La cacciatrice di sogni

Mani cobalto

Martedì, 7:40. Miriade si sfregava le dita piegando le setole della spazzola da manicure che aveva sottratto a La Bose. L’acqua scorreva quasi trasparente, portando via brandelli che parevano pezzetti di gomma blu. Le sue mani erano cobalto, lucide come latex, impervie all’acqua e al sapone. Anche questa volta era in ritardo per la lezione di “tattiche di guerra demonologica”. Era una vernice collosa, che si scioglieva a fatica, costringendola a sfregare forte con una spazzola da manicure che aveva sottratto a La Bose. Non sapeva cosa fosse né perché si risvegliasse ogni mattina in quelle condizioni. A causa di quella cosa il suo percorso di bambina in affido era stato accidentato. L’avevano accolta case famiglia piene di affetto, disordine e risate di bambini. Ma non ne era mai uscita con una coppia di genitori adottivi: la condizione, come l’avevano chiamata nella casa Gialla, quella dove aveva vissuto dai 6 ai 10 anni, era un fatto difficile da spiegare se non con un disturbo del sonno. Pensavano che si alzasse ogni notte a giocare con le tempere. Anche se non c’erano tempere, né vernici, né pennarelli a portata di mano e le porte erano chiuse. Era arrivata All’Accademia sei mesi prima, dove alcune compagne l’avevano chiamata “mani blu” e avevano provato a fare delle battute sul Fenomeno. Ma non facevano ridere, e dopo poco l’interesse generale si era spostato altrove.

Per qualche ragione, la pietra pomice non funzionava, né funzionavano le lime per i calli e le grattugie per il formaggio (sì, aveva provato anche con una di quelle). Solo gli oggetti di plastica aiutavano: gli spazzolini da denti, in particolare, soprattutto se usati in precedenza da donne, ma non se erano appartenuti a Miriade stessa. E la spazzola rosa per unghie della Bose.

La Bose aveva 14 anni, splendide mani allungate e unghie artisticamente laccate coordinate con il suo outfit. Era un’Arciera: possedeva diversi archi e alcune balestre, tutti in scuro legno lucido e argento levigato, diverse faretre in pelle rossa, marcate da rune che indicavano il tipo di dardo o freccia e decine di divise nere, verdi o porpora, che risaltavano splendidamente la sua figura atletica. Ogni arma serviva per un diverso tipo di demone. Miriade ammirava in particolare il Grande Arco che La Bose portava con sé durante le cacce nei Regni Inferiori. Durante gli allenamenti lo impugnava con ampi gesti scenografici, le lunghe gambe divaricate, le unghie lucide tinte di porpora e un’espressione nobile, da statua, che la faceva sembrare una divinità belligerante.

Miriade aveva 14 anni e si mangiava le unghie. Non aveva ancora una specialità (in ritardo anche in quello) e non aveva ancora scoperto il suo talento di guerriera. L’Accademia l’aveva arruolata senza esitazioni dopo averle sottoposto il test PAS16 (Permeabilità Al Soprannaturale, versione 16) a scuola, facendolo passare per una verifica a tappeto di competenze informatiche. Alle prove d’ingresso non erano emerse inclinazioni particolari, e da allora Miriade e gli istruttori attendevano che qualche attitudine nascosta decidesse di sbocciare in lei.

Una campana rintoccò tre volte all’esterno, Miriade chiuse l’acqua, la pelle dei palmi raggrinzita e strisce cobalto che resistevano attorno alle unghie. Senza asciugarsi si lanciò alla porta della grande stanza in cui dormiva, afferrò la borsa a tracolla bagnando la cinghia, si infilò i consunti stivali (quasi nuovi in realtà, ma lei camminava strano, conferendo un aspetto vissuto a qualsiasi cosa si mettesse ai piedi) e uscì nel vicolo che costeggiava il suo dormitorio.

L’aria era ancora pungente nonostante la primavera inoltrata, ma Miriade confidava nella consueta corsa verso la mensa e le lezioni per scaldarsi. Al suo fianco una macchia appannata sfrecciava lungo il muro e poi nell’aria limpida del mattino nella piazzetta in cui sorgeva l’edificio austero che fungeva da mensa. Era una forma semitrasparente, appena visibile, come il vapore, ma costante nell’aspetto: un panda adulto, che arrivava al petto di Miriade sulle quattro zampe, alto come un uomo adulto in posizione eretta. 

“Ehi tu!” pensò Miriade sorridendo.

Il Panda non disse niente (Miriade non pensava sapesse parlare), ma voltò la grossa testa ispida verso di lei mentre le caracollava accanto, e poi scansava agilmente alcune Guerriere del terzo anno che uscivano dalla mensa. Lui era come una coperta calda sui suoi pensieri freddi del mattino. Era sempre stato con lei, da quando ne aveva memoria, non come un’ombra, perché le ombre non se ne vanno di notte a cacciare né si avventurano tra i banchi annusando le borse degli alunni nell’ora di Storia delle Guerre ai Mondi Inferi. Ma nessuno lo vedeva tranne lei, e le andava bene così. Il Panda era la sua famiglia.

Miriade e Panda raggiunsero velocemente uno dei grandi tavoli tondi, su cui ancora si trovavano qualche fetta di pane, del cioccolato e una caffettiera ormai tiepida.

Un evento improvviso interrompe la colazione affrettata di Miriade. Cosa succede?

  • La responsabile dell'orientamento degli studenti si siede con espressione cupa al suo tavolo richiedendole un colloquio urgente. (0%)
    0
  • Una biglia cremisi rotola sul pavimento della stanza rimbalzando contro i suoi stivali. (100%)
    100
  • Un esplosione all'esterno infrange i vetri della mensa e alcune persone rimangono ferite dai frammenti di vetro. (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

105 Commenti

  • Ciao SaintJack.
    Ho appena finito di leggere l’ultimo capitolo. Bellissimo colpo di scena. Mi piace moltissimo come stai gestendo la storia e i personaggi. E mi piace ancora di più il fatto che l’ultimo capitolo ha risposto a quelle che erano le domande che avevo scritto nel commento del precedente capitolo (che non so perché, ma è ancora in moderazione 🥲).
    Bellissimo capitolo, continua cosi!!

  • E dopo questa scoperta, voto Panda! 😀

    La cosa è veramente interessante. La Bose è l’antagonista ma ha un certo senso dell’onore: non vuole rubare tutti gli oggetti, solo l’artefatto; non importa quanto possa risultare difficile cercarlo. E Panda mi ha sorpreso… e tanto, per questo voto di nuovo lui 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao SaintJack 🙂
    Come c’era da aspettarselo La Bose avrebbe trovato l’artefatto in quattro e quattr’otto 🙂
    il capitolo fila ed e’ molto facile da leggere complimenti 🙂 hai inserito pure un bel colpo di scena alla fine dove ci viene detto che il Panda sia il fratello dell’antagonista 🙂 forse morto e tornato sotto forma di fantasma ? 🙂 interessante 🙂
    io voto perche’ l’artefatto venga usato dalla Bose . Il fatto che ora l’abbia rubato e che quindi le appartiene mi fa pensare che possa essere lei la prima ad usarlo 🙂 vediamo cosa decide il pubblico 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao SaintJack 🙂
    diciamo che la contrapposizione tra protagonista (Miriade) e La Bose (antagonista) si sta accentuando sempre di piu’ man mano che si va avanti 🙂
    Bella anche l’idea di darci quella piccola backstory dove ci hai descritto La Bose trionfante dopo aver ucciso il demone, Per attingere acqua al mulino dell’antagonista.
    Ora per quanto Panda mi comunichi in lui una forte tenerezza credo che ancora ci stia nascondendo qualcosa .
    Sappiamo benissimo che La Bose e’ pericolosa e con i suoi poteri puo’ benissimo rubare la biglia , ma io voto per trovera Panda in quanto credo che il nostro tenero amico dovra’ scontrarsi con La Bose 🙂 e non sto piu’ nella pelle .
    Capitolo pulitissimo. Un unica cosa che mi ha un po’ fatto storcere il naso e’ quel piu’ oltre . Ora so che non e’ del tutto sbagliato ultilizzare il termine piu’ oltre ma sta a rafforzare un concetto che e’ gia’ diciamo espresso da oltre . Io magari avrei messo un piu’ avanti invece 🙂 comunque parere personale 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao Saint.
    Molto interessante anche questo capitolo. Occhio a qualche piccolo refuso qua e là, ma niente che una revisione non possa correggere.
    Per il resto mi piace la descrizione della stanza e dell’unto dei pacchetti.
    Vorrei capire bene il rapporto tra la protagonista e La Bose (o solo Bose, non ho ben capito il nome), dato che ha la sua spazzola nel primo capitolo, ma non sembrano avere il rapporto amichevole da “ehi prestami la spazzola”.
    Voto per “non lo trova” dato che è l’opzione che mi sembra più coerente con la storia dato che Panda è visibile solo alla protagonista (come fa a vederlo?) e l’amuleto dal capitolo precedente può essere visto solo dal possessore o, il caso eccezionale, dalla protagonista (quindi come fa a trovarlo e rubarlo?)
    Aspetto il prossimo capitolo.
    A presto!

  • Lo trova e lo ruba! Ma poi….!

    Bello questo capitolo! Capisco cosa mi dicevi, per me le transizioni sono la cosa più difficile, soprattutto in un racconto breve. Ma ti è riuscito benissimo! 😊
    Bella la descrizione della stanza e dei pacchetti unti 😆
    Ottimo nascondiglio!

    Quel Panda però… non me la racconta giusta 😉
    Secondo me ha un finale drammatico. O simboleggia una sorta di innocenza, e quindi se il personaggio cambierà, di conseguenza si trasformerà anche lui. Oppure è una sorta di guardiano, che forse il personaggio dovrà separarsi per evolversi…. oppure altro e ancora più bello. Tutto questo per dire che è proprio una bella figura 😊👍

    “Lei e Panda avevano guadagnato la porta con la velocità di chi ha un posto molto importante in cui essere.” … bellissimo!!!

    A presto! 😄

  • Ciao Saint.
    Bello anche questo capitolo. Mi è piaciuta la descrizione di La Bose e il motivo per cui la protagonista è stata accettata in accademia nonostante non possedesse nessun talento particolare. Voto per nascondere l’artefatto per il momento dato il potere che dovrebbe avere.
    Al prossimo capitolo

  • Nota la derisione delle compagne. Si deprime e si consola con una cioccolata calda. Questa mi ha fatto ridere, quindi la voto 😀
    Naturalmente mi aspetto che il Panda o l’Artefatto facciano qualcosa 😉

    La Bose è una ficona così come presentata. Non so come sia rispetto agli altri, come la vede la nostra Miriade o che rapporti ha con lei, ma la presentazione la rende una ficona di prima classe!

    Quindi abbiamo scoperto perché l’hanno immediatamente scelta: questa cosa è una ficata pazzesca! 😀

    Sempre più incuriosito dallo svolgersi degli eventi 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao RedDragon,
      Si anch’io mi immagino la Bose fichissima. Nei romanzi YA le protagoniste hanno sempre un certo dato di sfigataggine, come Miriade, volevo vedere se riuscivo a far parlare anche l’anima competitiva e abituata al podio di una vincente.
      Vediamo cosa far fare al panda e al l’Artefatto 😁
      Grazie per leggere!

  • Ciao Saint Jack 🙂
    Il capitolo fila 🙂 ci hai dato un bel po’ di nozioni un po’ affrettate (magari dovuto al taglio per rientrare nei caratteri) alle quali ho dovuto dare una rilettura per capire meglio 🙂
    Comunque ho capito che ci sono degli oggetti potenti chiamati artefatti e che non possono essere visti da nessuno, ma Miriade a quanto pare ne e’ un eccezione 🙂
    La toria e’ molto interessante , questa accademia me la immagino un po’ come Hogwarts (Harry Potter) e il Balamb Garden (Final Fantasy 8) spero tu conosca entrambe le citazioni 🙂
    Bene , noi intanto ci troviamo in mano qualcosa di molto potente io direi di nasconderlo per il momento 🙂
    Continua cosi’ 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao SaintJack!
    Che bello questo capitolo! Mi è piaciuto molto il punto di vista di La Bose, mi intrigano questi personaggi senza scrupoli e la descrizione era perfetta!
    Spero che torni ancora! E magari che si crei quelle amicizie in stile “seee, ti trovo geniale ma la mia anima da tsundere mi obbliga a fingere di non sopportarti”
    Bellissimo il commento: “Ma provaci almeno!” 😂

    Ho scelto la cioccolata calda non perchè voglio che il personaggio si deprima, ma perchè secondo me è troppo presto per una ribalta

    Buon lavoro! 😄

  • Ciao benvenuta.
    L’idea dell’artefatto può portarti lontano, apre un mondo di possibilità.
    In quanto al tuo essere principiante non ci credo molto, tu sei già in pezzo avanti, è innegabile.
    Un solo piccolo consiglio da parte mia. Nel Fantasy vedo che spesso si è portati ad esagerare sommando misteri a misteri, e introducendo personaggi a iosa, cosa che in una storia a puntare disorienta il lettore, e quello spesso si stufa. Segui una idea, una traccia, e non lasciarla disperdere in mille rivoli
    A presto, ciao.🙋🌻

    • Ciao Fenderman!
      (Chitarrista?)
      Grazie per aver letto i capitoli, e soprattutto del consiglio! Lo terrò da conto. 🙂
      Grazie anche per il complimento, sono principiante nei racconti, ho avuto modo di “imparare a scrivere” con le varie tesi e tesine universitarie (never again) 🙀🙀🙀
      Ora vado a leggere il tuo Legàmi.

      • Ciao, suonicchio la chitarra ma soprattutto mi piace metterci le mani. (Ne ho costruite e assemblate tante per pura passione).
        In quanto a Legami potresti trovare qualche difficoltà perché è l’ennesimo capitolo di una lunga storia che ha recentemente portato anche alla pubblicazione di un libro. Comunque ti basti sapere che la protagonista Palmira è una ragazza che lavora per Paride e Agata a villa Chimera. Lui adesso vuole allontanarla perché sua moglie ha delle “strane “attenzioni per lei, e organizza per spedirla a lavorare col suo ragazzo, un veterinario. Ma la ragazza e la moglie Agata non ci stanno e si parlano…
        Lo so è poco ma di più non si riesce a raccontare. Grazie, ciao.🌻🙋‍♂️

  • Ciao Saint.
    La storia mi ha preso fin da subito. Mi piace l’idea della ragazza discriminata perché “diversa” ma che al tempo stesso anche non possedendo alcuna capacità si trova nell’accademia.
    Mi piace anche l’idea del panda che è una figura che lei usa forse per trovare conforto, come una famiglia.
    Voto per la biglia cremisi per continuare l’idea dei colori.
    Seguo e al prossimo capitolo

  • Anch’io voto la biglia cremesi perché secondo me è presto perché accada qualcosa di più incisivo, mentre con la biglia hai spazio libero per presentarci il resto dell’accadamenia e qualche personaggio.

    Interessante la questione delle mani blu ed adorabile il panda invisibile ed inudibile ma, a quanto ho capito, non evanescente. La “calda coperta” è una similitudine che mi è piaciuta molto 🙂

    Ti segnalo giusto una ripetizione all’inizio del capitolo dove parli due volte di seguito a distanza ravvicinata della spazzola di La Bose. Il resto lo ha detto il nostro Gatto Nero e quindi non lo ripeto 😉

    Mi chiedo cos’hanno visto in lei visto che non ha nessuna capacità ma l’hanno accettata senza indugio! Ma lo scopriremo leggendo 🙂

    Inutile dire che ti seguo 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao Saint Jack 🙂
    E’ la prima volta che ti leggo qua su the incipit e percio’ ti do il benvenuto 🙂
    Ci hai introdotto questo capitolo con un susseguirsi di vari colori e forme e mi ha accattivato sin da subito 🙂 E’ un fantasy un po’ particolare , diciamo al limite tra il fantasy (arcieri, demoni e panda invisibili) e una sottile realta’ (la bambina discriminata a scuola per una sua caratteristica peculiare)
    ti seguo e vediamo dove ci porti 🙂
    La scrittura e’ abbastanza pulita. Come unico consiglio che ti darei, poi prendilo sempre con le pinze e’ quello di semplificare i periodi . Certe volte sono davvero lunghi. In fase di revisione prova a leggere il capitolo a voce alta, come se lo stessi esponendo a qualcuno a te vicino. Nota i punti dove a un certo punto vorresti fare una pausa ma c’e’ ancora parecchio periodo da completare e mettici un bel punto 🙂 ma la qualita’ della storia che ci hai portato e’ molto alta 🙂
    Inoltre ti consiglio si farti un giro qua sul sito e commentare storie di vari autori e commentare sotto le loro storie cosi’ ti fai consocere e ti crei un seguito di lettori , e inoltre potresti dare tu stesso consigli utili per il proseguimento delle altre storie 🙂
    Detto cio’ ho votato per la biglia cremisi 🙂 essendo il capitolo introdotto da un colore , il cobalto vorrei proseguisse in questa direzione e vediamo cosa ci tiri fuori 🙂
    Ancora complimenti e a presto 🙂

  • Una biglia cresimi!!! 😄

    Ciao saintJack!
    Che belle queste mani cobalto! Peccato doversene disfare! E anche il panda (che me lo immagino stile fumetto) così grosso e silenzioso la trovo una bella presenza, bella la sensazione “come una coperta calda”

    Accipicchia, proprio in salita la partenza della ragazza, ma tutto promette super bene!

    Spero ti troverai bene qui, ti seguo! 😄

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi