Stanotte il mondo ci appartiene

Dove eravamo rimasti?

Conosciamo un po' meglio la nostra protagonista: di cosa parlerà il prossimo capitolo? Un appuntamento disastroso (44%)

Là fuori

Con single non intendo dire semplicemente che non avevo il fidanzato, ma che la mia vita amorosa era inesistente. Non c’erano flirt, situazioni ambigue, frequentazioni, non mi interessava nessuno e nessuno era interessato me. Eppure ci avevo messo dell’impegno nel corso degli anni, ma l’unica cosa che ne avevo ricavato erano delusioni e amarezza. Ricordo qualche anno fa lo scandalo in famiglia quando, da un giorno all’altro, mio cugino aveva rotto con la sua fidanzata del liceo dopo sette anni perché si sentiva stretto. Voleva vedere cosa c’è là fuori. Io il là fuori l’avevo esplorato per anni e a oggi posso dire con certezza che non c’è nulla, se non disagio e sesso scadente. Non esiste nessuna El-Dorado fatta di divertimento. Col tempo avevo raggiunto un precario equilibrio in cui un giorno mi svegliavo con la voglia di uscire con qualcuno e già la sera pensavo che in fondo stavo meglio da sola.

“Piuttosto che una situazione come quella con Mattia, meglio chiudermi in convento” riflettevo prima di addormentarmi.

Mattia. Un mio collega d’università. Per mesi avevo avuto una cotta gigantesca per lui. Passavo le lezioni a osservarlo in aula, ero arrivata a seguire alcuni corsi che non avevo nel piano di studi pur di vederlo da lontano. Alto e moro, con un sorriso rassicurante e l’aria spigliata di chi non da troppa importanza a quello che pensano gli altri. Tanto era bastato per farmi perdere la testa. Una sera per caso lo avevo intravisto a una festa e mi ero fatta coraggio. O la va o la spacca. Basta tentennare! Così mi ero avvicinata per presentarmi e con mia grande sorpresa ne era nata una conversazione durata almeno mezz’ora. Ci eravamo scambiati il numero e da lì avevamo cominciato a scriverci. Mi sentivo invincibile: mi ero fatta avanti con un ragazzo e aveva funzionato. Il mio cervello si rifiutava di prendere in considerazione qualsivoglia segnale d’allarme: spariva per giorni interi senza visualizzare i miei messaggi per poi tornare come se nulla fosse, sembrava dimenticarsi di molte delle cose che dicevo ed era sempre troppo impegnato per uscire con me. Ma alla fine ce l’avevo fatta, ero riuscita a organizzare un appuntamento con lui: una cena romantica in un ristorante vegetariano. Avevo speso ore per prepararmi a quell’incontro, volevo essere impeccabile. Se cinque anni fa mi avessero chiesto come era andata la serata, avrei risposto che era stato tutto perfetto, come in una favola, ma la verità era un’altra. Mattia aveva passato metà del tempo al telefono e l’altra metà a parlare di sé, delle sue passioni, dei suoi progetti futuri e a me non aveva chiesto nulla.

«Allora come è andato l’esame con Gigli? Magari puoi darmi qualche dritta» gli avevo detto a un certo punto.

«Ah benone. Aspetta! Lo fai anche tu quell’esame?»

«Sì… te ne avevo parlato qualche giorno fa. Ricordi? Quando ti ho chiesto una mano per la traduzione di Cicerone»

«Ah già già. Che sbadato!»

Una spina di delusione mi aveva trafitto il cuore, ma mica potevo pretendere che si ricordasse tutto, mi ero detta. Gettato da parte qualunque istinto, avevo continuavo imperterrita a vederlo come il ragazzo della mia vita. Il culmine della serata era arrivato quando per errore mi aveva versato un bicchiere di vino sul vestito. Era sembrato dispiaciuto per due secondi, per poi tornare a blaterare di chissà quale progetto di investimento. In quel momento ci avevo riso, ma avevo passato ore a casa a cercare di far andare via la macchia. Tutto inutile. L’alone era rimasto ostinatamente attaccato al tessuto, come io alla figura di Mattia. Sì, figura. Perché questo era, una persona qualunque che mi aveva dato un briciolo di attenzione e su cui io avevo proiettato tutte le mie ambizioni romantiche inespresse.

Non ci eravamo mai messi insieme ufficialmente, lui non aveva voluto, ma io cocciuta aveva continuato a stargli intorno, a permettergli di calpestarmi per ben undici mesi. Undici mesi in cui io avevo cercato di far funzionare un meccanismo difettoso fin dall’inizio, pianti notturni per capire perché non si aprisse con me, perché non mi volesse tenere la mano, perché gli andasse bene vedermi così poco. Non gli piacevo abbastanza, tutto qui. Quello che era certo è che mi ero attaccata a quel legame come un naufrago a uno scoglio: doveva funzionare perché per la prima volta mi era interessata a qualcuno e lui aveva ricambiato. Il mio interesse era svanito in fretta ed era rimasta solo la testarda convinzione che lui prima o poi sarebbe cambiato. Mai innamorarsi del potenziale mi diceva sempre mia madre, ma io, come una bambina curiosa, avevo voluto toccare il fuoco per vedere se scottasse e, chi l’avrebbe mai detto, scottava davvero. Ma a tutte queste sagge riflessioni vi ero giunta mesi dopo aver chiuso del tutto con lui.

Ci misi del tempo a rendermi conto che Paola mi osservava perplessa. Da diversi minuti, infatti, il mio sguardo si era perso tra le pieghe grige del sacchettino delle brioches vuoto.

«Tutto bene? Avevi un’aria assente» mi chiese.

Annuì.

Dopo aver approfondito la vita amorosa delle protagonista, torniamo al presente. Nel prossimo capitolo, Emilia incontrerà qualcuno. Chi?

  • Qualcuno di nuovo (86%)
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  • Mattia (0%)
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  • Tommaso (14%)
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15 Commenti

  • Voto per il nuovo perché nonostante tutto rimango un’ottimista… in fondo la nostra protagonista pare aver appreso una lezione fondamentale da questa relazione… speriamo non sia il tipo da ripetere gli stessi errori… in fondo ce ne sono così tanti da fare! 😁
    Buon ferragosto!

  • Ciao Bluemoon 🙂
    Ci hai dato una bella backstory di Emilia e di una sua grande delusione amorosa … La classica storia d amore con il prosciutto sugli occhi 🙂 quando una sola delle due parti è innamorata e l’altra no, persone si sono rovinate la vita per colpa di queste storie purtroppo 🙂
    Per quanto riguarda il capitolo c è qualche refusino qua e la ma niente di serio, con una veloce revisione li puoi correggere facilmente 🙂
    Voglio vedere come si rapporta Emilia con l’incontro con una nuova persona 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao Bluemoon e bentornata 🙂
    Per adesso la storia mi ha incuriosito 🙂 la protagonista è esposta molto bene e ha un carattere davvero interessante 🙂 è giusto però avere un po’di backstory per capire meglio il suo modo di pensare 🙂 opto per un appuntamento andato a male e vediamo cosa ci tiri fuori 🙂
    Per quanto riguarda la scrittura non ho trovato nulla da segnalare per ora 🙂
    A presto 🙂

  • Ciso, auguri al nuovo racconto.
    Ma siamo sicuri che oggi ancora ci sia qualcuno che voglia ” Avere qualcuno accanto con cui condividere il resto della vita? ”
    Non ne sono sicuro, e la tua eroina mi è simpatica, perché è tanto stoicamente normale da meritare di vedere il suo sogno realizzato. Per adesso continuerei ancora con gli appuntamenti disastrosi.
    In quanto alla scrittura la trovo molto lineare scorrevole e senza inutili fronzoli. Ogni tanto ti sei persa qualche punto a fine frase, ma è poca cosa.
    A presto!🌻🙋

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