Piccole disavventure crescono

Il cesso

Sono alle prese con un problema di pressione abbastanza serio e nonostante tutte le mie abilità mi ritrovo in difficoltà. Forse dovrei chiamare un idraulico, ma il sabato sera sono difficili da trovare.

Ho incontrato questo tipo poco fa alla notte rosa, il troppo alcol purtroppo mi ha fatto accettare facilmente il suo invito ad appartarmi con lui nel bagno del locale dove stavo festeggiando insieme ad amiche che avevo perso di vista durante il corso dei festeggiamenti.

Non appena chiusa la porta del cesso, noi eravamo già presi ad esploraci a vicenda e anche se non mi piace ammetterlo, mi sono spogliata con fin troppa facilità. Abito e mutandine lasciati cadere per terra senza troppi problemi. Insomma dovrei avere più riguardo di dove appoggio i miei vestiti quando lo faccio in un bagno pubblico mal frequentato.

A mia discolpa aggiungo solo che il tipo era un bel ragazzo e ben presto ho allargato le gambe per permettergli di fare il suo lavoro. Questo era quello che mi auguravo io all’inizio, poi mi rendo conto che questo tipo fatica persino e mettersi il cappuccio su e che il suo attrezzo non ne vuole sapere di svegliarsi.

Ora non ci sono molte cose che posso fare mentre me ne sto appoggiata al muro del cesso aspettando che qualcuno mi penetri. Certo ci sono le scritte che la gente scrive sulle pareti per fare dell’umorismo; ma in questo caso sono poche e riesco a leggerle tutte in pochi secondi.

Demoralizzata, mentre questo tipo se lo sta menando, mi volto, m’inginocchio e prendo letteralmente in mano la situazione, salvo il fatto di cambiare idea e prendere questa sua situazione direttamente in bocca.

Ora, ci lavoro per un po’ al suo arnese, gli lecco persino le palle; ma al massimo riesco a farglielo a malapena inturgidire. Solo per ottenere questo misero risultato sono in un bagno di sudore.

E’ estate, il cesso è piccolo, non c’è ricambio d’aria, ho tutti i capelli appiccicati sulla schiena e tra le gambe non sono più bagnata perché sono eccitata, ma perché sono sudata. Non sto più facendo sesso; ma mi sembra di essere tornata all’ora di ginnastica a scuola.

Al tipo, poi, non so cosa stia passando per la testa. So che mi sta dicendo qualcosa; ma è un pezzo che ho smesso di ascoltarlo. A un certo punto mi ha messo le sue mani calde sulla testa e ha iniziato a spingermi verso di lui, mentre sentivo che spingeva contemporaneamente con il bacino in avanti, come se volesse scoparmi la faccia.

Se questo serve per eccitarlo ben venga come soluzione, penso tra me mentre sudo copiosamente, il suo pelo pubico mi fa il solletico al naso e il suo uccello e la mia lingua si scambiano convenevoli da un quarto d’ora almeno.

Alla fine non so cosa succede. Il suo cazzo forse s’irrigidisce di un misero dieci per cento, i suoi movimenti diventano un po’ più bruschi; ma sta di fatto che riesce a venire, in bocca sento una punta di liquido dolce salato che risvegliano le mie papille gustative ormai assuefatte al sapore un po’ salato di quel pezzo di carne e nient’altro.

Tutto qui penso tra me? Tutta questa gran fatica per un pezzo molliccio di carne e neanche una venuta decente da assaporare in bocca? Mi fanno persino male le ginocchia!

Non so se riesco a celare il mio disappunto sul volto, vorrei quasi protestare, ma sono stanca e poi a che servirebbe?

Il tipo a un certo punto bofonchia qualcosa. Sono troppo arrabbiata per starlo a sentire. Lo guardo mentre si tira su i pantaloni e poi esce dal cesso lasciandomi li da sola.

Cosa deciderà di fare la protagonista adesso?

  • Se ne torna a casa, ma le capita qualcosa durante il percorso (25%)
    25
  • Va a cercare le sue amiche (25%)
    25
  • Aspetta in quel bagno per vedere se passa qualcuno di più interessante (50%)
    50
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8 Commenti

  • Ciao Alessia, ma che sfigaaaa…con tutti i tori che girano per le discoteche e’capitato proprio uno mini dotato con evidenti problemi d’erezione.
    Comunque mi piace il tono leggero della narrazione, mi prende!
    Visto l’insuccesso ho votato perché tornando a casa succeda qualcosa di inaspettato.

    Maurizio

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