La cacciatrice di sogni

Dove eravamo rimasti?

Cosa faranno la Bose e Salome? Ordiscono un piano per rubarlo a sua insaputa. (63%)

La via del Gatto

Il Gatto   

Giovedì 

14:47

Il Gatto chiuse Guarire e ricostruire con il Potere, vol.1 tenendo gli occhi bassi. Non era timido: cercava di evitare lo sguardo inceneritore di Prisca. Lei fingeva di studiare di fronte a lui, in biblioteca. Si era offesa quando aveva scoperto il suo segreto. Da allora cercava di far divampare il dramma.

No, thank you.

Il suo nome era Gatto. Ma lo chiamavano tutti il Gatto. Come un soprannome. Tranne i prof., che lo chiamavano Grigio. Perché era parte della stirpe dei Grigio, come la Bose era dei Bose. Ma meglio essere il Gatto che il Grigio!

Mercoledì, al Campo Bruciato, aveva visto una ragazza bionda, che pareva una bambina, fare magia grossa. Ferma con qualcosa in mano era diventata imponente. Gli aveva ricordato quegli attori teatrali che sembrano potenti, o alti, o bellissimi ma è solo un effetto della loro recitazione. Così, ma infinitamente di più. Poi aveva abbassato la mano, ed era tornata minuscola. Una sbavatura bianca e nera sulla geometria ordinata del Campo. Suo malgrado, quella magia lo aveva affascinato.

Ultimo di 5 fratelli, il Gatto era cresciuto in campagna, in una casa di Guerrieri e Cacciatori. Era venuto su a galline e rune, e gli facevano schifo entrambe. Le galline puzzavano e gli ricordavano che il mondo luminoso di cui voleva fare parte era a galassie di distanza. Le rune facevano luccicare gli occhi di sua madre e di sua sorella, Gazzella, ma a lui spegnevano la voglia di vivere. 

Il Gatto sollevò dalla sedia i suoi 182 cm e cercò di dileguarsi. A casa poteva alzarsi da tavola al primo e se ne accorgevano al caffè. Qui era un’altra cosa. Era il quattordicenne più alto dell’intera Accademia. I suoi capelli erano lunghi e castano ramati nelle luci migliori, arancioni sotto i neon della biblioteca. Bye bye passare inosservato.

Uscì, sentendo gli occhi di Prisca bruciargli due fori nella schiena.  

La tragedia incombeva, se lo sentiva. A Gatto non piacevano i drammi. Erano il lato oscuro delle sue molte amicizie femminili. Salome diceva che aveva il dono di piacere alle persone. Ma il Gatto sapeva che il vero carisma era un’altra cosa. Era attraversare un corridoio e attrarre lo sguardo di tutti, come una fiamma in una stanza buia. Come Davide.

Entrò nel dormitorio. Condivideva la stanza con due della C e il Gigante Muto della E (tutti al momento assorbiti dalla Play). Aprì la borsa che teneva sotto il letto, spostò alcuni giornalini erotici di suo fratello Leo (che non guardava mai) e prese le sue scarpe da danza moderna.

Uccidere demoni e comporre incantesimi poteva piacere ai suoi fratelli, poteva essere piaciuto ai suoi antenati per 12 generazioni di Grigio, ma lui non voleva essere grigio, lui voleva brillare ed essere scintillante. Lui voleva essere guardato e stare al centro dell’attenzione. Lui voleva ballare!

Lo faceva nel Campo Bruciato, quando era vuoto. 

Auricolari al massimo. Graffi e impronte nel terreno ustionato. La desolazione di quel posto era maestosa, elettrica. Disegnava lo spazio con le sue braccia e le sue gambe troppo lunghe, che diventavano sicure e aggraziate, forti ed espressive. L’aria si saturava in fretta della cenere fredda che sollevava danzando. Tra le bruciature dei portali tutto era immobile e morto, e lui era una scintilla di vita ed energia. Sbagliava, cadeva, ripeteva. Sudava e si impanava di polvere e cenere. Era felice.

Prese il Vicolo Lungo, dietro alle cucine e si fermò all’incrocio con la Strada delle Lavanderie, per controllare di non essere visto.  Qualcuno parlava. Pensò fossero le cuoche in pausa. Ma la voce era familiare. Salome? E l’altra… la Bose!

“Controlliamo l’orario e lo cerchiamo in camera sua quando è in classe.”

La Bose rispose: “No. La camera è… ben protetta.”

“Ci hai già provato?”

“Tu che dici?! E poi la Morrij sa che sono interessata. Le avrà suggerito… cautela.”

Il Gatto sbirciò. Bose si stava accendendo una sigaretta. Soffiò il fumo sulle braci. Si passò la lunga coda tra le dita guardando oltre Salome, che la osservava. 

Poi riprese:

“Ci vorrebbe qualcuno che glie lo prendesse per me”.

“Per noi.” la corresse Salome.

“Sì, per noi.”

“Chi?”

“Davide”.

“E a lui cosa diamo in cambio?”

La Bose rise. “Sempre con un occhio alle casse, eh? Mi piace”. Diede un tiro alla sigaretta. “Con Davide me la vedo io. Ho credito.”

“E gli raccontiamo dell’Artefatto?”

“Gli raccontiamo quello che serve che sappia. Se lo fa prestare. Poi lui lo dà a noi come pagamento del suo debito con me.”

“Che debito?”

Gatto trattenne il fiato, anticipando una rivelazione.

“Fatti suoi”.

“E io come so che non mi taglierai fuori?”

La Bose la guardò intentamente. “Perché ho bisogno di te per entrare e uscire dagli Inferi. L’ultima volta ho… speso molte energie.”

“Cioè stavi per crepare la sotto.Io ti apro e chiudo i portali, e tu condividi l’Artefatto con me. Ok?”

“Ok. Ce l’hai l’insetticida?”

Salome alzò le sopracciglia.

“Dove andiamo ci serve”.

La Bose buttò la cicca e se ne andò. Salome la guardò allontanarsi, illeggibile. Poi la seguì fuori dal vicolo, a debita distanza.

Cosa fa gatto?

  • Non ne parla con nessuno (67%)
    67
  • Ne parla con Miriade (0%)
    0
  • Ne parla con Prisca (33%)
    33
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105 Commenti

  • Ciao SaintJack 🙂
    Scusa il ritardo ma non mi arrivano bene le notifiche ultimamente e non mi ero accorto che avevi pubblicato il finale 🙂 beh almeno di questa parte 🙂
    E allora cominciamo questa caccia 🙂
    Interessante che Miriade pensi solo ora che panda sia un illusione, che sia anche questo un effetto del contatto con l artefatto? Beh lo scopriremo presto credo 😉
    Per il momento complimenti e mi aspetto grandi cose da te 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao Saint.
    Come credo tutti ci aspettavamo hai messo tanta carne al fuoco per concludere in 10 capitoli. Ma devo dire che comunque sei riuscita a “chiudere” in una maniera molto interessante (mi ha ricordato la fine di Auto Hunting che finisce proprio con la battuta “che la caccia abbia inizio”).

    La storia è stata ben scritta e ben gestita secondo me, hai descritto bene situazioni e personaggi e, in qualche modo, ci hai fatto empatizzare con loro.

    Ancora tante sono le domande, quindi credo che tutti noi lettori presi dalla storia aspetteremo una seconda parte se e quando vorrai scriverla.

    Spero di leggerti presto! 🙋‍♂️

  • Ciao SaintJack.

    Purtroppo mi sono perso gli ultimi capitoli, ma sono molto ben scritti e dettagliati, così come i personaggi che hai via via inserito.

    Dalla mole di personaggi e vicende credo questa sia solo la prima parte di un racconto ancora più ampio e articolato.

    Davide cede la biglia alla Bose e vediamo cosa ci racconterai nel finale.

    A presto!

  • Ciao SaintJack 🙂
    Spero che non mi mandino in moderazione stavolta 🙂
    Hai capito Davide che fortuna sfacciata non si è nemmeno dovuto impegnare 🙂
    Chissà che scopriremo anche cosa è successo a Panda 🐼 🙂
    Detto ciò voto per consegnare la biglia alla Bose, magari assistiamo alla nascita di un antagonista con i fiocchi 😉
    Vediamo dove ci porti 🙂
    Ci vediamo al finale 🙂

  • Ciao, SaintJack.

    Non ho fatto in tempo a votare per Prisca, accidenti!
    Ti segnalo un refuso nel nono episodio: “accompagnava le sue chiamata”.
    Tutto molto piacevole da leggere, però tanti personaggi da seguire. Adesso nell’ultimo episodio devi gestire il Gatto, la Bose, Davide, Panda e spero anche Miriade, tutto in cinquemila battute. Ho come l’impressione che ci sarà una parte seconda?

    Grazie e alla prossima.

  • Ciao SaintJack!
    Mi sono persa l’ottavo capitolo! Mi spiace! Caspita come sai pubblicare in fretta! Grande! 😊
    I tuoi personaggi hanno un fuoco dentro che divampa, sono tutti molto dinamici, determinati e grintosi! Mi piacciono!
    Ho votato per no, ma se la sua Buona stella gli indica altro sono sicura che saprà fidarsi. Buon lavoro 😊

    • Ciao Artemis!
      Grazie per aver letto 🩵
      Sono contenta che trapeli la loro passione! Volevo replicare l’intensità e il dramma tipici dell’adolescenza. Ma in chiave narrata, quindi un po’ esagerata e legata al contesto fantastico.
      In effetti penso che Daso sia molto combattuto se cedere o meno l’Artefatto 🙂

  • Ciao SaintJack 🙂
    E niente che dire ogni volta che leggo questa storia mi riporti indietro a quando leggevo Harry Potter all’inizio degli ormai lontani anni 2000 🙂
    Comunque io il gatto ce lo vedo bastardo e perciò si terrà la notizia per se e investigherà da solo per entrare in possesso dell’artefatto che in precedenza aveva visto al campo bruciato 🙂
    Vediamo cosa vincerà 🙂
    A presto 🙂

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