Quanto può … un solo uomo?

A volte ritornano...

Il matrimonio è il più sacro tra i pilastri della società Cordan. Al contrario, i festeggiamenti che hanno luogo dopo la cerimonia religiosa sono ciò di più lontano dalla sacralità che possiate immaginare. L’evento in questione era sopra le righe anche per i cordan, ma in fondo si trattava dello sposalizio di un Prescelto: i festeggiamenti dovevano essere sontuosi. Inoltre, era l’ottava volta che il nobile Laored si sposava e non è forse l’otto un numero sacro, rappresentando gli dei?

Era arrivato così il quarto giorno di festa e il numero degli invitati si era assottigliato nettamente, anche se tutti i più importanti sarebbero rimasti fino alla fine. Non solo i suoi feudatari, ma anche i cavalieri, i mercanti e arrivisti di ogni genere. Così Laored salì ancora una volta sul tavolo rialzato tenendo per mano la sua sposa, attese che i servi gli riempissero il calice di vino, si alzò in piedi e dichiarò con voce tonante: «Sì dia inizio ai festeggiamenti!»

Detto questo vuotò il calice in un solo sorso e lo schiantò a terra di fronte a sè, mandandolo in frantumi. Una risata che percosse tutta la sala mentre reclamava un altro calice dimostrando a tutti che per un Prescelto un paio di secoli di vita non erano nulla e i festeggiamenti entrarono nel loro quarto round.  Di lì a poco il caos dilagò nella grande sala circolare del maniero Laored, come si addiceva a un matrimonio di quel calibro. Non era forse Auma, dea del caos, una degli otto? Le forme rituali della caoticità erano sacre per i cordan e loro, zelanti, ci davano dentro. La distruzione che gli invitati in poche ore portarono nella sala (e agli altri invitati) fu inverosimile.

Perfettamente cordan.

Vorrei dire che per il maniero fu una fortuna il fatto che gli invitati vennero interrotti. La realtà però, è che semplicemente non lo fu. Di colpo, i portoni della sala si spalancarono con uno schianto. Tutti gli invitati si fermarono per un istante, sgomenti, mentre Laored usciva da sua moglie giusto il tempo per esclamare: «Chi cazzo entra non invitato al mio matrimonio?!».

L’uomo che entrò camminava silenzioso, ampie falcate senza fretta, dirigendosi verso il centro del salone. Il suo abbigliamento, anonimo ad una prima occhiata, se guardato con attenzione rivelava un nonsoché di noto. Era molto simile ad un completo nobiliare in stile militare, ma non se ne vedevano più così da moltissimi anni. Inoltre c’era qualcosa di sbagliato in quei pantaloni un po’ larghi, nella giacca rigida ma cadente; e soprattutto nei colori che non volevano lasciarsi cogliere dall’occhio, quasi come se un’ombra impalpabile vi calasse sopra ogni volta che si tentava di guardarli con attenzione. Sotto lo sporco che gli ricopriva il volto aveva lineamenti forti, quasi attraenti, il grigio fumo dei capelli forse appariva diverse tonalità più scuro di quanto in realtà non fosse.

«Ho chiesto chi osa entrare, non invitato, al mio matrimonio!» sbraitò Nikàl Laored mentre si riallacciava i pantaloni. Il nostro misterioso nuovo arrivato non proferì parola, continuando il suo incedere verso il tavolo degli sposi. Più d’uno degli astanti avrebbe giurato di sentirsi la gola secca, la pelle quasi screpolata. Presto si formò un cordone di sicurezza tra lui e Laored, formato da cavalieri arrembanti, desiderosi di mettersi in mostra di fronte al Prescelto, costringendo l’uomo a fermarsi. Uno di loro fece un passo avanti, la mano sulla spada: «Il nobile Laored vi ha chiesto di identificarvi». Lo sconosciuto mosse appena le labbra, poi forse ci ripensò e alzò lentamente un braccio, indicando il pavimento al centro della sala. «Identificatevi!». Ripeté il cavaliere.

In un battito di ciglia qualcosa lo trapassò. Un secondo dopo era a terra gemente, una lancia che gli perforava la gamba e una pozza di sangue che si allargava troppo piano sotto di lui, seccandosi ai bordi. La sala si trasformò in una baraonda, uomini che sguainavano le spade, ombre che guizzavano, corpi che cadevano tagliati da lame incandescenti o infilzati da aste al calor bianco. L’estraneo non aveva ancora mosso le braccia, continuando semplicemente il suo incedere verso il tavolo nuziale, ombre immonde che uscivano dal suo corpo.

Alla fine, l’uomo arrivò da Laored, che lo fissava attonito dall’alto del suo tavolo. Riuscì a malapena a biascicare: «Ti prego non farlo».

Un istante dopo le due metà della novella sposa si separarono, la superiore che crollava giù dal tavolo sul mosaico pavimentale col nome della sua casata.

«Nooooo!» urlò Laored, precipitandosi giù dal suo scranno, direttamente ai piedi dell’estraneo. Per qualche secondo, l’unico suono nella sala furono i suoi singhiozzi. Poi alzando lo sguardo, furente e addolorato scandì per la terza volta: «Chi. Sei. Tu?».

Le labbra dell’estraneo si dischiusero mentre si chinava per sussurrargli all’orecchio con un filo di voce. «Io sono morte di lance e spade».

Gli occhi di Nikàl Laored si sgranarono per la comprensione. Poi lance e spade gli furono addosso e di lui rimase ben poco.

Lo sconosciuto si volta verso gli invitati, perlopiù pietrificati ai loro posti. Cosa dice loro?

  • Nulla. Si limita a fissare i presenti pensoso, quasi stia soppesando i piatti di una bilancia. (75%)
    75
  • Indica una giovane ragazza, inebriata dall'alcol, e ora terrorizzata «Tu, vorresti raccontami una storia?». (0%)
    0
  • «Figli di traditori... Tutti voi! Dov'è chi con me amò la Giustizia?». (25%)
    25
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

19 Commenti

  • Ciao, mi piace quel che stai scrivendo, te lo dico subito. Mi sa tanto da un Alex Mercer di Prototype che si vuole vendicare di qualsiasi cosa. Figo è figo, ma sembra anche un pochino confuso. Per esempio: perché gli serve un esercito se lui vale migliaia di uomini? Sopratutto: perché questi soldati lo seguono dopo che ha appena massacrato il loro lord e anche dei loro compagni? Se è per paura, di certo non ci si può fidare di soldati impauriti e basta.
    Da quel che leggo, magari in una versione messa giù con più calma, ti conviene revisionare il ruolo dell’esercito (degli eserciti forse). Trovo molto interessante l’uso di un personaggio esageratamente forte, penso sia un bell’esperimento narrativo, anche se non facile credo.
    Non leggere queste mie parole come una critica cattiva, davvero. Penso che questa storia, come te, abbia tanto potenziale. Tanta stima!
    Poi, se vuoi, ho appena cominciato anche io a scrivere qui su The Incipit.
    Non vedo l’ora di vedere il seguito del tuo racconto!

  • Ciao.
    Come già detto nel capitolo scorso ho i miei dubbi circa il reale svolgimento dei fatti come gli hai descritti, ma si sa, il genere fantasy è bello per questo.

    Vediamo di capire cosa ha portato Markar alla scelta di questo massacro, quindi proseguiamo per il prossimo obiettivo.

    A presto!

  • Ciao.
    Lo sconosciuto finalmente ha un nome da quello che hai scritto: Markar Laored, anche se non mi sembra poi una scelta da “grande stratega” caricare da solo e “dimenticarsi” del proprio esercito quando si è presi nel combattimento. La prescelta è già riuscita a sfuggire non si sa da cosa, ma è ritornata più agguerrita di prima. Per come è finito il capitolo la prescelta è in vantaggio rispetto allo sconosciuto e quindi non è realistico (secondo me e strategicamente parlando) che venga uccisa o che fugga. Quindi si mostra un avversario ostico e.. chissà, magari sarà veramente la fine dello sconosciuto

      • Il passaggio è il seguente:

        “Poi, le gambe stanche, scivolò e cadde su un ginocchio.
        Quindi è così che finisce? Per mano della più infame di loro?”

        Da quello che ho percepito io lo sconosciuto è ormai stanco, non riesce ad usare i suoi “poteri” al meglio e poi quella frase detta a se stesso suona proprio da “adesso so cazzi”.

        Da questo ho dedotto che la prescelta sia in vantaggio rispetto allo sconosciuto anche perché, sempre da come hai scritto, i soldati nemici lo hanno circondato sempre di più e stanno lasciando spazio alla prescelta per avanzare e dare, perché no, il colpo di grazia.

        Realisticamente fa prima la prescelta o qualcuno per lei a finire lo sconosciuto? Oppure arriveranno prima i rinforzi dimenticati?

        • E’ che i rinforzi letteralmente arrivano: ultime 3-4 righe.
          Forse non sono riuscito a rendere chiara la cosa, ma quando alla fine la cavalleria travolge la fanteria sono proprio i due schieramenti che si scontrano: i Laored a cavallo travolgono i Ranàm appiedati; speravo di avere seminato abbastanza dettagli da rendere palese il collegamento.

  • Si mostra un avversario ben più ostico del previsto… Mi piace che colei che ducentoventidue anni prima era fuggita (chissà da cosa e chissà come) ora ritorni più agguerrita di quanto si sarebbe aspettato 🙂

    Molto bella la cosa del nostro protagonista che alla fine perde ma viene salvato dal suo esercito, invece di fare tutto da solo! Questo dimostra: a) che non è invincibile; b) che può fidarsi di coloro che lo seguono!

    Ciao 🙂

    • Ciao! Ho aspettato a risponderti avendo questo capitolo già in cantiere, e credo che nel suo piccolo ti dia quasi tutti i dati per decidere se il potere è ancora troppo forte.
      Detto questo il mio principale obiettivo con questa storia non è quello di creare un sistema magico perfettamente coerente e preciso – non c’è il tempo in 50k caratteri – ma di suscitare nei lettori determinate emozioni! O almeno questo sarà il tentativo 🙂

  • Ciao Melkotypo.
    Bel capitolo. Hai presentato il mondo e in parte la società che ci vive. Mi piace anche il modo in cui hai presentato l’uomo misterioso.
    La storia mi sembra interessante pertanto seguo e aspetto il prossimo capitolo.
    Le tre idee per la storia sono tutte interessanti. Il misterioso personaggio ha appena ucciso un prescelto (che deduco sia in cima alla piramide sociale) e i suoi cavalieri alla presenza di un dio. Il prescelto sembra conoscere bene il personaggio misterioso, quindi voto per “nulla. si limita a fissare i presenti”. Non credo che minacci direttamente un dio definendolo “traditore” e non credo che dopo una carneficina si faccia raccontare una storia:😂
    A presto!

    Anche io mi sto cimentando nella scrittura di una storia. Se ti va facci un salto e fammi sapere che ne pensi!!

    • Ciao lichthart!
      grazie mille di tutto quello che hai scritto; una precisazione però: la dea del caos viene citata ma non è effettivamente presente.
      Lo considero un ottimo spunto per essere più preciso in certe scene, così da non confondere i lettori!

      Al momento ho a malapena il tempo di scrivere, ma appena avrò un secondo leggerò anche il tuo racconto molto volentieri 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi