Cavalcando Il Fulmine

Dove eravamo rimasti?

Povera Nadine! Ma torniamo a White, cosa troverà al Liuthon? Un Altro Mattone Nel Muro (44%)

Un Altro Mattone Nel Muro

Un Altro Mattone Nel Muro

Quando White fece il suo ingresso al Liuthon Hotel, la prima cosa che gli venne in mente fu di aver fatto un passo indietro negli anni ’80.

I tavoli in marmo nero erano attorniati da divanetti disposti a ferro di cavallo, in sottofondo si sentiva un vecchio pezzo dei Pink Floyd.

Individuò Kin in un tavolino accanto alle finestre. Si diresse verso di lui e si sedette.

We don’t need no education” suonavano gli altoparlanti

“Finalmente sei arrivato” esclamò Kin

We don’t need no thought control

“Non riuscivo a trovare il mio orologio” disse White sarcastico

No dark sarcasm in the classroom

“Preferisci un burger o un pie? rise Kin

Teacher leave those kids alone

“Cheeseburger con patatine fritte e un bicchiere di succo alla mela” rispose White

“Succo alla mela?” rise Kin

“Non bevo mai in servizio” rispose White serio

“Nessun problema” disse Kin recandosi al bancone per ordinare

Ehi, teacher! Leave those kids alone!

White ne approfittò per guardarsi intorno. Il locale era pieno di gente di ogni tipo. Dai muratori in cerca di una birra per la pausa pranzo, agli impiegati in giacca e cravatta giunti per un rapido break. Il Liuthon era però, perlopiù frequentato, da furbacchioni che sbavavano dietro alle cameriere nella speranza di vedere qualcosa in più

All in all they were just another brick in the wall

White non potè che essere d’accordo con i Pink Floyd in quel momento

***

Dopo avere mangiato e rivangato i bei vecchi tempi scese tra loro il silenzio. Fu White a romperlo per primo

“Parlami di questa ragazza, Kin”

Kin abbassò lo sguardo, sorseggio il caffè e poi rispose

“Si chiama Nadine Bernasheaux, di patria Francese, sparita da ormai cinque giorni”

White tirò fuori il taccuino

“Lavorava da solo un mese per il Liuthon Hotel, come tutte le altre vittime” concluse Kin.

“Al telefono mi hai detto di essere a conoscenza di un testimone oculare. Siamo sulla pista giusta o anche questo è solo un altro mattone da aggiungere al muro?” disse White con un sospiro.

“Ok David Gilmour” rispose Kin con un cipiglio “per farti vedere che non siamo tutti dormienti come pensi tu ti posso dare due informazioni”

La biro di White fece un click, pronta a scrivere nuovamente.

“La prima è il nostro testimone oculare che non è altro che la Manager dell’hotel stesso, che dice di aver visto un uomo alto e robusto venire a prendere Nadine parecchie volte, nelle ultime settimane, alla fine dei suoi turni lavorativi” cominciò Kin.

“Credenziali?” disse White

“Michaela Pollerton” rispose Kin

“E la seconda?” disse White annotando il nome.

“Abbiamo il nome di questa persona” disse Kin con sguardo trionfante

“Potresti dirmelo o dobbiamo ordinare un altro caffè?” disse White incuriosito

“Bob Stilton” concluse Kin gongoleggiando.

“Avete interrogato qualcuno che lo conosce?” chiese

“Non proprio” comincio Kin un pò deluso “La ragazza l’aveva nominato sia ai suoi genitori che alla sua titolare. La notte che è sparita, doveva andare a cena a casa di Stilton e…”

“E se il nome fosse fasullo?” Disse White chiudendo il taccuino. Kin aveva la faccia di una persona che era stata profondamente ferita nell’orgoglio.

“Devo andare a cambiare l’acqua alle olive” disse Kin allontanandosi. White continuò a guardarsi intorno, fino ad incrociare lo sguardo con una cameriera bionda e chiese il conto.

La cameriera era molto giovane, poco sopra la ventina e aveva un bellissimo sorriso, il più bello che White avesse mai visto pensò in quel momento. La ragazza poggiò il conto sul tavolo chiedendo “Paga in carta o in contanti?”

“Carta” rispose White.

La ragazza sorrise e ritornò con il Pos per prendere il pagamento.

“Gli è caduto un pezzetto di carta dalla tasca” disse la ragazza stampando la ricevuta.
“La ringraziamo molto e spero di rivederla presto qua da noi al Liuthon” Concluse per poi allontanarsi.

White guardò per terra e vide il foglietto di carta. Sapeva benissimo che non era caduto dalla sua tasca ma da quella della ragazza. Lo raccolse e lesse.

Vi erano scritte poche parole in una calligrafia molto ordinata

So qualcosa che potrebbe aiutarvi a ritrovare Nadine. Ma non possiamo parlare qua.
Il mio nome è Julia, abito al 4 Luthor Road. Stasera alle 20.00

White sorrise evitando di guardare nella direzione di Julia. Kin intanto era tornato dal bagno “Non dirmi che hai pagato il conto?” disse fingendosi seccato.

I due si alzarono e uscirono.

“Senti Robert, noi ci stiamo impegnando, magari la pista di Stilton potrebbe essere un buco nell’acqua ma finalmente abbiamo un nome…” cominciò Kin ma White gli fece cenno di abbassare la voce.

“Stavolta penso che siamo sulla pista giusta” disse White mostrandogli il pezzetto di carta. “La biondina che ci ha servito” disse per rispondere allo sguardo inquisitorio di Kin.

“Che cosa hai intenzione di fare?” chiese Kin

“Questa volta, come tutte le altre, ho deciso di seguire il mio istinto caro Kin. Ci vediamo stasera alle 20.00 in punto al 4 di Luthor Road”

E detto ciò sali in macchina e partì. Il sorriso bellissimo di Julia ancora impresso nella sua mente.

White decide di accettare l'invito della misteriosa Julia. Cosa troverà ad aspettarlo?

  • Qualcuno Che Conoscevo (24%)
    24
  • Un Viaggio Al Chiaro Di Luna (59%)
    59
  • Un Giardino Di Sogni Infranti (18%)
    18
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167 Commenti

  • Ho recuperato un po’ alla volta tutti gli episodi, come al solito😂 Come sempre capitoli ben scritti, la storia lascia sempre col fiato sospeso e un senso di attesa per il capitolo successivo. Peccato che la piattaforma non permetta di scrivere storie un po’ più complesse😁
    Aspetto il prossimo capitolo, alla prossima!

  • Ciao BlackCat0. Questo episodio è davvero intrigante e carico di emozioni. La trama si infittisce con ogni passaggio, lasciandomi con un forte senso di suspense. La combinazione di momenti intensi e l’intrigante scelta musicale con il ritornello di “Fear Of The Dark” aggiunge un tocco particolare.
    Scelgo “Sotto Pressione”. La situazione potrebbe essere molto intensa e carica di emozioni, e questa opzione sembra adatta per esprimere la tensione e la complessità dei sentimenti tra i due personaggi in un momento così delicato.

  • Ciao, Black Cat.

    Under pressure.
    Non ho molto da aggiungere ai commenti di chi mi ha preceduto, in particolare sottoscrivo l’analisi di Fenderman.
    Fermo restando che si tratta di una buona lettura, questo episodio è a un livello meno alto degli altri dal punto di vista della trama. La cosa più interessante per lo sviluppo è all’inizio e alla fine.
    Resta invece alto il livello di scrittura, piaciuto molto e si vede che stai maturando lo stile.

    Grazie e alla prossima.

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