La cacciatrice di sogni

Dove eravamo rimasti?

Come sceglie di procedere Salome? Coinvolge la Bose, perché ha bisogno di alleati forti (60%)

Leonessa, gorilla, cerva e serpente.

La Bose

Giovedì, 9:17.


La Bose avanzò sicura in tuta sportiva nera e coda alta oscillante. Reggeva la lancia sopra la spalla destra. Oggi smalto viola prugna e anelli argento. In molti si meravigliavano del fatto che maneggiasse armi con tutta quella manicure e quei monili. Ma il bello di essere una fuoriclasse era farlo pesare. E poi era anche un suo dovere. Creava mode, tendenze, di cui rimaneva l’unica interprete perfetta. Tutte le altre erano copie sgranate. Come documenti fotocopiati troppe volte, tutti storti e sbiaditi. Ovviamente, quella perfezione le costava duro lavoro, sudore e lacrime. Ma questo lo sapeva solo lei. La sua mente funzionava così, sceglieva la versione migliore e obliterava le devianze. Le lacrime erano dentro una scatoletta di plastica bianca, in fondo a un cassetto di legno massiccio, chiuso a chiave, dietro una paratia d’acciaio. In quella scatoletta ora c’era anche la memoria di un orribile panda parlante.

Attraversò lo spazio che separava gli altri studenti dalla linea bianca a terra e aggiustò con un gesto provato mille volte la presa sulla sua asta. Le unghie scure e gli anelli riflettevano le luci artificiali della palestra. La breve corsa fu potente e il lancio centrò la testa di una delle sagome mostruose sulla parete di legno all’altro capo della stanza. Si levò un applauso disordinato dalle fila dei suoi compagni mentre il giavellotto oscillava conficcato in profondità nel legno. Sorrise. Tornò in fila. Una regina che scende dal suo trono. Una leonessa.

L’allenatore disse: “Questa qui tenetevela vicino quando un’Orda vi carica!” e le fece un occhiolino. Lei però guardava giavellotto oscillante. ‘Quando un’Orda vi carica’ pensò. Una lancia era poca cosa. Un’Artefatto invece… lei i nemici li aveva affrontati, con la maledetta biglia rossa. Sentì freddo e perspirò leggermente al ricordo. La piccola palla cremisi inerte nella sua mano. Un grosso demone che pareva materializzarsi a pochi passi da lei. E poi un rumore come di schiocchi, e il resto dell’Orda che appariva in ordine sparso tutto attorno, dove non c’era stato niente fino a un minuto prima. Se non fosse stato per la Morrij… 

La Bose si riscosse, il giro continuava. Nico fece un tiro niente male, senza mai smettere di sorridere, la faccia di bambino col sorriso perenne. Ma questo non è un gioco! pensò lei. Su chi poteva contare per riprendersi l’Artefatto? 

Val fece una battuta greve su Nico. Rideva come un gorilla, notò la Bose. La sua popolarità si doveva al fisico e all’abilità nel colpire dove fa male. Era brava a combattere, nell’arena e nella vita. Come una bestia feroce, che prova gusto nella lotta e vi applica un’astuzia tutta istintiva. Era fedele alla Bose perché era più forte, ma se l’avesse vista a terra l’avrebbe calpestata. Per questo l’Arciera non le aveva parlato dell’Artefatto. Non era l’alleata giusta. 

La Bose osservò Val prepararsi a lanciare. La sua rincorsa fu breve e selvaggia e si concluse con un urlo gutturale. L’asta prese nello stomaco la sagoma più grossa, aprendo un bel buco nel legno. Applausi l’accompagnarono mentre tornava in fila. L’allenatore le fece i complimenti. Val fece la sua risata da gorilla, e lo guardò felina da sotto le ciglia. Poi si girò trionfante verso l’Arciera.

La Bose si accigliò. Prisca stava per lanciare. La posizione era tutta sbagliata però. Sudava. La lancia si levò in aria di sghembo e roteò completamente attorno al propio centro atterrando fragorosamente a pochi metri dalla linea. L’allenatore la fece riprovare. La Bose alzò gli occhi al cielo, Val e Saba risero. Prisca sgranò gli occhioni nocciola, il panico sul volto imperlato di sudore. La maglietta era chiazzata per la perspirazione. Il lancio questa volta fu tecnicamente migliore: l’asta raggiunse il pannello di legno ma vi rimbalzò contro rotolando rumorosamente a terra. Lei sembrava sul punto di piangere per la tensione. Una cerva che attraversa l’autostrada. Se le rune fossero state spade, Prisca li avrebbe fatti secchi tutti. Ma tutte quelle emozioni… erano d’intralcio.

L’allenatore ordinò di spostarsi al corpo a corpo, quando Salome le si avvicinò. E questa… chi è? La Bose cercò di associare un nome a quel volto anonimo. Quella dei portali… Aveva la faccia illeggibile, come una statua. Quando parlò anche la voce era neutra.

“Mi hanno detto che Miriade ha un’Artefatto di nono livello… forse decimo”.

Salome guardava il pannello di legno. 

“Se ti interessa ho intenzione di… farci alcuni esperimenti… in territorio nemico”.

La Bose la fissava aspettando che si voltasse a guardarla. Ma lei afferrò una lancia. Quando non si muoveva era molto immobile, notò la Bose. Salome soppesò l’asta con il braccio e i demoni dipinti con gli occhi chiari. Il lancio fu improvviso. La Bose pensò ai serpenti quando scattano per mordere. Il giavellotto centrò la stessa sagoma, alla testa, accanto al suo. L’allenatore e i compagni non si girarono, il rumore dell’impatto si era perso nella grande palestra affollata.

La Bose sorrise.

Cosa faranno la Bose e Salome?

  • La seguono e improvvisano. (0%)
    0
  • Ordiscono un piano per rubarlo a sua insaputa. (63%)
    63
  • Affrontano direttamente Miriade per sottrarle l’Artefatto. (38%)
    38
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105 Commenti

  • Ciao SaintJack 🙂
    Scusa il ritardo ma non mi arrivano bene le notifiche ultimamente e non mi ero accorto che avevi pubblicato il finale 🙂 beh almeno di questa parte 🙂
    E allora cominciamo questa caccia 🙂
    Interessante che Miriade pensi solo ora che panda sia un illusione, che sia anche questo un effetto del contatto con l artefatto? Beh lo scopriremo presto credo 😉
    Per il momento complimenti e mi aspetto grandi cose da te 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao Saint.
    Come credo tutti ci aspettavamo hai messo tanta carne al fuoco per concludere in 10 capitoli. Ma devo dire che comunque sei riuscita a “chiudere” in una maniera molto interessante (mi ha ricordato la fine di Auto Hunting che finisce proprio con la battuta “che la caccia abbia inizio”).

    La storia è stata ben scritta e ben gestita secondo me, hai descritto bene situazioni e personaggi e, in qualche modo, ci hai fatto empatizzare con loro.

    Ancora tante sono le domande, quindi credo che tutti noi lettori presi dalla storia aspetteremo una seconda parte se e quando vorrai scriverla.

    Spero di leggerti presto! 🙋‍♂️

  • Ciao SaintJack.

    Purtroppo mi sono perso gli ultimi capitoli, ma sono molto ben scritti e dettagliati, così come i personaggi che hai via via inserito.

    Dalla mole di personaggi e vicende credo questa sia solo la prima parte di un racconto ancora più ampio e articolato.

    Davide cede la biglia alla Bose e vediamo cosa ci racconterai nel finale.

    A presto!

  • Ciao SaintJack 🙂
    Spero che non mi mandino in moderazione stavolta 🙂
    Hai capito Davide che fortuna sfacciata non si è nemmeno dovuto impegnare 🙂
    Chissà che scopriremo anche cosa è successo a Panda 🐼 🙂
    Detto ciò voto per consegnare la biglia alla Bose, magari assistiamo alla nascita di un antagonista con i fiocchi 😉
    Vediamo dove ci porti 🙂
    Ci vediamo al finale 🙂

  • Ciao, SaintJack.

    Non ho fatto in tempo a votare per Prisca, accidenti!
    Ti segnalo un refuso nel nono episodio: “accompagnava le sue chiamata”.
    Tutto molto piacevole da leggere, però tanti personaggi da seguire. Adesso nell’ultimo episodio devi gestire il Gatto, la Bose, Davide, Panda e spero anche Miriade, tutto in cinquemila battute. Ho come l’impressione che ci sarà una parte seconda?

    Grazie e alla prossima.

  • Ciao SaintJack!
    Mi sono persa l’ottavo capitolo! Mi spiace! Caspita come sai pubblicare in fretta! Grande! 😊
    I tuoi personaggi hanno un fuoco dentro che divampa, sono tutti molto dinamici, determinati e grintosi! Mi piacciono!
    Ho votato per no, ma se la sua Buona stella gli indica altro sono sicura che saprà fidarsi. Buon lavoro 😊

    • Ciao Artemis!
      Grazie per aver letto 🩵
      Sono contenta che trapeli la loro passione! Volevo replicare l’intensità e il dramma tipici dell’adolescenza. Ma in chiave narrata, quindi un po’ esagerata e legata al contesto fantastico.
      In effetti penso che Daso sia molto combattuto se cedere o meno l’Artefatto 🙂

  • Ciao SaintJack 🙂
    E niente che dire ogni volta che leggo questa storia mi riporti indietro a quando leggevo Harry Potter all’inizio degli ormai lontani anni 2000 🙂
    Comunque io il gatto ce lo vedo bastardo e perciò si terrà la notizia per se e investigherà da solo per entrare in possesso dell’artefatto che in precedenza aveva visto al campo bruciato 🙂
    Vediamo cosa vincerà 🙂
    A presto 🙂

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