La cacciatrice di sogni

Dove eravamo rimasti?

Cosa fa gatto? Non ne parla con nessuno (67%)

La buona stella

Davide 

La buona stella è mia amica. Un giorno se lo sarebbe tatuato.

Davide uscì dalla palestra minore, quella dove lui, Nico, Dante e gli altri avevano azzerato quelli della F. Si sentiva un dio. Il basket era una benedizione e lui era stato il re questa sera.

L’aria fredda gli diede uno spintone che aumentò solo la sua energia. Si sentiva invincibile. Assaporò la sensazione, sapendo che sarebbe scemata. Percorse le strade fino al dormitorio col pilota automatico, scherzando con Nico.

Davide Da Simone detto Daso aveva 14 anni, una statura decente, piccoli occhi azzurri, l’acne, i capelli castani e un grande futuro davanti a sé. 

All’entrata del dormitorio salutò Nico e diede inizio alla deambulazione casuale che accompagnava le sue chiamata con Anna, cioè con sua mamma. 

Anna non era di stirpe guerriera, era un’imprenditrice di Milano, che gestiva una cooperativa sociale nell’ambito della moda etica. Quando le avevano comunicato la selezione di suo figlio per una scuola speciale, unica, diversa da ogni altra, lei non si era stupita. Aveva annuito commossa e soddisfatta. Suo figlio era speciale, lei lo aveva sempre saputo, e presto anche il mondo.

Per Davide ogni dialogo, ogni lezione, ogni incontro casuale erano un’occasione, una scommessa. Gettava i suoi dadi, si buttava in avanti, in mezzo si riflettori, nella mischia, e cercava lo scintillio della sua buona stella nelle carte che l’istante gli porgeva. Lei era sempre là, lui doveva fidarsi e lanciarsi in avanti. Se si fermava era morto, se si fermava la stella si spegneva e lui.. e lui spariva. 

Così quando lo avevano chiamato all’Accademia aveva visto la stella brillare. Eccoti amica mia, più luminosa che mai, aveva pensato. Poi il gioco era incominciato, a un livello molto più alto rispetto alle medie. Aveva dato il massimo. Su tutti i fronti. A gennaio era amico di tutti quelli del primo anno. A marzo era al “tu” con alcuni professori e diversi di quinta lo salutavano. Con le materie viaggiava in alto, non come la Bose, che aveva il vantaggio di maneggiare quella roba da quando portava il pannolino. Ma comunque meglio di molti. Si interessava di tutto, imparava da tutti. Era sull’onda. 

Terminò la chiamata. Alzò la testa dal cellulare ed eccola lì. Salome si era materializzata davanti a lui. La salutò. Salome era un genio incompreso. Gran potenziale. Però ora era tardi e lui era stanco. Aveva voglia di liquidarla e andare a letto.

Non ora amica stella, voglio dormire.

Ma Daso sapeva che ogni occasione era, beh, un’occasione. Anche nelle spoglie di Salome.

Chiacchierarono un po’. Poi lei gli parlò di un nuovo Artefatto. Un giocattolo, un oggetto di poco valore. Trovato per caso da Miriade. Salome e Bose volevano provarlo. Salome pensava che Bose sarebbe stata molto contenta se lui se lo fosse fatto prestare. Davide pensò con fastidio alla questione in sospeso con la Bose. Ma poi realizzò che se quella macellaia di demoni lo voleva forse non era proprio solo un gioco. 

Poco dopo, Salome era sparita tra le ombre.

Daso sorrise alla notte e riprese a camminare verso la terza casa, detta “il bastione”, dove aveva la stanza Miriade.

Non dovette nemmeno cercarla. Lei era lì, bianca come un fantasma in tuta beige e maglietta azzurra. Levò su di lui occhi chiarissimi, l’espressione persa e preoccupata. Gli ricordava sua nipote Samanta, di 8 anni. Le sorrise. Lei ricambiò incerta e tornò a frugare con gli occhi le ombre tra i lampioni. 

Non sapeva come procedere.

Fiducioso, improvvisò.

“Aspetti qualcuno?”

“Più o meno…” sembrava imbarazzata ma per lo più triste.

“Un amico?”

“Si.”

“Qui si conoscono tutti da 10 generazioni. È difficile farsi degli amici”.

“Già. Lui però lo conosco da una vita.”

“E siete arrivati qui insieme?”

“Si. Ma ora non mi viene più a cercare.” Sembrava affranta.

“Mi dispiace.” Le toccò una spalla. 

“Voglio solo che tutto torni com’era. Io non la volevo questa cosa… ma da quando è successo lui è sparito”.

Davide si chiese chi avesse scaricato Miriade. 

“Mi puoi aiutare?” fece lei.

“Se posso..” 

Lei si frugò in tasca. Le sue mani parevano azzurre, notò fugacemente. Ma poi lei gli porse quella che sembrava una grossa caramella rossa. Un attimo prima non c’era e ora era al centro del suo palmo schiuso, come una grossa goccia di sangue. Daso rabbrividì. L’Artefatto era suo, e non aveva neanche dovuto chiedere! Come sempre quando la sua buona stella lo toccava, sentì partire la salivazione, come un cane davanti a una bistecca. Cauto ora, pensò.

“Perché… cos’è?” Cercò di apparire sorpreso.

“È un oggetto potente. L’ho trovato qualche giorno fa e da allora ho perso il mio amico. Non voglio questa cosa. Se la vuoi… se la vuoi te la regalo.”

“Ok… allora, grazie”.

E Davide Da Simone chiuse la mano attorno alla biglia cremisi.

Lei sospirò, sembrava sollevata. Lui stava cercando un modo di defilarsi, ma fu lei a piantarlo in asso. Aveva visto qualcosa dietro le sue spalle, ed era partita senza un cenno verso il fiume.

Daso guardò la biglia.

La buona stella è mia amica.

Siamo alla fine. Davide cede la biglia alla Bose?

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105 Commenti

  • Ciao SaintJack 🙂
    Scusa il ritardo ma non mi arrivano bene le notifiche ultimamente e non mi ero accorto che avevi pubblicato il finale 🙂 beh almeno di questa parte 🙂
    E allora cominciamo questa caccia 🙂
    Interessante che Miriade pensi solo ora che panda sia un illusione, che sia anche questo un effetto del contatto con l artefatto? Beh lo scopriremo presto credo 😉
    Per il momento complimenti e mi aspetto grandi cose da te 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao Saint.
    Come credo tutti ci aspettavamo hai messo tanta carne al fuoco per concludere in 10 capitoli. Ma devo dire che comunque sei riuscita a “chiudere” in una maniera molto interessante (mi ha ricordato la fine di Auto Hunting che finisce proprio con la battuta “che la caccia abbia inizio”).

    La storia è stata ben scritta e ben gestita secondo me, hai descritto bene situazioni e personaggi e, in qualche modo, ci hai fatto empatizzare con loro.

    Ancora tante sono le domande, quindi credo che tutti noi lettori presi dalla storia aspetteremo una seconda parte se e quando vorrai scriverla.

    Spero di leggerti presto! 🙋‍♂️

  • Ciao SaintJack.

    Purtroppo mi sono perso gli ultimi capitoli, ma sono molto ben scritti e dettagliati, così come i personaggi che hai via via inserito.

    Dalla mole di personaggi e vicende credo questa sia solo la prima parte di un racconto ancora più ampio e articolato.

    Davide cede la biglia alla Bose e vediamo cosa ci racconterai nel finale.

    A presto!

  • Ciao SaintJack 🙂
    Spero che non mi mandino in moderazione stavolta 🙂
    Hai capito Davide che fortuna sfacciata non si è nemmeno dovuto impegnare 🙂
    Chissà che scopriremo anche cosa è successo a Panda 🐼 🙂
    Detto ciò voto per consegnare la biglia alla Bose, magari assistiamo alla nascita di un antagonista con i fiocchi 😉
    Vediamo dove ci porti 🙂
    Ci vediamo al finale 🙂

  • Ciao, SaintJack.

    Non ho fatto in tempo a votare per Prisca, accidenti!
    Ti segnalo un refuso nel nono episodio: “accompagnava le sue chiamata”.
    Tutto molto piacevole da leggere, però tanti personaggi da seguire. Adesso nell’ultimo episodio devi gestire il Gatto, la Bose, Davide, Panda e spero anche Miriade, tutto in cinquemila battute. Ho come l’impressione che ci sarà una parte seconda?

    Grazie e alla prossima.

  • Ciao SaintJack!
    Mi sono persa l’ottavo capitolo! Mi spiace! Caspita come sai pubblicare in fretta! Grande! 😊
    I tuoi personaggi hanno un fuoco dentro che divampa, sono tutti molto dinamici, determinati e grintosi! Mi piacciono!
    Ho votato per no, ma se la sua Buona stella gli indica altro sono sicura che saprà fidarsi. Buon lavoro 😊

    • Ciao Artemis!
      Grazie per aver letto 🩵
      Sono contenta che trapeli la loro passione! Volevo replicare l’intensità e il dramma tipici dell’adolescenza. Ma in chiave narrata, quindi un po’ esagerata e legata al contesto fantastico.
      In effetti penso che Daso sia molto combattuto se cedere o meno l’Artefatto 🙂

  • Ciao SaintJack 🙂
    E niente che dire ogni volta che leggo questa storia mi riporti indietro a quando leggevo Harry Potter all’inizio degli ormai lontani anni 2000 🙂
    Comunque io il gatto ce lo vedo bastardo e perciò si terrà la notizia per se e investigherà da solo per entrare in possesso dell’artefatto che in precedenza aveva visto al campo bruciato 🙂
    Vediamo cosa vincerà 🙂
    A presto 🙂

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