che trapeli la loro passione! Volevo replicare l’intensità e il dramma tipici dell’adolescenza. Ma in chiave narrata, quindi un po’ esagerata e legata al contesto fantastico.
      In effetti penso che Daso sia molto combattuto se cedere o meno l’Artefatto 🙂

  • Ciao SaintJack 🙂
    E niente che dire ogni volta che leggo questa storia mi riporti indietro a quando leggevo Harry Potter all’inizio degli ormai lontani anni 2000 🙂
    Comunque io il gatto ce lo vedo bastardo e perciò si terrà la notizia per se e investigherà da solo per entrare in possesso dell’artefatto che in precedenza aveva visto al campo bruciato 🙂
    Vediamo cosa vincerà 🙂
    A presto 🙂

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